Contenuti Freschi e Motori di Ricerca: Cosa Conta Davvero?

Query that Deserve Freshness. Cosa significa?

scritto da Francesco Gavello [+] il 11 dicembre 2012 | 9 Commenti in: Featured | Scrivere Contenuti | Trending Topic

Creare contenuti freschi per Google

Google preferisce i contenuti freschi.
Sai la novità, direbbe qualcuno.

Il fatto è che al di là di questo semplice assunto, sul Freshness Factor di Google c’è ancora parecchia confusione.

Certo, tutto parte dalla data di pubblicazione di una nuova pagina. Un nuovo contenuto riceve una spinta iniziale perché, beh, è nuovo.

Ma domani, quando questo imboccherà la propria fisiologica curva decrescente? Come capire quando e perché un contenuto viene percepito dai motori come “rinfrescato”?

Quali e quanti aspetti prendono parte al Freshness Mix? E quando dovresti curarti di loro?

Per far luce sulla questione, il buon Cutts in un recente video ha identificato i diversi modi in cui Google prende in considerazione la variabile freschezza nel proporre i propri risultati. E quando, soprattutto, non lo fa.

Partiamo dalle basi: tre i modi in cui noi tutti navighiamo in rete.

  • Andiamo alla ricerca di un particolare sito (aka, ricerca “Navigational”)
  • Cerchiamo la soluzione a un problema (aka ricerca “Informational”)
  • Compriamo qualcosa (aka ricerca “Transactional”)

Non sempre tutti questi modelli di navigazione (e non sempre tutti allo stesso modo) possono meritare di proporre risultati basati sulla freschezza. La variabile qui è rappresentata dalla sigla QDF, ovvero “Query (that) Deserve Freshness”.

Alcuni contenuti meritano di ragionare su contenuti aggiornati.
Altri ne possono fare bellamente a meno.

Una query del tipo “iPhone 5 iOS” merita risultati basati sulla freschezza.
Una query del tipo “Storia di Babbo Natale” probabilmente li merita meno.

Indizi

Ma come si compete sulla freschezza?

Cyrus di SEOmoz ha delineato tempo fa una serie di utili consigli che ci fanno meglio comprendere come sotto alla questione freshness ci sia di più del semplice “Hey, aggiorna spesso i tuoi articoli”.

Proviamo a girare i più significativi al contrario.
Ecco 8 segnali per cui un contenuto potrebbe non essere così fresco agli occhi di Google.

  • Il contenuto non è mai cambiato granché. O non è cambiato affatto. Il più basilare indicatore di un contenuto fresco è, beh, il fatto che questo sia stato rinnovato nel tempo.
  • La frequenza di modifica del contenuto nel tempo è bassa o nulla. Anche la quantità di modifiche diluite nel tempo indicato al motore la maggior pertinenza di un articolo che ha seguito l’evoluzione di una notizia nel corso delle settimane, dei mesi o degli anni.
  • Le modifiche, se avvengono, coprono porzioni laterali del contenuto. Maggiori le modifiche in aree chiave del contenuto, maggiori le probabilità che questo sia stato ripensato in maniera costruttiva piuttosto che semplicemente rimpolpato da qualche nuova modifica al layout.
  • Non riceve nuovi link in ingresso in maniera periodica. Un contenuto che si dimostra rilevante nel tempo è quello che continua a ricevere la migliore spinta da terzi possibile: nuovi e costanti link in ingresso.
  • Non riceve link in ingresso da nuove pagine o nuovi siti. Anche il fatto che questi link arrivino da pagine appena create (a loro volta fresche) o da siti giovani aiuta a considerare il contenuto pertinente e rilevante.
  • Non riceve link in ingresso su keyword completamente nuove. Il cambiamento delle keyword in ingresso è un ulteriore segnale del fatto che il contenuto in questione abbia rinnovato il suo scopo.
  • Non trattiene gli utenti a lungo. Un articolo pure datato può essere considerato ancora “fresco” per il semplice fatto che una ragionevole massa di utenti continui rimanere su di esso a lungo.

In linea più generale, la valutazione si può estendere all’intero sito web, prendendo in considerazione la percentuale di nuove pagine generate in un determinato periodo di tempo a confronto con potenziali competitor.

Tempo di agire?

  • Agisci ora. Il parametro freschezza per i contenuti è e sarà sempre più rilevante. Agisci ora.
  • Agisci su pochi contenuti alla volta. Non sacrificare altre strategie per concentrarti unicamente su quello che è comunque uno dei 200+ aspetti che Google Considera.
  • Agisci con criterio. Soprattutto, non iniziare a pensare di cambiare casualmente ogni tua pagina così che sembri avere contenuti freschi. Se non ti sembra che un contenuto meriti un aggiornamento, probabilmente non gli serve davvero.
  • Analizza i tuoi contenuti e valuta quali di questi puoi sfruttare per cavalcare le query che meritano valuazioni sulla freshness. Agendo nel concreto forzeresti il banale buon senso o i tuoi contenuti meritano davvero di essere rinfrescati di tanto in tanto?

Ci sono diverse azioni papabili per migliorare la freshness su diversi tipi di contenuto, ma di questo parleremo molto probabilmente in futuro. :)

Hai mai aggiornato un tuo contenuto datato? E nel caso, come ti comporti per tenere al passo i tuoi lettori e proporre ai motori contenuto fresco, freschissimo?

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9 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. Marco ha detto:

    Ciao
    Ma nel caso il contenuto della pagina viene aggiornato solo in parte, magari cambiando il link e poche cose si va in contro a penalizzazioni..quindi bisogna comunque ben analizzare come e cosa cambiare dei nostri contenuti..se si cambia radicalmente si rischia di perdere posizionamento per keyword density, se si cambia poco si viene penalizzati..

    Come fare?

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Non ho mai condiviso particolarmente il concetto della keyword density, quindi per la risposta glisso abilmente :) e lascio la parola a chi avesse dati concreti in cui la modifica a sostanziose porzioni del testo abbia pregiudicato una “buona” keyword density pregressa.

      Rispondi
  2. pixelangry ha detto:

    Da quel che so, potresti incappare in penalizzazioni se cambi spesso, modificando solo qualche termine, cioè se tenti di fregare google…

    Rispondi
  3. Daniele ha detto:

    Non credo che cambierò quello che ho scritto solo per far piacere a Google. Un contenuto è fresco quando ciò che dice ha una validità a lungo tempo. Con centinaia di post che ho – o con migliaia che ne hanno altri – come si può pensare di stare a pensare ciò che cambiare e ciò che lasciare?

    Secondo me si può pensare a un’altra strategia, che io ho già programmato di attuare: se credo che un mio post sia vecchio (vecchio nel senso che ciò che sosteneva non è più valido o io ho cambiato modo di vedere), allora creo un nuovo post, parlando delle mie nuove idee e linkando il post vecchio.

    Non mi sembra per altro corretto nei confronti dei lettori modificare un testo in cui hanno commentato.

    Se invece non parliamo di post, ma di pagine informative, allora il discorso cambia. Io stesso le modifico, aggiorno spesso.

    Rispondi
  4. gabriele ha detto:

    Per la quanto riguarda la mia esperienza personale tengo sempre presente il fatto che se un contenuto non riceve sempre un incremento periodico di visite, molto probabilmente riceve un decremento. Quindi va aggiornato.

    Rispondi
  5. Web Siena ha detto:

    La freschezza, da alcuni test che ho fatto, viene ben considerata nella parte alta.
    Infatti, magari con un “h2″ ben fatto potremmo scrivere “Aggiornamento” e il “mese”.

    A quel punto, anche se logicamente un aggiornamento dovrebbe stare in fondo al contenuto, Google lo apprezza abbastanza.

    Per quello che ho notato, su un campione del tipo 100 pagine, mai aggiornare più del 1-2 percento in 2-3 settimane.

    Grazie Francesco per l’ottimo articolo proposto. Questo è un tema che sarà sempre più importante per rispolverare i nostri più vecchi post.

    Rispondi
  6. Valentino G. ha detto:

    Ciao Francesco
    post molto interessante soprattutto per quanto riguarda gli spunti che contiene per chi ha un sito aziendale. Qui non usiamo modificare pesantemente le pagine già pubblicate, parlo di post sul blog e articoli abbastanza corposi mentre le pagine relativi ai prodotti ecc vengono periodicamente modificate per inserire nuovi dettagli. Se l’aspetto “freshness” lo vogliamo riferire principalmente alla sezione blog di un sito allora qua ti posso dire che trovo poco sportivo il fatto di modificare un contenuto che i lettori hanno già visualizzato in passato.
    Complimenti per il tuo blog che è seguito con interesse da me e dai colleghi,continua a scrivere così.
    Buon lavoro.

    Rispondi
  7. [...] il discorso freschezza merita di essere approfondito: l’articolo ha bisogno di essere modificato? Ci sono reali [...]

    Rispondi
  8. Armando ha detto:

    L’articolo è bello e cercherò insieme ai miei collaboratori di mettere tutto in pratica anche se stiamo alle prime armi.
    Ma ho una paura!
    Qualche giorno fa comparivamo nei motori di ricerca per alcune parole chiavi.
    Poi abbiamo aggiornato la sitemap, pur non avendo cambiato nessun contenuto e siamo scesi di parecchio.

    Non potrebbe essere che aggiornando di continuo il blog, “sprofondiamo”? :-(

    Rispondi

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