Deep browsing e hype generation: convertire i propri visitatori in fedeli lettori [parte 1]

Un subacqueo che si immerge dalla barca

Questo è il primo di due articoli dedicati a come convertire visitatori occasionali in lettori ricorrenti. La seconda parte di questo articolo è ora disponibile: Deep browsing e Hype generation: convertire i propri visitatori in fedeli lettori [parte 2].

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E cosi’ ogni giorno alcuni utenti raggiungono le nostre pagine attraverso i canali più disparati.

Alcuni di essi sono realmente interessati a ciò che scriviamo, mentre altri sono semplici “passanti” virtuali che per un motivo o per l’altro si sono ritrovati sul nostro blog. Con molta probabilità non li rivedremo mai più.

Qualunque sia il tipo di lettore che visita le nostre pagine, l’obiettivo rimane lo stesso: fidelizzare i propri utenti e fare in modo che questi ritornino (presto) per leggere qualcosa di nuovo.

Le tecniche che realmente funzionano non richiedono un impegno maggiore di quanto già ne dedichiate allo scrivere i vostri articoli e rispondono al nome di deep browsing e hype generation.

Con “deep browsing” mi piace definire quel tipo di navigazione che scaturisce da un interesse specifico del lettore nei nostri confronti. E’ una navigazione che cerca di estrarre in fretta contenuti di qualità dal vostro blog, si esaurisce nel brevissimo periodo nel caso non trovi nulla di interessante e può essere molto remunerativa in termini di lettori acquisiti sul lungo periodo.

Dall’altro lato, con hype generation (ma di questo parleremo nella seconda parte) vorrei cercare di focalizzare con voi la meccanica principale che spinge un utente a tornare su di un sito: la certezza di un contenuto futuro.

Iniziamo.

Deep Browsing

Inizia quando un articolo spalanca nella mente del lettore la sete di un ulteriore approfondimento, e si concretizza nel caso l’autore sia sufficientemente abile nel porre il contenuto richiesto su di un piatto d’argento, raggiungibile senza ulteriori sforzi.

Per questo proporre post correlati al fondo dei nostri articoli non è una possibilità da ignorare.

Tali link possono realmente contribuire ad aumentare la permanenze sul sito, e possono essere costruiti in maniera informale, di volta in volta con una manciata di righe aggiuntive scritta a mano al termine di ogni post, o in maniera totalmente automatizzata sfruttando ottimi plugin come WordPress Related Posts, Related Entries e molti altri.

Se abbiamo optato per una scelta semi-automatizzata, curiamoci che questi contenuti siano in effetti in linea con quanto scritto (una buona gestione dei propri tag costruita nel tempo ci aiuterà a rendere sempre migliore questo processo) e agevoliamo il lettore nella sua navigazione.

Una buona idea che da qualche tempo a questa parte sto mettendo in pratica è anche quella di rivedere periodicamente le mie tag, decidendo a intervalli regolari quanto siano valide e identificative dell’intera produzione di questo blog e quanto siano utili per creare in effetti quel network di relazioni tra post che agevolano i lettori.

Lettori che ricordiamolo, non sono (nè hanno il tempo) di essere archeologi nel nostro archivio per capire se i nostri contenuti valgono una seconda visita oppure no.

Lo stesso metodo di scrittura dovrebbe essere volto in questa direzione: citiamo ciò che abbiamo già scritto, rendiamo semplice ciò che per noi autori potrebbe essere persino scontato o banale e i nostri lettori, sentitamente, ringrazieranno.

Un secondo modo di presentare tutto ciò che abbiamo di buono ai nostri lettori ci viene dal buon Daniele Salamina quando parla di realizzare una sitemap che contenga tutti gli articoli del nostro blog.

Oltre agli indubbi vantaggi in termini di SEO (a Google piace che tutti i nostri articoli siano raggiungibili da un unico link, per dirne una) si rivela secondo me una scelta efficace nel caso l’utente voglia cercare tra i titoli per una determinata keyword senza passare dalla classica search box.

Una sitemap del genere può essere utile per avere una chiara idea mentale di ciò che è il nostro blog, e quindi di dove si sta andando. Non capita di rado che la percezione di un blog sia leggermente diversa tra chi lo scrive e chi lo legge.

La seconda parte di questo articolo è ora disponibile: Deep browsing e Hype generation: convertire i propri visitatori in fedeli lettori [parte 2].

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

15 commenti

  1. Ottimo post… sicuramente da inserire in qualche modo nella serie Blogging Groover 🙂

    Grazie anche per la segnalazione

    a presto
    Daniele

  2. “Non capita di rado che la percezione di un blog sia leggermente diversa tra chi lo scrive e chi lo legge.” > Sicuramente questo è un fattore da tenere sempre in considerazione.

    Condivido tutti i punti, sopratutto il fatto di rendere la navigazione dei contenuti, e dunque ciò che interessa veramente al lettore, più semplice..

    Stavo valutando anche l’idea di inserire in alto, in primo piano sulla sidebar un link ai Post che ricevono più traffico da Google, seguendo l’idea che quella è una top list delle cose più apprezzate e cercate dagli utenti, e quindi, il visitatore casuale avrà a disposizione in un semplice click il meglio del Blog. Ciò dovrebbe aumentare le possibilità di trasformare l’utente casuale, in un utente fidelizzato.. Che ne pensi Francesco?

    Hype generation mi dovrebbe interessare molto, infatti stavo già studiando qualcosa del genere, aspetto con ansia la seconda parte così potrò approffondire!

    Ciao Francesco e complimenti per il post!

  3. Ottimi consigli come sempre, Francesco…
    Attendo la seconda parte 😉

    Ps: Ci sono errori ortografici un po’ sparsi nel post 😀

  4. @Angelo: l’idea non è assolutamente malvagia.

    Alcuni inseriscono una lista “top commented posts”, come faccio io nel footer in basso, altri una classifica basata sulle pageviews o simili.

    Credo che tutti i metodi siano validi purchè basati su parametri rilevanti; anche una lista a mano recuperata dalle proprie statistiche fa, come si dice “il suo sporco lavoro”.

    Un metodo che invece sto valutando se applicare o meno è quello di presentare (non so ancora dove) un box specifico per visitatori che provengono da StumbleUpon o Google, con un contenuto su misura.

    Fammi sapere 🙂

  5. Uhmm.. non ho capito bene.. ma se è quello che ho capito io, e cioè fornire contenuti su misura in base all’utente e alla sua provenienza, è una pratica che google non accetta, e si rischia di essere bannati..

    ma forse ho capito male io, eheheh.. spiegami meglio..

  6. Sai che mi suona nuova questa cosa ?

    Ho visto molti blog parlare di incrementi di traffico derivanti da una sidebar con un paio di link a tema per le keyword usate provenienti da google, o altri che ricordano agli “stumblers” di dare un pollice su se la pagina proviene appunto da SU e in effetti non mi ero posto il problema.

    Dovrò informarmi meglio :-O
    Tu hai qualche link a proposito ?

  7. allora ti ripeto, non so se stiamo parlando della stessa cosa, ma se è come dico è così.. Comunque per maggiori info guarda i consigli per i webmaster e pagine collegate di Google.. ;D

  8. Ti rinnovo i complimenti per il post dop quelli di stamattina via twitter. Per i blogger alle prime armi come me che hanno iniziato senza alcun concetto teorico di posizionamento, feed, lettori, ecc. è essenziale avere a disposizione articoli del genere.

    Per quanto mi riguarda condivido tutti i punti da te spiegati e già avevo pensato ad inserire gli articoli correlati ad ogni post nella mia nuova versione del blog.

    La discussione che ho seguito nei commenti a questo post mi ha fatto pensare ad una nuova cosa…probabilmente bizzarra!
    Se oltre a segnalare gli articoli correlati al post di nostra proprietà venissero segnalati anche quelli del nostro o dei nostri blogger amici “affini”? Potrebbe essere un ottimo modo per scambiarsi favori e quindi visite reciprocamente.

    Cosa ne pensate?

  9. Probabilmente non sarebbe banale da implementare in maniera automatica, ma credo che potrebbe funzionare (a manina linkando uno per uno i post) su blog molto settoriali 🙂