Come Gestire i Casi di Commenti Spam Borderline ?

Ecco un bell'argomento spinoso :)

scritto da Francesco Gavello [+] il 10 luglio 2010 | 10 Commenti in: Welcome Weekend

commenti-spam-borderline

Non è passato granché da quel post che titolava “Quando è Tempo di Chiudere i Commenti al Blog” che subito torniamo a discutere di come gestire tutti i casi di commenti “borderline” -ovvero non dichiaratamente spam- lasciati con il solo scopo di guadagnare un paio di click in più o di screditare i propri competitor.

Joja chiede:

Negli ultimi mesi il mio blog è cresciuto molto e visto il particolare argomento ‘tendenze e novità dello shopping online’ anche le aziende si stanno accorgendo della crescente visibilità dei miei articoli. Ed è cominciato l’attività disgustosa dei commenti ‘finti’ da parte delle aziende. Purtroppo per me non è sempre facile riconoscerli, perché invito anche i miei lettori a scambiare opinioni ed esperienze sugli shop online.

e ancora:

Secondo te cosa dovrei fare: cancellare un commento se mi ‘sembra’ finto? Lasciare tutti i commenti fregandomene di quelli finti? Controllare se l’indirizzo mail del commento è reale?

Tu cosa consiglieresti a Joja?

Per prima cosa, credo che l’introduzione di una pagina “Policy dei commenti” sia una delle priorità quando cominciano ad arrivare contributi effettivi ai propri contenuti. Una dettagliata, chiara, pagina di policy in cui descrivere cosa sia ammesso e cosa no. Senza rimorsi o paura di apparire troppo duri. Così come impieghiamo il nostro tempo per portare avanti un progetto giorno dopo giorno, tutti coloro che vogliono contribuire ad esso dovrebbero necessariamente accettare un minimo di buona condotta.

Ma dato che difficilmente ciò basterà nel far desistere queste presunte azioni di “infiltration marketing” (sigh…) io personalmente farei calare la mannaia dopo il secondo commento palesemente artificiale (giusto per lasciare il beneficio del dubbio) basandomi su un metro di giudizio stabilito a priori. Senza rimorsi soprattutto se pubblicato da un utente con il nome zeppo di keyword e nessun link di riferimento.

Perché i commenti sono l’anima di ogni blog e scoprire come un blog sia diventato un ricettacolo di pubblicità e commenti spam in cui le aziende cercano di darsele di santa ragione ogni giorno non è esattamente stimolante. Meglio prevenire, gentilmente ma con mano ferma quando ancora si è in tempo.

Tu cosa consiglieresti a Joja? ;)

Se vuoi vedere la tua domanda pubblicata nel Welcome Weekend non devi fare altro che lasciarla nei commenti a questo post o inviarmela dalla pagina di contatto.

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10 Commenti

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  1. PiccoloSocrate ha detto:

    Ho vissuto lo stesso problema di Joja e – imho – consiglierei l’opposto.
    Togli il link (e solo quello) al commentatore spammoso.
    Chi commenta per spam, non torna più perchè capisce che c’è trippa per gatti.
    Chi invece commenta seriamente non avrà problemi a tornare, commentare nuovamente e ricevere il suo link, magari pure dofollow.

    La mannaia – purtroppo – è sempre il modo migliore per la selezione.

    Rispondi
  2. piac ha detto:

    Io con il mio piccolo blog facevo esattamente come “PiccoloSocrate” ha consigliato…togli il link oppure lo modifichi, se è un commento di complimenti ancora meglio per te ;)

    PS: Francesco ti devo fare i complimenti, hai un blog bellissimo :)

    Rispondi
  3. alessandro ha detto:

    semplicemente modifichi il link, ma io personalmente non ne faccio un dramma

    Rispondi
  4. Jose ha detto:

    ho lo stesso problema…

    soluzione semplice: taglia la parte iniziale del link: www.
    così chi ci vuole andare deve copiarlo e incollarlo e lo spammer non ha il link attivo sul tuo blog
    ;-)

    io lo faccio con chi mi da l’impressione di spammare o quando il link è ad un sito di cui non sono sicuro…

    ;-)

    Rispondi
  5. Joja ha detto:

    ciao a tutti, il problema sul mio blog non sono tanto i link (comunque avete ragione a toglierli, grazie :) ), ma sono i commenti delle aziende che, attraverso vari nickname finti elogiano il proprio shop online oltre misura e/o parlano male dei concorrenti.
    Invitando i lettori a lasciare un giudizio sui vari negozi online che recensisco, non riconosco subito il commento serio dell’utente da quello finto dell’azienda.
    A questo punto ho deciso di fare come dice PiccoloSocrate: se un commento mi sembra troppo ‘fasullo’, lo tolgo. E spiegherò più volte che i commenti servono esclusivamente a utenti per lasciare esperienze e opinioni.
    E mi piace anche l’idea di Francesco di creare una pagina con la Policy per i commenti.

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  6. [...] giorni fa ho letto un interessante articolo di Francesco Gavello dedicato ai commenti spam borderline, ovvero quei commenti che – pur non avendo i requisiti per essere definiti spam – sono [...]

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  7. massimo giuliani ha detto:

    Di recente ho ricevuto dei commenti di un nuovo utente: tre o quattro commenti che davano anche a intendere che l’utente i post li avesse letti!
    Tutto bene: se non fosse che il link di riferimento era un sito che smercia Viagra e farmaci affini. I commenti – brevi e succinti – erano palesemente pretesti per mandare in giro il link.
    Hanno fatto un salto di qualità: prima questo genere di spam era veicolato da messaggi automatici sufficientemente vaghi e generici (“ehi, bel post, amico”). Ora pagano un essere umano che legge i post e li commenta!

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    • Francesco Gavello ha detto:

      Ho notato anch’io qualcosa di simile: commenti che riprendevano in parte alcuni commenti già esistenti appendendoci un “+1″ o un “quote” o uno smiley qualsiasi (a volte linkati), così da non farlo risaltare troppo tra gli altri.

      Rispondi
  8. [...] Esempio: l’articolo parla di social media marketing e un lettore lascia poche frasi di circostanza con un link dedicato alla vendita delle automobili. Questo è un comportamento poco corretto, e credo che sia giusto seguire i consigli di Francesco Gavello. [...]

    Rispondi
  9. […] Esempio: l’articolo parla di social media marketing e un lettore lascia poche frasi di circostanza con un link dedicato alla vendita delle automobili. Questo è un comportamento poco corretto, e credo che sia giusto seguire i consigli di Francesco Gavello. […]

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