Come Sminuire la Presenza di un Brand sui Social Network in Una Semplice Mossa

"Ok, ecco... questo non lo possiamo fare"

scritto da Francesco Gavello [+] il 11 maggio 2011 | 10 Commenti in: Blogging Tips | Featured | Trending Topic

Questa è una situazione che mi sta capitando sempre più spesso ultimamente e credo non solo a me.

Immaginami intento a discutere l’avvio di un nuovo progetto di consulenza per Il Brand deciso a migliorare la sua presenza su Twitter e Facebook.

Francesco: “Bene, queste sono le attività che andremo a pianificare. In questo modo andiamo a creare n-percorsi di conversione, in questo creiamo un’esperienza utente che vada oltre la solita condivisione di link, in quest’altro cerchiamo di portare sui social la visione iniziale del brand e la passione (la Voce) delle persone che stanno dietro ad esso”.

Brand: “È tutto fantastico! Non potrei essere più emozionato di così. Sarà tutto un dialogo costruttivo, un esporsi, un agire da protagonisti per far vedere che abbiamo compreso il vero ruolo del…” [seguono alcuni minuti di onesta, peraltro, fibrillazione per l'attività prevista]

F: “Ottimo!”

B: “Grandioso!”

*passano un paio di giorni*

*You’ve got mail!*

B: “Purtroppo delle attività previste possiamo svilupparne solo [inserire qui un numero pari a meno della metà di quelle preventivate] perché dopo esserci confrontati con il team che si occupa degli aspetti legali (e magari quello del marketing tradizionale) non ci è proprio possibile fare…”

[seguono altri interminabili minuti in cui traspare spesso una genuina frustrazione di fondo]

Ecco, hai appena dato un rapido sguardo a ciò che davvero può polverizzare qualunque speranza di successo sui social media.

Brand magari piuttosto affermati nella loro nicchia, che per anni hanno promosso la loro attività in canali più tradizionali piantando i classici paletti sul “cosa si deve” e cosa non si deve” fare durante una campagna di marketing, sono diventati alla fine schiavi di questi loro team interni.

Un ufficio legale che anziché lavorare per un’onesta policy da condividere con gli utenti -chiara, semplice, lineare e che renda l’esperienza più efficace per tutti- spesso diventa un nemico all’interno pronto a cassare qualsiasi attività leggermente più interessante del rispondere a un commento da parte degli utenti.

E spesso neanche questo, vuoi che per rispondere a un commento non si debba passare attraverso tre reparti e far valutare il messaggio ogni singola volta a chi si occupa di mantenere intatta la “brand identity”.

Questo è il motivo per cui la metà delle pagine fan che spesso ci troviamo di fronte stanno fallendo silenziosamente nel loro scopo. Perché coloro che dovrebbero essere lasciati liberi di esprimere la suddetta “brand identity” attraverso la loro Voce sui social sono invece ingabbiati in procedimenti che rendono un calvario anche solo rispondere al buongiorno dei propri fan o follower.

In tali condizioni, salvo una decisa presa di coscienza interna all’azienda, nessuno strumento o nessun budget possono fare la differenza. I social non sono magiche leve da tirare perché qualcosa accada: sono specchi estremamente abili nel riflettere la vera essenza di un brand.

Nel bene e nel male.

immagine: ©ioannis kounadeas – Fotolia.com

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10 Commenti

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  1. Max ha detto:

    Concordo!
    Purtroppo credo che queste limitazioni potevano esistere ancor prima dei social.

    Oppure in periodo di crisi. Tagliando in questo modo ogni possibilità di mantere affermato il brand, oppure farlo ripartire!

    Rispondi
  2. Marco Gurnari ha detto:

    Condivido a pieno il tuo parere francesco e potremmo parlare anche di presenza sul web in generale oltre che sui social media. Nella terra da cui scrivo infatti, sud calabria, l’idea che ormai il web è il luogo dove scrivere,leggere,vendere e comprare non è arrivata a tutti. La maggior parte delle aziende da infatti pochissima importanza a tale fattore, pensando che si possa ancora vivere soltanto di passa parola, di volantini lasciati nei parabrezza delle auto o di qualche cartellone pubblicitario. Hanno magari un sito in puro html, fatto così , tanto per dire : “ho un sito”, dove l’effetto migliore che si può osservare è un testo accentrato. Il problema è che ogni cosa ormai si evolve in un modo impressionante, e ancora di più succede col web…

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  3. Patrizio ha detto:

    La questione è spinosa e la metterei sul personale.
    Faresti scrivere post, commenti, tweet a nome tuo da qualcun’altro?
    Te la sentiresti di far gestire a terzi l’affidabilità del marchio “Francesco Gavello”?
    Temo che la grande azienda, a queste stesse domande, sia costretta a rispondere NO!
    Sarebbe sufficiente un errore di grammatica o di battitura per generare un caso.

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  4. But ha detto:

    Concordo anche io: ciò dimostra che, se sono necessari tutti questi controlli, significa che le persone che lavorano in quei reparti “non hanno il brand addosso” dell’azienda di cui fanno parte… insomma non ce l’hanno nel sangue!

    E dunque, occorrono riflessioni e controriflessioni sulle parole, a scapito della spontaneità che certo diventa un nemico da combattere… ma non stai tirando fuori davvero quello che sei, bensì stai solo cercando di dire “le cose giuste”… e questo un po’ paga, ma alla lunga, non paga.

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  5. Marco ha detto:

    Concordo con il post, mi sono avvicinato nell’ultimo periodo a questi temi, ma più li approfondisco e più vedo che in giro c’è pochissima cultura per questi temi.

    Le grandi aziende, non sanno nemmeno cosa vuol dire marketing sulla rete, social network ecc…. strumenti che se utilizzati bene ti possono portare molta visibilità al brand e di fatto Clienti.

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  6. Matteo Bianconi ha detto:

    E detto tra noi: questo dovrebbe essere il manifesto del social media marketing.

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  7. io che imparo ha detto:

    Scusate l’ignoranza ragazzi, ma sono del tutto nuovo a questo affascinante mondo.
    Quale sarebbe un brand che fa un buon uso dei social network? ve lo chiedo solo per farmi un’idea, spero si possano citare.

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  8. Michael ha detto:

    Concordo pienamente! L’uso dei social network al giorno d’oggi è importantissimo per dare una spinta notevole al brand di un’impresa! Chi riesce a sfruttarli bene, ne trarrà solo benefici per il suo business.

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