Come Progettare un Logo per il Tuo Blog

Un'immagine vale più di mille parole

pubblicato da Francesco Gavello [+] il 30 marzo 2011 | 31 Commenti in: Blog Design | Featured | Trending Topic

In questo spazio che Francesco mi ha gentilmente concesso mi piace poterti proporre alcune riflessioni in merito alla progettazione di un logo efficace per un blog. Mi premuro di dirti sin da ora che non parlerò di quali programmi utilizzare, o di quali sono gli strumenti informatici più adatti per realizzare un logo in grafica vettoriale. Il mio intento è quello di offrire delle linee guida per la progettazione, sin dalle fasi preliminari, di un logo che ti permetta di ottenere dei risultati.

Cosa è un logo? Come funziona?

Gli esseri umani immagazinano informazioni sin da quando nascono sfruttando i 5 sensi, il senso principale che noi tutti utilizziamo ogni giorno è la vista, attraverso cui codifichiamo il mondo per poi assimilare informazioni sotto forma di memoria visiva. Ad ogni segno/immagine la nostra memoria avvicinerà un significato o un sapore, una sensazione. Un logo non è altro che un segno nella memoria e come ogni altro segno viene legato a qualcosa, in questo caso ad un organizzazione, ad un prodotto, ad un servizio.

In una frase: Il logo è un segno, un immagine il cui fine è intaccare la memoria visiva

Perché è importante avere un logo efficace?

Un logo efficace è sicuramente alla base di ogni buona campagna di comunicazione, il perno centrale del communication design. Un logo identifica un prodotto o una linea di prodotti e come ti dicevo è un vero e proprio strumento che ha la finalità di restare impresso nella mente del pubblico. Come una mano tesa ad accogliere un cliente, un logo ti permette di toccare il gusto dei tuoi visitatori e ritagliarti uno spazio nella loro memoria. Se provi a pensare ad una compagnia multinazionale, la prima cosa che ricordi è il logo della ditta. Cosa sarebbero prodotti come Twitter, la Coca Cola e Google, se non ci fossero dei loghi a garantirne l’identità? Un logo è infatti un invito a restare ed una promessa. Attenzione: un logo come una persona che si espone in pubblico ha una reputazione che va creata e quindi seguita, per questo è fondamentale che il prodotto mantenga le promesse che il logo fa.

In soldoni: un logo ben fatto non aiuterà il tuo blog a crescere se i contenuti che offri non sono di “qualità”, anzi potrebbe darti l’effetto contrario.

Alcuni Punti chiave utili per realizzare un logo performante

Realizzare un logo è sicuramente un attività complessa ma non per questo complicata, un processo paziente, che richiede preparazione, e soprattutto una buona conoscenza del prodotto che vuoi legare al marchio, non pensare di realizzare un logo in 10 minuti, la progettazione necessita tanto lavoro di lima, il cui fine è quello di distillare le qualità che ti differenziano dalla giungla di prodotti con cui ti confronti nel tuo segmento. Quest’operazione può essere più facile se lavori per step e focalizzi l’attenzione sulle qualità più importanti di un logo:

  • Originalità
  • Riconoscibilità
  • Inerenza e sincerità
  • Adattabilità
  • Colore
  • Compattezza

Originalità, la prima delle qualità insieme alla riconoscibilità, il tuo logo deve essere se possibile diverso da tutto quello che hai già visto, ciò non significa che non si può trarre ispirazione da ciò che già esiste, ma che bisogna lavorare affinchè il tuo logo sia chiaro e mai uguale a qualcos’altro, altrimenti una delle sue funzioni primarie, quella di distinguerti, si perderà.

Inerenza e Sincerità, potrai anche realizzare un bel logo, ma se il tuo prodotto non manterrà le aspettative che il logo alimenta, l’effetto potrà essere solamente controproducente.

Il tuo logo dovrà essere utilizzabile in modo elastico, quindi fondamentale l’adattabilità alle diverse dimensioni dal micro al macro, a colori, in bianco e nero e in scala di grigio. Quanto detto significa che è necessario cercare di realizzare un immagine pulita, curando con equilibrio i particolari, senza lasciarsi andare in minuziosità che si perderebbero nella piccola dimensione e renderebbero poco equilibrate le riproduzioni extra large del tuo marchio. (chi ci dice ad esempio che tu non decida in futuro di promuovere il tuo blog con della comunicazione off-line?)

Un logo ben fatto, soprattutto se sei alle prime esperienze, riesce meglio se limiti l’utilizzo di colori, ricorda inoltre che deve poter essere facilmente riproducibile in scala di grigio o addirittura bianco e nero.

La compattezza è a mio avviso (secondo altri non lo è) una caratteristica fondamentale per un logo, ne rende più facile la riproduzione e permette al logo di essere recepito dalla mente umana con maggiore velocità.

Primo passo: La ricerca di informazioni

E adesso che ho ben chiari questi concetti? Come inizio a metterle in pratica? Niente di più semplice, il primo passo sta nel trovare più informazioni possibili sul prodotto per cui vuoi realizzare un logo, sei ne sei il promotore non sarà difficile. Quali sono le caratteristiche fondamentali del tuo prodotto? Quali sono i punti di forza? Che tipo di comunicazione vuoi impostare con l’utenza?

Fai tesoro dell’esperienza altrui

In questa fase è molto utile dare un occhiata a quello che è stato già fatto, cercando prodotti che sono simili al tuo puoi avere un idea di come altri prima di te hanno affrontato e probabilmente risolto il “problema” logo, non sottovalutare questa parte, soprattutto se sei alle prime armi, ti permetterà di vedere il tuo prodotto da un punto di vista più ampio e di confrontarlo con la “concorrenza”.

Che sapore avrà il tuo logo?

Adesso che hai un quadro chiaro del tuo prodotto, definiamo come tradurre graficamente la linea di comunicazione che vuoi utilizzare. Preferisci un linguaggio informale? Allora probabilmente la strada indicata è quella delle linee curve, lavorando con forme ergonomiche, e “giocose” vedi ad esempio i loghi di Skype, o di Twitter. Se vuoi suggerire affidabilità, concretezza, probabilmente ti conviene puntare su linee rette su forme squadrate, vedi ad esempio i loghi di abn amro e FedEx, che sono rispettivamente una banca ed una compagnia di spedizioni privata, società che puntano su concetti come sicurezza, efficienza, puntualità. Vuoi comunicare Eleganza? (in bocca al lupo). Riuscire a realizzare loghi davvero eleganti è una delle sfide più belle e difficili, il fine è sempre lo stesso, ma ci si deve impegnare al massimo nel minimalisto, per esprimere con pocoi concetti distintivi nel modo più forte possibile, un esempio? Chanel, Nespresso.

La scelta dei colori

Ogni colore ha un significato, che varia da cultura a cultura, non sottovalutare la scelta dei colori e il background culturale dell’utenza a cui ti rivolgi, scegli dei colori che siano attinenti al contesto in cui operi. Se ad esempio ti occupi di cucina, probabilmente sarà meglio evitare accostamenti di colori come nero e giallo, che da sempre sono legati al pericolo, ai veleni, e alla morte, il tuo prodotto avrebbe sicuramente maggior successo se utilizzassi tonalità di rosso.

Adesso che hai riflettuto su questi punti chiave, studiato il tipo di prodotto che vuoi proporre, dopo aver dato un occhiata alla concorrenza e aver stabilito lo stile con cui vuoi comunicare, puoi finalmente provare a fare qualche schizzo, a matita, al pc, sulla sabbia in riva al mare, come preferisci. Cerca di sfruttare al massimo la tua creatività, e chiedi l’opinione ai tuoi amici e colleghi, perchè no, proponi un sondaggio ai lettori del tuo blog, a volte l’idea giusta viene da dove meno te lo puoi aspettare. Vedrai le tue idee prendere forma e diventare sempre più chiare, il passo successivo è tradurre le tue bozze in un logo in formato digitale, possibilmente vettoriale.

Queste sono alcune tra le principali riflessioni che possono aiutarti sicuramente se vuoi provare, anche per la prima volta a realizzare un logo per il tuo blog, se invece hai intenzione di commissionare un logo ad un communication designer, questi principi possono aiutarti a partecipare attivamente supportando in modo utile la realizzazione.

Spero che l’articolo ti sia utile e aspetto di sentire la tua opinione! ;)

Questo articolo è stato scritto da: Giuseppe Gallo

Come Progettare un Logo per il Tuo Blog

Giuseppe Gallo, cofounder e creative director di Mirabilia, studio di comunicazione con base a Palermo. 4 tra i migliori loghi realizzati da Mirabilia sono stati pubblicati sul Logo design Book vol. 3 edito da Taschen.

Puoi seguirlo su Twitter: @bhangy

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31 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. tsitalia ha detto:

    Sto giusto cercando di creare il logo adatto per un nuovo sito a cui sto lavorando.

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Spero che questo articolo ti sia d’aiuto, realizzare un logo è a mio giudizio un attività meravigliosa, ed è molto utile confrontarsi, anche con persone che non se ne occupano in modo professionale, perchè sono loro i destinatari del nostro piccolo gioiello, sarebbe bello sapere se alla fine questo articolo ti ha aiutato o meno nel progettare il tuo nuovo logo :)

      Rispondi
  2. Marco Famà ha detto:

    Trovo il tuo articolo molto interessante.. anche se francamente posso pensare a tutto quello che scrivi, però se non sono un buon creativo tutti i bozzetti che posso provare a fare non avranno mai quel giusto “appeal” che un logo, comunque esso sia, ha bisogno di avere :) non credi?
    Forse però la giusta analisi puoi consegnarla a qualcuno che, per te, lo implementerà al meglio con gli strumenti adatti!

    grazie della condivisione!
    Marco Famà photography

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao Marco, sono contento che l’articolo ti piaccia, ovviamente, come anche tu hai scritto, uno specialista può darti non solo quel tocco in più capace di rendere il tuo logo accattivante, ma in base alla sua esperienza, può mettere in luce nuovi spunti, e sicuramente offrirti un risultato più performante. L’argomento è davvero molto molto vasto, e se vogliamo un po “bastardo”, visto che la realizzazione di un logo è un processo che riguarda la creatività, ma anche il marketing, le pubbliche relazioni, non ultimo il design.
      Anche se pensi di non essere in grado di realizzare graficamente un segno realmente bello, sono sicuro che provandoci, anche per gioco, potrai avere un idea più chiara di quella che è la linea di comunicazione che vuoi seguire, di quali sono i punti che contraddistinguono il tuo prodotto rispetto alla “giungla”. Di sicuro non tutti siamo in grado di progettare un buon logo, come non tutti siamo in grado di sistemare una presa elettrica difettosa, esistono delle figure che se ne occupano per professione. Nel primo caso però, tentare di ragionarci su ti costa solo il tempo che vorrai dedicarci, e ti può fornire una base valida per interagire in modo costruttivo con il communication designer a cui vorrai commissionare il lavoro, insomma puoi solo guadagnarci, nel secondo caso rischi come minimo una scossa :)
      Non credi?

      Rispondi
  3. Giuseppe Gallo ha detto:

    Grazie a te e a Francesco che mi ha dato la possibilità di offrirti il mio punto di vista su questi argomenti di cui secondo me è molto importante parlare. :)

    Rispondi
  4. Gregorio ha detto:

    Hai perfettamente ragione, ma non sono bravo con la grafica, anche se mi piace e l’apprezzo molto; sono riuscito a fare il sito e solo un A su sfondo bicolore come favicon, per il resto anche il sito è tutto testo e niente grafica :(

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ho dato un occhiata al tuo sito web, in un caso come questo (se non ho capito male ti occupi di sviluppo di un particolare software) un adeguato utilizzo di un logo può essere di grande aiuto. Ogni volta che il tuo prodotto viene utilizzato, ogni volta che ti presenti a dei possibili acquirenti, ogni volta che il tuo sito viene visionato, un logo ti aiuterebbe ad infondere sicurezza, a proporti con un identità. Magari puoi prendere questo articolo come spunto iniziando a comprendere quali sono i fattori che dovrebbero caratterizzare il tuo marchio e se ritieni che il tuo progetto sia valido, potresti rivolgerti ad una figura professionale in grado di aiutarti.

      Rispondi
  5. marco ha detto:

    Ciao Giuseppe, ho letto con interesse il tuo articolo. Come gran parte dei commenti sopra riportati anche io non sono affatto bravo con la grafica, ragion per cui mi sono affidato ad una web agency per il mio logo, però è corretta l’analisi da te fatta sulle idee da avere ben chiare per realizzare un logo.
    Altrimenti viene fuori un prodotto non tuo, non sentito.

    Complimenti

    Marco.

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Grazie Marco, mi fa piacere che l’articolo ti sia piaciuto, hai scritto una cosa importante, è fondamentale sottolineare che il logo prodotto deve per forza di cose essere “tuo”, si tratta di un simbolo che rappresenta la linea di prodotti e i servizi che offri, è qualcosa da amare, proporre e difendere con garbo e concretezza

      Rispondi
  6. tavernolaincanto ha detto:

    Dal mio punto di vista l’impatto visivo è sempre molto importante in un blog, perchè ciò che conta è focalizzare l’attenzione: una grafica bilanciata guida l’occhio del lettore attraverso le pagine. Allo stesso modo il logo è quell’ elemento di sintesi che permette di essere riconoscibili, di dire qualcosa di quello che si è e di quello che si fa: per questo non condivido chi si nasconde dietro la scusa di avere poca dimestichezza con la grafica! Se non ti sai esprimere graficamente puoi rivolgerti ad un esperto, ma questo non potrà mai realizzare un lavoro efficace se tu per primo non sai cosa vuoi.

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao “Tavernola”, hai sicuramente ragione quando dici che una grafica bilanciata è fondamentale, allo stesso modo la realizzazione di un logo richiede un senso di equilibrio compositivo, che non è detto tutti abbiano, siano grafici di professione o meno. Rivolgersi a delle figure specializzate come ho già scritto in molti casi è la scelta migliore, ma il mio intento con questo articolo è non soltanto quello di creare delle linee guida generali, anche perchè sull’argomento si potrebbe parlare molto, ma quello di cercare di porre l’accento su certi concetti chiave che vanno oltre la grafica e la composizione, (Il blog di Francesco si occupa principalmente di Blog Marketing, non di design). Come dici tu, è importante sapere cosa si vuole. Ognuno di noi vive esperienze diverse, e se arriviamo a chiederci se abbiamo bisogno o meno di un logo, significa che probabilmente ci stiamo impegnando in un progetto nostro, o che comunque ci riguarda direttamente, a cui dedichiamo tempo, in cui investiamo denaro, a volte tanto denaro, facendo dei sacrifici. Sottovalutare la “confezione” dei nostri prodotti è uno degli errori più grandi che possiamo fare. Negli scorsi giorni ho avuto un incontro con un ragazzo, che con dei suoi colleghi ha avviato un attività di consulenza e si occupa di servizi IT. Il loro sito web, realizzato con una certa fretta non ha alcun tipo di studio grafico alle spalle, ne tantomeno hanno pensato ad un logo che li possa rappresentare al meglio. Ora, quello che cerco di fare capire spesso soprattutto ai miei committenti più “piccoli” è che l’immagine è fondamentale e anche se quello che offri è il prodotto migliore al mondo, se non lo presenti al meglio, rischi pesantemente di perdere dei clienti. Personalmente credo sia un rischio da evitare.

      Rispondi
  7. Paola Biondi ha detto:

    Grazie Francesco e grazie Giuseppe per questo articolo!
    Ho una domanda da fare: lavoro con il mondo LGBTQ per il quale l’arcobaleno riveste un significato particolare, essendo la Rainbow la bandiera dell’intero movimento a livello mondiale.
    Ho pensato quindi di inserire nel mio logo anche queste sfumature, ma il risultato a mio parere è un pò pesante.
    Cosa ne pensi dell’utilizzo di un arcobaleno piuttosto che singoli o pochi colori base?

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao Paola, bella domanda, sicuramente una tematica complessa, sia dal punto di vista estetico che comunicativo. L’utilizzo di sfumature, nella progettazione di un logo è visto spesso come un qualcosa da evitare, per motivi tecnici innanzitutto, visto che un eventuale riproposizione su materiale cartaceo del logo potrebbe darti problemi nella stampa, in particolare in questo caso, visto che parliamo di più colori. Una motivazione in più per cui non è consigliabile utilizzare sfumature è estetica: Anche se è vero che giocare con le sfumature può rendere più gradevole un marchio, di sicuro realizzare un prodotto di qualità che svolga bene il suo compito utilizzando delle sfumature è più complesso, necessita di un buon impegno e di un pò d’esperienza. Un consiglio utile che ti posso dare, come avevo già scritto nell’articolo è: guarda come altri prima di te hanno risolto il problema.
      Iniziamo il percorso di ricerca insieme partendo dal modo più semplice di riprodurre l’arcobaleno, se chiederai ad un bambino di disegnare un arcobaleno, creerà tante striscie parallele utilizzando colori basilari, allo stesso modo, nella bandiera della pace prima e in quella del movimento di liberazione omosessuale dopo, si è scelto di utilizzare per facilità delle bande orizzontali utilizzando i colori maggiormente percettibili dell’arcobaleno.

      Un consiglio pratico?
      Pensa al puntinismo, ai pixel, tanti elementi minuscoli o comunque piccoli che creano un senso di graduale uniformità, nonostante in questi casi si utilizzino tanti elementi finiti, di un unico colore, il colpo d’occhio è quello della sfumatura. Ciò non significa però che tu debba per forza utilizzare elementi piccoli. Un altra via potrebbe essere il giocare con delle sovrapposizioni di elementi con colori ed intensità diverse.
      Se proprio vuoi utilizzare le sfumature, l’unico consiglio che mi sento di darti è: utilizza forme semplici :)
      Queste sono le prime 3 idee che mi vengono in mente, sono sicuro che riflettendoci ne troverai altre, spero di esserti stato d’aiuto

      Rispondi
  8. Paola Biondi ha detto:

    Grazie infinite per i suggerimenti Giuseppe!
    Tutti utilissimi e importanti. Proverò a modificarlo un pò (non io, ma qualcuno più bravo di me con i programmi di grafica :)
    Paola

    Rispondi
  9. Nadia ha detto:

    Complimenti davvero Giuseppe per come hai esposto il tutto e reso l’importanza della cosa!
    Vivo da sempre in simbiosi con i colori, l’immagine, il disegno, la comunicazione visiva: sono un architetto che proviene da una formazione artistica, e mi piace da sempre parlare senza parole, ma con segni della matita.
    Negli ultimi anni ho deviato verso la professione di webmaster, forte della convinzione che saper progettare qualsiasi cosa deve avere alla base la capacità di raffigurare ciò che si ha in mente.
    I tuoi consigli sono sicuramente fondamentali e tutti noi non dovremmo mai dimenticare che l’arte della comunicazione visiva è prioritaria su tutto, perchè anche capace di influenzare il subconscio.

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao Nadia, grazie, probabilmente una persona che ha la tua formazione può leggere questo articolo con una forma mentis diversa. Come l’architettura di un centro commerciale, di un negozio, di una casa, ti permette di influire sulla vita dei fruitori, di invitarli, di negargli delle visuali, sottolinare degli aspetti, allo stesso modo una corretta progettazione di un logo ti permette di focalizzare l’attenzione su alcuni concetti chiave della tua comunicazione. Una lettura che ho trovato molto molto interessante e che mi sento di consigliare a chi come noi si è occupato o si occupa di composizione architettonica e di comunicazione visiva è Learning From Las Vegas di Robert Venturi, uno dei padri dell’architettura postmoderna. Credo personalmente che il processo artigianale di progettazione di un logo debba svilupparsi tenendo conto di due pilastri: design e semiotica, come anche tu hai scritto il fine più subdolo (che brutta parola) è influenzare il subconscio. Ti invito a dare un occhiata anche a questo video, presentato dallo studio Brasiliano Tatil che spiega per sommi capi quali sono state le idee che hanno utilizzato per realizzare l’identità visuale delle olimpiadi di Rio del 2016
      http://vimeo.com/18331485

      Rispondi
  10. Luca ha detto:

    Complimenti per l’articolo Giuseppe, molto interessante!

    Su un progetto che ho seguito, mi é capitato di commissionare un logo ad uno studio grafico in concomitanza con il lancio di un nuovo prodotto aziendale e di ritrovarmi a dover rimandare il lancio perché non si riusciva a trovare un logo che convincesse tutti gli stakeholder. Dopo decine e decine di bozzetti rifiutati, abbiamo deciso a malincuore di procedere senza un logo professionale.

    Nella tua esperienza, ti sei mai trovato in una situazione simile? Se si, come sei riuscito a risolvere la questione?

    Rispondi
  11. Giuseppe Gallo ha detto:

    Ciao Luca, grazie soprattutto per la domanda. Sicuramente il metter d’accordo tutti può essere problematico in certi casi. Ti posso dire che per fortuna non mi è mai capitato di avere problemi di questo tipo. Il tempo ha un valore, per cui, nell’interesse della committenza, e del nostro studio, quando inizio un nuovo progetto ho l’abitudine di mettere subito in chiaro le mie “pretese”. La prima richiesta, che mi aiuta ad evitare questo problema, è quella di essere seguito nel processo progettuale sin dalle prime fasi. Alla committenza e a tutte le sue figure principali che si occupano del nuovo progetto chiedo di partecipare, tramite mail, riunioni e videoconferenze.

    A seconda dell’ampiezza e della diffusione della comunicazione, vengono realizzate delle presentazioni con i bozzetti e con le motivazioni che ci hanno spinto a scegliere un segno grafico piuttosto che un altro.
    In questo modo i possibili nodi vengono subito al pettine e sono in genere facilmente risolvibili. Se costruisci una casa, e ti rendi conto a metà della sua realizzazione che le fondazioni su cui poggia sono insufficenti a reggerne il peso, dovrai buttare tutto a terra e reiniziare, se fai dei controlli programmati sei sicuro che il tempo ed il lavoro che hai investino non verranno persi in toto, ma che al massimo il problema da risolvere sarà limitato all’ultima fase.
    Una partecipazione attiva e soprattuto “sana” da parte della committenza e dei professionisti che sviluppano il logo è secondo me il requisito fondamentale per ottenere il massimo risultato.
    Mi è capitato piuttosto di caldeggiare una scelta progettuale rispetto ad un altra, perchè la ritenevo più valida, ed anche li il dialogo e la presenza attiva del cliente sono stati fattori risolutivi fondamentali.

    E’ di primaria importanza, per il bene del progetto che ogni protagonista del processo realizzativo metta di lato presunzione e/o preconcetti, questo permette di porre sul piano della bilancia tutti gli aspetti della questione, motivando i Si e i No dati alle scelte progettuali.
    Insomma se le figure professionali che si incontrano hanno ben chiare le loro competenze, non sono mosse da rivalità di alcun tipo, sono aperte al dialogo e parlano schiettamente credo che questi problemi si riescano ad evitare.
    Non conosco il caso di cui scrivi in particolare ne il prodotto, ma credo che nella maggiorparte dei settori, lanciare un prodotto senza un adeguata comunicazione, sia quantomeno rischioso, è un pò come partire per un viaggio con una meta, senza saper quali sono i tragitti che si possono percorrere, sicuramente si è più lenti, e si rischia di fare incontri sconvenienti.
    Questa ovviamente è la mia opinione, ed è ciò che ho imparato dalle mie esperienze. Cosa pensi di quello che ti ho scritto? Siete poi riusciti in una seconda fase a scegliere un logo adatto alle vostre esigenze? Se si, siete riusciti in qualche modo a misurare l’efficacia del logo?

    Rispondi
  12. Matteo ha detto:

    Si nota che l’articolo è scritto da un professionista, molto ben realizzato. A volte vedo aziende che sottovalutano l’importanza di un logo, affidandosi a persone che li realizzano per poche decine di euro.

    Posso chiedere una veloce valutazione del mio logo? :)
    Per un progetto futuro vorrei cambiarlo, questo è stato fatti agli inizi del mio blog che è pur sempre un sito amatoriale.

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao Matteo, grazie, hai ragione, purtroppo non tutte le aziende realizzano un adeguata comunicazione grafica. Questo è un problema molto comune in Italia, soprattutto se si parla di piccola e media impresa, di artigianato o di prodotti alimentari spesso superbi che hanno degli standard qualitativi unici. Attività che potrebbero puntare a diventare realtà di rilievo nazionale ed internazionale, ma non lo fanno, restando ancorate alla piccola provincia. Ci si focalizza sulla produzione, (attenzione, le qualità di un prodotto sono sicuramente l’aspetto fondamentale) tralasciando l’immagine del prodotto, la comunicazione, la pubblicità, le pubbliche relazioni, il marketing.
      Mi chiedo e vi chiedo, cosa sarebbero Giovanni Rana, la Benetton senza delle strategie di comunicazione?
      La risposta secondo me è semplice: sarebbero come tante altre centinaia di piccole ditte Italiane, con enormi potenziali, ma non sufficentemente “sveglie” da investire in una comunicazione adeguata, efficace ed accattivante.
      Puoi essere il più grande artista al mondo, ma se nessuno vede i tuoi lavori, nessuno potrà riconoscere il tuo talento, al contrario un artista mediocre che sa farsi promozione riesce a farsi strada, ad essere acclamato, a raggiungere il successo. Il problema economico, soprattutto in questo periodo è presente in tutti i settori, se a questo aggiungiamo una certa sfiducia nei confronti di pubblicità e strategie di comunicazione, viste come qualcosa di superfluo, costoso ed inutile, la frittata è fatta.

      Di solito preferisco evitare di dare giudizi sul lavoro altrui, soprattuto in pubblico, perchè ogni professionista lavora in modo diverso, in questo caso come in tanti altri, io avrei fatto qualcosa di diverso, ciò non significa che il mio sarebbe stato migliore o peggiore, semplicemente diverso.
      Guardando il tuo logo ti posso comunque dire si denota la volontà di creare un identità grafica, e anche la scelta dei colori è condivisibile.
      Aggiungo che se un cliente venisse da me chiedendomi di progettare un restyling del logo, suggerirei di semplificare i segni grafici, puntando su uno dei concetti che il logo esprime.

      In bocca al lupo per i tuoi futuri progetti, spero di esserti stato di aiuto

      Rispondi
  13. Matteo ha detto:

    Più che d’aiuto, mi sono segnato il tuo sito per eventuali progetti futuri ;)

    Rispondi
  14. Carmelo ha detto:

    Ciao Francesco, salto i complimenti (meritatissimi) a piè pari e vendo subito al dunque: circa due settimane fà ho presentato un preventivo a un mio cliente per la progettazione di un logo per una piccola realtà aziendale e dato che lo stesso è mio cliente da parecchio, ho deciso di fargli un “quasiregalo”, presentandogli un preventivo che oscillava tra le 150 e le 250 euro, sottolineando che il prezzo teneva conto del fatto che era mio cliente da tempo e che l’attività in questione era una piccola azienda, quindi presumibilmente necessitava di una comunicazione “leggera”. Risultato: mi dice che nel Lazio e nel Veneto, dove lui lavora, il prezzo medio per un logo del genere è di 100 euro! Ti prego, dimmi che non è vero… ;-)

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Carmelo, il mio punto di vista è riassunto in questo sempreverde post: http://justcreativedesign.com/2008/05/22/why-logo-design-does-not-cost-5-dollars/

      I loghi sviluppati da un professionista costano. E c’è una ragione. :)

      Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao Carmelo, oltre al link che ti ha proposto Francesco, ti posso dire per esperienza professionale che nel Lazio e nel Veneto ci sono ottimi professionisti che si occupano di communication design e sicuramente non hanno creato la loro reputazione svendendo il loro lavoro. Il prezzo di un logo varia da progetto a progetto, uno dei fattori principali da tenere in considerazione è l’area geografica su cui il logo andrà ad operare: provinciale, regionale, nazionale, internazionale. Se sei bravo ed hai intenzione di continuare con il tuo lavoro, sta attento ai furbi, non farti intortare da chi non è in grado di apprezzare il tuo lavoro.

      Rispondi
  15. Alina ha detto:

    Quest’articolo sul logo design è l’unico tra quelli che ho letto in precedenza che analizza aspetti così importanti, complimenti per la pubblicazione con la Taschen ;) è un bel riconoscimento. Volevo farti una domanda Giuseppe, cosa consigli a qualcuno che voglia migliorare le sue capacità nel progettare loghi?

    Rispondi
  16. Giuseppe Gallo ha detto:

    Ciao Alina, grazie :)
    Ogni progettista ha le sue idee, secondo me la cosa più importante per cercare di far bene questo lavoro è informarsi, seguire i progetti presentati da altri, di esempi ne abbiamo pieni gli occhi, e con un po d’impegno siamo in grado di comprendere perchè funzionano o meno. Insomma non si tratta solo di design, ma come ho scritto su, anche di marketing e di comunicazione, bisogna alimentare la propria curiosità: studiare ciò che hanno fatto gli altri, cercando di capire come lo hanno realizzato, sicuramente è il migliore strumento per comprendere come costruire qualcosa di nuovo. Se vogliamo parlare all’animo umano (troppo poetico? Probabilmente si ma un pò è così secondo me) dobbiamo innanzitutto essere degli ottimi recettori :) ed in questo ogni tipo di esperienza può aiutarci.

    Rispondi
  17. Bellissimo il tuo articolo!
    Hai dei consigli sul programma free da usare per una mamma blogger?

    Rispondi
    • Giuseppe Gallo ha detto:

      Ciao Federica, grazie per i complimenti, come programmi gratuiti ti consiglio senza dubbio Inkscape e Gimp, sono delle ottime alternative a illustrator e photoshop, forse un po più complessi da imparare ma comunque validi per disegno vettoriale e grafica

      Rispondi
  18. Grazie.
    Informazioni molto utili…
    ora penso che ci vuole solo un po’ di fantasi :)

    Jan

    Rispondi

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