Che cos’è un project manager ?

scritto da Francesco Gavello [+] il 16 aprile 2008 | 12 Commenti in: Quick news

Sono un project manager, ma detto cosi’ in effetti vuole dire tutto e niente.

Ciò di cui mi occupo è di gestire il tempo delle risorse creative, facendo in modo che tutti abbiano il materiale giusto su cui lavorare quando serve, ottimizzando i tempi e, beh, massimizzando la resa qualitativa. Mi occupo anche di definire le scadenze e controllare che vengano rispettate, di tenere contatto con il cliente e di interpretare le richieste per offrirgli il prodotto migliore che necessita.

Cade quindi a proposito l’articolo di Emily Carr dal titolo “Why a project manager ?“. Emily racconta, con molta precisione, cosa fa e cosa non fa un PM in ambito creativo. Un paio di miti sfatati e molta attinenza alla realtà.

Da leggere e da raccontare in giro.

P.S. Forse potrebbe interessarti un buon software per gestire progetti.

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12 Commenti

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  1. ulissegio ha detto:

    Ciao, avevo bisogno di un paio di informazioni:
    - per chi fa il PM, esiste una vita privata (famiglia, relax, hobby) oltre il lavoro oppure è un lavoro totalizzante che risucchia tutto?
    - C’è la reperibilità sempre e comunnque? (vacanze, ferie, weekend..)
    Grazie mille

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Ulissegio, benvenuto sul blog. :)

      Ti posso rispondere per quello che riguarda la mia esperienza diretta. Ho lavorato come PM in una realtà piuttosto grande e strutturata e, anche se in fin dei conti sono sempre e solo le singole persone a decidere quanto sacrificarsi per il proprio lavoro, i ritmi erano sicuramente sostenuti.

      Non è un tipo di lavoro da “risucchio totale”, comunque. Perlomeno non se si è in grado di porsi dei paletti ben precisi e a (ma questo credo sia intrinseco nella professione :P ) organizzarsi al meglio, ricordando che esistono anche altre priorità nella vita di una persona.

      La reperibilità? Dipende dalla singola azienda, dagli accordi presi, dal tipo di gestione che stai portando avanti e, non ultimo, dall’avere o meno periodi di (vera, si spera) emergenza da coprire. Non è un discorso generico, purtroppo. Portare avanti la pianificazione di un evento può essere molto diversa dal pianificare il lancio di un portale o curare la distribuzione dei contenuti per una serie di blog.

      Sai, non sono mai stato un grande fan del “lavoro sempre e comunque, al di là della qualità finale, perché orario e azienda vengono prima di tutto”, ma del “lavoro fatto bene, nel rispetto delle persone con cui si lavora e nei tempi giusti”.

      Motivo per cui è già un bel po’ di tempo che lavoro come freelance, peraltro :) Posso scegliere con chi lavorare e se l’approccio rispecchi questo mio modo di vedere le cose.

      Rispondi
  2. ulissegio ha detto:

    Francesco, grazie mille, sei stato molto chiaro.
    Ancora qualche domanda:
    - Sei tu che ti poni dei paletti o te li pongono gli altri? Mi spiego meglio: io sono d’accordo col lavorare, col lavorare tanto e con l’essere efficienti e organizzati ma..se l’orario di lavoro è 8 – 21 perchè io sono lento a lavorare è un conto, se è 8 – 21 perchè DEVO star lì per forza è un altro
    - Che orario di lavoro avevi mediamente?
    - Cosa significa che lavori come freelance?
    Scusa se ti faccio tutte queste domande ma ho una proposta di lavoro e, prima di accettarla, preferirei capire che stile di vita mi aspetterebbe…

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Di niente :)

      Rispondendo a tutte le tue domande in una volta sola diciamo che i paletti, se lavori come PM, spesso te li pongono gli altri. Fare il PM significa coordinare persone, far combaciare tempistiche e monitorare l’avanzamento del lavoro altrui. E spesso non è un processo così lineare e ottimizzabile anche se si è efficienti al 100%.

      Personalmente avevo un orario di lavoro che difficilmente si esauriva entro le 8 ore, ma non è indicativo dato che le realtà possono essere molto diverse da gruppo a gruppo.

      Attualmente lavoro come consulente web freelance, cioè in proprio, con P.Iva, potendomi permettere di scegliere con chi lavorare e quali progetti seguire. Mi occupo nella stragrande maggioranza dei casi di marketing sui social media e questo blog è esso stesso una fonte di clienti che hanno modo di capire di cosa mi occupo e in che modo.

      Il mio consiglio, se stai valutando la possibilità di intraprendere la strada come PM, è quello di essere molto schietto e sincero in fase di contrattazione. Anche sugli aspetti che potresti dare per scontati o per poco importanti.

      È il modo migliore per capire se quello che poi andrai a fare è ciò che hai in mente oppure no.

      E in bocca al lupo qualunque sia la strada che sceglierai! ;)

      Rispondi
  3. Ulissegio ha detto:

    Sarò schietto e sincero!
    Hai qualche suggerimento da darmi perla fase di contrattazione? Qualche domanda da fare, qualche cifra da esigere, qualche chiarimento che a me, che non conosco ancora il lavoro, non verrebbe in mente di chiedere?
    Grazie ancora, sei molto gentile!

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Mi vengono in mente: strumenti utilizzati per gestire il booking delle risorse, grado di autonomia nella gestione del cliente (sarai da solo o dipenderai e per quanto da elementi sopra di te), gestione degli straordinari e reperibilità nei weekend, strumenti che ti verranno consegnati per svolgere il tuo lavoro, rimborsi spese per mobilità.

      :)

      Rispondi
  4. ulissegio ha detto:

    Grazie mille Francesco, e in bocca al lupo per il tuo lavoro e per il tuo blog (utilissimo!).

    Rispondi
  5. Max ha detto:

    Ciao,
    volevo chederti quale formazione accademica sia necessaria (o preferibile) per lavorare come pm, e.. in che modo iniziare!

    Grazie

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Max, sinceramente credo che qualsiasi buon corso di studi virato al marketing possa darti buone basi per iniziare. Il resto, come puoi immaginare è buona volontà di imparare le meccaniche intrinseche di ogni azienda e cercare di “concretizzare” nel mondo reale ciò che si è imparato. Non credo esista un solo corso di studi in grado di fornare il PM perfetto, dopo una certa soglia è letteralmente un mondo a sè che può piacere o meno, dare soddisfazioni oppure no.

      Rispondi
  6. Simona Genovese ha detto:

    Desidererei un’informazione: esiste una differenza tra Project Manager e Project Leader o sostanzialmente sono la stessa cosa?

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Simona, vedila così. Un project leader spesso è responsabile di aspetti più tecnici durante lo sviluppo di un progetto. È colui che ha la “visione” del progetto in sè ed è spesso una persona con un’esperienza comprovata circa quanto serve al progetto.
      Un project manager (così come lo ero io tempo fa) si occupa invece di far sì che tutto sia sempre… al posto giusto. Budget, risorse e materiali, comunicazione tra i vari dipartimenti e gestione dello stato di avanzamento di un’attività più o meno complessa.

      Ho risposto alla tua domanda? :)

      Rispondi

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