E-Commerce, SEO e Disponibilità di Prodotti: Come Parlare a Google in Modo Efficace

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scritto da Francesco Gavello [+] il 20 marzo 2014 | 2 Commenti in: Search Engine Optimization

Ottimizzare e-commerce per Google

Solitamente non riporto con grande frequenza ogni video di Matts Cutts (sempre lode): esistono là fuori blog che fanno già un ottimo lavoro in tal senso. L’ultimo della lista, pubblicato giusto due giorni fa, scioglie però un dubbio decisamente importante per chi tenta di posizionare il proprio e-commerce sui motori di ricerca.

Come dovresti comportarti con le pagine di prodotti non più disponibili?

La domanda, apparentemente banale, presenta dei risvolti interessanti. Non è affatto lineare studiare una strategia in questo senso, soprattutto su listini i cui prodotti posso avere vita variabile.

Matt ci dice che tutto dipende da due fattori:

  • Quanti prodotti (dunque pagine) hai
  • Quanto di frequente oscillano questi prodotti (quanto rimangono attivi)

Caso #1: decine di pagine

Su piccoli siti da qualche decina di pagine, dove l’impegno infuso in ogni singolo contenuto è molto alto non ha granché senso fare uso di un 404. Indicare a Google che la pagina non è al momento disponibile non è la soluzione migliore, vista la ristrettezza del materiale totale.

Molto più senso ha invece proporre, sulla stessa pagina che non presenta più il prodotto disponibile, una selezione di prodotti correlati per la stessa categoria. In alternativa, ci aggiungo io, un form di contatto che ci permetta di raccogliere comunque l’utente e notificarlo alla nuova disponibilità.

Caso #2: centinaia di pagine

Se il tuo e-commerce presenta invece qualche centinaio o migliaio di pagine diventa invece fondamentale fare uso dell’header 404. Siti di questo tipo hanno un livello di impegno verso la singola pagina di molto inferiore a quanto visto poco sopra. Spesso si sfruttano automatismi nel codice e si può lavorare con una certa precisione per guidare il motore (anche tramite redirezioni 301) verso contenuti ancora meritevoli di ricevere trust.

L’obiettivo in questo caso è evitare che su alti volumi di traffico, l’utente si trovi continuamente a sbattere contro un muro di gomma leggendo dell’ennesimo prodotto non disponibile.

Caso #3: milioni di pagine

Su casi più complessi, siti da milioni di pagine con contenuti che in completa (o quasi) autonomia perdono valore o fanno riferimento a prodotti mai più disponibili, conviene impostare sin da subito una rete di sicurezza.

Rete data dall’uso del tag “Unavailable After:” che imposta una precisa scadenza per i contenuti la cui durata di vita è già stabilita a priori. Soluzione che, per ovvie ragioni, non troverebbe senso su siti molto più piccoli in cui alternative a controllo manuale sono decisamente più indicate e profittevoli.

Listini

Un esempio? L’e-commerce di una piccola concessionaria di auto nuove e usate potrebbe combaciare perfettamente con la seconda categoria. Prodotti (veicoli) comunque disponibili in numero elevato (entro il centinaio), spesso generati da un qualche tipo di automatismo dietro le quinte (che dal backend crea pagine “prodotto” automatiche sulla base di un gestionale interni) il cui ricambio è inaspettato ma continuo.

In questo caso -ed è un’esperienza concreta che ho avuto in tal senso- l’approccio #2, beh, funziona. Errore 404 restituito su pagine di modelli particolari o inusuali e redirezioni 301 verso tutte le realistiche alternative disponibili a listino che possano combaciare per caratteristiche quali marca o modello.

Fare SEO su un e-commerce è molto più complesso che fare SEO su contenuti puramente editoriali. Spesso è la scarsità di materiale a farla da padrona e subito dopo subentrano problematiche data dall’effettiva permanenza di contenuti dal ricambio costante e potenzialmente problematico agli occhi degli spider bot. Questo tipo di linee guida non fanno che aumentare la chiarezza in tal senso.

Il video, come si conviene, di seguito:

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2 Commenti

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  1. Gabriele ha detto:

    Secondo me bisognerebbe semplicemente segnalare all’utente che un prodotto non c’è e non è prevista una data di nuova disponibilità, quindi “ecco i prodotti alternativi”.

    Rispondi
  2. fulvio ha detto:

    questo è un problema reale, molti lasciano i prodotti non acquistabili, ma il problema è che dopo qualche anno ti trovi, grazie ai cambi di prodotto, alle nuove relize, più prodotti vecchi e non disponili che quelli in vendita.
    Per me sono un problema dato che un utente quando trova più di due tre prodotti non disponibili, si rompe e cambia sito.

    Cosigilio sempre ai miei clienti di fare dei redirect dal vecchio prodotto al nuovo.

    Rispondi

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