Lavorare In Team: Convivere Per Il Successo

scritto da Francesco Gavello [+] il 24 dicembre 2008 | 11 Commenti in: Blogging Tips

Sicuramente almeno una volta nella vostra vita, parlando con un collega, un amico o un utente incontrato navigando sul web, vi sarà capitato di pensare che sarebbe stato interessante aprire un blog a quattro (o più) mani con lui/lei/loro.

I vantaggi rispetto alla formula OneManShow sono molteplici e sostanzialmente dipendono dalle motivazioni che vi hanno spinto a contemplare tale sodalizio, ad esempio:

  • L’impegno non cambia ma i contenuti raddoppiano, l’effetto più comune di un lavoro a più mani è l’aumento dei contenuti, che può riguardare non solo il mero quantitativo, ma anche un’espansione degli argomenti.
  • Più respiro ai post, si possono offrire punti di vista differenti sullo stesso argomento, allargare gli orizzonti, innescare dibattiti o creare fazioni. Questa è una formula che fornisce ai lettori più spunti di riflessione, favorisce i commenti e i dibattiti che in qualche modo fidelizzano i partecipanti.
  • Un blog aperto 24/7, andare in vacanza non è certo un crimine, ma se sono gli altri a farlo, rappresenta senza dubbio una buona opportunità. Una minore concorrenza significa anche maggiore visibilità. Quando non si è da soli è possibile gestire le proprie assenze in modo da sfruttare al meglio il periodo vacanziero evitando di chiudere.


In ogni caso, anche se non volete pianificare le ferie, può ugualmente garantire un afflusso regolare degli aggiornamenti anche qualora vi troviate in un periodo che vi consente di postare solo saltuariamente.

Se i vantaggi sono numerosi, i problemi e gli svantaggi che si dovranno affrontare, però, non sono affatto da meno. Sicuramente, durante la vostra vita scolastica vi sarete scontrati almeno una volta con i “terribili” lavori di gruppo, quindi conoscerete bene la spietata dinamica che si nasconde dietro: l’insuccesso di un membro può causare il fallimento (o comunque danneggiare pesantemente) il duro lavoro di tutti gli altri.

Se ripercorrete per un secondo con la memoria tutti gli interessanti post che avete letto su queste pagine, vi accorgerete che le possibilità di commettere qualche leggerezza sono davvero numerose e spesso si nascondono nei dettagli. Quando il numero di persone coinvolte nel blog aumenta, aumentatno di conseguenza le possibilità che anche solo una di esse non presti adeguata attenzione ai particolari (sempre che siate tanto “fortunati” da non avere problemi ben più grossi di cui preoccuparsi).

A tutto questo vanno poi aggiunti i più banali problemi di convivenza che possono mettere seriamente a rischio i rapporti all’interno dello staff e con i lettori, oltre a determinare drastici cali della qualità e a demotivare un po’ tutti.

Per cercare di evitare questi problemi non esistono formule che applicate meccanicamente possano risolvere i problemi, in fondo ogni persona ha la propria psicologia e il proprio modo di reagire, ma ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutarci a ridurre gli scossoni.

Impostare il rapporto fin da subito

È fondamentale definire ruoli, aree di competenza e gerarchie fin da subito, evitando così false aspettative, malintesi e cattive abitudini. Potete scegliere sostanzialmente tra due modelli: quello piramidale e quello tavola rotonda.

Se accogliete una persona in un progetto già avviato sarà pressoché scontato il modello piramidale, altrimenti, ammesso che non siate persone estremamente carismatiche o dall’indiscutibile competenza ed esperienza, potrebbero insorgere seri problemi sulla leadership che potrebbero far naufragare il blog prima ancora del varo. In questo caso è sicuramente meglio abbandonare ogni velleità di comando ed abbracciare il secondo modello.

Se il talento o le circostanze vi hanno portato a scegliere un modello piramidale potrete godere di un maggiore controllo sul materiale pubblicato, fornire linee guida e modificare i pezzi prima della pubblicazione in modo che risulti qualitativamente in linea con i vostri standard. Una situazione idilliaca che sembra risolvere tutti i problemi che elencavo poco sopra, se non fosse che in questo caso i problemi di convivenza vengono estremamente acutizzati.

L’inconveniente più frequente è che i collaboratori si sentano come le ultime ruote del carro: sostituibili con grossa facilità. Il fatto di avere “il potere” non significa che usarlo (specie se più che un uso si tratta di un abuso) vi porterà dei benefici, è sicuramente meglio cercare di essere il più democratici possibili e spiegare con grossa trasparenza le vostre motivazioni.

Motivare lo staff, ascoltare le proposte e se possibile accontentarle sono degli ottimi metodi per far in modo che tra le vostre fila non serpeggino correnti divisioniste. Ricordate sempre che un Re senza sudditi non è nulla.

Al contrario se prediligete un rapporto maggiormente paritario, il modello tavola rotonda è sicuramente quello che fa per voi. Questa forma, a differenza di quella precedente, funziona bene unicamente su piccoli gruppi e richiede una grossa comunicazione e molta pazienza.

È molto più semplice che un sistema simile funzioni quando a parteciparvi sono amici di vecchia data o persone che condividono profondamente interessi ed ideali. In questo caso, inoltre, è molto difficile riuscir ad instaurare legami che non s’infrangano alla prima difficoltà se non si ha un rapporto anche al di fuori del blog (e possibilmente non solo a distanza).

Se le premesse per formare questo tipo di società sono delle migliori, i problemi legati alla convivenza saranno davvero minimi, ma al contrario il versante tecnico rischia di essere il tallone d’Achille. Anche in questo caso cercare di stabilire delle linee guida comuni rappresenta una soluzione ottimale, se avete maggiormente esperienza in questo campo, potete avanzare delle proposte ponderate sulla base delle conoscenze maturate. Il fatto che si tratti di un rapporto paritario non implica che abbiate le stesse competenze sugli stessi argomenti, anzi al contrario è molto probabile che le vostre abilità siano complementari e non è affatto il caso che le soffochiate.

Qualunque sia però il modello che avrete deciso di impostare, c’è un accortezza che non può che non portarvi benefici: la mutua correzione. Prendete l’abitudine di far leggere, prima della pubblicazione, il vostro intervento al vostro socio e chiedergli pareri e correzioni.

Questo non può far altro che arricchire il vostro post svelandovi prima quali possono essere i passaggi poco chiari o particolarmente noiosi, inoltre daranno al vostro partner la possibilità di assicurarsi che tutto sia perfetto e che nessun dettaglio sia stato lasciato al caso (o in alternativa di apprendere qualche trucco del mestiere). Istituire questa abitudine non solo vi darà la possibilità di arricchire e migliorare i vostri post, ma di fare altrettanto con quello degli altri senza apparire prevaricatori o sfrontati.

autore: Marco Mocca per francescogavello.it
immagine: lumaxart

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11 Commenti

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  1. Andrea Pinti ha detto:

    Fosse facile :D
    colgo l’occasione per farti sinceri auguri di natale.

    Rispondi
  2. mottiden ha detto:

    Tutto quello che hai detto è verissimo! Lavorare con altre persone conosciute online è certamente più difficile del normale, ma con un confronto costante, penso si possa arrivare a buoni risultati.

    Quello che trovo difficile è “arruolare persone”. E’ complicato trovare gente disposta a scrivere sul tuo blog per passione, poichè scrivere su di un blog implica la costanza, che molte volte viene meno senza stipendio! Instaurare un modello piramidale, infatti, è molto difficile se non si hanno fondi per pagare le persone. Senza soldi l’unica cosa possibile, secondo me, è la collaborazione allo stesso livello con un modello tipo “tavola rotonda”!

    Rispondi
  3. Valerio Villari ha detto:

    Sono pienamente in accordo con Mottiden…Credo che la souzione tavola rotonda sia sempre le migliore in ogni caso.
    Eguali responsabilità così come eguale spartizione delle entrate può e deve essere la soluzione (a mio modesto parere…)Il sistema potrebbe essere quello del revenue share, o di permettere l’inserimento di proprie campagne ad ogni autore.
    Ma….
    Perchè non potrebbe esistere la possibilità che qualcuno voglia partecipare ad un prgetto del genere solamente per il piacere di farlo?
    Se si uniscono due, tre o quattro appassionati, potrebbe nascere qualcosa di interessante da monetizzare, volendo, nel futuro?
    Che ne pensate?

    Rispondi
  4. Lara ha detto:

    Che bello un blog di gruppo, peccato che lo ritengo un lavoro molto difficile da mettere in atto!!
    Prima di tutto la distanza è un problema fondamentale, è impossibile riuscire a gestirsi regolarmente se non ci si può vedere faccia a faccia spesso e se ognuno ha diversi impegni giornalieri… Io sono admin di un forum (degli studenti della mia ex-facoltà ormai) e anche se l’impegno è minimo, non riusciamo mai a essere tutti d’accordo ma soprattutto è difficile che tutti lavorino con lo stesso impegno… c’è sempre qualcuno che si deve “smazzare” di più…
    Oltre alla distanza, stabilire argomenti e post richiede tempo e possibilità di dialogo frequente, cosa difficile se tutti lavorano e se non ci si frequenta periodicamente almeno…
    Sulla questione metodo di lavoro, quello piramidale sicuramente permette un controllo, ma occorre un “capo” e questo fa sentire gli altri di minore importanza e può essere controproducente avere qualcuno che decide e giudica davanti a sè… quello tavola rotonda è assolutamente ideale per un blog (il cosidetto brainstorming così osannato nel marketing) ma è difficile da mettere in atto, soprattutto per problemi di tempo e distanza…
    Forse il team è migliore nel caso dei forum rispetto ai blog, a meno che non ci sia una grande conoscenza e una grande passione fra i blogger ma è comunque un impegno grande e difficile…

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  5. Francesco Gavello ha detto:

    @Andrea Pinti e anche a tutti gli altri: Auguroni gente! Passate buone feste e rimpinzatevi di panettone :D

    @Mottiden e Valerio: Beh, è quasi “fisiologico” se si inizia a collaborare da zero, non avere la certezza dei numeri che si potranno fare (e quindi quanto grandi potranno essere i ricavi di tale impegno). L’importante credo sia la trasparenza prima di ogni cosa, e di questo Marco ci parlerà nel prossimo appuntamento ;)

    @Lara: A proposito di blog e forum, ti consiglio l’interessante post sul TagliaBlog in questi giorni I Blogger devono farsi un forum?

    Rispondi
  6. ci avevamo provato, nel vecchio ufficio dove lavoravo, a fare un blog sulle esperienze e i trucchi casalinghi di impiegati frustrati e imbranati… è finito nel dimenticatoio di quasi tutti :-(
    il blog è http://massaie-scs.blogspot.com/

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  7. Marco Mocca ha detto:

    Il piramidale senza incentivi economici effettivamente rischia di rivelarsi poco stabile, ma condivido con Valerio Villari che l’aspetto economico viene in un secondo momento, non si tiene un blog con lo scopo principale di guadagnarci (se si guadagna è un altro discorso, ma non si parte con questo scopo). poi ci sono anche molte persone che non se la sentono/non sono in grado di mandare avanti un blog da sole, che da sole non riuscirebbero ad essere abbastanza costanti o che non si vogliono prendere grosse responsabilità. tutti questi sono candidati adatti per voler entrare a far parte di un sistema piramidale non ricoprendo il ruolo di vertice. tra l’altro molti blogger emergenti (specie quelli in giovanissima età) traggono molti benefici nel fare un po’ di gavetta con qualcuno di più “navigato”.
    La tavola rotonda è quella che incentiva di più la partecipazione, ma bisogna anche scegliere con estrema cura con chi farlo, bisogna avere davvero delle grosse affinità e poi, come dice Lara, la distanza è un enorme problema. Tra l’altro, farlo con un amico può rivelarsi pericoloso, eventuali contrasti possono mettere in pericolo l’amicizia stessa. Un buon amico non è necessariamente un buon partner, prima di fare qualcosa provate a valutare le sue capacità senza lasciarvi influenzare dai sentimenti.
    Personalmente preferisco lo schema piramidale (anche se dipende molto da chi sono gli altri), ma con l’accortezza di alleggerire molto l’atmosfera, una cosa del tipo “ehi sono aperto a tutte le proposte e sono qui per cercare di diminuire il vostro carico e aiutarvi affinchè i vostri post e le vostre idee rendano al meglio”. Insomma non essere “quello che decide”, ma quello che aiuta e si fa carico dei problemi che nessuno vuole affrontare.

    @Mottiden: hai ragione arruolare è una cosa difficilissima. Se disponi anche di un forum hai modo di conoscere un po’ meglio le persone…
    Se hai solo il blog credo che la cosa migliore sia di scrivere qualcosa riguardo al reclutamento e fatti mandare un post di prova. In questo modo solo chi è interessato ti contatterà e questa di per se è una scrematura… non che sia una garanzia, ma almeno eviti di inseguirli.

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  8. [...] E’ disponibile anche la prima parte di questo articolo: Lavorare In Team: Convivere per il successo. [...]

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  9. [...] può essere esteso in generale a vari casi della vita quotidiana, per questo motivo ve li segnalo). Il primo articolo lo potete leggere qui e il secondo qua. Mi è capitato di “lavorare in team” solo in occasione dei gruppi di [...]

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  10. [...] La probabilità che vengano disattesi è alta, ma negli ultimi giorni dell’anno ho letto un paio di post che mi hanno acceso una lampadina in testa. Non parlano di todo-list, di come organizzarle [...]

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  11. [...] Lavorare in team: convivere per il successo (parte 1) [...]

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