<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Tool e Risorse</title>
	<atom:link href="http://francescogavello.it/category/tool-risorse/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://francescogavello.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 03:30:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</title>
		<link>http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest</link>
		<comments>http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=22457</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Ho scritto altre volte della necessità non tanto di conoscere i dati relativi alle proprie attività online, quanto di riuscire a gestirli in maniera ordinata.
Con Twitter, fare una cosa del genere è semplicemente un disastro.  
Nel migliore dei casi, e chi ha avuto la fortuna di giocherellare con le ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest">Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-dashboard.jpg" alt="Dashboard TweetNewst" title="tweetnest-dashboard" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22559" /></p>
<p>Ho scritto altre volte della necessità non tanto di conoscere i dati relativi alle proprie attività online, quanto di riuscire a gestirli in maniera ordinata.</p>
<p>Con Twitter, fare una cosa del genere è semplicemente un disastro. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel migliore dei casi, e chi ha avuto la fortuna di giocherellare con le API del network lo potrà confermare, Twitter restituisce agli sviluppatori 100 tweet per volta, paginati sino a un massimo di 1.500 circa risultati totali.</p>
<p>Questo, unito al fatto che una banale ricerca sul motore ufficiale restituisce solo i dati degli ultimi 7-10 giorni, fa sì che risalire a un proprio messaggio inviato, per esempio, il gennaio scorso diventi un’impresa da più di un grattacapo. È una di quelle cose che molti utenti semplicemente trascurano o lasciano perdere avvalendosi di questo o quel servizio esterno.</p>
<p>(per la cronaca, <a href="http://topsy.com/tweets">Topsy</a> è ottimo per chi vuole un motore di ricerca senza troppe pretese)</p>
<p>Ma che fare quando invece vogliamo tenere le cose in casa nostra?</p>
<p><a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">TweetNest</a>, un progettino che ho scoperto quasi per caso, alla ricerca della soluzione per conto di un cliente, fa <strong>esattamente</strong> ciò che ci serve.</p>
<p>A differenza di ThinkUp, <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">di cui ho parlato qualche settimana fa</a>, il processo di installazione è persino più veloce (pur limitato al solo Twitter) e permette di ottenere sul proprio server nel giro di una manciata di minuti il proprio archivio di tweet, ricercabili e navigabili per mese.</p>
<p>TweetNest, come già ThinkUp, necessità di tre cose:</p>
<ul>
<li>PHP 5.2 o successivo con cURL attivo</li>
<li>MySQL 4.1 o successivo</li>
<li>Una minima dimestichezza con PHP e FTP</li>
</ul>
<p><a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">L’installazione</a> comporta, per chi già si sia cimentato con WordPress, la più classica delle creazioni di un database sul proprio spazio web e la relativa configurazione del software attraverso un file PHP caricato e richiamato online insieme agli altri. In una singola e tutto sommato concisa pagina sarà necessario inserire i riferimenti al proprio account Twitter, insieme alle credenziali di accesso al database così che TweetNest possa iniziare a popolarlo.</p>
<p>Una nota importante è che a differenza (di nuovo) di ThinkUp, <strong>TweetNest non richiede la creazione di un’applicazione developer</strong> su Twitter (processo che potrebbe essere ostico ai più) per la sincronia dei tweet, che avviene invece richiamando un paio di file PHP al primo avvio.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-archivio.jpg" alt="TweetNewst - creare un archivio di tweet" title="tweetnest-archivio" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22558" /></p>
<p>Per mantenere aggiornati i propri tweet sarà sufficiente inserire tra il CRON del proprio server il riferimento a un file PHP &#8220;di manutenzione&#8221;  oppure lanciarlo manualmente aprendolo da browser. La seconda opzione sarà naturalmente protetta da password.</p>
<p>L’intero processo di sincronia iniziale porta via non più di un paio di minuti di orologio, e si conclude senza colpo ferire né chiedere null&#8217;altro all’utente.</p>
<p>Unica limitazione, Twitter stesso che rende disponibili pubblicamente <strong>solo gli ultimi 3.200 tweet di un account.</strong> Se avete meno di tale somma di tweet questi saranno completamente importati sul vostro server, se ne avete di più vedrete solo gli ultimi 3.200. Di nuovo, questa è una limitazione di Twitter stesso e lo stesso autore afferma che se il limite venisse meno non sarebbe certo TweetNest ad avere problemi a gestirli.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-ricerca.jpg" alt="Cercare in archivio tweet con TweetNest" title="tweetnest-ricerca" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22560" /></p>
<p>Il risultato? Piacevole all’occhio e di una intuitività disarmante. Una sola colonna sulla destra che mostra il numero di tweet per mese e la possibilità di espandere il singolo mese per valutarne l’andamento.  </p>
<p>Possibilità di filtrare i propri preferiti e i propri messaggi per parole chiave completano quello che è probabilmente il software migliore di cui puoi disporre al momento se hai solo bisogno di creare un enorme archivio navigabile di tweet inviati.</p>
<p>Un progettino da tenere d’occhio, <a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">TweetNest</a>, soprattutto per i risultati ottenuti in questa fase beta. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest">Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piccola Recensione del Libro &#8220;Creare Applicazioni per Facebook&#8221;</title>
		<link>http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook</link>
		<comments>http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=22460</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Esiste un semplicissimo motivo per cui su questo blog non si sono mai alternate troppe recensioni: amo recensire solo ciò che posso testare in prima persona e soprattutto reputi davvero interessante per chi mi legge.
È questo il caso di “Sviluppare Applicazioni per Facebook”, libro edito da Pro DigitalLifeStyle e scritto ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook">Piccola Recensione del Libro &#8220;Creare Applicazioni per Facebook&#8221;</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/creare-applicazioni-facebook.jpg" alt="Recensione Creare Applicazioni per Facebook Daniele Ghidoli" title="creare-applicazioni-facebook" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22461" /></p>
<p>Esiste un semplicissimo motivo per cui su questo blog non si sono mai alternate troppe recensioni: amo recensire solo ciò che posso testare in prima persona e soprattutto reputi davvero interessante per chi mi legge.</p>
<p>È questo il caso di “Sviluppare Applicazioni per Facebook”, libro edito da Pro DigitalLifeStyle e scritto da Roberto Marmo, Daniele Ghidoli e Angelo Iacubino?</p>
<p>Io credo di sì, e nelle prossime righe ti spiegherò anche il perché. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-22460"></span></p>
<p>Partiamo dal principio: il volume in question non ha nessuna pretesa di insegnare al mondo come si utilizzi il social di Zuckerberg, né di riprendere la solita introduzione di base affrontandone i temi più comuni.</p>
<p>Gli autori partono invece da un livello che si può definire intermedio e molto più ristretto, per esplorare quali logiche muovano le applicazioni più popolari sviluppate su Facebook e mettere in condizione il lettore di progettare, sviluppare e iniziare promuovere la propria.</p>
<p>Obiettivo di tutto ciò, ottenere infine visibilità sul network attraverso gli strumenti stessi che il network mette a disposizione di chi si voglia addentrare dentro le sue complesse meccaniche.</p>
<p>Ciò che ho apprezzato particolarmente di questo libro, oltre che sia stato scritto (anche) <a href="http://www.bigthink.it/blog/">da una persona che stimo in rete</a>, è l&#8217;approccio che sostiene l&#8217;intero percorso: <strong>mettere in condizione il lettore non solo di capire il &#8220;come&#8221; sviluppare una precisa app su Facebook, ma soprattutto &#8220;perché e &#8220;quando&#8221; farla.</strong> Non per niente prima di mettere mano a una sola riga di codice gli autori ci portano per mano tra alcuni dei più famosi case study per riprenderne in seguito le logiche.</p>
<p>Il libro è una sorta di manuale operativo: buona la quantità di codice, a moduli, che è possibile masticare senza dover necessariamente procedere in una lettura sequenziale, tonnellate le fotografie a colori (in cui ogni tanto si prova quel deja-vu dell&#8217;aver osservato in tempo reale le attività raccontate tra i capitoli), buona la chiusura finale che guarda in maniera più ampia al portare visibilità al proprio progetto.</p>
<h2>Perché te ne consiglio la lettura</h2>
<p>Non vorrei spendere troppe parole per quella che finirebbe per essere una (mini)recensione fin troppo entusiastica, ma i fatti sono questi: <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882339920/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&#038;tag=francgavel-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8882339920">Creare applicazioni per Facebook</a> (ps. link verso Amazon) è un&#8217;ottimo crash course per chiunque lavori su Facebook o abbia intenzione di iniziare a farlo.</p>
<p>Ci sono palate di esempi, di foto e di riflessioni che spiegano cosa passava per la mente agli autori mentre decidevano di proporre questa tecnica anziché quest’altra. È scritto a tre mani, di cui un paio appartenenti a uno dei blogger più interessanti in ambito Facebook da qualche anno a questa parte.</p>
<p><strong>È un buon prodotto, scritto bene e il prezzo è competitivo.</strong> E per gli amandi di Kindle, <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B006GW6XKM/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&#038;tag=francgavel-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=B006GW6XKM">ne esiste un&#8217;apposita versione.</a> (altro link verso Amazon).</p>
<p>Consigliato. Nient’altro da dire. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook">Piccola Recensione del Libro &#8220;Creare Applicazioni per Facebook&#8221;</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media</title>
		<link>http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media</link>
		<comments>http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 03:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=21865</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Chiunque abbia sviluppato anche solo una minima presenza sui social media realizza subito una cosa: è molto difficile (spesso impossibile) tracciare ogni singola reazione alle nostre attività.
Perlomeno, è difficile tracciare queste reazioni in maniera efficace.
Certo, esistono parecchi strumenti in grado di aiutare coloro che si vogliano gettare nel turbinio di ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/thinkup-ottenere-dati-social-media.jpg" alt="Tracciare attività e ROI sui social media" title="thinkup-ottenere-dati-social-media" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22057" /></p>
<p>Chiunque abbia sviluppato anche solo una minima presenza sui social media realizza subito una cosa: è molto difficile (spesso impossibile) tracciare ogni singola reazione alle nostre attività.</p>
<p>Perlomeno, è difficile tracciare queste reazioni <strong>in maniera efficace.</strong></p>
<p>Certo, esistono parecchi strumenti in grado di aiutare coloro che si vogliano gettare nel turbinio di multipli account Twitter, Facebook e Google Plus. Applicativi installabili come <a href="http://www.tweetdeck.com/">TweetDeck</a>, <a href="http://hootsuite.com/">HootSuite</a> e simili sono strumenti utilissimi per mandare avanti la propria attività quotidiana.</p>
<p>Ma se invece avessimo bisogno di una sorta di &#8220;unica stanza dei bottoni&#8221;, dove poter osservare e valutare l&#8217;efficacia di ciò che stiamo facendo in rete? Se questa stanza dei bottoni dovesse colpire trasversalmente più presenza sociali e non solo Twitter?</p>
<p>Se ci servisse una sorta di Google Analytics ridotto all&#8217;osso dove grafici, query e statistiche contribuiscano a darci quella tanto agognata visione globale in grado di fare la differenza?</p>
<p>Per esempio: sapresti dirmi, immediatamente, quali sono gli ultimi aggiornamenti di stato che hanno ottenuto più risposta sul tuo profilo Facebook? Oppure, quali sono i tuoi tweet più retwittati di sempre e su quali logiche si fondano?</p>
<p><a href="http://thinkupapp.com/">ThinkUp</a> mira a rispondere a queste e molte altre domande, mettendo ordine nel tuo personale oceano di informazioni. L&#8217;ho provato, e oggi ti racconto com&#8217;è andata.</p>
<p><span id="more-21865"></span></p>
<h2>Per molti, ma non per tutti</h2>
<p>Diciamolo subito: ThinkUp non è per tutti.<br />
Non all&#8217;inizio, almeno.</p>
<p>L&#8217;installazione, che non avviene in locale ma su un proprio webserver, richiede una competenza minima con accessi FTP e creazioni di database. Se hai già installato WordPress almeno una volta su un qualsiasi dominio, la cosa non dovrebbe comunque crearti problemi.</p>
<p>ThinkUp al momento supporta <strong>PHP 5.2 o superiore con cURL, GD, JSON, e PDO MySQL attivi</strong>. MySQL in particolare è richiesto almeno nella versione 5.0.3. Il server, in particolare, deve essere pubblico. Se hai mai provato a installare in localhost una copia del tuo blog e avere a che fare con i callback di Twitter, scoprirai che quest&#8217;ultimo richiede, almeno inizialmente, la visibilità del server con cui deve dialogare.</p>
<p>Ergo, <strong>ThinkUp è perfetto per essere installato in una sottocartella o in un dominio di terzo livello di un tuo qualsiasi server</strong>, al quale potrai connetterti, loggarti e agire sui dati raccolti.</p>
<p>L&#8217;installazione di per sé scivola via abbastanza liscia, anche se l&#8217;autenticazione iniziale ai diversi account è piuttosto noiosa e potenzialmente problematica per chi non abbia mai avuto a che fare con le controparti developer di Facebook, Twitter e Google Plus. A questo cerca di rimediare ThinkUp stesso fornendo guide lineari e semplici su come creare e configurare i giusti agganci alle API di turno.</p>
<p>L&#8217;intera operazione porta comunque via una decina di minuti, se non ti farai prendere dal panico. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Dati, altri dati!</h2>
<p>Ed è da qui che ThinkUp può iniziare finalmente a macinare tutti i dati relativi alla tua intera presenza sociale. Al primo avvio la dashboard richiede un avvio manuale del processo di sincronia, che può portare via a seconda di quanto &#8220;pesanti&#8221; siano i tuoi account da una decina di minuti a parecchi di più.</p>
<p>La meccanica del servizio è comunque pensata piuttosto bene per venire incontro a problematiche laterali che possono sorgere installando un simile gioiellino su un proprio server: per automatizzare gli aggiornamenti è possibile intervenire sui <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cron">crontab</a> oppure &#8230;iscriversi a un feed RSS privato da un qualsiasi lettore web come Google Reader. Ciò garantirà il richiamo di ThinkUp e il raccoglimento periodico dei dati.</p>
<h2>In espansione</h2>
<p>Agile e velocissimo nell&#8217;indicizzare, esportare e filtrare. Un esempio? Con un singolo click è possibile esportare in CSV separato da virgole tutti i tweet del nostro account, così come restringere per particolari query la visualizzazione delle menzioni.</p>
<p>La sensazione percepita è che <a href="http://thinkupapp.com/">ThinkUp</a>, al momento in cui si scrive alla sua release 1.0 beta, abbia intenzione di espandersi progressivamente dandoci al momento solo un (gustosissimo) assaggio di quasi tutte le proprie funzionalità.</p>
<p>Non si tratta in questo caso di valutare il software come &#8220;l&#8217;unico e il solo&#8221; in grado di presentare questi particolari report, quanto il primo in grado di farlo in modo accessibile praticamente a tutti, a costo zero, in un solo posto e su un database indipendente su cui avere pieno controllo.</p>
<p>Mica male, no?</p>
<p>Inoltre&#8230;</p>
<h2>Degno di nota</h2>
<ul>
<li>La ricerca di un proprio tweet non limitata per data;</li>
<li>Le tre dashboard separate per ogni network incluso;</li>
<li>La geolocalizzazione delle discussioni;</li>
<li>L&#8217;analisi dei following inattivi;</li>
<li>I rapporti Like/commento e tweet/reply verso il tempo di vita del messaggio;</li>
<li>API interne, per qualsiasi cosa tu voglia svilupparci insieme.</li>
</ul>
<p>ThinkUp, pure in versione beta, è forse uno dei prodotti più interessanti che mi sia capitato di testare negli ultimi mesi. <a href="http://expertlabs.aaas.org/thinkup01/index.php?u=whitehouse&#038;n=twitter">Puoi dare uno sguardo a ThinkUp in azione</a> da un&#8217;installazione pubblica e perfettamente funzionante che mostra i dati raccolti dalla comunicazione su Twitter di @whitehouse e sulla loro relativa pagina Facebook.</p>
<p>Buona analisi! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché Hai Bisogno di Essere Presente su LinkedIn?</title>
		<link>http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin</link>
		<comments>http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 03:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=21826</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Questo è un guest post di Luciano Cassese, formatore professionista che già da parecchio tempo si dedica allo spiegare alle persone perché l&#8217;avere un&#8217;adeguata presenza su LinkedIn è la cosa migliore che può capitare a un professionista in rete. Ho letto il suo libro, che trovi promosso a fondo articolo. ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin">Perché Hai Bisogno di Essere Presente su LinkedIn?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/migliorare-profilo-linkedin.jpg" alt="Migliorare il profilo LinkedIn" title="migliorare-profilo-linkedin" width="668" height="310" class="aligncenter size-full wp-image-21828" /></p>
<p><em>Questo è un guest post di Luciano Cassese, formatore professionista che già da parecchio tempo si dedica allo spiegare alle persone perché l&#8217;avere un&#8217;adeguata presenza su LinkedIn è la cosa migliore che può capitare a un professionista in rete. Ho letto <a href="http://www.linkedin-marketing.it/amember/go.php?r=169&#038;i=l0">il suo libro</a>, che trovi promosso a fondo articolo. L&#8217;ho letto tutto. Ed è una gran cosa.</em></p>
<p>Se ti stai ancora chiedendo per quale motivo dovresti partecipare ad un social network come LinkedIn per sviluppare la tua professione e la tua carriera ecco in questo articolo alcune semplici motivazioni che penso ti convinceranno a prendere seriamente in considerazione l&#8217;idea di fare del marketing personale su questo network.</p>
<p>Se ancora non lo conosci LinkedIn, beh, è il più grande social network a carattere professionale oggi esistente in tutto il web.</p>
<p>In questi anni LinkedIn è rapidamente diventato uno strumento indispensabile per chi cerca opportunità di lavoro, di carriera o per chi è alla ricerca di nuovi clienti per la propria attività.</p>
<p><span id="more-21826"></span></p>
<p>Nel momento in cui scrivo questo articolo LinkedIn è in assoluto il più famoso social network professionale al mondo, superando i 100 milioni di membri in 50 nazioni. Ad ottobre 2009, i suoi utenti erano 20 milioni, a maggio 2010 circa 70 milioni. <strong>Un ritmo di crescita nell’ordine dei 3 milioni al mese.</strong></p>
<p>Il 56% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti. U.S.A., India, U.K e Brasile sono i paesi col maggior numero di iscritti (quest’ultimo è anche quello che cresce più velocemente). Gli utenti europei sono oltre 22.100.000 e le nazioni che mostrano un maggiore interesse sono l’Olanda, la Francia e l’Italia.</p>
<p>Gli italiani su LinkedIn hanno superato 1.700.000 (a maggio dello scorso anno erano circa 1 milione).</p>
<p>Gli utenti LinkedIn nel complesso <strong>rappresentano il più grande pubblico al mondo di professionisti e persone influenti</strong> e ad alto livello di reddito. Non solo gli utenti di LinkedIn hanno un elevato livello di istruzione (oltre l&#8217;80% è laureato), ma sono anche persone che hanno un discreto successo da un punto di vista retributivo. Il reddito medio delle famiglie dei partecipanti a livello mondiale degli utenti LinkedIn è di circa 108.000$ all&#8217;anno, e oltre il 20% degli utenti di LinkedIn sono dirigenti di aziende di medie e grandi dimensioni e multinazionali. Più del 60% sono persone che hanno un&#8217;influenza diretta sulle decisioni chiave dell&#8217;azienda in merito ad acquisti di prodotti o servizi.</p>
<p>Se non lo conosci posso dirti che si tratta di un sito di social networking eccezionale, adatto a tutti coloro che comprendono appieno quale sia il valore delle relazioni interpersonali nella ricerca di opportunità di lavoro e a chi intende sviluppare una propria rete di contatti per generare occasioni professionali.</p>
<p>Nel momento in cui ti iscrivi su LinkedIn, <strong>la piattaforma ti offre una serie di funzionalità eccezionali per la tua personale promozione.</strong> Già al primo accesso hai la possibilità di:</p>
<ul>
<li>Creare un profilo professionale, che può essere considerato una vera e propria vetrina personale con la quale promuoverti a potenziali clienti e datori di lavoro.</li>
<li>Creare e gestire una tua personale rete di contatti di persone importanti che potranno agevolarti nello sviluppo.</li>
<li>Partecipare a gruppi di discussione per il tuo settore, la tua nicchia di mercato e la tua attività.</li>
<li>Individuare e contattare potenziali clienti, fornitori e nuovi datori di lavoro.</li>
</ul>
<p>In questo momento ti starai probabilmente chiedendo in che modo queste caratteristiche della piattaforma di LinkedIn possono esserti utili nella tua ricerca di lavoro e come possono apportare un reale vantaggio alla tua carriera professionale. Giusto?</p>
<p>LinkedIn non solo è una grande “vetrina di professionalità” dove le persone partecipano con l&#8217;intenzione dichiarata di ricercare clienti fornitori e dipendenti, ma è piuttosto una vera e propria piazza virtuale dove è possibile intrecciare rapporti professionali veramente significativi.</p>
<p>Diamo uno sguardo a cinque semplici modi in cui LinkedIn può aiutarti nella tua ricerca di lavoro e nello sviluppo della tua professionalità:</p>
<p><strong>1. Visibilità.</strong> La partecipazione al network consente di farti trovare dai selezionatori e dai responsabili delle risorse umane delle principali aziende internazionali e delle principali società di selezione ed head hunter. La partecipazione a gruppi di discussione su tematiche relative al tuo settore di attività attirerà gli head hunter che cercano candidati specializzati.</p>
<p><strong>2. Branding.</strong> LinkedIn è fondamentale per il tuo personal branding e per rafforzare la percezione del tuo nome sul tuo mercato potenziale. Una volta che stabilisci un contatto con una società di selezione, con datori di lavoro, o con dei potenziali clienti, questi prima di invitarti a colloquio probabilmente cercheranno informazioni su di te proprio su questo network per vedere il tuo profilo e verificare il tuo background culturale e lavorativo. Ad oggi vale il principio che se non sei su LinkedIn, in molti casi, semplicemente non esisti (come professionista).</p>
<p><strong>3. Network Personale.</strong> LinkedIn ti consente di ritrovare in veste professionale tanti contatti del passato. Molte delle persone che abbiamo conosciuto nell&#8217;arco della nostra vita che abbiamo perso di vista, per un motivo o per un altro, adesso possiamo facilmente rincontrarle sul network in veste professionale ed informarle che siamo alla ricerca di opportunità, oppure possiamo informarle circa la nostra attività professionale, sui nostri prodotti o servizi. Il bello è che se incontri qualche tuo amico su LinkedIn, puoi parlargli facilmente di lavoro senza rischiare di sembrare invadente. Diversamente da Facebook, infatti, chi si iscrive su LinkedIn manifesta la precisa intenzione di “Fare Affari”.</p>
<p><strong>4. Acquisizione di conoscenze.</strong> Il software di ricerca funziona in due modi: ci consente di trovare individui in base al loro curriculum oppure ci consente di ricercare informazioni nei gruppi di discussione. I gruppi di discussione sono per lo più gruppi tecnici e settoriali in cui si discute di tematiche legate al proprio business. In questo modo possiamo prepararci meglio per una riunione, o cercare informazioni su una determinata azienda prima di affrontare un colloquio di lavoro, o un incontro di affari. Possiamo inoltre postare una domanda in un gruppo di discussione su di un determinato argomento e acquisire le informazioni di cui abbiamo bisogno prima di incontrare un cliente, un fornitore, oppure prima di preparare una relazione per una riunione.</p>
<p><strong>5. Creare contatti personali con nuovi clienti.</strong> Il motore di ricerca interno diventa particolarmente utile quando si prende di mira una particolare azienda presso la quale si vuole proporre una candidatura o si cerca di intercettare un individuo in particolare (come ad esempio il responsabile acquisti di un determinato settore aziendale). Su LinkedIn , si può utilizzare la propria rete per individuare persone e referenti all&#8217;interno di una determinata azienda. Inoltre LinkedIn grazie al sistema di condivisione dei contatti amplia in un modo enorme le nostre opportunità di intercettare persone di rilievo con le quali fare business.</p>
<p>Non appena la tua lista di contatti cresce di una due unità le tue personali opportunità crescono enormemente. Su LinkedIn, i contatti si espandono facilmente e in modo esponenziale.</p>
<p>Ecco come funziona: Diciamo che hai 50 persone nella tua rete, e ciascuno di loro ha 50 persone nelle sua rete. Mediante il sistema di condivisione di contatti si è quindi in grado di attingere i contatti tuoi contatti fino al terzo livello di separazione. Quindi con una base di soli 50 contatti riesci a costruire una rete di 50 x 50 x 50 contatti che fa in totale ben 125.000 persone!</p>
<h2>Un mito da sfatare </h2>
<p>Molte persone mi chiedono se la loro presenza su LinkedIn potrebbe essere vista di cattivo grado dai propri datori di lavoro, in quanto in un certo senso questa avviserà i loro datori di lavoro attuali che stanno cercando una nuova posizione di lavoro. E con questa crisi che c’è in giro fare la parte del “traditore” potrebbe essere una cosa negativa.</p>
<p>Bene! Questa è solo una possibilità! Ed è la più miope.</p>
<p>LinkedIn è innanzitutto un social network per persone orientate al business, non è un sito per la ricerca di lavoro. LinkedIn è una piazza virtuale dove fare affari. Quindi, LinkedIn può essere utilizzato anche a favore della tua azienda. Anzi! Chi oggi matura una professionalità orientata al marketing su un network importante come Linkedin può fare davvero la differenza per l’azienda nella quale lavora e in questo modo non solo può conservare il posto di lavoro ma anzi può diventare una risorsa indispensabile.</p>
<p>Importante è comunque approcciare la piattaforma in modo professionale. E’ importante capire che il semplice essere un membro di LinkedIn farà ben poco per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di carriera e quelli della tua azienda. Questo strumento, come anche gli altri social network richiede competenze specifiche. Uno sforzo in termini di precise azioni per costruire relazioni, aumentare la tua visibilità, e cercare nuove opportunità.</p>
<h2>Una risorsa utile</h2>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/linkedin-marketing-libro.jpg" alt="Ebook LinkedIn Marketing" title="linkedin-marketing-libro" width="100" height="138" class="alignleft size-full wp-image-21832" /></p>
<p></a>Vuoi saperne di più delle opportunità di marketing su LinkedIn ?</p>
<p><strong><em>Linkedin Marketing</em></strong> ti insegnerà come <a href="http://www.linkedin-marketing.it/amember/go.php?r=169&#038;i=l0">ottenere il massimo da Linkedin</a>: costruire il tuo Brand, trovare nuove opportunità, trovare nuovi contatti commerciali e padroneggiare il tuo mercato con LinkedIn.</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin">Perché Hai Bisogno di Essere Presente su LinkedIn?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IFTTT e l&#8217;Automatismo che Mancava alla Rete (+ alcuni ottimi esempi di utilizzo)</title>
		<link>http://francescogavello.it/ifttt-automatizzare-social-network</link>
		<comments>http://francescogavello.it/ifttt-automatizzare-social-network#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 04:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=21720</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Di IFTTT, del suo impronunciabile nome e della sua potenzialmente enorme utilità avrei voluto scrivere già da un paio di settimane (grazie a Samuele). Poi le cose sono andate diversamente, ho avuto più tempo per testarlo e così eccomi qui alla fin fine a rimediare al tempo perso.
IFTTT, acronimo di ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/ifttt-automatizzare-social-network">IFTTT e l&#8217;Automatismo che Mancava alla Rete (+ alcuni ottimi esempi di utilizzo)</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/ifttt-channels.jpg" alt="" title="ifttt-channels" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-21728" /></p>
<p>Di <a href="http://ifttt.com/">IFTTT</a>, del suo impronunciabile nome e della sua potenzialmente enorme utilità avrei voluto scrivere già da un paio di settimane (grazie a <a href="http://www.samuelesilva.net/">Samuele</a>). Poi le cose sono andate diversamente, ho avuto più tempo per testarlo e così eccomi qui alla fin fine a rimediare al tempo perso.</p>
<p>IFTTT, acronimo di &#8220;If This Then That&#8221; si presenta con un semplice claim: <em>&#8220;Put the internet to work for you&#8221;.</em> Fai in modo che la rete lavori per te.</p>
<p>Ti è mai capitato di pensare: <em>&#8220;Hey, quanto sarebbe comodo poter legare insieme più social network?&#8221;</em><br />
No, non mi riferisco ad abusate e semplici logiche di condivisione massiva che spesso tornano a galla, quanto piuttosto a vere meccaniche intelligenti in grado di valutare condizioni del tipo: SE accade questo ALLORA comportati in questo modo.</p>
<p>Ecco, IFTTT è un po&#8217; tutto qui.<br />
Semplice e disarmante al punto giusto da risultare utilissimo. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-21720"></span></p>
<h2>Tutto a portata di mano</h2>
<p>IFTTT si divide in tre grandi porzioni: task, recipe e channel.</p>
<ul>
<li><strong>I Task</strong> sono esattamente ciò che ti aspetteresti, ovvero le condizioni IF&#8230;THEN che di volta in volta vai a costruire grazie al servizio.</li>
<li><strong>Le Recipe</strong> (ricette) sono azioni precotte condivise da altri utenti e facilmente riutilizzabili a nostra volta. Ogni volta che creiamo un task possiamo renderlo &#8220;recipe&#8221; con un paio di click e donare così il nostro piccolo lavoro di ingegno al mondo.</li>
<li><strong>I Channel</strong> sono poi gli oggetti con cui possiamo giocare. I canali disponibili spaziano da servizi meterologici a tutti i maggiori social network, così come DropBox e le Gmail, Instapaper e Google Reader</li>
</ul>
<p>Ogni Canale (channel) è poi diviso in due logiche: Triggers e Actions.</p>
<ul>
<li><strong>I Triggers</strong> sono i responsabili dell&#8217;attivarsi della condizione IF. Il canale Gmail possiede uno specifico trigger che alza le antenne ogni volta ricevi una mail con un&#8217;etichetta indicata a priori.</li>
<li><strong>Le Actions</strong> sono la diretta conseguenza di un Trigger. Sempre Gmail possiede come unica azione quella di, beh, poter spedire una mail a comando.</li>
</ul>
<p>Trigger e Actions contengono poi i cosiddetti <strong>Addins</strong>, ovvero pezzi di codice (assimilabili alle variabili) in grado di spostare contenuti tra i diversi metodi. Gli addins sono il modo in cui possiamo parlare a IFTTT dicendogli per esempio: <em>&#8220;Ogni volta che applico un preferito a una foto su Flickr, crea un Tweet che comunica al mondo il mio apprezzamento all&#8217;autore e link alla foto&#8221;.</em></p>
<p>Se tutto ciò ti sembra smisuratamente complicato, beh, non lo è nella realtà dei fatti. L&#8217;intero servizio è pensato per offrire opzioni a portata di mano e di navigare a vista anche senza dover conoscere una riga, dicevo, di codice.</p>
<p>Neppure gli Addins sono necessari da tenere a mente nella costruzione di un task. L&#8217;unica cosa che devi avere ben chiara in mente (sempre se non vuoi spulciare nelle ricette, o più in basso in questo post) è il risultato che vuoi ottenere. <a href="http://ifttt.com/">IFTTT</a> più della metà delle volte ti verrà incontro proponendoti buona parte della ricetta.</p>
<p>Ora.</p>
<p>Moltiplica Trigger e Actions per tutti i canali disponibili e gli intrecci che puoi anche solo immaginare e otterrai <strong>una mole di automatisti a portata di mano, accessibili senza essere programmatori esperti</strong>, in gradi di parlare con metà delle API della rete abitata.</p>
<p>Un po&#8217;, per chi se lo ricorda o ne fa ancora uso, come in uno Yahoo! Pipes in veste minimale e a portata di utente. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Da dove iniziare?</h2>
<p>Un servizio come IFTTT è utile quando è supportato da buone idee in grado di sveltire il nostro flusso di lavoro. Eccone alcune, tra Ricette già esistenti o create da me stesso mentre scrivevo questo post.</p>
<ul>
<li><a href="http://ifttt.com/recipes/7303">Invia a Instapaper ogni elemento marcato come Speciale in Google Reader</a></li>
<li><a href="http://ifttt.com/recipes/2405">Invia a Evernote ogni elemento marcato come Special in Google Reader</a></li>
<li><a href="http://ifttt.com/recipes/7306">Ogni volta che marchi un tweet come &#8220;preferito&#8221; aggiungi una nuova nota su Evernote</a></li>
<li><a href="http://ifttt.com/recipes/6473">Ringrazia automaticamente un utente che invia un #ff su Twitter (usare con cautela)</a></li>
<li><a href=" http://ifttt.com/recipes/56">Invia ogni foto scattata da Instagram su Dropbox</a></li>
</ul>
<p>Queste, e molte altre azioni, fanno di IFTTT un buon partner per sveltire task che sarebbero altrimenti parecchio più complessi, se non del tutto inattuabili.</p>
<p>Insomma, un servizio che merita più di un&#8217;occhiata superficiale.<br />
Che ne pensi? Curioso? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/ifttt-automatizzare-social-network">IFTTT e l&#8217;Automatismo che Mancava alla Rete (+ alcuni ottimi esempi di utilizzo)</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/ifttt-automatizzare-social-network/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gamification: Cos’è e Come Puoi Usarla per Migliorare l’Interazione sul Tuo Sito</title>
		<link>http://francescogavello.it/gamification-utenti-sito</link>
		<comments>http://francescogavello.it/gamification-utenti-sito#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=21683</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Gamification. Ovvero l&#8217;integrare dinamiche solitamente legate al mondo videoludico in esperienze online -siti web, community, campagne pubblicitarie- al fine di aumentare l&#8217;interazione e l&#8217;esperienza finale da parte degli utenti.
A chi non piacerebbe una community iper-reattiva, dove gli utenti rispondono in massa ad ogni stimolo? A chi non piacerebbe un blog ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/gamification-utenti-sito">Gamification: Cos’è e Come Puoi Usarla per Migliorare l’Interazione sul Tuo Sito</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/gamification-blog-wordpress.jpg" alt="" title="gamification-blog-wordpress" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-21696" /></p>
<p>Gamification. Ovvero l&#8217;integrare dinamiche solitamente legate al mondo videoludico in esperienze online -siti web, community, campagne pubblicitarie- al fine di aumentare l&#8217;interazione e l&#8217;esperienza finale da parte degli utenti.</p>
<p>A chi non piacerebbe una community iper-reattiva, dove gli utenti rispondono in massa ad ogni stimolo? A chi non piacerebbe un blog con decine e decine di commenti su ogni articolo, discussioni interessanti e una sana competizione da parte dei lettori nel loro voler interagire con gli altri?</p>
<p>Questo (beh, anche questo) è il possibile risultato della gamification.</p>
<p>Di gamification si parla già da diverso tempo. Anche il meno attento avrà notato dinamiche sempre più legate al gioco e alla competizione in social network come Foursquare (dove la direzione è ormai palese) o in varianti sempre più complesse di contest online dove vere e proprie <em>task list</em> concorrono alla creazione di una graduatoria di utenti, lasciando ben poco spazio alla casualità.</p>
<p>Capire queste logiche è importante sia che tu promuova il grande brand di turno intento a creare una migliore user experience per i propri clienti, sia che tu possieda un singolo blog e voglia, semplicemente, rendere più interessanti le sue pagine premiando i lettori per la loro attività.</p>
<p>Pronto?<br />
Tre gli aspetti da tenere a mente. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-21683"></span></p>
<h2>1. La gamification non è una novità</h2>
<p>Almeno, non in senso stretto. Chiunque abbia vissuto (o stia vivendo) parte della sua vita in rete in un forum mediamente popolato sa benissimo come il &#8220;ranking&#8221; possa arrivare a rappresentare un vero e proprio status symbol.</p>
<p>Titoli colorati sotto al nome, avatar più grandi di una manciata di pixel, firme estese oltre le tre righe. Tutto raggiungibile e &#8220;spendibile&#8221; a fronte di un maggiore impegno nel contribuire attivamente alla community come moderatore o editore.</p>
<p>Princìpi di competizione che mirano a far muovere gli utenti in una particolare direzione donando in cambio badge e brillantini sui relativi account esistono da ben prima di Foursquare e trovano già da tempo una grande approvazione da parte dell&#8217;utenza.</p>
<h2>2. La gamification cambia i comportamenti</h2>
<p>La gamification, quando il meccanismo è ben oliato, cambia il modo in cui le persone agiscono. Ricordi <a href="http://www.apple.com/it/ipod/nike/sync.html">Nike+iPod</a>? L&#8217;esperimento divenuto rapidamente successo con cui Nike e Apple si sono affiancate nel fornire una leaderboard globale di &#8220;corridori&#8221; amatoriali che, armati del loro paio di scarpe preferito e del loro iPod potevano concorrere con virtualmente tutto il resto del globo a suon di chilometri di corsa.</p>
<p>La spinta dettata dall&#8217;avere sempre qualcuno in coda e sempre qualcuno da scalzare può diventare una motivazione più forte di tante call-to-action.</p>
<p>E in rete meccaniche di questo tipo le vediamo sempre più spesso. Praticamente dovunque ci sia un numero da far crescere: i follower di Twitter, il <a href="http://corp.klout.com/blog/2011/10/a-more-accurate-transparent-klout-score/">Klout score</a>, il valore di quel <a href="http://searchengineland.com/demystifying-facebooks-people-are-talking-about-this-metric-96104">&#8220;Talking About&#8221;</a> delle pagine fan su Facebook. Tutto ciò che può essere quantificato e che si può legare a un preciso utente o brand diventa prima o poi materia di competizione (sfrenata, anche, agli eccessi) in cui le persone possono davvero investire spontaneamente una notevole quantità di tempo.</p>
<h2>3. La gamification è a portata di mano</h2>
<p>Sul serio.</p>
<p>Il terzo aspetto è quello che ci tocca direttamente. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Ovvero, come gran parte delle meccaniche ludiche di base siano facilmente applicabili a un blog o a una community senza spendere un euro o, nel peggiore dei casi, con un investimento per un prodotto professionale davvero contenuto.</p>
<p>Un esempio? <a href="http://cubepoints.com/">Cubepoints.</a> Un interessantissimo plugin gratuito per WordPress in grado di assegnare punti a ogni utente registrato sul nostro blog che compia determinate azioni: visitare una pagina, lasciare un commento, interagire con altri lettori e parecchie altre cose interessanti. A te la scelta, nei modi e nei tempi, per scegliere poi come premiare i più attivi tra i tuoi lettori.</p>
<p>Oppure <a href="http://www.punchtab.com/">PunchTab</a>, un sistema tanto intuitivo quanto potenzialmente dirompente se applicato nel posto giusto (e ci sto facendo più di un pensierino anch&#8217;io, in prima persona). Gratuito, ti permette di determinare un vero &#8220;loyalty program&#8221; che assegni n-punti per ogni azione compiuta dagli utenti sul tuo blog (inclusa in questo caso la condivisione dei tuoi contenuti sui social network di riferimento). Al raggiungimento di una certa soglia di punti, i tuoi lettori possono riscuotere il loro premio sotto forma di servizio, coupon o quant&#8217;altro tu abbia stabilito a priori.</p>
<p>Ancora, <a href="http://www.bigdoor.com/">Bigdoor</a>, gratuito nella versione base, si mostra come una minibar le cui logiche sono le stesse di cui sopra e fornisce in più una nutrita serie di API per soluzioni avanzate.</p>
<p>Oppure <a href="http://launchrock.com/">LaunchRock</a>, un servizio (sì, ancora) gratuito il cui scopo è creare pagine di promozione -le famose &#8220;Launching Soon&#8221;- virali davvero, per una volta. Usando LaunchRock si decide cosa promuovere attraverso la propria landing e in che modo fornire all&#8217;utente un referral link. Ogni utente iscritto potrà così trascinare all&#8217;interno altri contatti per ottenere feature aggiuntive, tagli più ampi o accessi riservati una volta che il prodotto sarà pronto. LaunchRock rende l&#8217;intero processo estremamente intuitivo sia per chi si iscrive, sia per chi gestisce la promozione.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei tool che dedicano il loro tempo ad affinare le logiche che ti ho mostrato. D&#8217;altronde,  potresti persino fare a meno di tutto questo e basarti semplicemente sui &#8220;like&#8221; ai commenti di Disqus.com o sui commenti più votati tramite <a href="http://wealthynetizen.com/comment-rating-pro/">Comments Rating Pro.</a> Dinamiche ugualmente valide, forse più semplici e meno roboanti, ma pur sempre basate sugli stessi stimoli.</p>
<h2>Perché no?</h2>
<p>Quindi, a conti fatti dovresti provare ad integrare qualche logica prettamente ludica sulle tue pagine?</p>
<p>Secondo me, sì. Io stesso ci sto pensando da tempo -più o meno da quando ho scoperto CubePoints- e proprio grazie a plugin &#8220;soft&#8221; di questo tipo credo si possa migliorare il tempo passato dai lettori sulle nostre pagine senza stravolgere completamente l&#8217;esperienza ai non interessati.</p>
<p>Tu come la vedi?<br />
Si rischiano derive pericolose o, tutto sommato, un po&#8217; di sana competizione non può far che bene?</p>
<h2>Qualcos&#8217;altro da leggere</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.gameifications.com/">Gameifications: il blog di Fabio Viola</a></li>
<li><a href="http://mashable.com/2011/10/26/news-gamification/">How Gamification Can Make News Sites More Engaging</a></li>
<li><a href="http://socialmediatoday.com/tomhumbarger/378607/gamification-everywhere-what-it">&#8216;Gamification&#8217; is Everywhere — But What Is It?</a></li>
</ul>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/gamification-utenti-sito">Gamification: Cos’è e Come Puoi Usarla per Migliorare l’Interazione sul Tuo Sito</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/gamification-utenti-sito/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che Fine Ha Fatto StumbleUpon?</title>
		<link>http://francescogavello.it/stumbleupon-ipad</link>
		<comments>http://francescogavello.it/stumbleupon-ipad#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=20609</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Chi si ricorda di StumbleUpon?
StumbleUpon è un servizio, piuttosto in voga ancora oggi dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano e &#8220;moderatamente esploso&#8221; anche qui da noi un paio di anni fa, il cui solo scopo è quello di proporti contenuti interessanti sulla base dei tuoi interessi.
Serendipità applicata al web, insomma.
StumbleUpon ti permette di ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/stumbleupon-ipad">Che Fine Ha Fatto StumbleUpon?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/stumbleupon-ipad.jpg" alt="" title="stumbleupon-ipad" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-20613" /></p>
<p>Chi si ricorda di <a href="http://www.stumbleupon.com/">StumbleUpon?</a></p>
<p>StumbleUpon è un servizio, piuttosto in voga ancora oggi dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano e &#8220;moderatamente esploso&#8221; anche qui da noi un paio di anni fa, il cui solo scopo è quello di <strong>proporti contenuti interessanti sulla base dei tuoi interessi.</strong></p>
<p>Serendipità applicata al web, insomma.</p>
<p>StumbleUpon ti permette di gestire una rete di contatti con cui scambiarti link allegandovi un breve messaggio introduttivo. Gli utenti possono trarre un gran vantaggio dal ricevere segnalazioni di contenuto rilevante o, semplicemente, vagare sul web pigiando ripetutamente il tasto &#8220;Stumble&#8221; per scoprire qualcosa di nuovo.</p>
<p>Ecco, detto questo è meglio descrivere anche la mia esperienza diretta. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-20609"></span></p>
<p>StumbleUpon a conti fatti è stato nel suo momento di massima espressione un modo estremamente efficace per saturarmi la widget del browser verso contenuti di dubbia o scarsa rilevanza. Contenuti spesso scritti dagli stessi utenti che me li proponevano. StumbleUpon ha in genere a lungo cercato di contrastare questo fenomeno, con la disattivazione degli account più invadenti e studiando la meccanica di condivisione affinché fosse efficace con l&#8217;invio di un solo link a un singolo contatto, ma in alcuni casi a nulla è servito.</p>
<p>Oggi vengo a conoscenza di come StumbleUpon abbia da tempo <a href="http://www.stumbleupon.com/sublog/dont-click-swipe/">una propria app per iPad</a> e diverse altre piattaforme mobile. Deciso a fare un tuffo nel passato (il network conta 15 milioni di utenti ed è uno dei più grandi referral attualmente esistenti), installo e&#8230;</p>
<p>&#8230;beh, a voler proprio essere intransigenti l&#8217;immagine sopra vale più di mille parole.</p>
<p>Centinaia di link di puro spam sono ancora lì ad aspettarmi (alcuni hanno realisticamente più di un annetto) e sono anzi così a occhio cresciuti nel tempo dal momento in cui ho disinstallato la relativa widget per sovvenuta inutilità.</p>
<p>Eppure, <strong>StumbleUpon ha forse ancora molto da raccontare.</strong><br />
Soprattutto con l&#8217;avanzata di iPad nel segmento tablet e l&#8217;attenzione crescente per un certo filone di app.</p>
<p>Perché anziché dover convincere gli utenti che la &#8220;serendipity&#8221; è cosa buona e utile per allargare i propri orizzonti, oggi StubleUpon può sfruttare tutta la fama e la visibilità acquisita da applicazioni per iPad come la già famosa <a href="http://zite.com/">Zite</a>. È la norma sfruttare applicazioni e network in mobilità attraverso i quali scoprire nuove fonti, vagare tra contenuti a fronte di una selezione di nicchie iniziali, approvare o disapprovare la singola fonte per riceverne ancora in futuro i contenuti.</p>
<p>La stessa meccaniche, le stesse idee che proponeva, in maniera più ampia e forse precorrendo un po&#8217; i tempi, StumbleUpon per desktop.</p>
<p>Secondo te c&#8217;è ancora spazio per una seconda giovinezza del network anche da noi?<br />
Io sono speranzoso, ma tant&#8217;è&#8230;</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/stumbleupon-ipad">Che Fine Ha Fatto StumbleUpon?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/stumbleupon-ipad/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Futuro dell’Interazione con i Brand Sarà Veicolato da… l’Influenza?</title>
		<link>http://francescogavello.it/il-futuro-dellinterazione-con-i-brand-sara-veicolato-da-linfluenza</link>
		<comments>http://francescogavello.it/il-futuro-dellinterazione-con-i-brand-sara-veicolato-da-linfluenza#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=20376</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Ti ricordi quando poco tempo fa parlavamo di Klout?
Klout è un servizio che ha come scopo determinare l&#8217;influenza sociale di una persona.
E nel tempo, è diventato piuttosto bravo a farlo.
La novità è che giusto mercoledì scorso Klout ha annunciato una propria applicazione, &#8220;Klout Coupons&#8221;, disponibile sul già famoso Involver e ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/il-futuro-dellinterazione-con-i-brand-sara-veicolato-da-linfluenza">Il Futuro dell’Interazione con i Brand Sarà Veicolato da… l’Influenza?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/klout-pagine-fan-facebook.jpg" alt="" title="klout-pagine-fan-facebook" width="703" height="477" class="aligncenter size-full wp-image-20388" /></p>
<p>Ti ricordi quando poco tempo fa <a href="http://francescogavello.it/klout-influenza-twitter">parlavamo di Klout?</a></p>
<p><a href="http://klout.com/">Klout</a> è un servizio che ha come scopo determinare l&#8217;influenza sociale di una persona.<br />
E nel tempo, è diventato piuttosto bravo a farlo.</p>
<p>La novità è che giusto mercoledì scorso <a href="http://corp.klout.com/blog/2011/06/klout-comes-to-facebook-fan-pages/">Klout ha annunciato una propria applicazione</a>, &#8220;Klout Coupons&#8221;, disponibile sul già famoso <a href="http://www.involver.com/applications/">Involver</a> e in grado di portare tutta la potenza degli algoritmi di Klout al servizio delle &#8230;pagine fan su Facebook.</p>
<p>L&#8217;esempio di Audi USA (nella foto) è indicativo.</p>
<p>L&#8217;utente raggiunge la pagina fan. Visualizza automaticamente la tab di benvenuto impostata e permette a Klout di valutare il suo Klout Score. Subito dopo, a seconda del valore raggiunto, l&#8217;utente viene premiato con un contenuto su misura.</p>
<p>Semplice, vero?</p>
<blockquote><p>&#8220;This application allows you to set a threshold of influence and decide just how influential a user has to be in order to receive your most valuable offers.&#8221;</p></blockquote>
<p>E così, abbiamo fatto un altro piccolo passo in avanti. Anziché presentare contenuti a tutti e premiare chi decide di diventare nostro fan con del materiale esclusivo, ora la differenza la farà la propria rilevanza sociale?</p>
<p>Contribuirà a rendere più esclusiva l&#8217;esperienza di tutti coloro che, potendoselo permettere, riceveranno premi dai brand perché attivi, comunicativi, possibili opinion leader tutti da coccolare?</p>
<p>Insomma, prima avvisaglia di un nuovo modo di parlare ai propri &#8220;contatti influenti&#8221; o un semplice giochino fine a sé stesso?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/il-futuro-dellinterazione-con-i-brand-sara-veicolato-da-linfluenza">Il Futuro dell’Interazione con i Brand Sarà Veicolato da… l’Influenza?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/il-futuro-dellinterazione-con-i-brand-sara-veicolato-da-linfluenza/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Tu Per Tu Con Fotolia e il Concetto di Royalty-Free per Blog e Piccoli Editori Indipendenti</title>
		<link>http://francescogavello.it/fotolia-foto-royalty-free-blog-editori-indipendenti</link>
		<comments>http://francescogavello.it/fotolia-foto-royalty-free-blog-editori-indipendenti#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 04:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=20290</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Sai, uno degli aspetti che percepisco essere più &#8220;fumosi&#8221; tra i miei clienti (tanto le pmi quanto i singoli professionisti) è la corretta gestione delle immagini legate a un progetto editoriale sul web. Con buona pace del &#8220;sul web è tutto gratis, quindi peschiamo a mani basse&#8221;, le immagini che ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/fotolia-foto-royalty-free-blog-editori-indipendenti">A Tu Per Tu Con Fotolia e il Concetto di Royalty-Free per Blog e Piccoli Editori Indipendenti</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/fotolia-stock-photo.jpg" alt="" title="fotolia-stock-photo" width="320" height="62" class="alignleft size-full wp-image-20320" /></p>
<p>Sai, uno degli aspetti che percepisco essere più &#8220;fumosi&#8221; tra i miei clienti (tanto le pmi quanto i singoli professionisti) è la corretta gestione delle immagini legate a un progetto editoriale sul web. Con buona pace del &#8220;sul web è tutto gratis, quindi peschiamo a mani basse&#8221;, le immagini che usi all&#8217;interno dei tuoi post o dei tuoi (info)prodotti vanno gestite con coscienza.</p>
<p>Per valorizzare i tuoi progetti. Per evitare grane legali. Perché è il modo giusto di riconoscere il dovuto a chi effettivamente ci consente di ottenere più risultati.</p>
<p>In Italia, per fortuna, abbiamo già da un pezzo diverse realtà che si occupano della vendita di stock foto royalty-free a prezzi piuttosto interessanti. Durante gli ultimi giorni ho avuto modo di dialogare direttamente con Fotolia -e del resto anche le immagini che accompagnano questo post ne sono il risultato- per porre alcune questioni basilari che spero possano fare chiarezza a molti.</p>
<p>Su queste pagine ha risposto alle mie domande <strong>Lisa Sallusto, country manager Fotolia per l’Italia</strong>. </p>
<p>Buona lettura! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-20290"></span></p>
<p><em>PS. Una piccola nota che non fa mai male. <strong>Questo non è un&#8217;articolo sponsorizzato</strong> e non prevede alcuna forma di retribuzione del sottoscritto per quanto segue da parte di Fotolia. Semplicemente ho avuto la possibilità di un contatto diretto e l&#8217;ho sfruttata. Fatene buon uso! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<h3>Da quali basi partiamo?</h3>
<p>Come le musiche e i testi, anche le immagini sono legalmente classificate opere dell’ingegno protette dal diritto di proprietà intellettuale. Fotolia è da sempre convinta che l’uso illegale delle opere digitali sia principalmente dovuto alla barriera dei prezzi troppo alti, e nasce per proporre un diverso modo di affrontare la questione, per trovare cioè come conciliare da un lato il diritto degli autori al rispetto del proprio lavoro e ad un’equa remunerazione per esso, e dall’altro promuovere una maturazione negli utilizzatori, educando questi ultimi ad una maggiore consapevolezza nell’utilizzo legale delle immagini.</p>
<p>È così che Oleg Tscheltzoff e Thibaud Elziere, appassionati di fotografia e imprenditori nel campo del web hosting, nel 2005 fondano Fotolia, dando vita a una delle più efficaci realtà esistenti di community professionali basate sui concetti di user generated content e crowdsourcing, e favorendo in questo modo l’incontro fra decine di migliaia di autori e milioni di media buyer sparsi in tutto il mondo.</p>
<h3>Di quali e di quante opzioni parliamo quando affrontiamo l&#8217;ambito delle foto royalty-free su Fotolia?</h3>
<p>Tipologia di contenuto (foto, video o illustrazione vettoriale), dimensioni e licenza (standard o estesa) e modalità di acquisto (tramite pre-acquisto di crediti o abbonamento).</p>
<h3>Cosa acquisto realmente quando acquisto una foto royalty free?</h3>
<p>Naturalmente non ne acquisti il copyright che resta all’autore ma acquisisci il diritto non esclusivo di utilizzarla per un tempo illimitato ed un numero illimitato di volte entro i limiti del contratto di licenza standard o estesa.  </p>
<h3>Per un blog o un sito web, cosa è richiesto a livello di crediti o di modalità di inserimento per poter usare una foto da un circuito come il vostro?</h3>
<p>L’acquisto di una singola foto in dimensioni per web parte da 1 credito Fotolia, che corrisponde a 0,75-1,2€, in base all’importo del pacchetto crediti acquistato. In ambito editoriale è richiesta l’indicazione del copyright, come per tutte le agenzie fotografiche. Laddove possibile, incoraggiamo per buona pratica l’inserimento delle info copyright anche per altre applicazioni.</p>
<h3>Ciò vale anche per ambiti che travalicano l&#8217;online? Per quanto riguarda l&#8217;editoria tradizionale invece? O se dovessi usare una foto all&#8217;interno di un e-book o una presentazione?</h3>
<p>Per gli usi commerciali e pubblicitari non è obbligatoria l’indicazione del copyright (benché sia sempre ovviamente apprezzata), ed il costo dipende dalle dimensioni. Una “L”, che può essere stampata fino ad un A4 a 300 dpi, parte da 7 crediti. Un vettoriale, che può essere stampato in qualunque dimensione, parte da 4 crediti.</p>
<h3>Le licenze estese, queste sconosciute. Quando è davvero necessario farne uso?</h3>
<p>La licenza standard copre già quasi tutte le esigenze normali, perché a differenza di altre agenzie Fotolia non pone limiti di tiratura o area geografica; la licenza estesa è richiesta solo per la realizzazione di prodotti a valore aggiunto destinati alla rivendita e nei quali l’immagine sia il contenuto principale. Ad esempio per abbigliamento, cartoline, gadget, poster… Restando in ambito blog, se io utilizzo un’immagine nel mio template è sufficiente la licenza standard; se invece voglio vendere i template mi occorre la licenza estesa, il cui costo parte da 10 crediti.</p>
<h3>Posso contattare direttamente l&#8217;autore di una foto per richiederne variazioni o nuovi soggetti?</h3>
<p>L’interazione con gli autori avviene tramite gli strumenti collaborativi Web 2.0 presenti nel sito e sui principali social network: gli artisti possono seguire in tempo reale le tendenze in corso, ed essere così in grado di rispondere in tempi brevi alle richieste del mercato. Per motivi di privacy non permettiamo il contatto diretto tra clienti ed acquirenti.</p>
<h3>Cos&#8217;è che -non- posso assolutamente fare con una stock foto?</h3>
<p>Non consentiamo l’utilizzo dei contenuti in un modo tale da porre l&#8217;autore o il soggetto ripreso in una luce negativa o tale da rappresentarla in un contesto che possa risultare offensivo o calunnioso. Una licenza non può essere ceduta a terze parti, né utilizzata in applicazioni che richiedano una licenza estesa nel caso di acquisizione di licenza standard.</p>
<h3>Perché acquistare una foto per un blog quando ce ne sono milioni accessibili gratis?</h3>
<p>Per libertà, sicurezza e garanzia. Libertà di scegliere l’immagine adatta ad illustrare un post senza perdere tempo a cercarla verificandone di volta in volta qualità, dimensioni e condizioni di licenza (ammesso che siano specificati, ci sono diversi tipi di licenze Creative Commons che richiedono il soddisfacimento di differenti condizioni).</p>
<p>Sicurezza perché non tutto quello che viene proposto su web è realmente disponibile: c’è più di qualcuno che distribuisce abusivamente materiale del quale qualcun altro detiene i diritti. Garanzia quindi che nessun autore ci verrà a cercare per lamentarsi di abusi. E non dimentichiamoci che potrei aver utilizzato per un blog un’immagine “libera” per la quale viene solo richiesto di menzionare l’autore, ma per la quale un anno dopo l’autore decide di pretendere un backlink: io sono tenuto a verificare periodicamente per ogni immagine il variare delle condizioni richieste. Se non lo faccio posso essere perseguito, mentre se acquisto un’immagine Fotolia non avrò bisogno di verificare nulla. Come diciamo noi, è “tua per sempre”.</p>
<h3>Come posso guadagnare con il microstock?</h3>
<p>Ho davanti sostanzialmente tre strade, ognuna delle quali non esclude le altre: se sono un fotografo, designer o videomaker posso iscrivermi e sottoporre al team di selezione Fotolia le mie immagini (è gratis); se vengono accettate sono caricate in database e proposte immediatamente in tutto il mondo. Le commissioni riconosciute da Fotolia sono le più alte sul mercato e variano tra il 20% e il 63% in base al ranking ed alle opzioni di esclusività prescelte.</p>
<p>La seconda possibilità è servirsi degli strumenti di affiliazione proposti ed inserire link e banner sui miei siti e blog: gli acquisti effettuati vengono tracciati e vengono riconosciute provvigioni.</p>
<p>La terza possibilità è integrare il catalogo Fotolia tramite le nostre API gratuite in applicazioni, plug-in o servizi innovativi. Le API sono già state utilizzate dalle maggiori software house mondiali come da centinaia di aziende minori per proporre servizi limitati solo dall’immaginazione. Per fare qualche esempio a caso: la nostra applicazione gratuita multipiattaforma Fotolia Desktop, i plug-in per Microsoft Office, CorelCONNECT, Lulu.com, per inserire le immagini nei libri realizzati in self-publishing, e poi il nuovo lancio di casa Fotolia: FlixTime. Per gadget e fotolibri 12print, Doodes (gadget e decori), Decoriperinterni per pannelli d’interni su supporti innovativi, Kreativo (creazione di siti web), senza dimenticare Plesk Sitebuilder, installato in oltre un milione di server nel mondo e l’applicazione forse più immaginativa: Scake, che stampa le nostre immagini su torte e le invia a domicilio.</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/fotolia-foto-royalty-free-blog-editori-indipendenti">A Tu Per Tu Con Fotolia e il Concetto di Royalty-Free per Blog e Piccoli Editori Indipendenti</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/fotolia-foto-royalty-free-blog-editori-indipendenti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Io &amp; iPad</title>
		<link>http://francescogavello.it/ipad-blogging</link>
		<comments>http://francescogavello.it/ipad-blogging#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 04:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=19365</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Da un paio di settimane ho avuto modo di mettere la mani su un iPad2 3G bianco (con smart cover arancione) e di mandare relativamente in pensione il MacBook Pro per tutta una serie di operazioni in mobilità tra clienti e blog che gestisco.
Ma invece di partire in quarta con ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/ipad-blogging">Io &#038; iPad</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/ipad2-blogging-tools.jpg" alt="" title="ipad2-blogging-tools" width="668" height="381" class="aligncenter size-full wp-image-19695" /></p>
<p>Da un paio di settimane ho avuto modo di mettere la mani su un iPad2 3G bianco (con smart cover arancione) e di mandare relativamente in pensione il MacBook Pro per tutta una serie di operazioni in mobilità tra clienti e blog che gestisco.</p>
<p>Ma invece di partire in quarta con un&#8217;altra recensione presumibilmente noiosa sulla tavoletta in sè, nelle righe che seguono ho voluto mettere per iscritto quella che è stata la mia esperienza di utilizzo in queste prime due settimane, tralasciando dati e numeri e focalizzandomi sul modo di gestire volumi di informazioni attraverso di esso.</p>
<p>Può un iPad rappresentare il solo compagno di un blogger, sostituendo un portatile o un netbook? Quali soluzioni offre, realmente, per curatori di notizie e quali scorciatoie offre nell&#8217;uso quotidiano per migliorare le relazioni con i propri contatti?</p>
<p><span id="more-19365"></span></p>
<p>Che cosa sappia fare bene un iPad lo sappiamo ormai più o meno tutti: fruire di una grande quantità di informazioni in completa (o quasi) mobilità interagendo con queste informazioni in maniera più o meno avanzata.</p>
<p>Tuttavia, sebbene esistano soluzioni -made in Apple e non- nate per soddisfare precise esigenze dei consumatori di contenuti, <strong>per chi intende gestire o monitorare i propri progetti in rete</strong> (o semplicemente rivolgersi con costanza e precisione a una nicchia di riferimento come curatore di notizie o creatore di esse) <strong>le soluzioni davvero efficaci sono tutte da scoprire e non così scontate come si potrebbe pensare.</strong></p>
<p>Riflettendo, cosa ho bisogno di ottenere, io, da un iPad?<br />
Solo quattro cose, benché importantissime.</p>
<ul>
<li>Fruire del più alto numero di informazioni circa un preciso argomento estrapolandole dalle fonti che decido di monitorare (sui social network tanto quanto attraverso feed RSS o altri canali)</li>
<li>Gestire bozze e commenti di articoli su WordPress</li>
<li>Accedere a documenti condivisi per clienti e collaboratori (siano questi Google Docs o Dropbox)</li>
<li>Gestire efficacemente i miei account di posta (e per efficacemente intendo rispondere alle email senza impazzire)</li>
</ul>
<p>Può un iPad soddisfare queste esigenze sul campo? Quanta flessibilità presentano le applicazioni più conosciute per <strong>piegarsi alle esigenze di blogger, piccoli editori o curatori di contenuti?</strong></p>
<h2>Ogni tuo desiderio è un ordine</h2>
<p>La cosa che più tenevo a sperimentare realmente in un iPad era la possibilità di prendere appunti (di qualunque tipo ma prevalentemente vocali) in qualunque situazione. Cosa che per inciso già faccio con un iPhone ma che per ovvi motivi mi costringe a saltare poi su un desktop per rendere leggibile il materiale raccolto.</p>
<p>La prima applicazione che ho installato è stata quindi <a href="http://itunes.apple.com/it/app/evernote/id281796108?mt=8">Evernote</a> che con mia grandissima soddisfazione si è riconfermata come il taccuino condiviso più efficiente di questi ultimi anni per congelare idee e spunti nei secondi immediatamente successivi alla loro nascita. È una delle cose che credo abbiano reso queste pagine così apprezzate dagli utenti e rappresenta un punto fisso nel mio modo di gestire il processo creativo.</p>
<p>Secondo in grado l&#8217;accesso a Google Docs, dove mantengo una serie di documenti condivisi per clienti, collaboratori e via discorrendo. Pur mancando un vero modo intelligente di accedere a Docs da mobile, l&#8217;interfaccia web fa il suo lavoro perlomeno in visione, rendendo molto più snello consultare report e dati durante le riunioni. Stendiamo un velo pietoso sull&#8217;inserimento del testo, semplicemente non paragonabile a quanto presente da desktop. Google ha da lavorare su questo punto.</p>
<p>Terzo, Twitter. Non nego che mosso da ricordi più che piacevoli verso <a href="http://itunes.apple.com/it/app/tweetdeck-for-iphone/id318518757?mt=8">TweetDeck</a> questa è stata la prima applicazione a cui mi sono rivolto. Piccolo problema, crasha come se non ci fosse un domani. <a href="http://itunes.apple.com/it/app/hootsuite-for-twitter/id341249709?mt=8">HootSuite</a>, che già apprezzavo per le ultime evoluzioni lato &#8220;Pro&#8221; <strong>è diventato così il mio client Twitter prediletto</strong> e su iPad riesce a tenere sotto controllo una decina di colonne personalizzate senza accusare nessun tipo di rallentamento, bug o problema di sorta. Stupendo.</p>
<p>L&#8217;app di <a href="http://itunes.apple.com/it/app/wordpress/id335703880?mt=8">WordPress</a>, che tanto faceva penare i suoi utenti (me) su iPhone nei primi tempi è diventata fantastica e su iPad<strong> è un piacere rispondere ai commenti, gestire le bozze o semplicemente correggere qualcosa al volo.</strong> Manca ancora l&#8217;intera idea di &#8220;editing HTML&#8221; ma ci si può accontentare. Sulla questione torno a fondo articolo.</p>
<p>Poi c&#8217;è <a href="http://itunes.apple.com/it/app/dropbox/id327630330?mt=8">Dropbox</a>, servizio che nel corso dei mesi è diventato davvero polivalente e che accoppiato a <a href="http://itunes.apple.com/us/app/plaintext-dropbox-text-editing/id391254385?mt=8">PlainText</a> (<a href="http://www.delymyth.net/blog/2011/4/15/editor-di-testo-per-ipad-a-confronto-cleanwriter-vs-plaintex.html">Elena ha steso qui una comparativa</a> piuttosto interessante) diventa uno strumento formidabile per <strong>stendere bozze e sincronizzarle online</strong> con tutti i terminali autorizzati. Scrivi da un lato, te lo ritrovi dall&#8217;altro senza neanche starci a pensare. PlainText ha un problema con le lettere accentate che non ho ancora capito se dipende da me, dal software, da iOs o da Dropbox, ma tanto basta per continuare a seguirne l&#8217;evoluzione.</p>
<p>Scendendo nel campo del monitoraggio delle fonti, <a href="http://itunes.apple.com/it/app/zite/id419752338?mt=8">Zite</a> <strong>è semplicemente il magazine personale per iPad più esaltante che ci sia. Perché impara. Da solo.</strong> Tutto ciò che chiede è un semplice input iniziale indicando le categorie di massima che ti piacerebbe seguire e uso dopo uso raffina i contenuti presentati sulla base dell&#8217;interesse ricevuto. È anche possibile dare una mano all&#8217;algoritmo di fondo valutando ogni contenuto letto (classico pollice su/giù) o indicando di voler leggere altre fonti simili per dominio, autore o categoria dell&#8217;articolo. Impressionante per qualità e assolutamente complementare al ben più famoso Flipboard.</p>
<p>Zite inoltre consente di condividere ogni elemento letto attraverso Twitter, Facebook, Delicious, via mail e, nota bene, Instapaper. <strong>Quest&#8217;ultimo consente di fatto di tenere una lista di ispirazioni per articoli e commenti in maniera estremamente rapida e intuitiva.</strong> Per chi poi volesse concludere in bellezza <a href="http://itunes.apple.com/it/app/instapaper/id288545208?mt=8">Instapaper</a> è disponibile su AppStore a soli €3.99 (a differenza delle altrea app qui riportate che sono completamente gratuite). Oppure puoi salvare direttamente l&#8217;url del sito di Instapaper alla home e godere quasi delle stesse funzionalità.</p>
<p>E infine l&#8217;immancabile <a href="http://itunes.apple.com/it/app/flipboard/id358801284?mt=8">Flipboard</a>, un software che da solo ha ridefinito il concetto di fruizione dei contenuti sui tabler per stile, efficienza e qualità. A differenza di Zite, Flipboard non consente l&#8217;invio diretto a Instapaper, ma a seconda del contenuto filtrato (il proprio account Facebook, Twitter, altre decine di canali RSS o direttamente il proprio account Google Reader) è possibile agire di conseguenza. Nel peggiore dei casi -spesso capita- è possibile inviare una mail al proprio account di posta filtrando poi  adeguatamente il testo del messaggio, che contiene un&#8217;opportuna stringa &#8220;Sent from Flipboard&#8221;).</p>
<p>Sempre da Flipboard è cosa buona monitorare il proprio account Google Reader sugli elementi marcati Speciali (Starred Items) in modo da avere <strong>un&#8217;altra fonte di link appuntati da trascinarsi in giro</strong> senza nemmeno rendersene conto.</p>
<p>Insomma, con neanche una decina di applicazioni sono riuscito a riportare buona parte del mio workflow su un device così piccolo e reattivo che se spesso non sente il peso delle feature mancanti rispetto a un notebook, in alcuni comparti riesce persino a darmi più informazioni di quante ne potessi reperire in precedenza. Tutto a vantaggio della qualità del contenuto che riesco a riproporre ai miei contatti o a tenere sotto controllo per articoli e simili.</p>
<p>E adesso la domanda.<br />
L&#8217;iPad è uno strumento con cui gestire a tutto tondo un blog?</p>
<p>No.<br />
Non sempre, almeno.</p>
<p><strong>Perché sono comunque molto pochi i blogger che possono saltare a piè pari la fase di editing finale sui propri articoli</strong> e non hanno bisogno di inserire una foto ritagliata su misura, un video o una qualsiasi altra formattazione avanzata derivata da HTML, campi personalizzati o settaggi allegati al post da plugin di terze parti.</p>
<p>Ed è quasi sempre necessario tornare comunque su desktop per dare &#8220;solo quell&#8217;ultima aggiustatina&#8221; all&#8217;articolo prima di mandarlo in pasto ai lettori. <a href="http://itunes.apple.com/it/app/blogsy/id428485324?mt=8">Blogsy</a> è in questo senso un promettente spiraglio ma soddisfa solo in parte alcune necessità avanzate di chi mette mano a elementi avanzati che non siano il testo negli articoli.</p>
<p>Per il momento, un iPad rimane uno strumento formidabile (ma non indispensabile) anche per creatori e curatori di contenuti, se si ha il budget da investire in un gioiellino del genere. I vantaggi in termini di stress e quantità di informazioni fruite in mobilità non ha pari.</p>
<p><em>Just my 2 cents</em>, ovviamente <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/ipad-blogging">Io &#038; iPad</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/ipad-blogging/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

