I Blogger Dovrebbero Combattere i Propri Competitor?

Quando si dice: comunicazione aggressiva

scritto da Francesco Gavello [+] il 03 novembre 2010 | 13 Commenti in: Blogging Tips

blogger-competitor

Nei giorni scorsi mi è tornato sotto mano un brevissimo articolo di Fuel My Blogging, in cui Brandon Cox portava l’attenzione sulla comunicazione aggressiva portata avanti da Posterous nell’estate appena conclusa.

Perché Tumblr, ci ricordavano gli sviluppatori di Posterous, è un po’ come stare al liceo. Ti diverti, tutto funziona a puntino senza grandi preoccupazioni.

Ma non puoi stare al liceo per sempre.

Prima o poi devi laurearti (similitudine piuttosto carina, lo ammetto) e abbracciare il servizio “rivale”.

Ora, io per primo mi sono gettato su Tumblr come strumento a supporto del blog dopo averne soppesato pro e contro. E non dubito che allo stesso modo altrettanti blogger italiani e stranieri abbiano fatto la propria scelta.

Sono ancora convinto della bontà della mia decisione e riconosco, come dire, le sfumature nel messaggio. Ma il discorso è in questo caso un po’ più ampio.

Posterous e Tumblr da sempre cercano di conquistare la nicchia del “blogging semplice & potente”. Non sono certo associazioni benefiche, quanto piuttosto start-up che mirano a ottenere precisi obiettivi (leggi: monetizzare i propri sforzi). La ricerca di questi obiettivi, secondo uno dei due rivali, può passare tranquillamente dal proporre una comunicazione netta, spavalda, coraggiosa e che non si faccia troppi problemi a cercare di dominare il proprio competitor.

Così, la domanda che Brandon si pone (e che ti ripropongo oggi) è…

Per i blog, dovrebbe valere lo stesso?

  • Dovresti vedere i blogger della tua stessa nicchia come reali concorrenti?
  • Può esistere una competizione amichevole?
  • Quanto aggressiva deve essere la tua comunicazione?

Dovresti guardare a chi scrive dei tuoi stessi argomenti (magari con maggiore successo) come a un potenziale “nemico da attaccare” o le regole possono essere un pelo più elastiche?

Se usi il tuo blog per condividere pensieri sparsi con le persone a cui tieni di più, il discorso non si pone.

Ma quando miri a ottenere precisi risultati (diciamo per esempio visite, popolarità, vendite, partnership) le cose forse cambiano. E in che modo mutano quando in ballo ci sono reali guadagni?

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13 Commenti

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  1. Lorenzo ha detto:

    Beh credo che li puoi veder come vuoi ma… fatti una strategia!

    S il tuo blog porta denaro ed è dunque “un’attività”, sicuramnte hai bisogno di una strategia. Prchè o mangi, o sarai mangiato! :)

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  2. Alessandro Di Noia ha detto:

    Io continuo a pensare, forse con un eccesso di ottimismo quasi buonista, che i miei competitor possono essere in realtà dei preziosi alleati. Se si trova la giusta formula, e non sempre è facile/possibile, un blogger che copre più o meno i miei stessi argomenti può divenire un collaboratore con il quale innescare sinergie vantaggiose per tutti: utenti (in primis) e bloggers.

    Ho forse una visione troppo romantica? Per ora i miei sforzi in tal senso stanno dando buoni frutti

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  3. Giuseppe D'Elia ha detto:

    ci si trova sempre almeno una volta a pensare che un concorrente sia un nemico, anche perché si corre verso la stessa direzione. il problema è che se ci si rende conto che si può instaurare una sana collaborazione con uno di loro e quest’ultimo non ha la capacità di capire che è utile a entrambi e vi si mette contro, la parte cambia………

    quindi….. chi considera un nemico chi? …. io direi che tendiamo tutti a farlo! ;)

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  4. Kiko ha detto:

    Io aggiusterei il verbo: battere e non combattere! “Combattere” mi fa un po’ paura perché, per quanto mi riguarda, ha un’accezione negativa. Battere invece vuol dire tirare dentro al discorso argomenti quali qualità, dettaglio, lavoro.

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  5. Riccardo ha detto:

    L’unica competizione che credo sia presente, e anche utile, è quella riguardo i contenuti.

    Altri blog nella mia nicchia mi spingono anzitutto a non perdere tempo e realizzare il mio progetto oggi e non tra un mese.
    Lo dico da paidwriter non da webmaster, quindi dovrei essere ancora più di parte.

    La continua rielaborazione dei contenuti da parte di tutti gli utenti attivi di internet è il motivo per cui ci troviamo a questo punto, in cui viene messo in gioco il vero blogger e il suo punto di vista che non è ripetbile, al massimo condivisibile.

    La competizione quindi esiste, ma è strapositiva e soprattutto propositiva. Il bello del web 2.0 è che non c’è solo una campana e nemmeno 2, ma 2 milioni, più i commenti e tutti i canali di contatto diretto.

    Poi la strategia potrebbe anche essere costruita pian piano, ma l’importante è che non contraddica lo spirito con cui si inizia il blog, inoltre è quasi sempre in evoluzione. Questo lavoro, perchè di lavoro si tratta, non finisce mai, da quando ti svegli ed accendi l’iphone a quando vai a dormire e saluti i follower.
    Quindi come si combatte si ma contro se stessi, rivedendosi negli interventi dei propri colleghi.

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  6. theGAMBLERz ha detto:

    Bloggare e come parlare seduti ad un tavolo, l’approccio da duro e puro mi fa ridere nella vita materiale quanto in quella virtuale.

    Sei hai qualcosa da dire dilla, se non hai niente da dire stai zitto. Se vuoi fare il duro, salta in groppa alla moto e vai a farti un giro.

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  7. Brunella ha detto:

    I Blogger Dovrebbero Combattere i Propri Competitor?

    Combattere: proprio no.
    Competere: relativamente.
    Cooperare: interessante possibilità.

    Dipende dal settore: se è un settore dove si privilegia la condivisione del sapere o meno.
    Se il settore ha interessi economici o meno.
    Se è un blog con o senza pubblicità.
    Dipende dagli obiettivi del blog, ecc, ecc

    In linea molto generale penso che concentrarsi sul proprio blog e sulla sua ‘personalità’, quindi sulla linea editoriale ed i contenuti, nonché sul SEM e la promozione, sia meglio che mettersi a ‘combattere i blogger rivali’, più o meno aggressivamente.

    Nel caso specifico, invece, di ‘blog da battaglia’ (come li chiamo io) dove vince chi è primo, chi fa più impression, chi abbraccia più kw, chi ha il web-monopolio su quel settore…è chiaro che una sana ed appassionante competizione (più o meno silente) tra bloggers debba esserci. Ovviamente il ‘gioco’ si fa interessantissimo se i bloggers in questione ‘giocano pulito’, puntando tutto sulla professionalità e la creatività…uhm …ahimè..un’utopia.

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    • Kiko ha detto:

      “Competere: relativamente”. No, a meno che non espliciti cosa significa per te “relativamente”.

      La competizione è la condizione necessaria per crescere e vivere (o sopravvivere), qualunque sia il settore, professionale o meno. Condividere, inoltre, non preclude la competizione.

      Di fatto tutti condividiamo qualcosa. Su questo qualcosa poi proviamo a competere.

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      • Riccardo ha detto:

        Credo che tu confonda competizione con confronto.

        E’chiaro che alla pubblicazione di contenuti simili si scateni un’analisi dell’autore, e per contenuti contrari valgono tesi e ipotesi come nella normale comunicazione, ma questo non vuol dire competere.
        La competizione la vedo più sull’arrivare ai contenuti, chi cerca di essere il primo, blogger da scoop fa sorridere abbastanza. E’ simile al discorso sulla qualità e quantità.

  8. Brunella ha detto:

    @ Kiko: Relativamente alla sana competizione.
    Ho evidenziato le caratteristiche che determinano ciò che significa per me ‘relativamente’ in rapporto alla competizione: una competizione basata sulla qualità, sulla bravura.

    Anche a me piace la competizione, ma non può essere l’obiettivo finale, bensì uno strumento come gli altri… da usare relativamente.

    Per me condizione necessaria per crescere non è la competizione, ma l’avere qualcosa da dare/dire, che sia un valore aggiunto per quel settore.

    Competizione e condivisione sono d’accordo con te, non si precludono a vicenda, anzi.

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  9. Lorenzo ha detto:

    Per esperienza diretta finchè non ci sono sponsor di mezzo si è tutti amici, poi…

    Inoltre tengo a sottolineare che:
    l’odio reciproco è inversamente proporzionale alla dimensione della nicchia di appartenenza
    :D

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