La Frequenza dei Post Influisce sul Posizionamento?

...e in quale situazione avvantaggia gli utenti?

scritto da Francesco Gavello [+] il 24 luglio 2010 | 17 Commenti in: Welcome Weekend

frequenza-post-posizionamento

Nel Welcome Weekend di questa settimana vorrei puntare i riflettori su uno dei dubbi che sono sicuro molti hanno avuto nel momento di lanciare il loro blog. Ovvero: “Quanto accidenti dovrei postare per ottenere l’attenzione dei motori?”

Fabio (che se passa dai commenti e desidera indicarmi il link è più che benvenuto) chiede:

“[per spingere un progetto nelle sue fasi iniziali] …mi preparo 150 post a tavolino, registro il dominio e poi ne pubblico 5 al giorno per un mese per fare bella figura con big G. oppure comincio con un post ogni settimana e piano piano prendo il ritmo che per me è più comodo?”

Postare frequentemente appaga i motori?

Per rispondere a Fabio non posso che tirare fuori dal cassetto un video di Matt Cutts che affronta (quasi) perfettamente l’argomento frequenza e posizionamento/PageRank. Per chi non abbia intenzione di sorbirsi una manciata di minuti su Youtube, le conclusioni a cui si arriva sono sostanzialmente un paio:

  • Lato utente: un’alta frequenza è una gran buona cosa. Se ogni giorno sul tuo blog ci sono contenuti nuovi, è probabile che questo sia un forte stimolo per gli utenti a tornare e interagire sulle tue pagine. Forse banale, ma è così che funzionano le cose.
  • Lato motori di ricerca: la qualità del contenuto è molto più importante dei numeri puri e semplici. Se devi impiegare tre settimane per confezionare una ricerca originale di altissima qualità, fallo. È quasi certo che questa attrarrà una volta pubblicata molta più attenzione che una serie di post scopiazzati con poco valore aggiunto.

Non sottovalutare però (e questo non si trova nel video di cui sopra) il fatto che alcuni tuoi lettori possano essere infastiditi da una frequenza di posting troppo alta. Per alcuni settori (come quello per cui io stesso scrivo) la velocità fine a sé stessa e una raffica di post ogni giorno non sono sempre strategie efficaci. A volte è meglio aspettare di avere tutte le pedine schierate, di aver ottenuto più fonti per poter tracciare un filo conduttore. Di avere, insomma, qualcosa di utile da dire agli utenti con un ritmo più leggero ma ugualmente sostenuto nel tempo.

Ma questo è solo il mio punto di vista :)

Quanto spesso pubblichi un post?

Pensaci: hai mai rimosso l’iscrizione al feed di un blog solo perché questo non la smetteva più di fagocitare contenuti a diverse ore del giorno, impedendoti di concentrarti a dovere su anche solo uno di essi? (Io si, e non in un solo caso).

In media, quanti post pubblichi ogni settimana?
(se hai più di un blog, considera solo quello che reputi principale)

Il Welcome Weekend dalla prossima settimana va in vacanza e con esso tutte le domande ricevute sino a oggi per questo appuntamento. Evviva! Niente di cui preoccuparsi, comunque. Puoi continuare a spedirmi tutte le richieste più interessanti riguardo blogging e promozione in rete dalla pagina di contatto, così da tenerne traccia per quando questa rubrica tornerà più in forma che mai. Nell’attesa, puoi sbirciare in tutti gli appuntamenti passati per trovare qualche ottimo spunto di discussione!

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17 Commenti

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  1. alessandro ha detto:

    purtroppo per esperienza personale, devo dire che google penalizza i troppi contenuti, mi spiego brevemente, in un primo blog che ho avuto postavamo circa 6 post al giorno, eravamo in molti a scrivere, un classico blog di segnalazioni artisti con i vari portfolio ecc, mi consigliarono di scendere a due opst al giorno, da una parte per i lettori, dall’altra per google, dicendomi che penalizza i siti che mettono troppo materiale e troppo in fretta, li per lì mi sembrava una bufala, beh, nel giro di 3 settimane avevamo acquisito un punteggio altissimo in alexa, ma google non ne voleva sapere di farci aumentare i risultati delle ricerche,anzi, da quando abbiamo iniziato a postare a turno due post al giorno, i risultati piano piano sono saliti, mi piacerebbe sapere se è un caso o se qualcuno di voi ha la certezza che sia penalizzato un sito che sforna troppi contenuti?
    Francesco tu ne sai qualcosa?
    A me è successo così, ma non so se sia pura coincidenza, diciamo che non sono mai andato a fondo della questione

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Personalmente ho sempre cercato di affrontare la questione crescita con molti meno post settimanali (o giornalieri), quindi non ti so dire “da fuori” se la situazione che ci racconti possa aver influito sul posizionamento.

      Che età aveva il dominio quando avete cominciato a postare 6 volte al giorno? Il fatto che non compariste nelle ricerche era, per così dire, empirico o lo tenevate sotto controllo con i tool per i webmaster?

      Rispondi
      • alessandro ha detto:

        Era completamente sotto controllo, allora il sito è volato in quarta, nel giro di due mesi eravamo 600.000 nel ranking mondiale di Alexa e 12.000 in italia, il primo mese ho conquistato più o meno 5000 risultati su Google, diversi link in entrata e un insignificante PageRank 3, nei due mesi a seguire notammo che non eravamo stati penalizzati da Google per qualche motivo strano, ma semplicemente non aumentavano di molto i risultati nelle ricerche, con il diminuire dei post i risultati sono aumentati considerevolmente, tutt’ora che il sito per cause maggiori è off-line oramai da un mese ne ha 19.000 più o meno (risultati ricerca Google).

        Fin da subito si postava sui 6 post al giorno.
        Il sito è stato vivo 4 mesi in totale.

        Aggiungo pure che abbiamo inserito il sito nella maggior parte degli aggregatori, commentato e avevamo un discreto intervento da parte dei lettori.

        Ops! scusate non sto urlando, ho scritto d’un fiato e non mi sono accorto delle maiuscole, scusate.

  2. Brunella ha detto:

    Posso fare qualche domanda?

    COME RAGIONA GOOGLE?

    Google considera la struttura HTML che sta sotto per intrecciarla coi dati sui contenuti?
    * S-piego: se vede che ci sono applicazioni per fare ricerche complesse nel sito, molte sezioni interattive con l’utente e cose simili non potrebbe pensare che sia, chessò, un sito di corsi di formazione e dunque che sia ‘giusto’ che pubblichino così di frequente?
    * Google considera che un blog poggiato su blogger è strano che faccia 10 post al giorno se ha le stesse chiavi dell’esempio di sopra?
    * Quindi… google differenzia le chiavi anche per settore?
    (se non è chiaro provo a rispiegarmi)

    GLI UTENTI

    Poniamo che un blogghettino di 20 pagine inizi a pubblicare 5 articoli al giorno, tutti e cinque stra-letti e stra-condivisi. Magari c’era già la community off line e qualcuno doveva solo dargli uno spazio on line. A quel punto ‘comanda’ l’utente e il motore si adegua, qualunque ‘regola’ sul numero dei post abbiamo potuto stabilire. O sbaglio?

    Rispondi
  3. Sheik ha detto:

    Sono completamente d’accordo, una frequenza di posting troppo alta porta solo danni. Ho visto parecchi blog che hanno voluto aumentare la frequenza e il risultato è stato che (come utente) li ho trovati parecchio molesti e i loro contenuti parecchio noiosi.
    Secondo me la frequenza ottimale è tra i l’1 e i 3 post a settimana se si trattano di cose corpose o 1 al giorno, ma in quel caso non deve essere più di mezza pagina.
    Se la frequenza aumenta ne salto uno, ignoro il secondo, procrastino la lettura del terzo e alla fine tolgo l’iscrizione al feed e visito saltuariamente il blog.

    Rispondi
  4. Jasha ha detto:

    Tutto dipende dalla natura del sito e sono convinto che non ci sia la formula perfetta per dire se tanti post al giorno penalizzano o meno i risultati per l’indicizzazione. Credo che tutto dipenda unicamente dall’”empatia” del tuo sito e dai tuoi utenti e come questi si relazionano con i contenuti che pubblichi.

    Ho detto tutto e niente, rimango convinto che non ci sia molto altro da aggiungere.

    Rispondi
  5. PiccoloSocrate ha detto:

    Anche se – imho – meglio scrivere poco e di altissimo valore piuttosto che tanto e scarsa qualità. Quello che ho imparato sulla mia pelle è che puoi scrivere come e quanto vuoi, ma se nessuno ti linka, google ti ignora.

    Rispondi
  6. Massimiliano ha detto:

    ho trovato questo: http://www.paidbyandy.com/aumentare-visite-al-proprio-sito-parte-prima/

    quoto:
    “Vi dico subito che la vera arma vincente è scrivere e scrivere sempre di più, perchè i motori di ricerca vedono di buon occhio chi crea sempre contenuti nuovi e aggiornati. Ogni vostra esperienza che può essere di aiuto per gli altri, oppure notizie interessanti su quali volete esporre un vostro parere sono sempre ben graditi dai lettori quindi SCRIVETE…”

    opinioni varie e divergenti a volte

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Anche per questo è utile confrontarsi. ;)

      Sai, forse quello che Cutts voleva trasmettere nel suo video era “va bene tutto, ma sarebbe bello che i vostri progetti producessero contenuti di ottima qualità a ritmo sostenuto” (unendo i due aspetti riportati sopra).

      Quello che noto poi (giusto per sfaccettare il mio punto di vista :P ) è che certi progetti, per quanto ben impostati e curati sino al “giorno zero” poi non partono perché c’è troppo desiderio di perfezione da parte di chi scrive. Un desiderio volto a ricercare (ben oltre il mero giudizio qualitativo) l’ennesimo fix al post, l’ennesima riscrittura che portata alla lunga frustrano il blogger e lasciano vuote le pagine.

      Rispondi
  7. stefano ha detto:

    Ciao Francesco,
    credo che molto dipende dal tipo di argomento che tratti. Dalla nicchia che hai scelto di affrontare. Ho sempre pensato che 3, al massimo 4 articoli al giorno possono bastare (e magari avanzare).

    Ci sono poi blog come il tuo (che sono fonti di ispirazione continua) che non necessitano di piu’ di un articolo al giorno. Articoli che generano anche un sacco di commenti e questo a Google piace..penso che bisogna differenziare a seconda dell’argomento e anche dal tipo di “pubblico” che ti segue

    Al di là poi della frequenza di post giornalieri mi pare di aver notato, se mi permetti, che hai cambiato la struttura dei permalink “levando” il tag %category%
    Mi chiedevo se è possibile farlo con qualche plugin wordpress e se da un punto di vista SEO google gradisce..

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Stefano,
      ho modificato i permalink degli articoli da “Impostazioni” >> “Permalink” usando la struttura personalizzata “/%postname%”. In questo modo viene rimosso ogni riferimento (temporale o di categoria) per l’articolo in pagina singola, che così come indicato mantiene solo il post-slug. Nota che %category% viene comunque utilizzato come da programma in archivio.

      Anche su questo punto ci sono opinioni discordanti. Io preferisco rendere gli URL dei miei articoli quanto più brevi e focalizzati (lato keyword) possibile.

      Rispondi
  8. Fabio ha detto:

    Ciao a tutti. Innanzitutto grazie a Francesco per aver pubblicato la mia domanda al welcome-weekend di questa settimana… :-)

    Al momento non ho ancora un sito personale, ma ho iniziato il progetto “a tavolino” circa un anno fa, nel senso che ho scritto in un anno all’incirca 150 articoli e ne ho almeno una cinquantina in bozza.
    La domanda nasceva proprio da questa strategia: ne pubblico subito 5 o più al giorno o imposto da subito una frequenza che riesco a mantenere nel tempo, in linea con i miei contenuti?

    Visto che i miei articoli parleranno principalmente di psicologia, sport, benessere e salute, e non saranno puramente recensioni, ho deciso che partirò con una frequenza di pubblicazione di 2 volte la settimana, proprio per permettere ai lettori di poter leggere e commentare con calma.

    Anzi, avevo addirittura pensato di suddividere il blog in due sezioni differenti:
    - una prima parte “di qualità”, con articoli non datati, principalmente informativa, ad esempio che illustra i pro e contro di ciascuna dieta, etc..
    - una seconda parte che presenta articoli brevi, recensioni, con frequenza anche giornaliera, con tutti gli articoli rigorosamente datati (es. oggi la ditta xxx ha lanciato sul mercato il prodotto yyy…)
    Ciascuna sezione avrebbe il proprio feed dedicato. In questo modo i lettori possono scegliere di abbonarsi a una o all’altra sezione e se sono infastiditi dalla frequenza troppo alta di pubblicazione, possono scegliere di seguire solo il canale principale informativo.

    Infine, penso che sia anche importante tenere un “buffer” per la pubblicazione degli articoli, che rappresenta la strategia da me utilizzata.
    Attualmente il mio buffer è di 150 articoli, inizierò la pubblicazione con 2 articoli alla settimana, quindi potrei coprire più o meno un anno e mezzo di attività. In questo anno e mezzo pubblicherò gli articoli e cercherò di scriverne altrettanti 150, che veranno pubblicati in futuro.
    Agire in questo modo secondo me comporta una serie di indiscussi vantaggi, soprattutto se per motivi vari devo passare molto tempo senza poter visionare il blog (es. trasferte di lavoro, vacanze estive). In questo modo avrei articoli a sufficienza per garantire la continuità di pubblicazione. E poi riesco a capire quanti articoli di qualità posso scrivere in un certo intervallo di tempo.

    Ovviamente il mio buffer sarà dimensionato in base alla frequenza di pubblicazione scelta. Più è alta, più il buffer dovrà essere grande.

    P.S. Francesco, appena il mio sito sarà online ti manderò il link. Ciao e a presto!

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Credo che la tua strategia, Fabio, sia sicuramente degna di nota. 150 articoli più 50 in bozza: complimenti! :)

      L’idea di spezzare il materiale presente in due grandi filoni è qualcosa che vedo poi sempre più spesso in rete. Blog che hanno raggiunto un certo livello di notorietà riducono spesso la frequenza di posting e costruiscono librerie di contenuti accorpando articoli già scritti, restringendo la visione a specifici sotto-argomenti. Quando si è preso il ritmo e si è consci delle proprie possibilità si aprono strade interessanti.

      Anche l’aspetto “buffer” non è da sottovalutare. Io non arrivo a una tale cifra, ma tengo in bozza almeno 5-6 articoli pronti ad andare online con un editing di massimo 30 minuti. Più di una volta mi sono tornati utili per gli imprevisti più disparati.

      Il mio migliore in bocca al lupo per il tuo progetto! :D

      Rispondi

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