Le Date Sono Controproducenti?

Hey, e questo quando l'hai scritto?

scritto da Francesco Gavello [+] il 17 settembre 2011 | 9 Commenti in: Welcome Weekend

Ci sono sostanzialmente due approcci, legati (in parte) alla SEO, che riguardano le date.

Il primo è quello che vuole le date come ennesimo spunto a Google per posizionare i tuoi contenuti tra le SERP con la dovuta rapidità. Soprattutto, renderlo in grado di permettere agli utenti di filtrare i contenuti del tuo blog secondo parametri temporali con più facilità.

Dall’altro, l’approccio che vede le date come un “impiccio”. Un modo molto poco elegante per spifferare ai lettori che dopotutto non siamo blogger così costanti. Che di quella buona paginata di articoli presenti in home, solo un paio sono stati confezionati negli ultimi mesi.

La tattica è quella del “meno l’utente sa, meno l’utente finisce per immaginare (e giudicare)”. Ed è peraltro la stessa tattica che spesso si usa nel momento in cui un nuovo blog evita di presentare i suoi novelli post con un laconico “0 Commenti …ancora!” ripetuti sotto a ogni titolo.

Questo perché ipotizzando che l’utente arrivi da noi con un preciso interesse, possiamo riuscire a soddisfarlo spesso indipendentemente dalla “freschezza” del contenuto in sé.

Voglio dire: una guida ai migliori ristoranti del Piemonte probabilmente perde di valore col tempo. Giustamente. Ma un articolo che racconta a briglie sciolte un buon modo di scrivere press release o di sviluppare un contest sui social media ecco, forse rimane valido anche per i mesi successivi alla sua caduta in archivio.

Ed ecco che quindi il blog di Thesis (framework per WordPress piuttosto diffuso) sfrutta esattamente questa seconda strada. Cerca, o lettore, un solo riferimento temporale sull’intero sito tra articoli e commenti. Non lo troverai.

Ogni articolo è così di riflesso sempreverde. Commentabile. In grado di far scaturire una nuova discussione perché quella discussione non è più ingiustamente vincolata alla data in cui è stata scritta.

Molti non se ne accorgeranno neppure di commentare un post vecchio di mesi. Altri non vedranno nulla di strano nel vedersi rispondere dal relativo autore anche se quell’articolo non è da tempo più tra quelli “in evidenza”.

Insomma, talvolta le date sono controproducenti?

Buon weekend!

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9 Commenti

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  1. YouON ha detto:

    io voto per le date :)

    Rispondi
  2. Federico ha detto:

    ma per carità!
    a volte mi serve sapere quando un articolo è stato scritto e non si trova la data ! che fastidio!!!!

    viceversa, se un articolo mi interessa credete che eviti di leggerlo solo perché è stato scritto mesi (o anni) fa?
    secondo questa logica tutti gli scritti dei filosofi greci non avrebbero diritto di stare su google perché sono troppo vecchi?
    ma per piacere!

    Rispondi
  3. Alex ha detto:

    Io penso che visualizzare la data di un post sia utile in base al contesto. Mi spiego.

    Frequento da sempre le community di linux e dell’open source, un tipo di articolo che va per la maggiore in questo campo sono gli how-to.

    Molto spesso anche durante il mio lavoro (sono un sistemista linux :D ) mi sono trovato a dover affrontare problematiche la cui ricerca della soluzione mi ha portato su un blog con un how to per un workaround, è fondamentale in questo caso sapere la data dell’articolo perché può fare riferimento a delle procedure od a dei software troppo vecchi rispetto al momento in cui io lo sto leggendo, e non è detto quindi, che quella procedura mi possa risolvere il problema, od addirittura non è detto che io possa nemmeno attuarla (perchè i comandi a cui fa riferimento non ci sono più, i software da installare si chiamano in altro modo, ecc).

    Nel caso invece di articoli più generici, secondo me, visualizzare la data o meno non fa differenza; anzi molto spesso mi ritrovo a leggere articoli senza nemmeno accorgermi che sono stati scritti 3 anni fa per dire.

    Alex

    Rispondi
  4. Daniele Ferla ha detto:

    Io credo che il nascondere le date dei post non significhi solo nascondere che è vecchio, significa ammettere che non si è blogger costanti. A molti blogger questo da fastidio. Sarebbero dunque blogger coloro che applicano tale espediente? Fatico a crederlo. Il blogger è anche colui che ammette di postare con poca regolarità perchè impegnato in altro e sopratutto che scrive solo cose interessanti e non solo perchè deve scrivere (ci capita spesso di leggere post inconcludenti solo perchè “dovevano” essere scritti).
    Lasciamo le date, mostriamo la nostra “irregolarità” nel postare, il post verrà letto comunque, verrà commentato e avrà il suo spazio nel web.
    Nessuna paura, solo chiarezza e rispetto. I miei lettori vogliono, e meritano, questo.

    Ciao a tutti :-)
    Ferla Daniele

    Rispondi
  5. Marco ha detto:

    Sinceramente penso che le date, come ogni cosa, bisognano essere viste in un modo differente in base al contesto.
    Nel caso espresso da @Alex, si vede chiaramente che è fondamentale che ci sia un riferimento alla data in cui il post è stato scritto.

    Ma logicamente se prendiamo in esame anche questo stesso post, alla fine è logico che non ce ne frega proprio nulla di quando sia stato scritto. L’abilità del blogger a far commentare un determinato post, a riprendere discussioni che sembravano irreparabilmente perduti negli abissi degli archivi, non si limita certamente all’evitare di far comparire le date. Un professionista aggiunge widget, riferimenti, plugin per i post correlati e molto altro per far resuscitare articoli precedenti.

    Personalmente le date le utilizzo solo in alcuni casi per decidere se iscrivermi o meno ai feed rss. Se infatti noto che il blog non è aggiornato con costanza, evito di farlo e mi limito ad aggiungerlo ai preferiti per ricontrollarlo una volta ogni 2 settimane all’incirca..

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  6. Cultura Web Design ha detto:

    Secondo me le date ci devono essere, proprio per il discorso suggerito da @Alex. Quando si cerca o si legge qualcosa di tecnico o riferito ad una tecnologia in evoluzione, viene da sé la necessità di dover sapere quando un articolo è stato scritto.
    Per i post più generici, preferisco comunque vedere la data di pubblicazione. Ma effettivamente in questo caso non è così importante.

    Rispondi
  7. Andrea Lombardi ha detto:

    La cosa che odio di più è leggere un articolo dove ci sono riferimenti temporali relativi (“dalla prossima settimana…” oppure, “ieri sera è successo che..”) e non si trova la data da nessuna parte! C’è poco che mi irrita così, quindi sono per le date sempre e comunque! Tanto i casi sono due: il contenuto non invecchia e quindi la data ha una funzione trascurabile; oppure il contenuto invecchia e far sapere che quanto è scritto ha 5 o 6 anni **fa parte del servizio** erogato dal sito, è come dire “hey, guarda che dopo dieci anni qualcosa potrebbe essere cambiato!”. Per me è sinonimo di onestà e autorevolezza.

    Rispondi

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