Citizen Journalism: 6 Tips Per Comprenderlo Davvero

scritto da Francesco Gavello [+] il 05 gennaio 2009 | 10 Commenti in: Blogging Tips | Tool e Risorse

Il giornalismo collaborativo, forse più conosciuto con il termine inglese di citizen journalism è una particolare forma di giornalismo che attraverso le classiche potenzialità della rete permette agli utenti un intervento attivo in quanto a contribuzione, valutazione e promozione delle news stesse.

Detto in altre parole, mettendo i lettori nella “stanza dei bottoni”, una buona notizia verrà letta, commentata e rilanciata in maniera fisiologica e naturale, mentre quanto verrà reputato inutile, trascurabile o poco interessante sarà destinato a sparire in breve tempo.

E il giornalismo collaborativo è una della armi più potenti che un blogger, di qualunque livello, disponga per guadagnare visibilità.

Di network di questo tipo ne esistono parecchi: alcuni sono in grado di recuperare automaticamente le notizie dai Feed RSS dei blog che monitorano, mentre altri richiedono l’intervento attivo dell’utente nel proporre quotidianamente un buon articolo.

A differenti tipi di impegno corrispondono dunque diversi risultati.

E di una cosa è bene rendersi conto: i network di citizen journalism non sono più una novità. Sono tanti, forse troppi, ed altrettanto numerosi sono gli utenti che ne fanno parte e che ad ogni ora del giorno e della notte cercano di scalarne le classifiche.

D’altronde, arrivare tra le prime posizioni anche solo per una manciata di ore nella home di un network estremamente frequentato può rappresentare un salto notevole in termini di pageviews, con tutti gli evidenti vantaggi che credo possiate immaginare.

E in questa lotta senza quartiere quanto tempo credete abbia la vostra piccola news per sopravvivere tra tutte le altre news altrettanto buone, altrettanto votate, altrettanto commentate?

1. Scegli solo una buona manciata di network

Probabilmente sarete già incappati in una delle numerose guide in grado di darvi una “visione globale” di tutti i network di news sharing disposti ad accettare i vostri post. Tuttavia, a meno che non disponiate di un vero staff o anche solo di un buon collaboratore disposto a dedicarci un paio di ore al giorno, difficilmente riuscirete a mantenervi attivi in ognuno di essi sul lungo periodo.

Il primo passo è dunque selezionare una rosa da tre a cinque network sui quali siete certi di potervi concentrare giornalmente e sui quali credete di avere realmente qualcosa di utile da dire.

Valutate con cautela quanto affidarvi all’ennesimo clone di Pligg che si ripromette di “dare una svolta al settore”, e basatevi sui fatti nudi e crudi. Scegliete solo i network più attivi, quelli in cui è necessario un numero di voti maggiore per andare in homepage, quelli che realmente mettono i contenuti al centro dell’intero sistema.

Insomma, scegliete dei network in grado di valorizzare le notizie più che i voti, gli utenti che le scrivono più che le classifiche intorno ad essi.

2. Usa le parole con saggezza

Questi network tutto sono fuorché dei tranquilli laghetti dove pescare notizie in tranquillità. Sono frenetici, apparentemente caotici e sempre in movimento. Da un lato c’è una massa ridotta ma molto attiva di utenti che postano news, dall’altra una marea instancabile di lettori che votano e commentano.

Farsi largo tra i due schieramenti, da entrambi i lati si voglia cercare di passare, richiede il non perdersi troppo in chiacchiere e puntare dritto al sodo.

Dopo aver scritto un buon post è fin troppo facile rischiare di trascurare alcuni dettagli finali che possono fare la differenza. Ricordate che gli utenti vedono solo quello che scrivete e postate; non vedono appunti, bozze, idee, tentativi andati a male e in generale non vedono tutti gli sforzi fatti.

  • Titola lasciando il giusto livello di mistero
  • Utilizza termini precisi, numeri e fatti concreti
  • Non titolare in maiuscolo o usando termini roboanti che lasciano il tempo che trovano
  • Sii divertente senza essere scontato

Se gli utenti vedono solo ciò che scrivete, dovreste scrivere con saggezza.

3. Costruisci legami

Suona ovvio come i network di giornalismo collaborativo siano il posto migliore dove promuovere le proprie notizie, soprattutto quando la nicchia del network in questione è estremamente ristretta e ciò che scriviamo può realmente trovare la giusta approvazione.

Ma non si tratta solo di questo. Questi network sono un ottimo luogo dove entrare in contatto con altri utenti in grado di valutare in maniera competente gli argomenti dei quali parlate.

Sono luoghi pieni di potenziali visitatori prima ancora che di “voti positivi da recuperare”. Potenziali contatti in carne e ossa che possono se trattati con la giusta cura convertirsi in lettori affezionati.

Puntate alle persone, più che al voticino sulla news da piazzare in modalità “guarda e scappa”.

4. Instaura discussioni

Per quanto sia certamente un desiderio neanche troppo recondito di ogni buon blogger, postare la propria news nel pieno della notte, andare a letto e svegliarsi il giorno dopo trovandola in prima posizione nella home non è esattamente ciò che accade .

Perlomeno non accade se non avete un grosso nome alle spalle o una credibilità tale da far salire un articolo solo per il fatto di essere presente in lista.

Ciò che veramente può fare la differenza a prescindere dal livello di notorietà che possedete è la vostra capacità di intrecciare discussioni con gli altri “abitanti del network”.

Non è sempre facile, e spesso (vista anche la scarsa qualità di certe news postate ad arte per guadagnare posizioni) vi ritroverete con in mano nulla di veramente utile da dire agli altri utenti.

Commentare articoli altrui è forse la cosa più utile che potete fare per promuovere i vostri.

Esattamente come lasciando un commento su blog altrui state facendo circolare il vostro nome e stimolate una curiosità nei vostri confronti (perlomeno se non state dicendo delle grandi stupidaggini), così anche nei circuiti di citizen journalism è altamente probabile che ad un vostro commento segua una visita sul vostri articolo e (se meritevole) un voto positivo e forse un altro commento.

Banale, vero? Eppure è da qui che nasce tutto.

5. Non considerarli portali “usa e getta”

I risultati che potete ottenere da un network di news sharing dipendono direttamente dal tempo che decidere di contribuire ad esso.

Suona duro e noioso, ma è vero. La parolina “social” che qualche tempo fa si è deciso di affibbiare a questi network ha un preciso significato che non andrebbe sottovalutato.

Non è sufficiente postare una news affidandosi alla benevolenza altrui senza dare nulla in cambio.

Cominciate a comprendere i trend del network all’interno del quale vi trovate. Current ha una dinamica tutta sua, ben differente dall’apparente caos incontrollato di OkNotizie, e ancora TechNotizie e Diggita sono due realtà simili solo a prima vista.

Qualunque sia la portata e lo “stile” del network al quale decidete di iniziare a prendere parte, non gettatevi a testa bassa ad inserire articoli su articoli, chiedendo voti a chiunque conosciate giusto per spremere lo strumento fino a quando la pacchia non finirà. Una strategia del genere perde di vista l’obbiettivo ultimo dell’intera faccenda.

Qual è l’obbiettivo ultimo dell’intera faccenda?
Le persone, naturalmente.

6. Punta alle persone più che alle classifiche

Nell’introduzione parlavamo di come arrivare in una buona posizione in homepage sia fondamentale per trarre il miglior vantaggio da un network di citizen journalism.

Ebbene, tutto ciò è sbagliato.

Quello che conta sono le persone. Sempre, comunque e in qualsiasi “non-luogo” virtuale vi troviate.

Potete anche restare primi per tre giorni su OkNotizie, guadagnare un picco di pageviews impressionante e vedere schizzare le vostre statistiche alle stelle. E poi cominciare a deprimervi nei giorni seguenti quanto esaurita la spinta tutto sarà tornato alla normalità.

Quanti di questi utenti torneranno sulle vostre pagine da lì ad un mese?
Quanti di essi vi avranno considerato sufficientemente interessante da regalarvi una visita disinteressata e spontanea?

Ogni legame solido che riuscite ad instaurare passando per un social network vale molto di più del guadagnare una buona posizione in classifica. Interessatevi agli altri e considerate i network di giornalismo collaborativo una buona possibilità di scoprire altri ottimi blogger, altre ottime persone.

Il segreto, alla fine, è tutto qui.

foto: Matt Callow

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10 Commenti

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  1. Lara ha detto:

    Di questo articolo, oltre naturalmente all’argomento molto interessante (anche se io non conosco e non uso questo tipo di lavoro)e agli utilissimi consigli, mi piace soprattutto la frase finale “Ogni legame solido che riuscite ad instaurare passando per un social network vale molto di più del guadagnare una buona posizione in classifica”. Sono assolutamente d’accordo su questo punto: credo che instaurare un buon rapporto, di fiducia, virtuale amicizia ma soprattutto di aiuto reciproco con altri blogger e utenti della Rete sia molto più importante che lavorare giorno e notte sugli articoli e sul materiale pubblicato. Anche se un buon blogger non può prescindere dalla qualità di ciò che pubblica (questo chiaramente in base ai temi di cui tratta), è fondamentale (come nella vita reale d’altronde) il rapporto con gli altri e la fidelizzazione dei lettori… credo che questo sia un punto su cui tu Francesco hai lavorato e lavori molto, tenendo anche in considerazione blogger meno esperti di te, come è stato nel mio caso!

    Rispondi
  2. Francesco Gavello ha detto:

    @Lara: Una posizione in classifica o una sfilza di voti positivi di per sè non dicono niente (e sono peraltro facilmente taroccabili, come dimostrano le numerose guide su come “arrivare primi su OkNotizie”).

    La riconoscibilità di una persona reale e disponibile al di là di un semplice post è molto più importante e duratura nel tempo.

    Lo stesso discorso si potrebbe fare per stabilire il reale valore delle statistiche di accesso, se vogliamo :)

    Rispondi
  3. Giuseppe ha detto:

    Scalare la vetta è una cosa molto difficile, sono pienamente d’ accordo con le tue parole, secondo me però per un new entry l’opzione che potrebbe aiutarlo a scalare la vetta potrebbe esse una buona cerchia di amici che ad ogni post, danno un tocco in più per metterlo in risalto ;-)

    Cervelliamo

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  4. elisa ha detto:

    Spesso mi chiedo quale sia l’utilità dei commenti in questo tipo di servizi: io in genere non commento mai in oknotizie e simili, perché, se ho qualcosa da dire, preferisco lasciare un commento direttamente nel blog dell’autore della notizia. Forse perché credo che all’autore faccia più piacere ricevere un commento nel suo blog… Ma magari mi sbaglio: mi piacerebbe avere un’opinione da qualcuno più esperto di me!

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  5. Francesco Gavello ha detto:

    @Elisa: Credo che al di là di quanto detto nell’articolo, un commento sulla pagina originale sia sempre la cosa più gradita.

    E’ veramente difficile trovare un blogger che punti ad avere il suo blog deserto ma con decine di commenti su OkNotizie e simili ;)

    Rispondi
  6. elisa ha detto:

    Infatti è quello che penso pure io. Le uniche volte che ho commentato su oknotizie è stato o per rispondere a un commento che mi avevano fatto, o perché la notizia mi aveva colpito, ma proveniva da una fonte in cui non si potevano lasciare commenti.
    Grazie della risposta, Francesco!

    Rispondi
  7. Grazia ha detto:

    Ciao Francesco,
    sono tornata a vedere il tuo blog perchè lo trovo stimolante, e questo è un complimento. Il tuo post è molto interessante, ti lascio la mia esperienza (pur breve, sono blogger da poco più di sei mesi). Ho notato che il numero di commenti lasciati non è indice corretto di interesse per un determinato argomento. Porto un esempio, in dicembre ho scritto un post “auguri scomodi” che ha avuto sei commenti – di cui due sono mie risposte – ma nel corso di un mese ha portato centinaia di persone a visitare il blog – dai posti più impensati – a vedere il video che avevo preparato, a contattarmi via mail. Ho anche notato che la cosa più impegnativa non è scrivere un post bensì gestire le risposte che arrivano, da lì crei i tuoi contatti…
    ciao e a presto
    Grazia

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  8. [...] – Citizen Journalism: 6 Tips Per Comprenderlo Davvero [...]

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  9. Francesco Gavello ha detto:

    @Grazia: Come darti torto? Un semplice numero di per sé non dice nulla.

    E’ vero che molti commenti costanti possono indicare una buona qualità degli articoli e un buon seguito da parte dei lettori, ma è anche vero che c’è tutta una parte di “lavoro” (:D ), anche lontano dalle proprie pagine, che consiste nel promuovere la discussione, nel proseguire ciò che nel proprio articolo si è solo accennato.

    E se vogliamo è anche la parte più laboriosa, dove veramente si nota la costanza e la voglia di relazionarsi…

    Rispondi
  10. [...] seguente si sbriciolano riportando le statistiche alla dura realtà. No, ciò che conta è invece stabilire connessioni, attrarre potenziali nuovi lettori. Costruire qualcosa di più grande della semplice visita una [...]

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