Io & iPad

scritto da Francesco Gavello [+] il 25 aprile 2011 | 8 Commenti in: Featured | Tool e Risorse

Da un paio di settimane ho avuto modo di mettere la mani su un iPad2 3G bianco (con smart cover arancione) e di mandare relativamente in pensione il MacBook Pro per tutta una serie di operazioni in mobilità tra clienti e blog che gestisco.

Ma invece di partire in quarta con un’altra recensione presumibilmente noiosa sulla tavoletta in sè, nelle righe che seguono ho voluto mettere per iscritto quella che è stata la mia esperienza di utilizzo in queste prime due settimane, tralasciando dati e numeri e focalizzandomi sul modo di gestire volumi di informazioni attraverso di esso.

Può un iPad rappresentare il solo compagno di un blogger, sostituendo un portatile o un netbook? Quali soluzioni offre, realmente, per curatori di notizie e quali scorciatoie offre nell’uso quotidiano per migliorare le relazioni con i propri contatti?

Che cosa sappia fare bene un iPad lo sappiamo ormai più o meno tutti: fruire di una grande quantità di informazioni in completa (o quasi) mobilità interagendo con queste informazioni in maniera più o meno avanzata.

Tuttavia, sebbene esistano soluzioni -made in Apple e non- nate per soddisfare precise esigenze dei consumatori di contenuti, per chi intende gestire o monitorare i propri progetti in rete (o semplicemente rivolgersi con costanza e precisione a una nicchia di riferimento come curatore di notizie o creatore di esse) le soluzioni davvero efficaci sono tutte da scoprire e non così scontate come si potrebbe pensare.

Riflettendo, cosa ho bisogno di ottenere, io, da un iPad?
Solo quattro cose, benché importantissime.

  • Fruire del più alto numero di informazioni circa un preciso argomento estrapolandole dalle fonti che decido di monitorare (sui social network tanto quanto attraverso feed RSS o altri canali)
  • Gestire bozze e commenti di articoli su WordPress
  • Accedere a documenti condivisi per clienti e collaboratori (siano questi Google Docs o Dropbox)
  • Gestire efficacemente i miei account di posta (e per efficacemente intendo rispondere alle email senza impazzire)

Può un iPad soddisfare queste esigenze sul campo? Quanta flessibilità presentano le applicazioni più conosciute per piegarsi alle esigenze di blogger, piccoli editori o curatori di contenuti?

Ogni tuo desiderio è un ordine

La cosa che più tenevo a sperimentare realmente in un iPad era la possibilità di prendere appunti (di qualunque tipo ma prevalentemente vocali) in qualunque situazione. Cosa che per inciso già faccio con un iPhone ma che per ovvi motivi mi costringe a saltare poi su un desktop per rendere leggibile il materiale raccolto.

La prima applicazione che ho installato è stata quindi Evernote che con mia grandissima soddisfazione si è riconfermata come il taccuino condiviso più efficiente di questi ultimi anni per congelare idee e spunti nei secondi immediatamente successivi alla loro nascita. È una delle cose che credo abbiano reso queste pagine così apprezzate dagli utenti e rappresenta un punto fisso nel mio modo di gestire il processo creativo.

Secondo in grado l’accesso a Google Docs, dove mantengo una serie di documenti condivisi per clienti, collaboratori e via discorrendo. Pur mancando un vero modo intelligente di accedere a Docs da mobile, l’interfaccia web fa il suo lavoro perlomeno in visione, rendendo molto più snello consultare report e dati durante le riunioni. Stendiamo un velo pietoso sull’inserimento del testo, semplicemente non paragonabile a quanto presente da desktop. Google ha da lavorare su questo punto.

Terzo, Twitter. Non nego che mosso da ricordi più che piacevoli verso TweetDeck questa è stata la prima applicazione a cui mi sono rivolto. Piccolo problema, crasha come se non ci fosse un domani. HootSuite, che già apprezzavo per le ultime evoluzioni lato “Pro” è diventato così il mio client Twitter prediletto e su iPad riesce a tenere sotto controllo una decina di colonne personalizzate senza accusare nessun tipo di rallentamento, bug o problema di sorta. Stupendo.

L’app di WordPress, che tanto faceva penare i suoi utenti (me) su iPhone nei primi tempi è diventata fantastica e su iPad è un piacere rispondere ai commenti, gestire le bozze o semplicemente correggere qualcosa al volo. Manca ancora l’intera idea di “editing HTML” ma ci si può accontentare. Sulla questione torno a fondo articolo.

Poi c’è Dropbox, servizio che nel corso dei mesi è diventato davvero polivalente e che accoppiato a PlainText (Elena ha steso qui una comparativa piuttosto interessante) diventa uno strumento formidabile per stendere bozze e sincronizzarle online con tutti i terminali autorizzati. Scrivi da un lato, te lo ritrovi dall’altro senza neanche starci a pensare. PlainText ha un problema con le lettere accentate che non ho ancora capito se dipende da me, dal software, da iOs o da Dropbox, ma tanto basta per continuare a seguirne l’evoluzione.

Scendendo nel campo del monitoraggio delle fonti, Zite è semplicemente il magazine personale per iPad più esaltante che ci sia. Perché impara. Da solo. Tutto ciò che chiede è un semplice input iniziale indicando le categorie di massima che ti piacerebbe seguire e uso dopo uso raffina i contenuti presentati sulla base dell’interesse ricevuto. È anche possibile dare una mano all’algoritmo di fondo valutando ogni contenuto letto (classico pollice su/giù) o indicando di voler leggere altre fonti simili per dominio, autore o categoria dell’articolo. Impressionante per qualità e assolutamente complementare al ben più famoso Flipboard.

Zite inoltre consente di condividere ogni elemento letto attraverso Twitter, Facebook, Delicious, via mail e, nota bene, Instapaper. Quest’ultimo consente di fatto di tenere una lista di ispirazioni per articoli e commenti in maniera estremamente rapida e intuitiva. Per chi poi volesse concludere in bellezza Instapaper è disponibile su AppStore a soli €3.99 (a differenza delle altrea app qui riportate che sono completamente gratuite). Oppure puoi salvare direttamente l’url del sito di Instapaper alla home e godere quasi delle stesse funzionalità.

E infine l’immancabile Flipboard, un software che da solo ha ridefinito il concetto di fruizione dei contenuti sui tabler per stile, efficienza e qualità. A differenza di Zite, Flipboard non consente l’invio diretto a Instapaper, ma a seconda del contenuto filtrato (il proprio account Facebook, Twitter, altre decine di canali RSS o direttamente il proprio account Google Reader) è possibile agire di conseguenza. Nel peggiore dei casi -spesso capita- è possibile inviare una mail al proprio account di posta filtrando poi adeguatamente il testo del messaggio, che contiene un’opportuna stringa “Sent from Flipboard”).

Sempre da Flipboard è cosa buona monitorare il proprio account Google Reader sugli elementi marcati Speciali (Starred Items) in modo da avere un’altra fonte di link appuntati da trascinarsi in giro senza nemmeno rendersene conto.

Insomma, con neanche una decina di applicazioni sono riuscito a riportare buona parte del mio workflow su un device così piccolo e reattivo che se spesso non sente il peso delle feature mancanti rispetto a un notebook, in alcuni comparti riesce persino a darmi più informazioni di quante ne potessi reperire in precedenza. Tutto a vantaggio della qualità del contenuto che riesco a riproporre ai miei contatti o a tenere sotto controllo per articoli e simili.

E adesso la domanda.
L’iPad è uno strumento con cui gestire a tutto tondo un blog?

No.
Non sempre, almeno.

Perché sono comunque molto pochi i blogger che possono saltare a piè pari la fase di editing finale sui propri articoli e non hanno bisogno di inserire una foto ritagliata su misura, un video o una qualsiasi altra formattazione avanzata derivata da HTML, campi personalizzati o settaggi allegati al post da plugin di terze parti.

Ed è quasi sempre necessario tornare comunque su desktop per dare “solo quell’ultima aggiustatina” all’articolo prima di mandarlo in pasto ai lettori. Blogsy è in questo senso un promettente spiraglio ma soddisfa solo in parte alcune necessità avanzate di chi mette mano a elementi avanzati che non siano il testo negli articoli.

Per il momento, un iPad rimane uno strumento formidabile (ma non indispensabile) anche per creatori e curatori di contenuti, se si ha il budget da investire in un gioiellino del genere. I vantaggi in termini di stress e quantità di informazioni fruite in mobilità non ha pari.

Just my 2 cents, ovviamente :)

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8 Commenti

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  1. Marco ha detto:

    Ciao Francesco!
    Interessante punto di vista.

    Io ho un iPad 1 da diversi mesi ormai e non sono passato al 2…non credo nemmeno lo faro’.

    Quando l’ho comprato, speravo di poter sostituire il mio vecchio portatile e poter lavorare al 100% sul mio blog con l’iPad. Ahime’ non e’ possibile.

    Concordo completamente sulla agevole fruizione dei contenuti, lo scambio di informazioni e l’acquisizione/share di essi; ma non e’ sufficiente per completare i tuoi contenuti.
    Dopo mesi di prove e nuove applicazioni c’ho rinunciato.
    Scrivere un testo su iPad, pronto da pubblicare, che vada al di la della bozza e’ praticamente impossibile o cmq richiede molto piu’ tempo e pazienza rispetto ad un computer ‘normale’.
    Sono troppi i servizi e siti che consulto che da un normale computer posso agevolmente copiare in un click e condividere, linkare etc e che sull’iPad necessitano di un’applicazione scpecifica. Il multitasking va bene, ma se devi lavorare e consultare contemporaneamente molte fonti diventa assai antipatico il doppio tap sul tasto home, almeno per me.

    Credo, di avere trovato il perfetto compromesso tra iPad e portatile: Mac Book Air.
    E’ leggero e sottile come un iPad ma e’ un computer completo.
    Ormai uso iPad per leggere quelle riviste che non posso trovare qua alle quali sono abbonato, e che costano molto meno in versione digitale o per navigare il web se sono con amici e non voglio accendere l’Air(che e’ anche piu’ veloce dell’iPad 1 ad avviarsi).

    Certo…e’ una spesa consistente…ma per chi ne ha bisogno per creare contenuti, secondo me, e’ il compromesso perfetto. Non uso neanche piu’ il mio desktop.
    L’iPad e’ uno strumento fantastico per consultare ma secondo me, ancora, non puo’ sostituire al 100% un portatile/desktop se deve essere il tuo principale computer per creare contenuti, ricercare, scrivere etc.

    Grazie per il post e, in ritardo, buona pasqua ;)

    Ciao!

    Rispondi
  2. riccardo ha detto:

    Grazie Francesco per l’ottima recensione, in rete si fa fatica a trovarne di così costruite sul campo con l’esperienza, che poi è l’unico modo per trasmettere veramente le potenzialità di un tool.

    Per quanto mi riguarda l’acquisto di un iPad 2 è in programma, in tutta onestà dico però che dai miei test e dall’idea che mi sono fatto, è più uno sfizio personale, un voler stare sempre al passo con i tempi, che uno strumento nell’interesse della mia attività di blogging.

    In realtà la fuzionalità che considero più produttiva in assoluto è quella di poter fruire dei contenuti altrui in mobilità, senza 2 kg di computer sulle spalle, magari anche sui mezzi pubblici, e senza diventare cieco con i minischermo dell’iPhone.

    Inoltre non dimentichiamo anche la quantità di ebook che sono a dispozione oggi sul mercato, alcuni molto interessanti; è un investimento anche in questo senso.

    PS: per flipboard, che come altri programmi non supportano instapaper, prova inviando un’email direttamente ad instapaper che viene aggiunta all’hopage read it later, funziona anche con Read it Later (il servizio):
    http://www.instapaper.com/extras

    Buon 25 Aprile!

    Rispondi
  3. Enrico ha detto:

    Ottimo articolo. Grazie.
    Risponde in modo esaustivo ad una domanda che mi ponevo già da tempo. A dire il vero anche io ero giunto alla conclusione che iPad non potesse essere un sostituto del desktop per il bloggimg, però già il solo predisporre abbastanza agevolmente delle bozze in mobilità mi sembra una gran cosa :-)

    Rispondi
  4. Tiziana ha detto:

    Ciao Francesco,
    hai risposto ad un quesito che credo si pongano in molti ed hai tratto la mia stessa conclusione, iPad ha diversi aspetti interessanti e tante App free o di prezzo contenuto che possono essere estremamente utili ma non può ancora sostituire completamente un portatile.
    Per il mio modo di lavorare manca ancora di quella praticità e di quella destrezza che ho sempre apprezzato nei portatili.
    E’ sicuramente un bel gioiellino ma non lo trovo ancora completo :)

    Rispondi
  5. Denis ha detto:

    C’è una comodissima app free, iUnarchive lite, che permette di scaricare zip e ricaricarli in dropbox, oppure di aprirli e inviarli per mail

    molto ma molto utile!

    Rispondi

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