Come Nasce un Contest: Intervista a Federico Viticci di MacStories.net

Un'iniziativa tutta italiana

scritto da Francesco Gavello [+] il 09 ottobre 2009 | Un Commento in: Interviste

Federico Viticci è la mente dietro a MacStories, blog dedicato ai retroscena del mondo Apple che in questi giorni sta portando avanti il Mac Festival.

Cos’è il Mac Festival? È un favoloso contest che mette in palio 130 licenze per Mac e Iphone per un totale di più di 2.600 dollari di montepremi. E che sta ottenendo un meritato successo tanto sul panorama italiano che su quello estero.

Molti lettori mi chiedono spesso quante siano le possibilità di portare avanti attività di questo tipo sui loro blog. La mentalità con cui approcciare “il contest”, i modi, i tempi. Tutto sembra spesso oscuro o troppo complesso da mettere in moto. Federico si è prestato volentieri alle mie domande per capire insieme come nasce un’iniziativa simile e quali sono state le difficoltà principali nel renderla concreta.

banfestival

MacFestival: un blog contest tutto italiano

1) Quante persone lavorano attualmente dietro a MacStories? Si tratta del lavoro di un singolo o sono in corso collaborazioni di qualche tipo?

Attualmente lavoro solamente io a MacStories quindi sì, per adesso sono da solo. Nonostante questo, comunque, ho moltissime collaborazioni esterne in atto: Francesco Mugnai, iSpazio, Little Box of Ideas sono i primi che mi vengono in mente.

Non si tratta della classica collaborazione tramite guest post, ma qualcosa di più “stretto” al fine di creare un vero network tra blog. Credo moltissimo nella collaborazione tra bloggers, sia come strumento per creare una solida e unificata community sia come mezzo per costruire le basi di un ottimo rapporto umano.

2) La nicchia dei blog tecnologici dedicati ad Apple è da sempre molto competitiva. Cosa ti ha portato ad accettare la sfida? Come hai tagliato lo stile di MacStories per differenziarlo dai suoi competitor?

Beh, come in molti casi tutto è cominciato per gioco. Nel Gennaio scorso, infatti, decisi di aprire un blog hostato su wordpress.com, chiamato appunto MacStories. Nonostante vedessi il tutto come un semplice hobby, il successo è stato immediatamente notevole, per questo decisi di fare il grande passo e partire con un blog “tutto mio”. Ma questa è la storia di molti.

So benissimo che la scena di blog dedicati al mondo Apple è molto competitiva: anzi, oserei dire che è una vera e propria guerra. Notizie dell’ultimo minuto, rumors, recensioni fatte in fretta e furia..non potevo (e non volevo!) puntare su questo. Quindi mi sono chiesto: “Cosa potrebbe ancora volere un utente Mac, oltre a conoscere il fatto dell’ultimo minuto?”. Vuole conoscere il fatto in profondità. Vuole sapere cosa succede dietro le quinte. Chi sono i nomi, le persone, le idee che muovono tutto questo carrozzone chiamato Apple.

Dunque, proprio su queste basi ho costruito e sto costruendo MacStories: recensioni non per forza di cose fatte in 30 minuti, poche notizie, pochi rumors, tanto contenuto. Di conseguenza sul sito troverete interviste, speciali, anteprima di applicazioni in fase beta, tutoria “geek” per ottenere il massimo dal vostro Mac / iPhone.

3) Come nasce l’idea di un “Mac Festival?”

Alcune settimane fa mi stavo chiedendo cosa avrei potuto fare per “rendere felici” i miei lettori: volevo organizzare una sorta di festa dove raccogliere una serie di eventi esclusivi.

L’idea del mega-contest è seguita immediatamente: tutti amiamo ricevere regali e tutti amiamo avere tante applicazioni. Durante l’organizzazione le idee si sono aggiunte piano piano, le apps in palio sono aumentate più del previsto.. ma alla base c’è sempre e comunque la voglia di organizzare un “festival” per i miei utenti: 10 giorni di puro e sano divertimento Apple. Devo inoltre ringraziare tutti coloro (bloggers, sviluppatori, utenti) che hanno creduto in questa iniziativa, senza di loro non sarebbe stato possibile.

4) Come si sviluppa tecnicamente un contest simile? Molti blogger vorrebbero concretizzare qualcosa del genere sui loro blog ma ancora non hanno la minima idea di come presentarsi ai possibili partner o tagliare l’offerta giusta. Che difficoltà hai incontrato in questo senso?

Al contrario di quanto molti possano pensare, gli sviluppatori sono delle persone eccezionali. Nel 99% dei casi, ho sempre trovato un’ umanità straordinaria “dall’altra parte” unita a comprensione e disponibilità. Non c’è una tecnica, basta non avere paura di ricevere un “no” e rischiare.

La prima cosa da fare quando si manda una mail è presentarsi, l’interlocutore vuole sapere con chi sta parlando. Per il resto..come si dice, “Keep It Simple Stupid”: presentate le cose il più semplicemente possibile, a nessuno piacciono i giri di parole. Questa è la mia filosofia.

5) Quali attività hai messo in atto, sulle tue pagine ma non solo, per promuovere il Mac Festival? Come hai generato buzz intorno alla tua iniziativa?

Come ho detto, il Festival si compone di varie parti: il contest Mac, il contest iPhone, altri giveaway indipendenti, interviste, speciali, collaborazioni. Queste ultime, sono state il vero trampolino di lancio dell’evento e, proprio come speravo, hanno contribuito ad “unificare” l’utenza di blog che prima erano divisi o comunque non avevano rapporti.

Il buzz è stato generato tramite Twitter dai lettori stessi: piuttosto che basarmi sulla classica formula del “commento e via” ho invitato i lettori ad iscriversi a twitter e parlare dell’evento usando l’hashtag #macfestival. Come puoi immaginare, la voce si è sparsa molto velocemente e l’evento è diventato molto popolare il giorno stesso.

6) I social network in rapporto ai contest sui blog. Che ruolo ricoprono? Possono svecchiare la classica formula dei “contest comment”?

Un ruolo fondamentale. Non sarebbe esistito nessun #mafestival senza Twitter! In linea di massima, per me i social network “veri” sono due: Facebook e Twitter.

Mentre Facebook è costruito (e concepito) per consentire lo scambio di dati (foto, video, testo, apps), Twitter ha alla base lo scambio di “informazioni” (in pratica, massimo 140 caratteri e link), proprio per questo lo ritengo più adatto come strumento promozionale.

Su twitter è più facile e utile diventare “virali”, la voce si sparge a tempo record e ti ritrovi con contatti da tutte le parti del mondo. E’ fantastico.

7) Qual è il peso della nicchia Apple e della lingua inglese in attività di questo tipo? Quanto siamo ancora lontani dal poter lanciare qualcosa di simile esclusivamente sul panorama italiano e per nicchie non così reattive?

Siamo molto lontani, se non lontanissimi. Purtroppo in Italia è ancora presente il concetto Apple = “non ci sono i programmi”, per questo non penso vedremo qualcosa di veramente importante nell’arco di minimo 10 anni. Fortunatamente le cose stanno cambiando, conosco sempre più persone che vogliono passare da Windows a Mac OS X, ma ci vuole comunque tempo.

Proprio per questo ho deciso di impostare MacStories in inglese: in Italia c’è poco mercato. Rimane il fatto, che la maggior parte degli utenti Mac è abituata ad utilizzare terminologie anglofone, quindi non penso l’inglese sia veramente un problema.

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Un Commento

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. volantini palermo ha detto:

    Ho letto con interessa l’articolo. Mi sono soffermato sulla frase “Siamo molto lontani, se non lontanissimi. Purtroppo in Italia è ancora presente il concetto Apple = “non ci sono i programmi”, per questo non penso vedremo qualcosa di veramente importante nell’arco di minimo 10 anni.”.

    Putroppo in Italia siamo indietro su tutto e non solo su questo campo!

    Rispondi

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