Feedburner “RSS-to-mail” vs MailChimp & Co.

Quando (e perché) affidarsi a uno dei due?

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Walter mi chiede cosa ne pensi del più famoso tool di gestione di RSS-to-mail newsletter rispetto a colossi ben più blasonati come MailChimp e aWeber. Quando usare il primo? Quando (e quanto) investire nel secondo? E in che modo ciascuno di essi può rafforzare il rapporto con gli utenti?

Tempo e denaro

La più grande differenza tra tool di base come FeedBurner rispetto a servizi di e-mail marketing veri e propri come MailChimp è legata al tempo. Una volta impostato il meccanismo di distribuzione, che pesca contenuti da un feed RSS e li distribuisce, automaticamente e ogni giorno, ai propri utenti, poco altro resta da fare. Ci si può concentrare sullo scrivere articoli, rispondere ai commenti, studiare nuovi contenuti. Su ciò che conta prima di ogni altra cosa sul proprio blog. Lasciando che sia FeedBurner a occuparsi delle mere questioni tecniche e fornendo un flusso di contenuto completamente specchiato dal proprio blog alla casella di posta degli utenti.

Ma cotanta semplicità viene prima o poi a cozzare contro la possibilità di personalizzare oltre un certo limite il servizio. Ricordo ancora piuttosto bene quando un piccolo -ma sostanziale- update di FeedBurner permise finalmente a noi utenti di personalizzare …il titolo delle mail inviate, sino ad allora statico e immutabile (e poco appetibile) qualunque fosse il messaggio. Pensa te, direbbe qualcuno. 🙂

Perché forse è questo il più grande limite di FeedBurner. A costo zero puoi gestire la tua newsletter automatizzata. Puoi dimenticarti dei meccanismi di iscrizione e delle complicazioni a livello di branding. Ma poche opzioni devono valere per tutti.

Per molti, ma non per tutti

Ed ecco che allora soluzioni come MailChimp, da un lato estremamente professionali e sempre più virate a cogliere gli utenti “in fuga” da FeedBurner con tagli gratuiti, diventano appetibili. Il primo step che si cerca di compiere dopo qualche anno di pubblicazione su FeedBurner potrebbe proprio consistere nel proporre contenuti unici ed esclusivi a coloro che decidono di seguirci attraverso un canale di e-mail marketing finalmente dedicato.

Non solo più quindi mail inscatolate e gestite in autonomia dal servizio di Google, ma veri e propri spunti periodici per la propria nicchia che godano di tutto il supporto di un servizio professionale. Reminder, comunicazioni spot, una programmazione di più ampio respiro (pensiamo solo alle raccolte mensili a mo’ di best of) lasciando all’editore il completo controllo della situazione.

Qual è dunque il verdetto?

Il verdetto, dal mio punto di vista, è facilmente intuibile: se hai poco tempo, sfrutta fino in fondo FeedBurner e lascia che questo macini gran parte dell’attenzione iniziale che tu e i tuoi contenuti siete in grado di generare. Nel momento (ma è una situazione estremamente personale) in cui ritieni che questo meccanismo di cominci a stare stretto, prevedi un tipo di contenuto “premium” con cui motivare l’utilizzo di tool come MailChimp o aWeber.

Perché il vero punto critico non è tanto il servizio da utilizzare, quanto la motivazione che risiede dietro l’utilizzo di quest’ultimo. Fare in modo che tool, sforzi e contenuti non vadano sprecati o non siano penalizzati da scelte affrettate.

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

3 commenti

  1. Caspita!… Questa si che è interazione con i lettori! ( > grazie!).
    Risposta ottima e ottimo anche il post, come sempre. Tutto chiarissimo.
    Eppure, tra feedburner e un buon autoresponder sto ancora decidendo…
    Devo dire che fino a poco tempo fa il problema non me lo ponevo, non avevo dubbi…autoresponder; ma da quando ho ripensato con attenzione al tuo feedburner… insomma sei uno che – volente o nolente – influenza!
    A presto. Felicità&Fortuna 🙂

  2. Ciao Francesco,
    questo è un dubbio che mi ero posto anch’io, sai perchè? E qui vi pongo una domanda…

    Una parte degli utenti che richiedevano l’iscrizione al feed, non confermavano l’email che invia FeedBurner per completare l’iscrizione. Quindi ti chiedo, capita anche a te che alcuni non confermino l’email e quindi rendano vana l’iscrizione?

    Email scritta in inglese (si può modificar il testo di quella mail?), non so se il problema sia che è scritta in inglese ma magari uno naviga e si iscrive e continua a navigare e non sempre apre la casella mail un attimo per confermare.. Poi la dimentica dopo giorni la rivede e fa mmm iscrizione? tutto in inglese? ma che vogliono? sarà spam? Cancella!!! 😛

    Ovviamente parlo di lettori di massa con poca dimestichezza nel fare alcune cose che per altri sono schiocchezze.. (Quante volte vi è capitato che un amico vi chieda una cosa talmente banale che prima di rispondergli gli sorridete pensando “Stai proprio rovinato caro mio!”, a me spesso :P). Quindi magari a te capiterà di meno, visto il target di lettori…

    Mi iscrivo ed attendo qualche risposta interessante :D..

    p.s. ->”di cominci a stare stretto”

  3. @Alessandro Per Feedburner RSS-to-mail, puoi modificare il testo della mail. Vai su Pubblicize > Email Subscription > Communication preferences > Confirmation email body . Riguardo alla skillness di chi naviga, forse si potrebbe scrivere agli utenti più “distratti” esattamente cosa fare una volta cliccato, proprio sulla sidebar, vicino al campo per inserire la mail.