I tool di monitoring dei social media saranno sempre più …verticalizzati?

L’evoluzione del tracciamento del target

iStock.com/Floortje

Un articolo di Mashable di qualche giorno fa esprime, in un certo senso, quella che molti marketer potrebbero considerare insieme una notevole opportunità o una significativa preoccupazione.

Nell’articolo si parla di Cruvee, un tool di social media monitoring il cui solo scopo è dedicarsi all’industria …vinicola. “Winery solution for the social media age”, si definisce.

Al di là di tool come Radiant6 & Co, l’unico scopo di Cruvee è quello di analizzare un preciso segmento di utenza, scegliendo i modi più opportuni per presentare i dati raccolti, focalizzandosi su ciò che davvero possa essere rilevante per chi voglia dialogare con esso.

Nello specifico, Cruvee è in grado di analizzare 77 piattaforme su web dedicate al segmento vinicolo e sfrutta algoritmi interni proprietari per mastiscare un linguaggio, tra le comunicazioni che intercorrono sui social network, che definire in questo caso di nicchia è quasi un’eufemismo.

Costruendo Cruvee intorno a una precisa industria, non solo il prodotto finale è estremamente più intuitivo di alternative generiche, ma è soprattutto in grado di agire in maniera proattiva in quanto a feeedback perché toglie di fatto tutto il superfluo e ciò che resta è “esattamente dove deve essere”.

Da cui la domanda, che ti ripropongo per questo Welcome Weekend: è questo (finalmente?) il salto con cui la social media monitoring inizierà a passare sempre più per applicativi specifici? Anziché continuare a usare una somma di tanti servizi di terze parti, potenti ma generici e sviluppati per un’analisi a 360°, finiremo per concentrarsi verso prodotti pensati per comprendere solo alcune precise nicchie di mercato?

Buon weekend!

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

2 commenti

  1. più che il singolo prodotto (che analizza il singolo segmento di mercato) è la metodologia di analisi a poter portare una ventata di vera novità. ovvero analizzare singoli cluster (come un segmento di mercato o un interesse particolare) per imparare singolarmente a conoscerli meglio, per poi potersi concentrare sul miglior modo con cui interagire con essi: è questa la vera svolta.
    da qui è possibile immaginare un fiorire di prodotti simili nel futuro prossimo.

  2. Diciamo che l’analisi inizialmente è sempre macroscopica per poi concentrarsi sui segmenti specifici, come afferma il buon Avinash Kaushik. Trovo molto utile la possibilità di avere un software specifico per nicchia anche se l’ideale sarebbe monitorare tutto a 360° con la possibilità di segmentare quello che più interessa.
    Quanti tools si dovrebbero creare per ogni nicchia? Voi cosa ne pensate?