Make It Newsworthy, o Della Storia dei 400+ Commenti

Al posto giusto, al momento giusto

scritto da Francesco Gavello [+] il 20 giugno 2011 | 2 Commenti in: Featured | Scrivere Contenuti

Hubspot ha pubblicato la scorsa settimana un interessante case study su di un post, pubblicato su The Sales Lion, in grado di ricevere quasi quattrocento commenti nel giro di una manciata di giorni.

Ora, chiunque abbia un blog da giusto un attimo comprende come generare una così elevata mole di attenzione e soprattutto sostenerla nel tempo non sia cosa semplice. Nel migliore dei casi puoi sperare nella “botta” sul breve periodo, sfiorando magari il centinaio se l’argomento merita.

Più difficile quadruplicare i risultati e capire come lo si sia riuscito a fare. :)

Ecco, in quest’ottica HubSpot nel suo analizzare i tre step -vedi link sopra- in grado di infiammare la discussione ha piazzato una delle riflessioni più importanti (e sottovalutate) di sempre.

Ad un certo punto scrive: “Make It Newsworthy “.
Rendilo degno di essere chiamato “notizia”.

E dietro a questa parola risiede dal mio punto di vista l’intero succo del discorso. Quante occasioni ci si lascia sfuggire solo perché non si comprende l’importanza di essere al posto giusto nel momento giusto? Il post di Sales Lion avrebbe ottenuto la stessa visibilità pubblicato con una settimana di ritardo?

Cogliere l’attimo, soprattutto se vogliamo vedere i blog come in una qualche forma di competizione rispetto ai social, non è un’opzione. Rendi i tuoi post degni di essere considerati notizie. Notizie rilevanti anziché meri contenitori di vita vissuta, pubblicati quando capita.

Se vuoi scatenare una discussione, l’essere newsworthy è d’obbligo. A chi interessa commentare ancora una volta i tuoi articoli con una qualche forma di blando complimento? Scrivi e pubblica quando nella mente dei tuoi lettori è ancora caldo, vivo, l’evento o il tema di cui tratti. Non permettere al tempo o alla pigrizia di sedimentare una buon articolo rendendolo “soltanto un altro articolo”.

E ora pensaci: quante volte hai rinunciato a pubblicare un articolo solo perché si era fatto troppo tardi?
Quante volte un post è rimasto in bozza così a lungo da perdere significato?

Quante buone occasioni sono andate perse perché non si è inseguito “quell’essere newsworthy”, così importante e facile da perdere di vista?

foto: © ioannis kounadeas – Fotolia.com

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2 Commenti

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  1. Gregorio ha detto:

    In altre parole, sii giornalista! (ma nel senso nobile del termine)

    Rispondi
  2. PiccoloSocrate ha detto:

    Peccato che per esser “giornalista”, bisogna “farlo” (non copiarlo da altri, o peggio tradurlo da altre lingue)

    Rispondi

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