Gli Hashtag su Facebook? Non Aiutano Affatto la Viral Reach

*suspance*

scritto da Francesco Gavello [+] il 05 settembre 2013 | 3 Commenti in: Featured | Social Media

Come usare gli hashtag di Facebook?

Se stai pensando che l’immagine poco sopra abbia qualcosa di strano, non sei il solo a pensarla così. :P

Era nell’aria da un po’, da quando a fine luglio SimplyMeasured, in un report volto a analizzare i principali 100 brand al mondo su Facebook, riportava un timido “So far, brand posts containing hashtags are not driving additional engagement”.

Vai a immaginare.

Adesso ti arriva pure EdgeRank a confermare con dati ancora più recenti e precisi la scomoda verità: usare gli hashtag su Facebook non aiuta affatto ad aumentare la Viral Reach di un contenuto.

Lo studio, effettuato su più di 500 pagine e 35.000 aggiornamenti (con e senza hashtag) su luglio sembra non lasciare grande scampo. Qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

Ma cosa?

Eppure, il valore di un hashtag è tanto grande quanto facilmente comprensibile. Facebook non è mai stato un tool di facile utilizzo per rincorrere la breaking news. Ha sempre sofferto, in questo, di una sindrome cronica da secondo arrivato rispetto a Twitter, fisiologicamente più portato ad essere il cinguettio latente del mondo.

Con gli hashtag (Facebook che gioca a fare Twitter, hanno scritto in tanti), problema risolto. Una volta marcato il tema #blogfest nel tuo ultimo update, sei a un click di distanza da quella che può essere realisticamente identificata come una ricerca in tempo reale. Una ricerca delle migliori fonti a disposizione per lo stesso tema.

Un modo, insomma, per rincorrere la news dell’ultim’ora in maniera se non più ordinata, almeno più logica che in passato. E c’è da dire che con il loro -parere personale- orrido popup gli hashtag di strada ne possono ancora fare parecchia. Migliorare per esempio la logica di filtraggio e rendere più trasparente la meccanica con cui i temi correlati compaiono in questo flusso.

Perché ciò accade?

Ma torniamo a noi.

Edgerank propone una soluzione (francamente un po’ tirata) per giustificare questo gap, questa potenzialità ancora inespressa. Punta il dito verso il modo in cui i brand stanno davvero usando gli hashgtag: ovvero, legandolo espressamente a promozioni piuttosto che a temi caldi in cui un hashtag potrebbe davvero fare faville.

Si potrebbe anche pensare come l’idea stessa di hashtag possa aver funzionato in Twitter a causa di una sua naturale e logica implementazione (se non realmente dai primi giorni) nel momento in cui il social prendeva il via verso la maggioranza iniziale. E non avremmo forse tutti i torti.

Ciliegina sulla torta, scavando più a fondo in quel report, si nota come non solo marcare con parole chiave gli aggiornamenti di Facebook (di qualunque media, foto, testo o link si parli) non aiutano la reach, ma la diminuiscano ulteriormente rispetto alla media.

È possibile usare gli hashtag in maniera efficace?

Personalmente, credo che gli hashtag siano qui per restare. Forse non saranno già più una delle priorità di Facebook, al momento nuovamente impegnato nel risolvere criticità ben più urgenti che il flusso di navigazione dei temi correlati, ma qualcosa lo si può fare già da oggi, su ogni pagina fan.

  • Fai i tuoi compiti. Studia l’hashtag che hai in mente di utilizzare per scoprire se questo esista già e come venga usato. L’ultima cosa che vuoi, dopo aver trovato il tuo acronimo preferito, è di vederlo legato a temi completamente diversi da ciò che tratti.
  • Usali per separare discussioni dedicate a precisi prodotti, in modo da aiutare i tuoi utenti a filtrare il materiale disponibile.
  • Usali per offrire supporto o per dare modo ai tuoi fan di seguire una crisi.
  • Non seguire a occhi chiusi gli automatismi di pubblicazione cross-network, ritrovandoti su Facebook un hashtag nato su Twitter. Potrebbe non avere gli stessi risultati.
  • Segui sempre e comunque hashtag correlati al tuo brand, in cui poterti infilare ad-hoc nei momenti di massima piena.

Insomma, uno strumento basilare e limitato, forse non così adatto come si pensava per spingere i propri post più lontano, ma estremamente promettente in ottica di monitoraggio delle discussioni.

Stai usando gli hashtag su Facebook? Sì? In maniera ragionata? :D

Oppure, seguendo uno di quei trend non scritti ma da sempre presenti in Twitter, sono solo un’utile sostituto delle emoticon per racchiudere in una singola parola (anche di poco senso compiuto) il succo di un update?

immagine: EdgeRank Checker

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3 Commenti

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  1. Cristina Gorda ha detto:

    In effetti mi sono sempre chiesta se gli hashtag su facebook fossero d’aiuto per la Viral Reach oppure no… Articolo molto interessante! Grazie :-)

    Rispondi
  2. Francesco Gavello ha detto:

    Ciao Cristina, grazie. ;)
    Quanto spesso li usi tu, da lettrice?

    Rispondi
  3. Daniele Carollo ha detto:

    Ciao Francesco,

    onestamente sono del partito No agli hashtag su Facebook.

    Attenzione, io stesso tendo a utilizzarli per sperimentare e cercare di capire se posso cambiare idea, ma credo veramente che ogni social abbia i suoi punti di forza, i suoi contro, e soprattutto certe meccaniche che lo rendono differente dagli altri.

    Facebook come tu dici soffre perché mediamente il pubblico presente cerca un altro tipo di interazione e in effetti è anche abituata a interagire diversamente. È vero che sarebbe curioso sapere come sarebbe andata se gli hashtag fossero stati presenti fin dall’inizio.

    Tu, mi sembra di capire, li usi costantemente?

    Rispondi

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