Guest Post Checklist: 4+2 Cose da Tenere a Mente Prima di Proporli sul Tuo Blog

Hai già lanciato la tua "call for guest blogger?" ;)

scritto da Francesco Gavello [+] il 04 settembre 2009 | 14 Commenti in: Scrivere Contenuti

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Che i guest post funzionino alla grande, è piuttosto risaputo.

Ospitare contributi esterni non solo rappresenta un buon modo di proporre una visione alternativa ai tuoi lettori, ma ti permette di mantenere fresche e interessanti le tue pagine spezzando il ritmo di pubblicazione.

Inoltre -e fa sempre bene- è un buon modo per offrire visibilità a coloro che ancora sono poco conosciuti, e contemporaneamente di guadagnarne di propria quando si sia invece riusciti a strappare un articolo ad un blogger molto popolare e apprezzato.

Quale che sia il caso, anche se puoi semplicemente scrivere due righe in una mail e andare a proporre spazi sul tuo blog ai tuoi contatti più vicini, forse dovresti pensare ad un paio di cose prima di aprirti ai guest post.

1. Hai predisposto una pagina con alcune linee guida?

Prima ancora di pensare al materiale che riceverai, dovresti pensare al come lo riceverai.

Impostare una paginetta statica con le linee guida per i contributi esterni è il primo passo per evitare di scartare articoli fuori tema, troppo corti, troppo lunghi, troppo sgrammaticati e troppo (ahimè) fuori tema.

Ti permette inoltre di motivare possibili guest writer che altrimenti si sarebbero fatti da parte, troppo timidi o sfiduciati. Ti permette di stabilire i vincoli di utilizzo del materiale inviato e di indicare chiaramente le questioni solitamente lasciate da parte (Viene fatto un editing finale una volta ricevuto il materiale? Come ci si comporta con le immagini? Che livello di complessità viene accettato?).

Insomma, è una buona cosa a prescindere. ;)

2. Quanto sei aperto ai contributi esterni?

Qui bisogna mettere da parte i tecnicismi e guardare al proprio blog con occhio critico: quanto il tuo blog è legato a te stesso come persona?

Parliamoci chiaro: se la maggior parte dei tuoi articoli riguardano aspetti della tua vita privata (magari coincidenti con le tue passioni, perché no?) è improbabile che qualcun’altro abbia interesse ad entrare “nel tuo salotto di amici” per cominciare a discutere di qualcosa di totalmente estraneo.

Forse i guest post in questo caso non rappresentano la scelta più adeguata; forse è il caso di virare sulle mini interviste, sui post “collezione di domande uno a molti”, e su varianti di questo tipo. Chiediti insomma quanto e in che modo potresti incastrare la voce di un terzo tra la tua e quella dei tuoi lettori.

3. Gli argomenti che tratti sono adeguati a ricevere guest post?

Non tutti gli argomenti si prestano ad essere “guestati”. Inutile dire che i guest post, proprio per la loro laboriosità e lunghezza intrinseca, sono articoli che cercano di presentarsi elaborati e completi, o perlomeno non esageratamente simili a segnalazioni stringate di questo o quel servizio.

Blog che si basano su notizie lampo, segnalazioni, piccole pillole di riflessione o aneddoti sono francamente poco adatti (così come sono nella loro forma naturale) ad ospitare guest post.

Ancora, se decidi di concedere il tuo spazio ad altri, dovresti prevedere precise forme di publicazione che ne giustifichino lo sforzo (non tanto tuo, quanto del guest writer di turno).

4. Hai già definito una selezione blogger iniziali a cui proporre il tuo spazio?

Hey, hai tutte le carte in regola.
Hai gli argomenti giusti, una pagina che spiega come si fa a proporti del materiale.

Hai anche predisposto più form di contatto nei punti salienti.

Perché aspettare dunque che siano gli altri a venire da te?

La timidezza in questo caso è il tuo peggior nemico. Spesso ci autolimitiamo nelle nostre scelte solo per paura di un rifiuto tropo secco o inaspettato. Ma così facendo, tutto ciò che otteniamo è… nessun guest post (ovvero, l’equivalente tecnico di un rifiuto ad una richiesta). Se non provi a chiedere, nessuno potrà nemmeno pensare di dirti sì. ;)

Puoi dare in pasto ai tuoi lettori un post dove esplicitamente comunichi l’apertura del tuo blog ad articoli esterni, nelle forme e nei tempi che preferisci (io ti consiglio di iniziare in maniera leggera e mantenere un rapporto ragionevole con il resto dei tuoi articoli) o puoi aspettare che i tuoi lettori trovino la tua paginetta dedicata (vedi punto 1) e si lascino convincere in maniera autonoma.

Non trascurare l’invio di un paio di care vecchie mail in cui proporre lo spazio a dei contatti fidati di cui leggi volentieri gli articoli giorno dopo giorno.

Un paio di modi alternativi di presentare un guest post

Ci sono poi un paio di modi interessanti di presentare i guest post che ricevi; mi è capitato di vedere simili approcci in giro negli ultimi tempi e devo dire che sembrano funzionare piuttosto bene, anche se ancora poco usati qui da noi.

1. Il guest post commentato

La situazione: Hai un guest post che si trova all’estremo opposto della tua visione sull’argomento in questione. I tuoi lettori sanno come la presa di posizione possa essere anche piuttosto estrema e potrebbe, nel migliore dei casi, sfociare in un tedioso flame.

La soluzione: Commentalo. Proprio in virtù di presentare opinioni così estremamente discordanti con le tue, l’articolo ben si presta a diventare un botta e risposta decisamente interessante tra ospite e padrone di casa. È sufficiente spezzare il ritmo dell’articolo in due/tre parti (non di più) cercando di dare una contro visione critica di quanto viene esposto.

Ricorda, tutto ciò che genera una discussione interessante è oro colato per il tuo blog. Piuttosto che lasciare un post provocatorio o “fuori posto” a marcire in una qualche cartella dopo aver rifiutato l’articolo (o peggio ancora non averlo mai fatto scrivere a nessuno) puoi offrire degli spunti interessanti e innovativi.

2. Il doppio guest post contrappposto

La situazione: Hai un paio di contatti che hanno deciso di scrivere i loro guest post su due argomenti identici (o quasi). Cosa fare? Procrastinare uno dei due? Virare l’articolo su una tematica inficiando così l’originalità del ragionamento?

La soluzione: Chi l’ha detto che i guest post devono avere contenuti del tutto nuovi e mai pubblicati sul post in questione? Dieci post scritti da dieci blogger diversi sullo stesso tema avranno come risultato dieci interpretazioni diverse dello stesso argomento. Pubblicare simili post a ridosso (se non addirittura in contemporanea) l’uno sull’altro può rappresentare la classica mossa vincente. Ricorda, chi ti legge vuole (in effetti) leggere qualcosa di stimolante. Poco importa se (orrore) due autori convivono con i loro articoli fianco a fianco sullo stesso blog.

Cosa aspetti a lanciare la tua “Chiamata per i Guest Blogger?” :D

foto: burningkarma

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14 Commenti

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  1. Pigi ha detto:

    Salve Francesco… come al solito leggo con molto interesse i tuoi articoli. E’ un post davvero interessante, ma mi sorge un dubbio:

    Quanti blogger più o meno noti sarebbero disposti a scrivere guest post su blog magari meno conosciuti?

    Rispondi
    • Alberto Trussardi ha detto:

      Ciao Pigi! E’ una domanda che mi sono fatto pure io!
      Però ho cercato di rispondermi!

      Tu vorresti fare un guest post per un blog che ti porta 3 visite in più?
      Certamente no!

      Un guest Post richiede impegno e tempo e se lo fai è perchè vuoi vedere ricambiati i tuoi sforzi.
      Quindi “regali” contenuti esclusivi a persone più conosciute di te in cambio di merito.

      Spero di aver risposto alla domanda! Ciauz!

      Rispondi
    • Gian Paolo ha detto:

      Io trovo che sia il meccanismo che sta facendo da padrone ora su Twitter che può rispondere alla tua domanda. Io ti faccio un favore e tu ricambierai quando ne avrò bisogno.

      Esempio.

      Blogger famoso ha un urgenza, chiede aiuto ai suoi follower e uno risponde. Per sdebitarsi magari questo blogger farà un guest post sul suo blog.
      Mi viene in mente il caso di Guy Kawasaki che rimase senza alimentatore per il Mac e lo chiese ai suoi follower. In 3 corsero a portarglielo :D
      Comunque darsi una mano fa bene a tutti quanti. Magari per quanto grande o piccoli siano i blogger, difficile che tu vada a postare dalla concorrenza (ma dipende dal settore, i designer ad esempio sono tutti o quasi molto solidali tra di loro) in tutti gli altri casi un guest post può solo fare bene ad entrambi.

      Rispondi
  2. Jacopo ha detto:

    A proposito di Guest Post, io non sono morto, avevo solo un esame ieri e ho dovuto mettere in stand-by l’articolo, da oggi torno a lavorarci, su! ;)

    Rispondi
  3. Pigi ha detto:

    @Albertro: in realtà mi riferivo alla situazione opposta, nel senso, Francesco Gavello di che vantaggi godrebbe nello scrivere un guest post sul mio blog?

    Che interesse avrebbe nel far scrivere a me un guest post sul suo blog?

    Per me i vantaggi ci sono tutti. Per lui forse no..

    Che ne pensate?

    Rispondi
    • Alberto Trussardi ha detto:

      Concordo Pigi! :D

      Ho capito cosa intendi.

      Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Beh, guardando la cosa in maniera fredda e analitica, si potrebbe dire che ogni blog ha una propria cerchia di utenti che spesso non coincide mai con quella di un altro. Per quanto piccolo possa essere un blog, non tendo a considerare i semplici numeri un fattore rilevante per deciderne o meno la qualità o rilevanza.

      Intendo dire che un blog con soli dieci utenti giornalieri, i cui dieci utenti in questione sono blogger motivati con rispettivi blog pieni di contenuti interessanti e target perfettamente in tema, è un ottimo luogo dove andare a postare con profitto per entrambe le parti.

      Un motivo in più per mirare a costruire una community qualitativamente valida prima di ogni altra cosa. ;)

      Rispondi
  4. Gian Paolo ha detto:

    OT: Per i post correlati usi YARPP?

    Rispondi
  5. Andrea Leti ha detto:

    Perfettamente daccordo con te Francesco! Bravo.

    Rispondi
  6. Andrea Leti ha detto:

    non capisco come mai in questo blog non mi appare il gravatar. consigli?

    Rispondi
  7. Lorenzo ha detto:

    Beh una risposta alla domanda “in che modo potresti incastrare la voce di un terzo tra la tua e quella dei tuoi lettori” potrebbe essere semplicemente “una voce simile alla mia potrebbe incastrarcisi benissimo! Così che i lettori non sentirebbero dissonanze ma assonanze mosse da altre campane! Credo che l’effetto sarebbe magnifico!” :)

    Rispondi

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