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	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Social Media</title>
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		<title>È LinkedIn il Miglior Social Network per Trovare Clienti?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Quale che sia la tua attività o il prodotto che stai vendendo, hai bisogno di un costante afflusso di nuovi clienti. Che il tuo prodotto sia fisico, o espressamente legato a un servizio sul web, capire come gestire il ricambio di persone interessate a te e al tuo brand è ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/trovare-clienti-linkedin">È LinkedIn il Miglior Social Network per Trovare Clienti?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale che sia la tua attività o il prodotto che stai vendendo, hai bisogno di un costante afflusso di nuovi clienti. Che il tuo prodotto sia fisico, o espressamente legato a un servizio sul web, capire come gestire il ricambio di persone interessate a te e al tuo brand è uno degli aspetti principali che ti permetteranno di rimanere a lungo su piazza.</p>
<p>Spesso, quando parliamo di trovare &#038; portare in casa potenziali clienti attraverso una strategia di web marketing (la cosiddetta <em>lead generation</em>, appunto) la mente viaggia rapida verso campagne DEM, advertising su AdWords o Facebook Ads.</p>
<p>E il caro vecchio LinkedIn?</p>
<p>È di questa settimana <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/30030/LinkedIn-277-More-Effective-for-Lead-Generation-Than-Facebook-Twitter-New-Data.aspx">lo studio dei ragazzi di HubSpot</a>, compiuto su più di cinquemila aziende nel settore B2B e B2C attive su LinkedIn che <strong>dimostra come il network risulti il 277% più efficace</strong> dei classici Facebook e Twitter nell&#8217;<a href="http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin">acquisire clienti.</a></p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/lead-generator-linkedin.jpg" alt="Trovare clienti con LinkedIn" title="lead-generator-linkedin" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22736" /></p>
<p>Di molto inferiori, come si può osservare nel grafico in alto, Facebook con solo lo 0.77% e Twitter con un altrettanto basso 0.69%.</p>
<p>LinkedIn, riporta Rebecca Corliss nell&#8217;articolo di cui sopra, con il suo orientamento esclusivamente professionale rispetto ai due concorrenti, permette al singolo utente di <strong>fruire nello stesso lasso di tempo di contenuto molto più &#8220;concentrato&#8221;.</strong> Niente foto delle vacanze o divagazioni sui programmi tv. Ogni secondo speso su LinkedIn è potenzialmente rivolto a diventare cliente di qualcun&#8217;altro.</p>
<p>Se è quindi vero che nei numeri grezzi <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2012/02/quale-social-porta-piu-traffico.html">LinkedIn non si posiziona certo in vetta</a> (<a href="http://blog.shareaholic.com/2012/01/pinterest-referral-traffic/">qui l&#8217;articolo originale</a> di Shareaholic), è anche vero che l&#8217;utenza che lo percorre si dimostra estremamente più propensa delle rispettive controparti a masticare contenuti aziendali, esplicitamente promozionali e (perché no?) autoreferenziali.</p>
<p>Hai già considerato LinkedIn come piattaforma di promozione attiva?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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		<title>Gli Hashtag Sono Animali Liberi (di McDonald&#8217;s, Twitter e #McDStories)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
È di qualche giorno fa la notizia dello scivolone di McDonald&#8217;s, relativa al lancio della sua più recente campagna di comunicazione su Twitter.
L&#8217;attività prevedeva l’uso di un paio di hashtag -#MeetTheFarmers e #McDStories- per puntare i riflettori sugli agricolori, gli allevatori e le loro storie legate al brand. Una tattica ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/twitter-mcdstories.jpg" alt="McDonald&#039;s attività twitter McDStories" title="twitter-mcdstories" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-22646" /></p>
<p>È di qualche giorno fa <a href="http://www.forbes.com/sites/kashmirhill/2012/01/24/mcdstories-when-a-hashtag-becomes-a-bashtag/">la notizia dello scivolone di McDonald&#8217;s</a>, relativa al lancio della sua più recente campagna di comunicazione su Twitter.</p>
<p>L&#8217;attività prevedeva l’uso di un paio di hashtag -<a href="https://twitter.com/#!/search/%23MeetTheFarmers">#MeetTheFarmers</a> e <a href="https://twitter.com/#!/search/%23McDStories">#McDStories</a>- per puntare i riflettori sugli agricolori, gli allevatori e le loro storie legate al brand. Una tattica che senza andare troppo per il sottile mirava ad allontanarsi una volta ancora dalle svariate etichette che nel tempo il frequentatissimo fast food americano si è trovato appiccicato addosso.</p>
<p>Neanche a dirlo, le cose non sono andate esattamente come previsto. Per il semplice fatto che, evidentemente, queste etichette sono ancora impresse nella mente delle persone più di quanto si creda, e <strong>su Twitter è bastato soltanto dare il “la” con l&#8217;hashtag #McDStories per ritrovarsi sommersi da storie che, di positivo, avevano ben poco.</strong></p>
<p>Commenti sulla scarsa qualità dei prodotti, racconti culinari di dubio gusto e tutto il campionario della sfavillante ironia che solo il web in questi casi sa generare. Con McDonald&#8217;s che, trovatasi improvvisamente a rincorrere il treno da lei stessa lanciato, ha cercato il prima possibile di correre ai ripari, ribattendo ai messaggi più problematici (quelli legati per esempio alla provenienza delle carni) tweet su tweet.</p>
<p>Dopo una manciata di usi, #McDStories è stato messo -almeno dal brand- nel cassetto.<br />
Cosa ci insegna tutto ciò?</p>
<p><span id="more-22610"></span></p>
<h3>1. Gli hashtag hanno vita propria</h3>
<p>Su Twitter, puoi al massimo essere colui che ha per primo avuto la buona idea di lanciare un trend, o un hashtag per legare insieme un concetto più vasto. Tutto ciò che succede da quel punto in avanti è completamente slegato dalle tue possibiltà di un controllo diretto e dipende in buona parte da come le persone, in ultima analisi, decideranno di intendere quel messaggio.</p>
<p>Gli hashtag sono animali liberi. Una volta aperto il recinto non aspettarti di poterli controllare quanto credi.</p>
<h3>2. Pianifica hashtag &#8230;blindati</h3>
<p>#McDStories ha acceso la miccia, mentre #MeetTheFarmers è passato inizialmente sotto relativo silenzio. Quando prevedi di dare così tanta visibilità ad hashtag legati al tuo brand, assicurati che non possano essere usati con strabiliante intuitività contro di te.</p>
<p>Se #MeetTheFarmers lascia poco alla fantasia, su #McDstories si estende una serie di possibili interpretazioni che possono passare tranquillamente dal semplice e rassicurante feeedback sino al peggiore insulto diretto.</p>
<h3>3. Traccia, subito, tutto il tracciabile</h3>
<p>Una cosa va detta: McDonald&#8217;s ha evitato il peggio con un controllo fittissimo sul network nel quale si trovava ad operare e una gerarchia decisionale molto breve. Una volta realizzato che le cose non stavano affatto andando come previsto, l&#8217;applicazione del piano B è stata quantomeno immediata. Che non sia servita più di tanto a fermare il resto della rete dal continuare imperterrita, è un&#8217;altro discorso.</p>
<h3>4. Sii (sempre) pronto al disastro</h3>
<p>In queste condizioni, anche se le rapportiamo ad ambiti molto più ristretti del chiamarsi McDonald&#8217;s, avere un piano di riserva non è un’opzione. E non solo uno di quei piani del tipo: <em>“Beh, lanciamo tutto quanto e andiamo a casa, domani vediamo che succede e magari ci aggiorniamo&#8221;</em>. Pianifica a puntino i peggiori scenari possibili. Se non si verificano, tanto di guadagnato.</p>
<h2>Qualcos&#8217;altro da leggere</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/01/26/mcdonalds-e-mcdstories-ecco-cose-successo-e-alcune-riflessioni-sul-caso/">McDonald’s e #McDStories: ecco cos’è successo (e alcune riflessioni sul caso)</a></li>
<li><a href="http://lucadelladora.com/hashtag-brand/">#hashtag marketing: quando funziona?</a></li>
<li><a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/twitter/9034883/McDonalds-McDStories-Twitter-campaign-backfires.html">McDonald&#8217;s #McDStories Twitter campaign backfires</a></li>
<li><a href="http://www.businessinsider.com/mcdonalds-twitter-campaign-goes-horribly-wrong-mcdstories-2012-1">McDonald&#8217;s Twitter Campaign Goes Horribly Wrong #McDStories</a></li>
</ul>
<p>Tu come giudichi questa campagna da parte della multinazionale del panino?<br />
Scivolone difficilmente prevedibile, mossa semplicemente ingenua (non credo) o <em>epic fail</em> preannunciato?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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		<title>Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Ho scritto altre volte della necessità non tanto di conoscere i dati relativi alle proprie attività online, quanto di riuscire a gestirli in maniera ordinata.
Con Twitter, fare una cosa del genere è semplicemente un disastro.  
Nel migliore dei casi, e chi ha avuto la fortuna di giocherellare con le ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-dashboard.jpg" alt="Dashboard TweetNewst" title="tweetnest-dashboard" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22559" /></p>
<p>Ho scritto altre volte della necessità non tanto di conoscere i dati relativi alle proprie attività online, quanto di riuscire a gestirli in maniera ordinata.</p>
<p>Con Twitter, fare una cosa del genere è semplicemente un disastro. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel migliore dei casi, e chi ha avuto la fortuna di giocherellare con le API del network lo potrà confermare, Twitter restituisce agli sviluppatori 100 tweet per volta, paginati sino a un massimo di 1.500 circa risultati totali.</p>
<p>Questo, unito al fatto che una banale ricerca sul motore ufficiale restituisce solo i dati degli ultimi 7-10 giorni, fa sì che risalire a un proprio messaggio inviato, per esempio, il gennaio scorso diventi un’impresa da più di un grattacapo. È una di quelle cose che molti utenti semplicemente trascurano o lasciano perdere avvalendosi di questo o quel servizio esterno.</p>
<p>(per la cronaca, <a href="http://topsy.com/tweets">Topsy</a> è ottimo per chi vuole un motore di ricerca senza troppe pretese)</p>
<p>Ma che fare quando invece vogliamo tenere le cose in casa nostra?</p>
<p><a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">TweetNest</a>, un progettino che ho scoperto quasi per caso, alla ricerca della soluzione per conto di un cliente, fa <strong>esattamente</strong> ciò che ci serve.</p>
<p>A differenza di ThinkUp, <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">di cui ho parlato qualche settimana fa</a>, il processo di installazione è persino più veloce (pur limitato al solo Twitter) e permette di ottenere sul proprio server nel giro di una manciata di minuti il proprio archivio di tweet, ricercabili e navigabili per mese.</p>
<p>TweetNest, come già ThinkUp, necessità di tre cose:</p>
<ul>
<li>PHP 5.2 o successivo con cURL attivo</li>
<li>MySQL 4.1 o successivo</li>
<li>Una minima dimestichezza con PHP e FTP</li>
</ul>
<p><a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">L’installazione</a> comporta, per chi già si sia cimentato con WordPress, la più classica delle creazioni di un database sul proprio spazio web e la relativa configurazione del software attraverso un file PHP caricato e richiamato online insieme agli altri. In una singola e tutto sommato concisa pagina sarà necessario inserire i riferimenti al proprio account Twitter, insieme alle credenziali di accesso al database così che TweetNest possa iniziare a popolarlo.</p>
<p>Una nota importante è che a differenza (di nuovo) di ThinkUp, <strong>TweetNest non richiede la creazione di un’applicazione developer</strong> su Twitter (processo che potrebbe essere ostico ai più) per la sincronia dei tweet, che avviene invece richiamando un paio di file PHP al primo avvio.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-archivio.jpg" alt="TweetNewst - creare un archivio di tweet" title="tweetnest-archivio" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22558" /></p>
<p>Per mantenere aggiornati i propri tweet sarà sufficiente inserire tra il CRON del proprio server il riferimento a un file PHP &#8220;di manutenzione&#8221;  oppure lanciarlo manualmente aprendolo da browser. La seconda opzione sarà naturalmente protetta da password.</p>
<p>L’intero processo di sincronia iniziale porta via non più di un paio di minuti di orologio, e si conclude senza colpo ferire né chiedere null&#8217;altro all’utente.</p>
<p>Unica limitazione, Twitter stesso che rende disponibili pubblicamente <strong>solo gli ultimi 3.200 tweet di un account.</strong> Se avete meno di tale somma di tweet questi saranno completamente importati sul vostro server, se ne avete di più vedrete solo gli ultimi 3.200. Di nuovo, questa è una limitazione di Twitter stesso e lo stesso autore afferma che se il limite venisse meno non sarebbe certo TweetNest ad avere problemi a gestirli.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-ricerca.jpg" alt="Cercare in archivio tweet con TweetNest" title="tweetnest-ricerca" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22560" /></p>
<p>Il risultato? Piacevole all’occhio e di una intuitività disarmante. Una sola colonna sulla destra che mostra il numero di tweet per mese e la possibilità di espandere il singolo mese per valutarne l’andamento.  </p>
<p>Possibilità di filtrare i propri preferiti e i propri messaggi per parole chiave completano quello che è probabilmente il software migliore di cui puoi disporre al momento se hai solo bisogno di creare un enorme archivio navigabile di tweet inviati.</p>
<p>Un progettino da tenere d’occhio, <a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">TweetNest</a>, soprattutto per i risultati ottenuti in questa fase beta. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest">Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Freelance in Action il 18 Febbraio a Torino</title>
		<link>http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
È sempre fantastico quando ho modo di parlare a persone motivate e interessate a come i blog possano risultare utili strumenti per la promozione dei propri progetti.
Così, sono più che felice di annunciarti che il 18 Febbraio, dalle 9:00 alle 18:00, all&#8217;Hotel City di Torino (mappa) sarò presente come ospite ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione">Freelance in Action il 18 Febbraio a Torino</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/sconto-freelance-in-action-torino.jpg" alt="Sconto Freelance in Action Giuliano Ambrosio Torino" title="sconto-freelance-in-action-torino" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22509" /></p>
<p>È sempre fantastico quando ho modo di parlare a persone motivate e interessate a come i blog possano risultare utili strumenti per la promozione dei propri progetti.</p>
<p>Così, sono più che felice di annunciarti che il <strong>18 Febbraio, dalle 9:00 alle 18:00, all&#8217;Hotel City di Torino</strong> (<a href="http://francescogavello.it/eventi/freelanceinaction">mappa</a>) sarò presente come ospite all&#8217;evento <strong>Freelance in Action</strong> creato da Giuliano &#8220;JuliusDesign&#8221; Ambrosio.</p>
<p>Una giornata di formazione in cui si affronteranno temi legati al personal branding, all&#8217;utilizzo cosciente di blog e social media, insieme a una vera e propria sessione di pratica per la gestione del cliente. Come ospite porterò ai partecipanti la mia personalissima esperienza legata al mondo dei blog e al gestire un business attraverso di essi sfruttando al meglio le proprie peculiarità.</p>
<p>Al momento in cui scrivo sono rimasti solo sette posti disponibili.</p>
<p>Neanche a dirlo: io ci sarò. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E conoscendo la qualità degli eventi di Giuliano, sarà parecchio interessante per tutti coloro che, freelance o meno, stanno guardando in questa direzione.</p>
<p>Per quanti di voi volessero approfittare dell&#8217;offerta che Julius ha reso disponibile per i lettori di queste pagine, usufruendo di uno <strong>sconto del 60% acquistando il corso a soli 190€ finali</strong> (IVA inclusa) è sufficiente <a href="http://francescogavello.it/eventi/freelanceinaction">iscriversi dall&#8217;apposita pagina</a> e riportare poi qui sotto tra i commenti il proprio nome e cognome così che possa comunicarli all&#8217;organizzazione.</p>
<p>Ci vediamo là? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione">Freelance in Action il 18 Febbraio a Torino</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Piccola Recensione del Libro &#8220;Creare Applicazioni per Facebook&#8221;</title>
		<link>http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook</link>
		<comments>http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=22460</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Esiste un semplicissimo motivo per cui su questo blog non si sono mai alternate troppe recensioni: amo recensire solo ciò che posso testare in prima persona e soprattutto reputi davvero interessante per chi mi legge.
È questo il caso di “Sviluppare Applicazioni per Facebook”, libro edito da Pro DigitalLifeStyle e scritto ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/recensione-creare-applicazioni-per-facebook">Piccola Recensione del Libro &#8220;Creare Applicazioni per Facebook&#8221;</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/creare-applicazioni-facebook.jpg" alt="Recensione Creare Applicazioni per Facebook Daniele Ghidoli" title="creare-applicazioni-facebook" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22461" /></p>
<p>Esiste un semplicissimo motivo per cui su questo blog non si sono mai alternate troppe recensioni: amo recensire solo ciò che posso testare in prima persona e soprattutto reputi davvero interessante per chi mi legge.</p>
<p>È questo il caso di “Sviluppare Applicazioni per Facebook”, libro edito da Pro DigitalLifeStyle e scritto da Roberto Marmo, Daniele Ghidoli e Angelo Iacubino?</p>
<p>Io credo di sì, e nelle prossime righe ti spiegherò anche il perché. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-22460"></span></p>
<p>Partiamo dal principio: il volume in question non ha nessuna pretesa di insegnare al mondo come si utilizzi il social di Zuckerberg, né di riprendere la solita introduzione di base affrontandone i temi più comuni.</p>
<p>Gli autori partono invece da un livello che si può definire intermedio e molto più ristretto, per esplorare quali logiche muovano le applicazioni più popolari sviluppate su Facebook e mettere in condizione il lettore di progettare, sviluppare e iniziare promuovere la propria.</p>
<p>Obiettivo di tutto ciò, ottenere infine visibilità sul network attraverso gli strumenti stessi che il network mette a disposizione di chi si voglia addentrare dentro le sue complesse meccaniche.</p>
<p>Ciò che ho apprezzato particolarmente di questo libro, oltre che sia stato scritto (anche) <a href="http://www.bigthink.it/blog/">da una persona che stimo in rete</a>, è l&#8217;approccio che sostiene l&#8217;intero percorso: <strong>mettere in condizione il lettore non solo di capire il &#8220;come&#8221; sviluppare una precisa app su Facebook, ma soprattutto &#8220;perché e &#8220;quando&#8221; farla.</strong> Non per niente prima di mettere mano a una sola riga di codice gli autori ci portano per mano tra alcuni dei più famosi case study per riprenderne in seguito le logiche.</p>
<p>Il libro è una sorta di manuale operativo: buona la quantità di codice, a moduli, che è possibile masticare senza dover necessariamente procedere in una lettura sequenziale, tonnellate le fotografie a colori (in cui ogni tanto si prova quel deja-vu dell&#8217;aver osservato in tempo reale le attività raccontate tra i capitoli), buona la chiusura finale che guarda in maniera più ampia al portare visibilità al proprio progetto.</p>
<h2>Perché te ne consiglio la lettura</h2>
<p>Non vorrei spendere troppe parole per quella che finirebbe per essere una (mini)recensione fin troppo entusiastica, ma i fatti sono questi: <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882339920/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&#038;tag=francgavel-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8882339920">Creare applicazioni per Facebook</a> (ps. link verso Amazon) è un&#8217;ottimo crash course per chiunque lavori su Facebook o abbia intenzione di iniziare a farlo.</p>
<p>Ci sono palate di esempi, di foto e di riflessioni che spiegano cosa passava per la mente agli autori mentre decidevano di proporre questa tecnica anziché quest’altra. È scritto a tre mani, di cui un paio appartenenti a uno dei blogger più interessanti in ambito Facebook da qualche anno a questa parte.</p>
<p><strong>È un buon prodotto, scritto bene e il prezzo è competitivo.</strong> E per gli amandi di Kindle, <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B006GW6XKM/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&#038;tag=francgavel-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=B006GW6XKM">ne esiste un&#8217;apposita versione.</a> (altro link verso Amazon).</p>
<p>Consigliato. Nient’altro da dire. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Qual è la Naturale Eredità di una Campagna Virale?</title>
		<link>http://francescogavello.it/effetto-campagna-virale</link>
		<comments>http://francescogavello.it/effetto-campagna-virale#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Virale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Stavo riguardando il già discusso video di Gary Vaynerchuk riguardo a brand, startup e social media e volevo porre la tua attenzione su un altro interessante dettaglio di quell&#8217;intervista, che parla di effetti virali e di &#8220;eredità&#8221; lasciata da questi ultimi al loro termine.
Mi riferisco al discorso che Gary fa ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/concludere-effetto-virale.jpg" alt="Quando si conclude un virale?" title="concludere-effetto-virale" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22314" /></p>
<p>Stavo riguardando il <a href="http://francescogavello.it/8-consigli-da-gary-vaynerchuk-su-startup-mercati-e-social-media">già discusso video di Gary Vaynerchuk</a> riguardo a brand, startup e social media e volevo porre la tua attenzione su un altro interessante dettaglio di quell&#8217;intervista, che parla di effetti virali e di &#8220;eredità&#8221; lasciata da questi ultimi al loro termine.</p>
<p>Mi riferisco al discorso che Gary fa interrogato sulla bontà della campagna Old Spice.</p>
<p><a href="http://mashable.com/2010/07/15/old-spice-stats/">Old Spice</a>, forse lo ricorderai, è stata una campagna di marketing gestita nel 2010 da Wieden + Kennedy il cui protagonista, Isaiah Mustafa, colto in perenne asciugamano in vita, promuoveva sì il prodotto ma intratteneva principalmente un dialogo in differita con tutti i propri follower, attraverso brevi video a loro dedicati.</p>
<p>Niente di scioccante, pauroso, sopra le righe o, come riporta Mashable nel link sopra, volto solo a creare il passaparola sulla base dell&#8217;effetto &#8220;WFT?!&#8221;.</p>
<p>Eppure, in grado in 24 ore dal lancio, di totalizzare 20 milioni di views sul primo video.</p>
<p>Secondo Gary, la campagna è stata perfetta, ben studiata, efficace ma alla fine, potremmo dire, poco lungimirante. Perché?</p>
<p><span id="more-22198"></span></p>
<p>Perché, citando dal video, <strong>non inviti a casa tua migliaia di persone eccitate da te e da ciò che fai, per poi non parlarvi neppure una volta.</strong></p>
<p>Il fatto è che la campagna virale di Old Spice ha generato sicuramente un numero di contatti impressionante. Parliamo di subscribers, di follower, di iscritti agli svariati canali con cui il brand, durante l’attività, si trovava a dialogare attivamente con i clienti.</p>
<p>Poi, il nulla. Terminata l’iniziativa, nessuno di questi fan è stato più considerato. Nessun ricontatto a posteriori, nessuna attività o discussione parallela. Solo un grande quantitativo di persone portate in casa e lasciate a loro stesse.</p>
<h2>Ok, e adesso?</h2>
<p>Fa riflettere su ciò che un virale dovrebbe avere come obiettivo.</p>
<p>Se Old Spice, durante la campagna virale, promuoveva coupon e altre attività atte a convertire l’attenzione generata in reali vendite, come avrebbe dovuto secondo te gestire tutto il processo conclusivo?</p>
<p>Davvero un virale dovrebbe avere come solo obiettivo il portare tantissima attenzione verso un brand, senza curarsi oggettivamente di <strong>cosa poi di questa attenzione il brand dovrebbe farsene al termine?</strong></p>
<p>Oppure è compito di chi pianifica un’attività di questo genere, grande o piccola, mettere in conto il non poter tirare una metaforica leva per spegnere tutto ignorando le persone che ne hanno preso parte?</p>
<p>I fan, i follower, come spesso mi capita di dire, non sono bulloni. Creare attenzione significa doversi prendere la responsabilità di sostenerla, di dialogare con i tuoi nuovi contatti, di farli sentire a casa. Soprattutto quando si è tornati alla normalità.</p>
<p>Altrimenti, è come dare un party invitando persone che amano ciò che fai e che vogliono saperne di più, e poi ignorarli appena la festa è finita. Come ti sentiresti?</p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cos’ha in Programma il Nuovo Anno per i Social Media? Finalmente, la …Normalità</title>
		<link>http://francescogavello.it/cosha-in-programma-il-nuovo-anno-per-i-social-media-finalmente-la-normalita</link>
		<comments>http://francescogavello.it/cosha-in-programma-il-nuovo-anno-per-i-social-media-finalmente-la-normalita#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Si è discusso per lungo tempo di come i social network siano stati per le aziende una rivoluzione quasi a trecentosessanta gradi.
Una rivoluzione, tanto silenziosa per chi non stava a guardare, tanto dirompente per chi si trovava a cavalcarne l’onda, in grado di creare opportunità, rendere competitive giovani startup permettendogli ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tendenze-social-media-2012.jpg" alt="Tendenze dei social media nel 2012" title="tendenze-social-media-2012" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22316" /></p>
<p>Si è discusso per lungo tempo di come i social network siano stati per le aziende una rivoluzione quasi a trecentosessanta gradi.</p>
<p>Una rivoluzione, tanto silenziosa per chi non stava a guardare, tanto dirompente per chi si trovava a cavalcarne l’onda, in grado di creare opportunità, rendere competitive giovani startup permettendogli di giocare ad armi pari con i big player, cambiare lo stato delle cose in parecchi ambiti legati all&#8217;online.</p>
<p>Questo è quello che si è detto mentre un po’ tutti cercavamo di interpretare i segnali dell’adozione di questa o quella nuova tecnologia da parte del brand di turno.</p>
<p>Negli ultimi due anni, i social media sono stati <em>la grande novità</em> con la quale tutti i mercati hanno dovuto giocoforza confrontarsi: clienti che parlano dei brand, brand che devono dialogare sullo stesso piano dei clienti, clienti e CRM che diventano la chiave per non venire schiacciati dal futuro che avanza.</p>
<p>La domanda è: cosa ci riserva quindi il 2012?<br />
La risposta, vista da qui, suona tutta come un: <strong>il 2012 ci riserva per le aziende e i social media una piacevole …normalità.</strong></p>
<p>Ammettiamolo.</p>
<p>A molti esalta poter annunciare come questo o quel &#8220;social-coso&#8221; siano o saranno in grado di rivoluzionare ancora una volta il modo in cui i brand interagiranno con i loro clienti.</p>
<p>Eppure, dopo aver sperimentato più o meno tutte tutte le iterazioni del comportamento umano applicato alla rete, possiamo forse tranquillamente sperare come i social siano finalmente diventati qualcosa di assodato. Di normale. Di auspicabile.</p>
<p>Non sto dicendo che nel nuovo anno i brand impareranno finalmente ad agire da soli. È solo che, come dire, forse è giunto il momento di spostare l’attenzione sul “come fare le cose”, anziché sul &#8220;cosa sono le cose&#8221;. Di smetterla di guardare ai social come a qualcosa da dover vendere alle aziende, cercando di fargli strenuamente comprendere le potenzialità.</p>
<p>È forse arrivato il momento, tra eterne mutazioni di Facebook e una sempre più massiccia adozione di Twitter anche tra VIP italiani, in cui  i social media diventino parte integrante di tutti gli strumenti -più vasti, più &#8220;vecchi&#8221;- atti a promuovere un brand.</p>
<p>Se prima dovevamo quasi spiegare da zero la nostra attività a un cliente, spingendolo a fidarsi di buoni case study e potenzialità tutte da scoprire (per loro), sempre più spesso è dal cliente che sento partire la curiosità di mettere in pratica azioni di marketing legate ai social media, di capire la propria utenza e di dialogare con essa secondo le esigenze di quest&#8217;ultima.</p>
<p>Che ne pensi?</p>
<p>Finalmente i social media hanno smesso di essere la novità dell’ultimo minuto a tutti i costi?<br />
(con buona pace dei guru autoproclamatisi tali?)</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Frictionless Sharing di Facebook può Uccidere la Content Curation?</title>
		<link>http://francescogavello.it/frictionless-sharign-puo-uccidere-la-content-curation</link>
		<comments>http://francescogavello.it/frictionless-sharign-puo-uccidere-la-content-curation#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>


Non è un segreto che Facebook abbia intenzione di porsi sempre più come fulcro dell’intera attività online di un singolo.
Con l’introduzione di Timeline, Facebook mira non solo a dare una svecchiata al vecchio “wall”, quanto a rivoluzionare per sempre il modo in cui gli utenti passano la loro immagine in ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/frictionless-sharign-puo-uccidere-la-content-curation">Il Frictionless Sharing di Facebook può Uccidere la Content Curation?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield" style="float: left; height: 340px; width: 340px;"><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/frictionless-sharing.jpg" alt="Cos&#039;è la frictionless sharing di Facebook?" title="frictionless-sharing" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-22260" />
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Non è un segreto che Facebook abbia intenzione di porsi sempre più come fulcro dell’intera attività online di un singolo.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/about/timeline">Con l’introduzione di Timeline</a>, Facebook mira non solo a dare una svecchiata al vecchio “wall”, quanto a rivoluzionare per sempre il modo in cui gli utenti passano la loro immagine in rete. Non più un elenco indistinto di attività l&#8217;una sotto l’altra, quanto una sorta di cronistoria di elementi importanti, modificabili secondo preferenze e molto più simili a un “blog semi-automatico” che a un muro dove scrivere di tanto in tanto.</p>
<p>Con la recente introduzione del <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/facebook_sharing_and_the_freedom_to_opt_out.php">frictionless sharing</a>, Facebook potrebbe piazzare un altro paletto in quella che è la possibilità per un utente “poco skillato” di iniziare a fare una basilare, quanto potenzialmente dirompente, attività di newsmastering.</p>
<p>Nel concetto più semplice di newsmastering, un utente si fa carico di selezionare e filtrare notizie relative a una nicchia e di proporle in una qualche forma ai suoi contatti. Puoi fare newsmastering riportando link sul tuo blog, in sidebar, come letture consigliate. Oppure puoi aprire un blog su Tumblr selezionando le migliori ricette con, per esempio, il cioccolato. O puoi discutere di trekking tutto il giorno su Twitter, facendo ordine nel caos della risorse rete.</p>
<p>Tutto ciò richiede sempre due cose:</p>
<ul>
<li>la volontà dell’utente di agire in questo modo</li>
<li>una minima capacità tecnica nel valutare e applicare simili strategie.</li>
</ul>
<p>Facebook, unendo la nuova Timeline al frictionless sharing, potrebbe seriamente cambiare le carte in tavola.</p>
<p>Già da qualche settimana, semplicemente leggendo una news da un’app collegata a Facebook, un utente autorizza più o meno coscientemente quest&#8217;ultimo a <strong>pubblicare news della sua attività online (letture, principalmente) verso i propri contatti.</strong></p>
<p>Una sorta di attività di newsmastering semi-automatica che accompagna l&#8217;altrettanto recente diffusione del plugin per <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/subscribe/">ricevere gli aggiornamenti di un singolo profilo</a> Facebook.</p>
<p>Scompaiono i tecnicismi, niente più strani ragionamenti per impostare una strategia di filtering dei contenuti. Se hai un account su Facebook e leggi qualcosa di legato a uno stesso ambito tutto il giorno, <strong>stai già facendo newsmastering.</strong></p>
<p>Certo, forse servirà ancora qualche fix, ma nella guerra a colpi di restyle e feature tra i vari social network (ciao, Twitter), non vedo così distante uno scenario simile. Dalla sua, Facebook ha come sempre una smisurata base di utenti che, volenti o nolenti, si potrebbero trovare a  sperimentare simili dinamiche per la loro prima volta.</p>
<p>Che ne pensi? I social media possono, o potranno, fare il lavoro di tutti quei i tool di cura e selezione delle notizie, pur facendolo &#8230;peggio?</p>
<p>immagine: Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/frictionless-sharign-puo-uccidere-la-content-curation">Il Frictionless Sharing di Facebook può Uccidere la Content Curation?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media</title>
		<link>http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media</link>
		<comments>http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 03:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=21865</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Chiunque abbia sviluppato anche solo una minima presenza sui social media realizza subito una cosa: è molto difficile (spesso impossibile) tracciare ogni singola reazione alle nostre attività.
Perlomeno, è difficile tracciare queste reazioni in maniera efficace.
Certo, esistono parecchi strumenti in grado di aiutare coloro che si vogliano gettare nel turbinio di ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/thinkup-ottenere-dati-social-media.jpg" alt="Tracciare attività e ROI sui social media" title="thinkup-ottenere-dati-social-media" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22057" /></p>
<p>Chiunque abbia sviluppato anche solo una minima presenza sui social media realizza subito una cosa: è molto difficile (spesso impossibile) tracciare ogni singola reazione alle nostre attività.</p>
<p>Perlomeno, è difficile tracciare queste reazioni <strong>in maniera efficace.</strong></p>
<p>Certo, esistono parecchi strumenti in grado di aiutare coloro che si vogliano gettare nel turbinio di multipli account Twitter, Facebook e Google Plus. Applicativi installabili come <a href="http://www.tweetdeck.com/">TweetDeck</a>, <a href="http://hootsuite.com/">HootSuite</a> e simili sono strumenti utilissimi per mandare avanti la propria attività quotidiana.</p>
<p>Ma se invece avessimo bisogno di una sorta di &#8220;unica stanza dei bottoni&#8221;, dove poter osservare e valutare l&#8217;efficacia di ciò che stiamo facendo in rete? Se questa stanza dei bottoni dovesse colpire trasversalmente più presenza sociali e non solo Twitter?</p>
<p>Se ci servisse una sorta di Google Analytics ridotto all&#8217;osso dove grafici, query e statistiche contribuiscano a darci quella tanto agognata visione globale in grado di fare la differenza?</p>
<p>Per esempio: sapresti dirmi, immediatamente, quali sono gli ultimi aggiornamenti di stato che hanno ottenuto più risposta sul tuo profilo Facebook? Oppure, quali sono i tuoi tweet più retwittati di sempre e su quali logiche si fondano?</p>
<p><a href="http://thinkupapp.com/">ThinkUp</a> mira a rispondere a queste e molte altre domande, mettendo ordine nel tuo personale oceano di informazioni. L&#8217;ho provato, e oggi ti racconto com&#8217;è andata.</p>
<p><span id="more-21865"></span></p>
<h2>Per molti, ma non per tutti</h2>
<p>Diciamolo subito: ThinkUp non è per tutti.<br />
Non all&#8217;inizio, almeno.</p>
<p>L&#8217;installazione, che non avviene in locale ma su un proprio webserver, richiede una competenza minima con accessi FTP e creazioni di database. Se hai già installato WordPress almeno una volta su un qualsiasi dominio, la cosa non dovrebbe comunque crearti problemi.</p>
<p>ThinkUp al momento supporta <strong>PHP 5.2 o superiore con cURL, GD, JSON, e PDO MySQL attivi</strong>. MySQL in particolare è richiesto almeno nella versione 5.0.3. Il server, in particolare, deve essere pubblico. Se hai mai provato a installare in localhost una copia del tuo blog e avere a che fare con i callback di Twitter, scoprirai che quest&#8217;ultimo richiede, almeno inizialmente, la visibilità del server con cui deve dialogare.</p>
<p>Ergo, <strong>ThinkUp è perfetto per essere installato in una sottocartella o in un dominio di terzo livello di un tuo qualsiasi server</strong>, al quale potrai connetterti, loggarti e agire sui dati raccolti.</p>
<p>L&#8217;installazione di per sé scivola via abbastanza liscia, anche se l&#8217;autenticazione iniziale ai diversi account è piuttosto noiosa e potenzialmente problematica per chi non abbia mai avuto a che fare con le controparti developer di Facebook, Twitter e Google Plus. A questo cerca di rimediare ThinkUp stesso fornendo guide lineari e semplici su come creare e configurare i giusti agganci alle API di turno.</p>
<p>L&#8217;intera operazione porta comunque via una decina di minuti, se non ti farai prendere dal panico. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Dati, altri dati!</h2>
<p>Ed è da qui che ThinkUp può iniziare finalmente a macinare tutti i dati relativi alla tua intera presenza sociale. Al primo avvio la dashboard richiede un avvio manuale del processo di sincronia, che può portare via a seconda di quanto &#8220;pesanti&#8221; siano i tuoi account da una decina di minuti a parecchi di più.</p>
<p>La meccanica del servizio è comunque pensata piuttosto bene per venire incontro a problematiche laterali che possono sorgere installando un simile gioiellino su un proprio server: per automatizzare gli aggiornamenti è possibile intervenire sui <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cron">crontab</a> oppure &#8230;iscriversi a un feed RSS privato da un qualsiasi lettore web come Google Reader. Ciò garantirà il richiamo di ThinkUp e il raccoglimento periodico dei dati.</p>
<h2>In espansione</h2>
<p>Agile e velocissimo nell&#8217;indicizzare, esportare e filtrare. Un esempio? Con un singolo click è possibile esportare in CSV separato da virgole tutti i tweet del nostro account, così come restringere per particolari query la visualizzazione delle menzioni.</p>
<p>La sensazione percepita è che <a href="http://thinkupapp.com/">ThinkUp</a>, al momento in cui si scrive alla sua release 1.0 beta, abbia intenzione di espandersi progressivamente dandoci al momento solo un (gustosissimo) assaggio di quasi tutte le proprie funzionalità.</p>
<p>Non si tratta in questo caso di valutare il software come &#8220;l&#8217;unico e il solo&#8221; in grado di presentare questi particolari report, quanto il primo in grado di farlo in modo accessibile praticamente a tutti, a costo zero, in un solo posto e su un database indipendente su cui avere pieno controllo.</p>
<p>Mica male, no?</p>
<p>Inoltre&#8230;</p>
<h2>Degno di nota</h2>
<ul>
<li>La ricerca di un proprio tweet non limitata per data;</li>
<li>Le tre dashboard separate per ogni network incluso;</li>
<li>La geolocalizzazione delle discussioni;</li>
<li>L&#8217;analisi dei following inattivi;</li>
<li>I rapporti Like/commento e tweet/reply verso il tempo di vita del messaggio;</li>
<li>API interne, per qualsiasi cosa tu voglia svilupparci insieme.</li>
</ul>
<p>ThinkUp, pure in versione beta, è forse uno dei prodotti più interessanti che mi sia capitato di testare negli ultimi mesi. <a href="http://expertlabs.aaas.org/thinkup01/index.php?u=whitehouse&#038;n=twitter">Puoi dare uno sguardo a ThinkUp in azione</a> da un&#8217;installazione pubblica e perfettamente funzionante che mostra i dati raccolti dalla comunicazione su Twitter di @whitehouse e sulla loro relativa pagina Facebook.</p>
<p>Buona analisi! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il 50%+ Degli Utenti che Visitano un Ecommerce è Loggato a Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Dice: &#8220;Ho un E-commerce che non converte come dovrebbe e mi hanno parlato tanto bene di Facebook e dei social media. Mi conviene integrarli in qualche modo?&#8221;
Quando si tratta di portare nuove dinamiche all&#8217;interno dei percorsi di conversione, tanti piccoli dubbi si frappongono tra noi e un carrello stracolmo di ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/utenti-shop-loggati-facebook.jpg" alt="Usare Facebook per un E-commerce" title="utenti-shop-loggati-facebook" width="668" height="200" class="aligncenter size-full wp-image-21959" /></p>
<p>Dice: <em>&#8220;Ho un E-commerce che non converte come dovrebbe e mi hanno parlato tanto bene di Facebook e dei social media. Mi conviene integrarli in qualche modo?&#8221;</em></p>
<p>Quando si tratta di portare nuove dinamiche all&#8217;interno dei percorsi di conversione, tanti piccoli dubbi si frappongono tra noi e un carrello stracolmo di elementi da mandare al check-out. E se si spezza la magia? E se gli utenti smettono di comprare? E se&#8230;</p>
<p>È quello che deve aver pensato Dan Kacher di SociableLabs, mentre <a href="http://marketingblog.sociablelabs.com/2011/11/22/over-50-of-shoppers-are-logged-in-to-facebook-while-on-ecommerce-sites/">metteva in piedi uno studio tanto semplice quanto interessante:</a> controllare lo stato del login a Facebook di tutti gli utenti attivi sugli E-commerce dei loro clienti.</p>
<p>La cosa, fattibile con giusto un minimo di dimestichezza con le API di Facebook, ha portato ai risultati che puoi osservare nell&#8217;immagine lassù in alto. <strong>Quasi il 50% degli utenti che visitano uno shop online si rivela essere già loggato a Facebook.</strong></p>
<p>Perché questo dato è importante?</p>
<p>Perché ti mette in condizione di pensare finalmente in modo serio a quel login via Facebook che rimandavi da troppo tempo. O a quel box di riprova sociale in cui volevi presentare tutti i contatti dell&#8217;utente già in qualche modo legati al brand. O di sviluppare, con un bravo parner alla mano, qualcosa di ancora più succoso tramite <a href="https://developers.facebook.com/docs/opengraph/">Open Graph.</a></p>
<p>Metà dei tuoi utenti ti stanno già fornendo tutte le informazioni di cui hai bisogno per colpirli davvero.<br />
Non sarà mica ora di pensarci? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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