Come Riconoscere (e valutare) un Buon Consulente SEO?

Il fumo e l'arrosto

scritto da Francesco Gavello [+] il 25 giugno 2012 | 14 Commenti in: Featured | Search Engine Optimization

Come riconoscere e valutare un consulente SEO

Discutevo qualche giorno fa tra i messaggi di Facebook con una lettrice, Michela, che mi poneva una domanda tanto semplice quanto spinosa:

“Se dovessi ottimizzare il SEO per un ecommerce, a chi mi dovrei rivolgere e perché? Cosa dovrei verificare per scegliere la ditta da incaricare?”

Scegliere un singolo freelance o un’intera agenzia?
E sulla base di quali conferme fidarsi o fuggire a gambe levate?

Non solo non è mai così lineare, per chi non lavora con la SEO, percepire i reali tempi e il volume di lavoro di un buon posizionamento sui motori, talvolta è lo stesso cliente che – sulla base di qualche cattiva esperienza pregressa o lettura fuorviante – parte con premesse errate.

D’altronde, quanto ti fideresti di chi garantisce la prima posizione a preventivo? Quanto di chi mette invece sul piatto un periodo di test più o meno lungo anche solo per poter cominciare a ragionare su numeri e tempi?

Quanto può (deve) un professionista scendere nel dettaglio della propria offerta per rassicurare e convincere chi non ha fatto della SEO il proprio pane quotidiano?

Ci sono diversi SEO che leggono queste pagine: quante volte vi siete trovati a scendere a patti con un cliente che voleva un qualche tipo di promessa (realistica o meno realistica) già scolpita nel preventivo stesso, e quanto avete faticato negli anni per imparare a farvi riconoscere come suddetti professionisti?

Insomma, secondo te da cosa si riconosce oggi un buon professionista SEO? :P

immagine: ©Fotolia.com

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14 Commenti

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  1. Alessio Lo Vecchio ha detto:

    Come per tutte le professioni, dai risultati raggiunti. Direi che così diventa difficile sbagliare ;)

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  2. Cercherò di non fare markette (sono a dir poco in conflitto di interessi :D )

    Sicuramente è importante prima di tutto cercare su Google l’aspirante consulente e vedere se è presente :D Può sembrare una banalità, ma vi assicuro che è così, se prima del suo sito (se ne ha uno) trovate il profilo facebook… beh avete già fatto una prima selezione.

    Poi magari cercare o leggere casi studio del consulente, leggere il blog personale, visitare il profilo Linkedin, già con queste poche e rapide azioni credo si faccia già parecchia selezione :D

    Ripasso a brainstorming avviato :D

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  3. DanielSem ha detto:

    Un buon SEO non vende posizionamenti garantiti ma ottimizzazione sulla base dell’analisi dei dati che i motori di ricerca forniscono. Ormai il web è pieno di servizi di posizionamento garantito, pessimi, io ai miei clienti clienti garantisco un posizionamento migliore, quello mi sembra il minimo, ma con tempi che variano in funzione della “forza” della keyword, comunque minimo un paio di mesi di lavoro per fare un ottimizzazione su un sito già avviato sono necessari, ovviamente tutto usando sempre e solo strategie white hat.

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  4. Antonio Mecca ha detto:

    Concordo con Adriano. Con queste piccole osservazioni si è già in grado di fare una buona selezione. Se possibile sarebbe utile controllare eventuali discussioni sui gruppi e sui forum, qualche caso di successo ed eventualmente verificare il grado di soddisfazione dei clienti laddove sia possibile.

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  5. Daniele Trombetti ha detto:

    Ciao a tutti. Adriano ha ragione. La ricerca “personale” su google è fondamentale per capire se il SEO è uno che negli anni ha lavorato bene. Ha ragione anche DanielSem il lavoro del SEO non si può “vendere” a peso. Il lavoro va fatto bene, con calma e con professionalità. Il servizio a 99€ l’anno per il posizionamento, mi sa tanto di fregatura, e questo lo dovrebbero capire anche le aziende.

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  6. Sergio ha detto:

    Io ho un modo di vedere il rapporto “SEO/SEM-CLIENTE” un po’ diverso e, incentrato sulla reciprocita’ (WIN -WIN)

    Credo infatti (e opero in tale maniera) che la cosa piu’ importante e’ il TRAFFICO DI QUALITA’ e che CONVERTE BENE e le VENDITE GENERATE.

    Al committente non interessa sapere chi sei ma COSA PUOI FARE PER IL SUO BUSINESS…

    Poi certo anche il personal brand ha la sua importanza…Cio’ che conta e’ pero’ il RISULTATO.

    Se un cliente va’ da un SEO-SEM e’ perche’ vuole aumentare il suo fatturato.

    Se io Seo,sono in grado di aumentare il suo fatturato accetto altrimenti,no:)

    Anche sul punto di vista della retribuzione e’ importante (secondo me) avere un corrispettivo fisso + una provvigione sul fatturato.

    Un atteggiamento generale di questo tipo porta a mio giudizio:

    1) Soddisfazione al cliente perche’ vede aumentare il suo fatturato.(Naturalmente sara’ necessario agire non solo sul SEO ma anche sul SEM sul copywriting,sulla struttura dell’e-commerce,su un sistema di Mail marketing potente e che crea fidelizzazione etc.. per creare le MIGLIORI CONDIZIONI PER MANDARE TRAFFICO DI QUALITA’ E AVERE UN TASSO DI CONVERSIONE (utente-cliente che acquista) il piu’ alto possibile.

    2) UN GUADAGNO superiore per il SEO che ci sa’ fare e che porta profitto all’azienda. (tempo fa’ era emerso su un sito che un Seo, assunto, in Italia prende in media dai 1000 ai 1500 euro al mese,poca “roba” per chi fa’ 8-9 ore al giorno / 5 gg /settimana/ 22 gg /mese )

    ES: Se l’intervento di uno specialista (SEO,SEM,COPY etc..) aumenta di 200.000 euro/anno il fatturato dell’azienda il committente sarebbe disposto a pagarlo di piu’ ? Secondo me,si: )

    Io da cliente mi comporterei cosi’…e voi ?

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  7. Andrea Pilotti ha detto:

    Esercito la professione da diversi anni per clienti variegati, dal piccolo shop di provincia alla media azienda nazionale, e non ho mai dovuto promettere nulla, se non il mio impegno.

    Il cliente ha bisogno di essere portato a conoscenza di come funziona il web, e di essere seguito ed aggiornato costantemente, sulle vie che si intraprendono per accrescerne notorietà e reputazione.

    Penso che sia questo il lavoro di base da fare sul cliente, fargli comprendere che si lavora quotidianamente per lui e per i suoi obiettivi. Questo modus funziona bene, anche quando si presentano alla porta competitor con promesse di miglior successo.

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  8. DanielSem ha detto:

    Scusate ma qui qualcuno sta confondendo la Seo con il Sem, aumentare di fatturato è un obiettivo di marketing, il seo è un ottimizzatore che sulla base delle dritte che gli dovrebbe dare il reparto marketing, ottimizza il sito per determinate parole chiave.

    Inutile dire che sono pienamente daccordo con Andrea Pilotti, l’unico modo per non ritrovarci a fare promesse che poi non sappiamo se effettivamente possiamo mantenere, da Seo, è quello di fare formazione al cliente riguardo il lavoro richiesto mettendolo in grado di capire le cose basilari di un ottimizzazione sui motori di ricerca, fatto questo si potrà comunicare meglio in entrambi i sensi.

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  9. Ovviamente gli aspetti sono tanti ma una cosa che, a mio parere, è una ottima cartina di tornasole della serietà di chi ti sta offrendo il suo servizio, è che il consulente ti offra una serie di indicatori che misurino l’attività che prevede di fare. La condivisione della scelta di questi indicatori con il cliente permetterà ad entrambi una visione realistica dell’attività già dall’inizio.

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  10. Merlinox ha detto:

    Più la SEO diventa complicata (e in queste settimane stiamo toccando l’apice dell’inconsistenza) più il coinvolgimento del cliente è necessario. Ogni giorno vedo situazioni decisamente inspiegabili, atti monopolistici di google, regole che cambiano.
    Cosa resta da fare: prendere quei pochi messaggi ufficiali che escono direttamente da Mountain View e cercare di evitare come la peste di fare cose “disdicevoli”.

    Il cliente deve essere portato a capire cosa sta succedendo al suo sito e a valutare l’operato del seo. Se però si vuole “monetizzare” e attaccare certi tipi di mercato dove il coinvolgimento è impensabile (per capacità / voglia) le “garanzie” sono un media commerciale: poi c’è chi fa lo spudorato e chi fa il serio.

    Freelance / Agenzia? Beh diciamo che un’agenzia che da 5-10 anni lavora nel campo magari ha case history a testimoniarne la qualità e soprattutto è una “persona giuridica” che fa da garanzia alla “volabilità” delle persone. Ovviamente – IMHO – con prezzi molto diversi.

    ps: in ultima ringraziamo tutti Google che con le specifiche di Penguin ha dato atto alla più importante pubblicazione di guideline di Negative-SEO io ricordi!

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  11. Michela ha detto:

    Fantastico! hai fatto il post… :)
    Stasera leggerò con calma il tutto. Per chi come me non è esperto in questo tema, ogni spunto/commento sarà molto utile! Grazie Francesco sia per la disponibilità dimostrata che per questa possibilità. Grazie anche a chi lascerà commenti… ;)

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  12. Just Another SEO ha detto:

    Secondo me il bravo SEO si definisce per la sua concentrazione sui risultati e sul ROI. Anche a costo di confondersi con il SEM. Forse a un certo punto “SEO” e’ diventato riduttivo e mi sono messo a fare SEM, ma ormai “SEO” era il mio “titolo” e quindi…

    Ad ogni modo…
    Immagino ci sia ancora chi prova a vendere pacchetti posizionamento tipo “mi paghi per quante parole arrivano almeno in terza pagina”. Come se l’utente ci arrivasse in terza pagina!

    Un’altra pressione e’ quella di portare “visite” al sito e mostrare al cliente le “visite”. In questo modo se un SEO e’ in grado di portare un botto di visite, anche se non qualificate, lo fa, giusto per far vedere al cliente qualcosa. Cosi’ magari il cliente si fa l’idea che, visto che ha ricevuto 10000 visite ma nessun nuovo cliente, internet e il SEO non servano a una benemerita.

    Se invece il SEO lavora solo ed esclusivamente per far ottenere il miglior ROI al suo cliente allora si comportera’ in maniera molto diversa: scegliera’ le parole chiave in maniera diversa, adottera’ una strategia di lungo termine, utilizzera’ anche altri strumenti oltre alla SEO.

    Ma e’ in questa maniera che si fa un buon servizio al cliente.

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  13. Antony ha detto:

    Splendido, concordo assolutamente con tutti coloro che mi hanno preceduto.

    Un SEO va giudicato per il suo operato nel corso degli anni, va giudicato per i risultati ottenuti, possibilmente vanno analizzati risultati nel breve e nel lungo periodo, magari un SEO che 3 anni fa era molto in gamba non ha più fatto formazione e non si è aggiornato, ed oggi vale poco e niente.

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