Imparare a Dire di No (e Perché Farlo Può Preservare la Qualità del Tuo Blog)

Rifiutare una proposta ci spaventa sempre. Esistono soluzioni?

scritto da Francesco Gavello [+] il 28 ottobre 2009 | 13 Commenti in: GTD - Getting Things Done | Scrivere Contenuti

no

Se scrivi su un blog da più di cinque minuti, avrai probabilmente già capito quanto la collaborazione tra blogger sia qualcosa dalla quale non si può davvero prescindere.

“Nessun uomo è un isola”, diceva tanto tempo fa qualcuno di famoso. Coloro che cercano di fare terra bruciata intorno alle loro pagine nella speranza di ergersi come “unici e soli portatori di verità” hanno ben poche speranze di sopravvivere sul lungo periodo.

Ma nonostante ciò -e con tutta la buona volontà di questo mondo- prima o poi ci si trova ad avere a che fare con situazioni che definire spinose è dir poco. Situazioni dove questo salutare desiderio di collaborazione, la voglia di dare una mano e di regalare un po’ del proprio tempo si scontrano con richieste a dir poco… improbabili.

Ecco come durante gli anni ho imparato a rispondere (solo quando serve davvero): “No, mi spiace”.

Spaccato della proposta tipo

La situazione è (con qualche variante più o meno colorita), sempre la stessa. Ti svegli una mattina e nel tuo client di posta elettronica campeggia una nuova mail. Il gusto di tale mail può passare dall’arido “simil spam-bot” all’oltremodo mieloso. In tutti i casi, indistintamente, la proposta copre cose del tipo:

  • La segnalazione di una qualche “non-notizia”
  • La citazione o sponsorizzazione di materiale onestamente scadente
  • Un terribile scambio link automatico tra un “non-blog” e la tua homepage pagerank 7 da diecimila unici al giorno
  • La proposta di una partnership verso un network di blog assolutamente fuori tema (quando non del tutto dedito allo spam)

Come comportarsi in questo caso?

Quando per la prima volta si ha a che fare con una simile iniezione di popolarità, il blogger alle prime armi reagisce in due modi: (entrambi sbagliati): risponde affermativamente a qualsiasi proposta o fugge fortissimo nell’altra direzione ignorando qualsiasi ulteriore tipo di contatto che non rispecchi precise regole “di ingaggio”.

Il perché è presto detto…

Abbiamo paura!

Rispondere negativamente ci spaventa. Temiamo che il piccolo e dorato (e sudato) mondo che siamo riusciti a costruire intorno al nostro blog possa crollare come un castello di carte se iniziassimo tutto d’un tratto a fare gli schizzinosi verso ciò che gli altri, indistintamente, ci propongono.

Abbiamo paura della reazione di un lettore scontento. In cuor nostro già ipotizziamo reazioni a catena e conseguenze inaspettate. Abbiamo così tanta paura di creare il contrasto che spesso cominciamo a prendere le peggiori decisioni giusto per non affrontare il problema.

Tiriamo fuori dal cassetto qualche scusa a malapena abbozzata giusto per evitare di pronunciare quella terribile parolina. Rimandiamo la nostra risposta a tempi migliori e più rilassati. Nel peggiore dei casi, come già detto, accettiamo tutto tappandoci il naso nella speranza di farla franca con i lettori.

Ti sarà capitata una situazione simile, vero?

Come gestire i tuoi “No, grazie”

La realtà dei fatti è che là fuori esistono uno sfacelo di proposte in grado di svilire ciò che fai. Per una semplice questione di grandi numeri, se tu oggi hai in mente un progetto complesso, esistono almeno altre dieci persone che non lo considerano assolutamente tale e ti chiederanno senza alcuna remora le peggiori partnership e sponsorizzazioni (giusto per dirne due).

Proposte che se da un lato affermano di ammirare e apprezzare il lavoro che ogni giorno porti avanti sul tuo blog, dall’altro non si fanno scrupoli per cercare di guadagnare proprio da quest’ultimo visibilità a basso costo o qualche buona parola per contenuti assolutamente scadenti (quando non del tutto fuori tema e irrilevanti per la tua nicchia di lettori).

Non è sempre così, va detto. A volte sussistono ottime proposte e persone ragionevoli. Proprio per questo prima ancora di optare per il “no”, cerca di valutare a mente fredda l’effettiva portata della proposta che hai ricevuto. Sono sufficienti tre regolette mentali.

  • Evita di rispondere di getto ad una mail o ad un commento
  • Valuta l’effettiva utilità della proposta ai tuoi lettori
  • Cerca di resistere al fascino dell’offerta monetaria

Se qualcosa a prima vista non ti torna, assegna un task sulla mail in questione. Fai un bel respiro, apri la homepage del tuo blog, e visualizza mentalmente l’impatto che questa potrebbe avere per i tuoi lettori. Più sarai in grado di comprendere le esigenze della tua community, più facilmente sarai in grado di distinguere tra cosa veramente puoi accettare e rifiutare.

Se a questo punto cominciano a saltarti in mente decine di giustificazioni sul “perché a conti fatti forse i tuoi lettori potrebbero, ma si, dai, accettarlo” allora è il caso di cominciare a prevedere una risposta negativa.

Ma come si fa all’atto pratico?
Come si può riuscire a generare qualcosa di buono da una mail di rifiuto?

  • Rispondi sempre e comunque. Su questo punto non si scappa. Anche le proposta meno coerente, se portata avanti da una persona motivata, è meritevole di una risposta. Rispondere negativamente non significa essere passati al lato oscuro e cominciare a spargere morte e distruzione su tutti quelli che non sono in linea con te, quanto invece possedere una chiara immagine del proprio blog e di cosa (proprio in virtù di ciò) meglio si adatta alla sua crescita.
  • Fai comprendere che apprezzi l’interessamento nei tuoi confronti. Hey, qualcuno ha deciso di investire in te quantomeno il tempo necessario per scriverti un messaggio. Tienine conto. Non dimenticare che l’idea che stai per rifiutare è probabilmente tanto importante per l’altro lato quanto per te lo è il tuo stesso blog. Non sminuire il lavoro degli altri in maniera gratuita.
  • Poni l’attenzione sulla qualità. Anziché rispondere “No guarda, non sono interessato” e scappare a tutta forza, cerca di passare un messaggio leggermente diverso. Qualcosa del tipo “No, non sono interessato, perché il servizio che mi proponi è fin troppo simile a quest’altro tool e non credo che al momento rispecchi la qualità minima che i miei lettori si aspettano di leggere da me”. Nel primo caso sbatti in faccia al tuo interlocutore un muro di mattoni, nel secondo rappresenti una persona matura che valuta una per una le possibilità che gli si pongono di fronte sulla bae di precisi parametri.
  • Fornisci feedback. Ok, è vero, i consigli sono come l’acqua: quando non richiesti stufano in fretta. Tuttavia trovo che il punto in questo caso non sia farsi beffe di chi sta dall’altro lato, quanto piuttosto essere esaustivo riguardo le motivazioni della tua risposta. Prevedere un ripensamento futuro se ne sussistono le basi. Se credi di averne la possibilità, cerca di fornire quanti più feedback possibili riguardo le motivazioni concrete del tuo rifiuto e cosa possa essere messo in pratica dall’altro lato perché questo possa cambiare.

Un esempio pratico?
Ecco una mail che potresti scrivere per rifiutare la segnalazione di un presunto nuovo clone di Twitter (rimaneggiato da un esempio di vita vissuta).

“Ciao [nome],
ho letto la tua proposta e nei giorni scorsi mi sono fatto un giro su www.example.com

Apprezzo molto l’interesse nei miei confronti e nel mio blog, tuttavia credo che [nome servizio], che mi segnali, non offra grandi innovazioni rispetto al ben più conosciuto Twitter.
La meccanica è pressapoco la stessa, e anche con una diversa interfaccia o meccanica non credo che i miei utenti ne possano realmente fare uso.

Hai mai pensato di provare a portare il servizio verso feature che ancora mancano ai suoi concorrenti e lo renderebbero unico come:
- elenco feature n.1
- elenco feature n.2
- elenco feature n.3

credo che potrebbero dare molte più possibilità a [nome servizio] e in questo caso sarei felicissimo di darne segnalazione.

A presto,
Francesco”

È un messaggio semplice, chiaro e diretto. Non ci impieghi che qualche minuto a scriverlo e non richiede più concentrazione di molte altre mail che probabilmente già spedisci ogni giorno.

Provaci! Scoprirai che nella stragrande maggioranza dei casi ciò che puoi ottenere in risposta non è assolutamente un lettore deluso. :)

Qualità = selezione

Sono il primo ad affermare che la collaborazione tra blogger sia importante. Davvero importante. È ciò che da sempre muove la blogosfera e che la rende così interessante per i suoi abitanti. È un ottimo modo di veicolare buon contenuto, segnalazioni rilevanti e in generale di far emergere ciò che di interessante potrebbe altrimenti rimanere sommerso sotto decine di altre fonti.

Ma non sempre tutte le persone se lo ricordano.
E ogni tanto non è semplicemente possibile dire di sì ad ogni iniziativa.

Perché manca l’argomento in tema, perché manca l’idea di base, perché semplicemente manca la qualità. E purtroppo la qualità non è solo un auspicabile optional. È la base. È tutto. E l’unico modo di far crescere il tuo blog (e di riflesso l’intera blogosfera) è sapere come selezionare e aggregare contenuti di qualità per i tuoi lettori.

Il che significa quando saper dire, finalmente con coscienza e in maniera produttiva per entrambe le parti, “No, grazie”.

Quanto sei aperto alle proposte di collaborazione (o di segnalazioni, guest post e partnership) sulle tue pagine? Ti sei mai trovato in situazioni di questo tipo da cui non sapevi come uscire?

foto: b.frahm

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13 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. A me è capitato di dire di NO ad una richiesta di pubblicazione post a pagamento sul mio blog, dato che ho reputato opportuno, in questa fase di vita del mio blog, non inserire articoli non di mio pugno su siti che, tra l’altro, trattavano temi “delicati” (recensioni di casinò online) per quanto realizzati in maniera professionale.

    Nel corso del seguente scambio di mail ho ricevuto, anche se non era mi intenzione, un’offerta economica raddoppiata, che ho nuovamente declinato, pur ringraziando per l’attenzione avuta verso il mio blog.

    Non ti nego però che in altre occasioni, in cui ho ricevuto proposte veramente improponibili ed al limite dello spam (come quelle che hai descritto), la proposta di non rispondere è stata veramente forte.

    Rispondi
  2. TheNorba ha detto:

    A me capita spesso (con la frequenza di 2/3 mail a settimana) di ricevere email con proposte di scambio link, affiliazione e addirittura all’acquisto del mio blog.

    Solitamente, sobbissato da queste e-mail, tendo a non rispondere.
    Ma ho apprezzato molto il tuo consiglio di “rispondere sempre e comunque”.
    D’altronde rispondere non costa niente, far conoscere la nostra opinione è inoltre utile ad esprimere ciò che realmente desideriamo per il nostro blog.

    Ottimo post, come al solito :)

    Ciao!

    TheNorba

    Rispondi
  3. Ivan ha detto:

    Anche a me è successo in un paio di occasioni. Comunque trovo molto interessante il template di mail da inviare; già fatto cut+paste. :-)

    Rispondi
  4. Kaeel ha detto:

    Beh, nel caso limite dei BOT non so quanto effettivamente valga la pena di rispondere…
    Ad ogni modo apprezzo come sempre l’approccio che proponi: rispondere, farlo educatamente, in maniera ragionata e indipendentemente dal proponente.
    Teoricamente dovrebbe trattarsi della “scoperta dell’acqua calda”, ma capita quasi quotidianamente di avere a che fare con blogger “di lungo corso” che hanno totalmente dimenticato questa regola.
    La qualità si vede anche da queste piccole cose e, nel lungo termine, non può fare altro che pagare :)

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Diciamo che sono più per il contatto che per la risposta secca sì/no. :)

      Nota di contorno: quando si parla di pubblicare segnalazioni, recensioni (sponsorizzate e non) torna utilissimo aver pianificato a priori una buona canalizzazione dei contenuti. Vedi sideblog, vedi sezioni verticali e “zone di decompressione” per non far sì che per accontentare qualcun’altro si debba penalizzare la visibilità dei passati articoli.

      Rispondi
  5. Il piccolo uomo ha detto:

    Ciao Francesco , devo ammettere che l’ultimo punto mi ha fatto molto riflettere e mi ha fatto sentire ancora più piccolo ( non è una battuta !) . Credo per te sia normale offrire ottimi e qualitativi contenuti e giustamente ne ricerchi e te li aspetti , quasi dovuti in cambio del tuo sempre ottimo lavoro . Credo pure che ci sei arrivato gradualmente , migliorando sempre nel tempo , continuando a sviluppare il progetto che avevi in mente sin dall’inizio e hai costruito intorno a te tutte le condizioni favorevoli allo sviluppo e mantenimento dello stesso , unendo sforzi e collaborazioni con i tuoi ” colleghi ” Blogger . Credo che oltre alla necessità di saper dire di no , selezionando una certa qualità per il bene del tuo blog , sia anche parte della tua innata indole di perfezionismo e professionalità che ti distingue e credo che i meriti vanno riconosciuti .
    Credo che aver sottolineato l’importanza della Qualità in generale sia il l’obbiettivo o il limite di tanti Blogger e sono sicuro che tanti dovrebbero tenerne conto e farci i conti , sottoscritto compreso . Grazie di questa lezione di stile .
    Ciao e alla prossima .

    Rispondi
  6. Emma ha detto:

    Ciao Francesco, grazie per l’ottimo post. Io sono partita da poco, con un blog sulla psicologia che mi piace molto, anche se quando lo guardo vedo mille cosa che forse dovrei cambiare… Ma forse sono ipercritica. Il problema è che piace fin troppo a molti miei amici, diversi dei quali mi chiedono di collaborare, o di essere intervistati sui loro corsi/libri/seminari di psicologia. E non tutti sono così speciali da meritare una segnlazione, che oltretutto darebbe al mio blog (che ancora non ha nè Adsense nè miei infoprodotti) un aspetto pubblicitario che ancora non ha, e che oltrettto non renderebbe niente! Insomma: come si fa a non offendere gli amici?
    Grazie ancora per tutte le cose interessanti che scrivi

    Rispondi
  7. Francesco Ciabatta ha detto:

    Come al solito ancora un articolo molto interessante. Grazie.

    Credo che il tema del post si possa anche ribaltare… selezionare bene i blog a cui chiedere uno scambio link e sopratutto mettersi nei panni di chi deve ospitare il nsotro link.

    Rispondi
  8. Marina ha detto:

    Grazie per il post. Mi piace molto il fatto che sottolinei come aspetti fondamentali qualità nei contenuti/affiliazioni ed educazione (o comunque voglia di comunicare piuttosto che il silenzio).
    Ottimo lavoro e complimenti per il blog, da cui imparo sempre molto :)

    Rispondi
  9. piac95 ha detto:

    Ciao,
    non so se è l’articolo più adatto per chiederlo, comunque non voglio farti alcuna proposta che possa rovinarti in qualche modo la reputazione ( :) ), comunque, volevo chiederti se potevo usare i feed (feedburner) del tuo blog da inserire nel nuovo aggregatore che ho creato (vedi il link ciccando su piac95), vorrei inserirti nella sez. informatica>blogging…Posso?

    Rispondi
  10. Marina Esposito ha detto:

    Grazie mille sei stato utilissimo!

    Rispondi

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