<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Social Media</title>
	<atom:link href="http://francescogavello.it/category/social-media/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://francescogavello.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 03:30:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Pay-Per-Visibility: Quanto Sei Disposto a Spendere per Essere Più Visibile in Rete?</title>
		<link>http://francescogavello.it/pay-per-visibility</link>
		<comments>http://francescogavello.it/pay-per-visibility#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=24194</guid>
		<description><![CDATA[<p>
È da qualche giorno che gira in rete un&#8217;interessante immagine che illustra la possibilità, da parte di Facebook, di far pagare un paio di dollari per evidenziare un aggiornamento di stato sulla bacheca dei tuoi contatti.
Scrivi qualcosa di interessante, paga giusto qualcosina e &#8220;Make sure friends see this!&#8221;.
Evviva?
Mica tanto.

Quello che ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/pay-per-visibility">Pay-Per-Visibility: Quanto Sei Disposto a Spendere per Essere Più Visibile in Rete?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/facebook-pay-per-visibility.jpg" alt="Pagare visibilità contenuti Facebook" title="facebook-pay-per-visibility" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24203" /></p>
<p>È da qualche giorno che <a href="http://www.stuff.co.nz/technology/digital-living/6904136/Facebook-running-pay-test-for-highlighted-posts">gira in rete</a> un&#8217;interessante immagine che illustra la possibilità, da parte di Facebook, di <strong>far pagare un paio di dollari per evidenziare un aggiornamento di stato</strong> sulla bacheca dei tuoi contatti.</p>
<p>Scrivi qualcosa di interessante, paga giusto qualcosina e <em>&#8220;Make sure friends see this!&#8221;</em>.</p>
<p>Evviva?<br />
Mica tanto.</p>
<p><span id="more-24194"></span></p>
<p>Quello che potrebbe sembrare a prima vista solo l&#8217;ennesimo dei test tra tanti, in vista della <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/05/15/Facebook-sbarco-Borsa-piace-_6872050.html">discesa in borsa di Facebook</a> fissata per venerdì, in realtà potrebbe se portato avanti aprire le porte a situazioni tutt&#8217;altro che rosee.</p>
<p>Se infatti è più che lecito pensare che Zuckerberg &#038; Co. abbiano estremo bisogno di valutare continuamente <a href="http://techcrunch.com/2012/05/09/facebook-amends-ipo-s-1-to-admit-advertising-biz-hurt-by-increasing-shift-to-mobile/">nuove strade per monetizzare il colosso</a> che hanno sviluppato, con logiche premium riservate agli ads e con un&#8217;attenta analisi del segmento mobile, a noi utenti finali, non poi così intenzionati a diventare ricchi con le azioni di Facebook, importa forse tutt&#8217;altro.</p>
<p>A me, personalmente, importa di come <strong>il mio flusso di messaggi in bacheca possa venire in futuro facilmente falsato</strong> sulla base di quanto un utente terzo sia disposto a spendere per invadere la mia attività online. Non più un wall basato su una semplice logica, valida per tutti, del tipo &#8220;più visibilità ai più interessanti nella mia cerchia&#8221; ma su un potenziale &#8220;più visibilità a chi è disposto a spendere di più&#8221;.</p>
<p>Non so tu, ma io ho un po&#8217; i brividi. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E nota bene, una possibilità non in questo caso offerta (per il momento) alle aziende, che già dispongono di un nutrito set di strumenti per farsi pubblicità sul social, quanto agli utenti finali, che usano la bacheca -almeno, questa sarebbe l&#8217;idea- per fini molto più leggeri.</p>
<p>C&#8217;è chi scrive come tale logica vada a pescare nel bacino di tutte quelle persone potenzialmente disposte a spendere un paio di euro per pompare la news di un evento unico o particolarmente caro. Il fatto è che, come puoi immaginare, ogni tipo di contenuto è potenzialmente unico, caro e quindi evidenziabile per chi lo scrive. Cosa che probabilmente non è per chi si trova costretto a sorbirlo.</p>
<p>Non sono neanche troppo sicuro di come un vincolo su base temporale possa poi risolvere i problemi. Anche ipotizzando di limitare a un singolo aggiornamento evidenziato a pagamento ogni settimana, con un semplice account medio circa 100-150 contatti saremmo tempestati in maniera continua da fuffa digitale.</p>
<p>La pay-per-visibility è un terreno rischioso. È questo il futuro? Nessuna modifica estetica a un naturale messaggio, nessuna relazione diretta con banner e via discorrendo ma solo più &#8230;visibilità a pagamento?</p>
<p>Tu accetteresti di buon grado il vedere falsata la tua bacheca sulla base di un&#8217;investimento economico -pur contenuto- che qualcuno, a tua insaputa, ha potuto compiere per dare più rilevanza a un qualsiasi tipo di messaggio?</p>
<p>Oppure limiteresti questa feature a un certo numero di post al mese?<br />
Quanti ne saresti disposto a sopportare? Non so tu, ma io ben pochi&#8230;</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/pay-per-visibility">Pay-Per-Visibility: Quanto Sei Disposto a Spendere per Essere Più Visibile in Rete?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/pay-per-visibility/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vulnerabile alla &#8220;Next Big Thing&#8221;</title>
		<link>http://francescogavello.it/facebook-linkedin-next-big-thing</link>
		<comments>http://francescogavello.it/facebook-linkedin-next-big-thing#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quick news]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23877</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Mi ero appuntato qui un passaggio di un articolo di Inc.com (LinkedIn Will Outlive Facebook. Here’s Why) in cui Geoffrey James scriveva del futuro prossimo di Facebook, LinkedIn e delineava un paio di scenari sul medio e lungo periodo.
La citazione:
With its awkward design, 1990s-style layouts, weird privacy policies, and intrusive ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/facebook-linkedin-next-big-thing">Vulnerabile alla &#8220;Next Big Thing&#8221;</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/facebook-linkedin-migliore.jpg" alt="Facebook vs LinkedIn, quale scegliere?" title="facebook-linkedin-migliore" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24091" /></p>
<p>Mi ero appuntato qui un passaggio di un articolo di Inc.com (<a href="http://www.inc.com/geoffrey-james/linkedin-vs-facebook-which-will-survive.html">LinkedIn Will Outlive Facebook. Here’s Why</a>) in cui Geoffrey James scriveva del futuro prossimo di Facebook, LinkedIn e delineava un paio di scenari sul medio e lungo periodo.</p>
<p>La citazione:</p>
<blockquote><p>With its awkward design, 1990s-style layouts, weird privacy policies, and intrusive advertising, Facebook is vulnerable to the next best thing. Frankly, I think it&#8217;s just one online conversion program away from losing its customer base and becoming the next MySpace.</p>
<p>That&#8217;s not true of LinkedIn, though. LinkedIn is all about business and people&#8217;s resumes. Because its scope is limited to fundamentally dull information, LinkedIn is simply not vulnerable to something &#8220;cooler&#8221;.</p></blockquote>
<p><span id="more-23877"></span></p>
<p>Tutti hanno un sacco di paura della &#8220;next big thing&#8221;.</p>
<p>Per un servizio come Facebook, nato come la grande novità con cui tutti dovevano necessariamente avere a che fare, la &#8220;next big thing&#8221; rappresenta uno spauracchio niente male. Soprattutto quando sei così in vista e ogni gradino sotto di te è occupato da cloni, competitor, e in generale da un sacco di persone pronte a ritagliarsi la loro visibilità dai tuoi fallimenti.</p>
<p>Le persone hanno continuamente bisogno di nuovi stimoli in rete.<br />
Le persone <strong>cercano nuovi modi di fare le cose che già facevano prima</strong> sul tuo network.</p>
<p>Oppure, cercano qualcuno che gli indichi nuove strade.<br />
Fallisci nel rinnovarti, nell&#8217;essere l&#8217;ennesima novità di cui parlare, e verrai &#8230;semplicemente dimenticato.</p>
<p>Per Facebook, ciò si concretizza in un restyle ogni sei mesi. In un cambiare continuamente le carte in tavola che da un lato affascina e dall&#8217;altro scontenta. Ma che continua sicuramente a far parlare di sè. A concentrare le persone sul tema. Sul seguire Facebook. Sull&#8217;essere e sul lavorare con Facebook.</p>
<p>Fino a quando non fallisci nel rinnovarti.<br />
Fino a quando non arriva qualcuno che fa le cose meglio.</p>
<p>Ma con LinkedIn?<br />
Beh, LinkedIn è in effetti diverso.</p>
<p>LinkedIn è nato, ed è popolato, da utenti che hanno valutato a fondo l&#8217;utilità di essere presenti sul network. Tra un curriculum e una raccomandazione, tra una news e una partecipazione a un gruppo, gli utenti di LinkedIn se ne infischiano della &#8220;next big thing&#8221;.</p>
<p>Ciò di cui hanno bisogno è risultato. Niente fronzoli, niente &#8220;hype&#8221;.<br />
Solo struttura, o quasi. Solo persone con cui interagire per ottenere risultati.</p>
<p>La &#8220;next big thing&#8221; in grado di superare LinkedIn è molto più lontana, quasi su un piano diverso.</p>
<p>È molto più semplice conquistare e mantenere una posizione quando sei diventato il migliore player per risolvere un problema apparentemente semplice -relazionare persone in un ambito lavorativo- piuttosto che inseguire l&#8217;ennesima feature, l&#8217;ennesima novità, l&#8217;ennesima &#8220;next big thing&#8221;.</p>
<p>Chi durerà di più?<br />
Facebook, con le sue mille iterazioni, o LinkedIn, solido e ruvido? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/nanpalmero/4278432941/">Nan Palmero</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/facebook-linkedin-next-big-thing">Vulnerabile alla &#8220;Next Big Thing&#8221;</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/facebook-linkedin-next-big-thing/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Realtà Dietro l&#8217;Engage degli Utenti sui Social Media</title>
		<link>http://francescogavello.it/engage-utenti-social-media</link>
		<comments>http://francescogavello.it/engage-utenti-social-media#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23997</guid>
		<description><![CDATA[<p>



Esiste questa strana convinzione secondo cui l’engage, l’interazione che avviene con il proprio target -sui social network ma non solo- sia il punto di arrivo di ogni attività di social media marketing.
È sbagliato.
È sbagliato perché non tiene conto di un fattore decisamente più importante e …sottile.
Ciò che le persone provano ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/engage-utenti-social-media">La Realtà Dietro l&#8217;Engage degli Utenti sui Social Media</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/creare-engage-risultati-facebook.jpg" alt="Creare engage sui social network" title="creare-engage-risultati-facebook" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24012" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Esiste questa strana convinzione secondo cui l’engage, l’interazione che avviene con il proprio target -sui social network ma non solo- sia il punto di arrivo di ogni attività di social media marketing.</p>
<p>È sbagliato.<br />
È sbagliato perché non tiene conto di un fattore decisamente più importante e …sottile.</p>
<p><strong>Ciò che le persone provano nell’interagire, volontariamente o casualmente, con un brand.</strong> Le loro emozioni, le loro sensazioni, in relazione a quanto gli viene proposto.</p>
<p>Spesso mi viene chiesto di costruire piani editoriali e strategie volte a migliorare, o a incrementare, l’engage di un brand su Facebook, Twitter, Pinterest o qualsivoglia altro social network.</p>
<p>Il fatto è che se ci si volesse unicamente concentrare sul modo di ampliare l’interazione degli utenti di un brand verso quest’ultimo, il gioco sarebbe piuttosto facile.</p>
<p>Data una minima base di utenti presenti su una (per restringere il campo) pagina Fan, non è così difficile incrementare quel rapporto “Mi Piace&#8221; rispetto al &#8220;Parlano di noi”. <strong>Riducendo progressivamente la soglia di ingresso</strong> (e quindi la focalizzazione del messaggio) è possibile aumentare quel fatidico numerino senza grandi sforzi.</p>
<p>Ragionare invece su come quella percentuale di engagement arrivi ad essere davvero indicativa di un risultato raggiunto (in termini di vendite, di richieste di contatto, di numeri poi altrettanto quantificabili) è un diverso paio di maniche. Ed è ciò che qualsiasi professionista dovrebbe inseguire.</p>
<p>Quante volte hai notato pagine brand con centinaia di like o ricondivisioni su immagini del tipo “la tazza di caffè”, “il panorama cittadino”, “la spiaggia assolata” (in vista del weekend) e varianti simili?</p>
<p>Qui sta il fraintendimento.</p>
<p>Continuando a vedere l’engagement come genericamente il punto di arrivo di ogni attività di social media marketing, si rischia di ignorare (volutamente o inconsciamente) <strong>la qualità dell’interazion</strong>e che andiamo a generare. L&#8217;engage non è il risultato da perseguire, ma una delle variabili da attivare.</p>
<p>Rischiamo di cercare interazioni che per l’utente sono tanto facili quanto poco gratificanti. Rischiamo di cercare interazioni che per il brand sono <strong>tanto appetibili quanto qualitativamente inutili.</strong></p>
<p>È più interessante cercare di far scaturire interazioni intorno alla presentazione del tuo nuovo prodotto, o su una classica stock-photo che muove quei due o tre concetti di base a cui chiunque farebbe Like tanto-non-mi-costa-nulla?</p>
<p>Per un nuovo brand, desideroso di lanciare la propria presenza in rete, ogni numero che cresce sembra essere un buon numero. Tuttavia, per quanto possa essere difficile rimanere saldi su queste posizioni quando i propri competitors macinano Like e commenti su tutto fuorché qualcosa di legato al proprio business, è necessario guardare alle cose con onestà.</p>
<p>Anche per questo costruire una strategia editoriale che funzioni (sui social media, ma non necessariamente limitata a questi) è un lavoro complesso. Non riguarda semplicemente la costruzione di un calendario del tipo “oggi parliamo di&#8230;” con in mente il numero di persone da coinvolgere da far crescere a ogni costo.</p>
<p>È questione di muovere gli utenti laddove vogliamo che agiscano. <strong>Di migliorare davvero la percezione dei nostri prodotti o servizi.</strong> Valutando durante il percorso quale tipo di engage viene generato (o non viene generato) in risposta a precise attività.</p>
<p>Sai, dopotutto con le statistiche puoi provare ogni cosa.<br />
Soprattutto se non sai dove andare a parare. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/engage-utenti-social-media">La Realtà Dietro l&#8217;Engage degli Utenti sui Social Media</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/engage-utenti-social-media/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Rete di Contatti dei Tuoi Dipendenti è un Far West Tutto da Conquistare?</title>
		<link>http://francescogavello.it/dipendenti-aziende-social-network</link>
		<comments>http://francescogavello.it/dipendenti-aziende-social-network#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 03:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23860</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Essere un&#8217;azienda, ai tempi dei social network, è difficile.
È difficile per chi gestisce le proprie risorse umane ignorare numeri che crescono e possibilità di distribuzione dei contenuti sempre più fluide, ignorando la cosa o bollandola come semplice &#8220;scatola stagna&#8221;, in grado di non incidere sul resto del proprio business finché ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/dipendenti-aziende-social-network">La Rete di Contatti dei Tuoi Dipendenti è un Far West Tutto da Conquistare?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/social-media-far-west.jpg" alt="Contatti social media aziende" title="social-media-far-west" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-23892" /></p>
<p>Essere un&#8217;azienda, ai tempi dei social network, è difficile.</p>
<p>È difficile per chi gestisce le proprie risorse umane ignorare numeri che crescono e possibilità di distribuzione dei contenuti sempre più fluide, ignorando la cosa o bollandola come semplice &#8220;scatola stagna&#8221;, in grado di non incidere sul resto del proprio business finché non viene seriamente affrontata.</p>
<p>Così, sempre più aziende adottano una propria policy riguardo la gestione interna di Facebook, Twitter, LinkedIn e via discorrendo.</p>
<p><span id="more-23860"></span></p>
<p>Al livello più basso abbiamo tutte quelle aziende che semplicemente affrontano il problema <strong>negando o vincolando in parte l&#8217;accesso a questo o a quel dominio.</strong> Che nessuno perda tempo su simili sciocchezze, siamo qui per lavorare.</p>
<p>Altre, affrontano potenziali problemi di immagine nel momento in cui <a href="http://gawker.com/5901538/kfc-thailand-tells-quake+rattled-customers-to-stock-up-on-fried-chicken">questi si verificano</a>, adottando <strong>procedure di più o meno emergenza quando il dipendente di turno compie lo scivolone</strong> che gli costerà forse il posto.</p>
<p>Altre ancora, decisamente più illuminate, cominciamo a considerare <strong>un periodo di formazione sui social network come una prassi indispensabile</strong> al percorso lavorativo.</p>
<p>(conosci il tuo nemico, echeggia lontano <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<h2>Prevenzione efficace</h2>
<p><a href="http://www.businessinsider.com/your-employer-may-soon-want-to-use-your-facebook-account-2012-4">C&#8217;è chi già esplora da tempo</a> la potenza della propria rete di dipendenti e collaboratori e incoraggia una sana distribuzione di contenuti pertinenti. Sviluppa materiale, forma le persone. Crea insomma i presupposti di un buon dialogo senza lasciare le cose al caso. Evolve la sua visione abbracciando i social network dal punto di vista di chi per l&#8217;azienda ci lavora.</p>
<p>Si cerca di prevenire, più che di rimediare, alla classica situazione per cui l&#8217;azienda di turno lavora duramente a un prodotto per mesi, e poi subito dopo il lancio il singolo dipendente se ne esce con informazioni contrarie, o dannose, alla policy aziendale.</p>
<p>Perché finché il tutto avviene a voce, com&#8217;è sempre avvenuto, di problemi non ne sussistono poi troppi. Diverso il caso quando tutto è tracciabile, estremamente amplificato e senza filtro come spesso accade su una qualsiasi bacheca di Facebook.</p>
<p>E qui si apre tutto l&#8217;interessante spunto che intendevo raccontarti oggi.</p>
<h2>Etica</h2>
<p>Davvero formare un dipendente sull&#8217;utilizzo consapevole dei social network, ad uso e consumo aziendale (leggi: per evitare disastri) <strong>equivarrà per sempre a rimanere estranei al resto della sua attività?</strong></p>
<p>È da qualche settimana che si legge in rete di probabili controlli e filtri per cui per le aziende dovrebbe diventare palesemente proibito farsi fornire accessi e riferimenti ai profili sociali dei propri dipendenti, ma qui si sale di un nuovo livello.</p>
<p>Lavoreresti per un&#8217;azienda che richieda ai suoi dipendenti, a fronte e forte di un periodo di formazione (leggi: soldi) spesi per gestire internamente la questione social media, <strong>di agire allora sempre secondo particolari canoni interni, e di comportarsi in ultima analisi come se si trovassero sempre sul posto di lavoro?</strong></p>
<p>Si potrebbe pensare: hey, è questione di etica.</p>
<p>Un buon dipendente non ci pensa neppure a sputare nel piatto in cui mangia.<br />
Un buon dipendente aiuta l&#8217;azienda a crescere ed è nel suo interesse essere in linea con la filosofia e il posto in cui lavora. Per la più classica delle situazioni win-win.</p>
<h2>Ti ho formato, ora agisci</h2>
<p>È solo che così andiamo a sfumare i contorni un passettino alla volta.</p>
<p>Ciò che oggi potrebbe essere accettato: <em>&#8220;Parla pure ma con i dovuti toni e con sincerità&#8221;</em> domani potrebbe diventare: <em>&#8220;Promuovi il nostro prodotto senza se e senza ma, ne abbiamo bisogno e ti abbiamo formato per questo&#8221;.</em></p>
<p>La rete, <strong>il grafo sociale dei propri dipendenti è un terreno di marketing troppo succoso</strong> per rimanere ancora a lungo scoperto e privo di una qualche regolamentazione?</p>
<p>Prima l&#8217;accenno era solamente sulle questioni legate alla privacy. Tu datore di lavoro puoi giudicarmi anche secondo quanto di me distribuisco in rete, e io potrò decidere se la tua azienda fa per me in merito alle tue decisioni.</p>
<p>Ma se l&#8217;azienda decide di investire in formazione proprio su questi social -così spinosi- quanto rimarrà poi immune dal cercare di influenzare il mio comportamento su di essi?</p>
<p>Che ne pensi?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/dipendenti-aziende-social-network">La Rete di Contatti dei Tuoi Dipendenti è un Far West Tutto da Conquistare?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/dipendenti-aziende-social-network/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cos’è Realmente Google Plus?</title>
		<link>http://francescogavello.it/cose-realmente-google-plus</link>
		<comments>http://francescogavello.it/cose-realmente-google-plus#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23798</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Questo non è uno di quei tanti post che mirano a presentarti ancora una volta l&#8217;ultimo redesign di Google Plus. Quanti ne hai letti nell&#8217;ultimo paio di giorni?
No, affatto. È piuttosto una riflessione su quanto sia diventato difficile, per Google, ritagliarsi oggi un proprio spazio sui social media.
Intendo in maniera ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/cose-realmente-google-plus">Cos’è Realmente Google Plus?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/google-plus-redesign-app.jpg" alt="Google Plus app redesign" title="google-plus-redesign-app" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-23809" /></p>
<p>Questo non è uno di quei tanti post che mirano a presentarti ancora una volta l&#8217;ultimo redesign di Google Plus. Quanti ne hai letti nell&#8217;ultimo paio di giorni?</p>
<p>No, affatto. È piuttosto una riflessione su quanto sia diventato difficile, per Google, ritagliarsi oggi un proprio spazio sui social media.</p>
<p>Intendo in maniera cristallina.<br />
Come ci ha abituato in tempi ormai passati.</p>
<p>Pensavo che ce l’avrebbe fatta praticamente da solo, Google. Che, nel momento in cui avesse deciso di scendere in campo con un proprio social network, avrebbe <em>scatenato l&#8217;inferno.</em></p>
<p><span id="more-23798"></span></p>
<p>Poi sono arrivate una serie di scelte, e strumenti, non esattamente lungimiranti e ci siamo trovati (quasi) tutti a usare prodotti di cui non sentivamo davvero necessità. Dimenticati in poco tempo perché, come spesso accade, non aggiungevano né toglievano nulla ai nostri processi quotidiani.</p>
<p>Puoi anche chiamarti Google, ed essere da sempre il miglior motore di ricerca al mondo, avere cartucce del calibro di AdWords e AdSense, Google News e tanti altri gioiellini. Ma se non piazzi qualcosa di davvero utile, diverso, innovativo in prodotti che troveranno la strada in salita non appena nati, non riceverai sconti da parte degli utenti.</p>
<p>Invece, ci ricorderemo di questi giorni come quelli in cui <a href="http://mashable.com/2012/04/06/google-plus-traffic-march/">i numeri di Google Plus</a> venivano centellinati. <strong>Pubblicati a gran voce e con tanti asterischi a spiegarne le fonti,</strong> quasi che a parlare chiaramente di “utenti attivi sul portale” non si riuscisse davvero.</p>
<p><em>(ti consiglio per inciso la lettura dell’<a href="http://marketingland.com/if-googles-really-proud-of-google-it-should-share-some-real-user-figures-9796">interessante e dettagliato articolo</a> di Danny Sullivan su MarketingLand per l’intera storia sui dati resi pubblici dalla grande G)</em></p>
<p>Giorni in cui Google ha, forse, poi capito come il suo pupillo <strong>vada interpretato come una base per qualcos’altro che dobbiamo ancora vedere?</strong></p>
<p>Ed ecco allora arrivare un primo restyle che strizza l’occhio più ad un’app, che a un solo social network.</p>
<p>In tempi in cui <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/twitter_information_network_strategy_under_pressure.php">Twitter ama definirsi “information network”</a> (e tanti saluti al &#8220;social&#8221;, almeno a parole), non appare strano il voler pigiare il pedale dell’acceleratore per avvicinarsi a quell&#8217;etichetta da “social layer” citata più volte in passato. Un social layer che allora sì, trasversalmente, potrebbe trovare una propria forza finalmente sfuggendo all’oramai <a href="http://mashable.com/2012/04/11/google-plus-number-three/">noiosissima comparazione a Facebook.</a> Da cui sospetto uscirebbe perdente ancora per molto tempo.</p>
<p>Di questo, non so tu, ma si è sempre avuto un qualche tipo di sentore. Da quando <a href="http://francescogavello.it/le-cerchie-di-google-plus">l’intera logica delle Cerchie</a> sembrava supporre un utilizzo di Google Plus più rivolto al “prima organizzo, poi magari comunico su più canali”. Quasi come se la scintilla (buona) di intendere il social inizialmente già come un qualcosa di diverso da Facebook si fosse poi resa flebile, inseguendo una strada più facilmente vendibile agli utenti finali.</p>
<p>Nel frattempo, dicevo, Google Plus cambia faccia. C’è a chi piace questo nuovo approccio, chi pensa che <a href="http://www.fastcodesign.com/1669497/the-new-google-is-more-beautiful-than-facebook-but-it-doesn-t-matter">ciò non basterà</a> per riportarlo sui giusti binari.</p>
<p>Io sono fiducioso.</p>
<p>E se Google Plus iniziasse a inseguire una strada diversa dalla semplice competizione punto-su-punto con il suo eterno rivale, potrebbe ancora conquistare il cuore (e il tempo) di molti.</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/cose-realmente-google-plus">Cos’è Realmente Google Plus?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/cose-realmente-google-plus/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un Brand Dovrebbe Porsi in Modo Imparziale?</title>
		<link>http://francescogavello.it/brand-agire-imparziale</link>
		<comments>http://francescogavello.it/brand-agire-imparziale#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 03:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23736</guid>
		<description><![CDATA[<p>



Fare business in rete è difficile.
Trovare il proprio spazio, la propria identità e mantenerla intatta a lungo è una sfida quotidiana.
Capisci sin da subito come la vecchia storia del cliente che ha sempre ragione sia ancora valida, seppure mutata nei modi e nei tempi da logiche un pelino più fluide ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/brand-agire-imparziale">Un Brand Dovrebbe Porsi in Modo Imparziale?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield" style="float: left; height: 340px; width: 340px;">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/brand-imparziale.jpg" alt="Brand comunicazione imparziale" title="brand-imparziale" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-23747" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Fare business in rete è difficile.</p>
<p>Trovare il proprio spazio, la propria identità e mantenerla intatta a lungo è una sfida quotidiana.</p>
<p>Capisci sin da subito come la vecchia storia del <em>cliente che ha sempre ragione</em> sia ancora valida, seppure mutata nei modi e nei tempi da logiche un pelino più fluide e sociali.</p>
<p>Ti insegnano ad evitare, ancor prima che a superare, critiche e attacchi diretti. Ad avere quella visione globale in grado di farti capire quale piega possa prendere la discussione prima ancora di farla nascere. A glissare con stile temi che ti espongano troppo -e possano ritorcersi contro te stesso come boomerang- calibrando parole e tempi.</p>
<p>E poi c&#8217;è qualcuno che fa l&#8217;esatto opposto. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La storia è quella di Starbucks e della sua <a href="https://www.facebook.com/Starbucks">pagina fan</a>, in cui da sempre non fa mistero dello <strong>schierarsi apertamente su questioni sociali, politiche, economiche</strong> e via discorrendo. E lo fa in maniera precisa, inequivocabile, manifestando il proprio punto di vista su temi che farebbero venire i classici capelli bianchi a chiunque si occupi di gestione delle criticità in rete.</p>
<p>Ciò non manca di creare situazioni spinose, naturalmente. Situazioni in cui davvero viene valorizzata una gestione degli imprevisti e degli attacchi al brand di assoluto prim&#8217;ordine.</p>
<p>Situazioni dove proprio l&#8217;aver manifestato così apertamente le proprie idee -esattamente come farebbe una singola persona- da modo al brand di essere &#8230;tutto fuorché il classico brand a cui siamo da sempre abituati. Le persone sono già naturalmente schierate su uno dei tanti fronti su cui, beh, è possibile schierarsi. Scoprire che il brand che amiamo, seguiamo o di cui facciamo uso è linea (oppure no) con il nostro pensiero cambia radicalmente le carte in tavola.</p>
<p>È questo il futuro?</p>
<p>O si tratta di un caso isolato, dove è <strong>più la fatica di gestirla, un&#8217;apertura di questo genere, rispetto alla visibilità</strong> e alla credibilità acquisita?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/brand-agire-imparziale">Un Brand Dovrebbe Porsi in Modo Imparziale?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/brand-agire-imparziale/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Strategie di Uscita dai Social Network</title>
		<link>http://francescogavello.it/chiudere-account-twitter</link>
		<comments>http://francescogavello.it/chiudere-account-twitter#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23694</guid>
		<description><![CDATA[<p>
(premessa: del gossip mi interessa poco.   )
Metti che sei un VIP sbarcato da relativamente poco tempo su Twitter.
Metti che parecchi tuoi fan -perlomeno una parte di quelli più a loro agio con il mezzo- decidano di seguirti in massa, decretando un&#8217;esplosione mediatica del tuo account.
In un certo senso, ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/chiudere-account-twitter">Strategie di Uscita dai Social Network</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/cancellare-account-twitter.jpg" alt="Strategia di uscita social media" title="cancellare-account-twitter" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-23727" /></p>
<p>(premessa: del gossip mi interessa poco. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Metti che sei un VIP sbarcato da relativamente poco tempo su Twitter.</p>
<p>Metti che parecchi tuoi fan -perlomeno una parte di quelli più a loro agio con il mezzo- decidano di seguirti in massa, decretando un&#8217;esplosione mediatica del tuo account.</p>
<p>In un certo senso, diventi alla fine <strong>l&#8217;apripista di una serie di personaggi più o meno famosi</strong> su altri mezzi (principalmente la cara vecchia TV) che decidono di cavalcare l&#8217;onda e il &#8220;nuovo&#8221; mezzo.</p>
<p>E poi, tutto d&#8217;un tratto, scompari.</p>
<p>Puff. Andato.<br />
Cancelli l&#8217;account.<br />
Diventi irreperibile.</p>
<p>Improvvisamente tutti i @reply a te inviati restituiscono una laconica pagina di errore. Si mobilitano portali, giornali e televisioni, con toni che vanno dalla mera curiosità al totale disastro. Hashtag vengono creati in tuo nome, altri ironizzato e urlano al complotto.</p>
<p>E tutto ciò ti fa pensare a <strong>quanto possa dirsi davvero controllabile la nostra presenza online.</strong></p>
<p>A quanto possiamo, effettivamente, staccare la spina a un mezzo senza creare fratture o malcontento.<br />
A quanto alla fine dei giochi dovremmo portare rispetto, alla nostra stessa presenza online.</p>
<p>A chi la segue.<br />
A chi ne ha fatto un punto di riferimento.</p>
<p>Davvero è possibile generare così tanta attenzione, mettere insieme quasi <em>seicentomila</em> persone che leggono, scrivono e interagiscono con noi e da un giorno all&#8217;altro prendere armi e bagagli e chiudere tutto?</p>
<p>Ciò non vale solamente per il VIP di turno; in senso più ampio fa davvero riflettere su quanto sia arrestabile tutto il divertente gioco dell&#8217;essere online. Del come l&#8217;usare per un certo periodo di tempo uno strumento come i social media ci renda dipendenti da essi.</p>
<p>Non sempre è possibile staccare la spina con semplicità. Spesso, tendendo a considerare i numeri come, beh, soli numeri, ci dimentichiamo delle persone dietro di essi.</p>
<p>Quale credi possa essere la strategia di uscita migliore, VIP o no?</p>
<p><span id="more-23694"></span></p>
<h3>1. Non chiudere il tuo account</h3>
<p>Pensa molto bene ai motivi che ti spingono a chiudere l&#8217;account. Poi pensaci ancora. E alla fine non farlo comunque. Ci sono parecchie buone ragioni per cui può tornare comodo non sparire del tutto ma metterla giù come un qualche tipo di &#8220;arrivederci&#8221;.</p>
<h3>2. Indica chiaramente dove sei finito</h3>
<p>Interessi cambiati? Meno tempo a disposizione? Capita a tutti prima o poi di dover rivedere le proprie priorità. La cosa peggiore che puoi fare nell&#8217;abbandonare un account su Twitter è non lasciare neppure un messaggio di &#8220;addio&#8221; (se così vogliamo chiamarlo) che motivi la desolata landa in cui il nuovo visitatore si è venuto a trovare. E che non riporti neppure di striscio dove hai deciso di proseguire la tua avventura online.</p>
<h3>3. Tieni traccia</h3>
<p>Ti interessa ancora rimanere informato di alcuni contenuti per te importanti? Imposta un semplice filtro sul tuo client di posta preferito, in modo che riceva e riconosca tutte le @menzioni ricevute dal tuo account per alcuni particolari utenti. Poi vivi felice.</p>
<p>Puoi anche filtrare menzioni e messaggi diretti per parole chiave per te importanti e legate ad ambiti che non vuoi comunque -attività sui social o meno- perdere di vista.</p>
<h3>4. Anticipa i malumori</h3>
<p>Con servizi come <a href="http://ifttt.com/">IFTTT</a> è semplice non lasciare nulla al caso. <a href="http://francescogavello.it/ifttt-automatizzare-social-network" title="IFTTT e l’Automatismo che Mancava alla Rete (+ alcuni ottimi esempi di utilizzo)">Imposta una semplice ricetta</a> su If This Than That in grado di accogliere (e anticipare nelle domande) tutti coloro che decidano più o meno coscientemente di seguire il tuo account.</p>
<p>Ricorda, non tutti gli utenti visitano il tuo flusso di tweet prima di iniziare a seguirti. Lasciando aperto un account del tutto o in parte disabitato potresti iniziare a generare un &#8220;nuovo&#8221; malcontento da parte di chi, ignaro di tutto, inizi a seguirti sulla base di menzioni o contenuti precedenti.</p>
<p>Imposta un messaggio di semi-benvenuto per ogni nuovo follower, spiegando perché non fai più uso del tuo account e come può oggi entrare in contatto con te nel migliore dei modi. Non sottovalutare la potenza di comunicazione rimasta a un account con anche solo qualche migliaio di follower.</p>
<h2>Solo numeri</h2>
<p>Davvero è possibile decidere di fare a meno di mezzo milione di follower solo perché, qualunque siano le motivazioni, è giunto il momento di staccare la spina?</p>
<p>Stiamo parlando di numeri simili a impressioni pubblicitarie, paragonabili a spazi e visibilità televisiva &#8220;un po&#8217; per tutti&#8221; o di qualcosa di molto più importante e suscettibile? Di utenti, di persone che improvvisamente si sentono tradite e usate come semplici numeri?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/chiudere-account-twitter">Strategie di Uscita dai Social Network</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/chiudere-account-twitter/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando Dovresti Pianificare i Tuoi Obiettivi sui Social Media?</title>
		<link>http://francescogavello.it/quando-pianificare-obiettivi-social-media</link>
		<comments>http://francescogavello.it/quando-pianificare-obiettivi-social-media#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23649</guid>
		<description><![CDATA[<p>



Ogni brand che si rispetti, quando si tratta di scendere in campo e proporsi come presenza attiva sui social media, deve avere una strategia.
Pianificare le metriche, valutare gli obiettivi, mettere un mattoncino sopra l&#8217;altro con una visione globale in mente.
Suona quasi banale a scriverlo, vero?
Eppure, non tutti la pensano esattamente ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/quando-pianificare-obiettivi-social-media">Quando Dovresti Pianificare i Tuoi Obiettivi sui Social Media?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield" style="float: left; height: 340px; width: 340px;">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/pianificare-obiettivi-social-media.jpg" alt="Come pianificare obiettivi Facebook e Twitter" title="pianificare-obiettivi-social-media" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-23680" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Ogni brand che si rispetti, quando si tratta di scendere in campo e proporsi come presenza attiva sui social media, deve avere una strategia.</p>
<p>Pianificare le metriche, valutare gli obiettivi, mettere un mattoncino sopra l&#8217;altro con una visione globale in mente.</p>
<p>Suona quasi banale a scriverlo, vero?</p>
<p>Eppure, non tutti la pensano esattamente così.</p>
<p>È suonata piuttosto strana <a href="http://www.convinceandconvert.com/social-media-strategy/is-social-media-strategy-required-or-redundant/">ad alcuni</a> l&#8217;affermazione di Guy Kawasaki pronunciata <a href="http://www.inc.com/eric-markowitz/guy-kawasaki-dont-plan-your-social-media-just-do-it.html">durante un intervista</a> a Inc.com riguardante <strong>la strategia che un brand dovrebbe adottare</strong> nel rapportarsi ai social media.</p>
<p>L&#8217;affermazione in questione era:</p>
<blockquote><p>Just dive in. Dive in to Facebook or Google+ or Twitter. Create a personal account and test the water. See what those sensibilities are, and just have at it. This is very different than the typical expert telling you that you first have to set your strategy and your goals and have this massive document and a working plan. I think that&#8217;s a mistake. It&#8217;s very difficult to create goals and strategies for something like Google+ or Facebook or Twitter if you&#8217;re not familiar with Google+, Facebook, and Twitter.</p></blockquote>
<p>ovvero:</p>
<blockquote><p>Tuffatici dentro. Tuffati in Facebook, Google+ o Twitter. Crea un account personale e testa le acque. Valuta quali siano le sensibilità e inizia ad averci a che fare. Tutto ciò è molto diverso dal classico esperto che ti dice che devi prima di tutto impostare la tua strategia e i tuoi obiettivi e avere questo enorme documento e un piano d&#8217;azione. Penso sia un errore. È molto difficile creare obiettivi e strategie per qualcosa come Google+ o Facebook o Twitter se non sei a tuo agio con Google+, Facebook o Twitter.</p></blockquote>
<p>Davvero per un brand è sufficiente <em>tuffarcisi dentro</em>?</p>
<p>Da un lato, viene da pensare (come lo stesso Jay di Convince&#038;Convert nel primo link lassù in alto) che le strategie sui social media, in senso stretto, non esistano. Esiste (dovrebbe esistere) una strategia di business in senso più ampio, in grado di venire declinata su diversi mezzi che tornino di volta in volta efficaci per raggiungere degli obiettivi.</p>
<p>Parlare quindi di una &#8220;strategia per Twitter&#8221; (o Facebook, o Google Plus) rischia di diventare fuorviante per chi -l&#8217;azienda- può non sapere esattamente come pesare le parole. Ma davvero si può pensare di <strong>eliminare del tutto un piano d&#8217;azione</strong> perché non è possibile definire gli obiettivi sui social media senza averli vissuti a fondo?</p>
<p>D&#8217;altro canto, forse è necessario davvero tuffarcisi, sui social. Facendo errori, sperimentando, cercando di interpretare i bisogni del proprio brand prima ancora di ricercare il supporto di un partner o consulente esperto.</p>
<p>Ma hey, non è proprio il lavoro di un consulente esperto evitare gli scivoloni, tanto probabili quanto penalizzanti per chi cerca di ritagliarsi un proprio spazio su social sempre più affollati e attenti a come si comportano i brand?</p>
<p>La risposta ai due approcci potrebbe variare sulla spinta di una sorta di &#8220;credibilità acquisita&#8221;. Brand che già godono di visibilità riflessa, o che non avrebbero bisogno di investire davvero sui social potrebbero essere più interessate a giocherellare, sperimentare, navigare a vista.</p>
<p>Ma tutti gli altri? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Immagine: @ Fotolia &#8211; <a href="http://it.fotolia.com/id/3384019">ioannis kounadeas</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/quando-pianificare-obiettivi-social-media">Quando Dovresti Pianificare i Tuoi Obiettivi sui Social Media?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/quando-pianificare-obiettivi-social-media/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Aziende Non Conoscono il Potere dell&#8217;Influenza. Ma Dovranno Farlo.</title>
		<link>http://francescogavello.it/aziende-digital-influence-report</link>
		<comments>http://francescogavello.it/aziende-digital-influence-report#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 03:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23566</guid>
		<description><![CDATA[<p>
È di Brian Solis il report &#8220;The Rise Of Digital Influence&#8220;. L&#8217;analista di Altimeter Group ha deciso di sintetizzare in 33 pagine lo stato attuale della cosiddetta influenza sui social network.
Alzi la mano chi non ha mai messo piede in Klout. O in uno dei tanti -sono ben 14 quelli ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/aziende-digital-influence-report">Le Aziende Non Conoscono il Potere dell&#8217;Influenza. Ma Dovranno Farlo.</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/migliorare-influenza-sociale.jpg" alt="Come migliorare influenza social network" title="migliorare-influenza-sociale" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-23589" /></p>
<p>È di Brian Solis il report &#8220;<a href="http://www.slideshare.net/Altimeter/the-rise-of-digital-influence">The Rise Of Digital Influence</a>&#8220;. L&#8217;analista di Altimeter Group ha deciso di sintetizzare in 33 pagine lo stato attuale della cosiddetta <em>influenza sui social network.</em></p>
<p>Alzi la mano chi non ha mai messo piede in <a href="http://francescogavello.it/klout-influenza-twitter">Klout.</a> O in uno dei tanti -sono ben 14 quelli analizzati da Brian- servizi equivalenti e più settoriali dedicati al <strong>misurare il potenziale sociale di un brand.</strong></p>
<p>Tre quindi le &#8220;R&#8221; che a dire dell&#8217;autore diventa fondamentale considerare: <strong>Reach</strong>, <strong>Relevance</strong> e <strong>Resonance</strong>. In base all&#8217;attenzione che un brand vorrà investire nell&#8217;analizzare la propria potenza distributiva, rilevanza pura o risonanza (il tempo di permanenza in rete di un&#8217;azione) diversi saranno i tool più indicati.</p>
<ul>
<li>Cos&#8217;è l&#8217;influenza, e come si rende qualcuno influente?</li>
<li>Chi è influente sui social, e perché lo è?</li>
<li>Come riconosco il &#8220;potenziale di influenza&#8221;?</li>
<li>Come si lega il passaparola a un business come il mio?</li>
<li>Come misuro l&#8217;interazione con i miei clienti più influenti?</li>
</ul>
<p>Ecco ciò che Brian cerca di definire, partendo da tre basi.</p>
<p><span id="more-23566"></span></p>
<ul>
<li><strong>I brand agiscono al contrario.</strong> Cercano di far salire il punteggio senza invece soffermarsi sul comprendere come quel punteggio viene generato. Che accidenti vuol dire &#8220;56&#8243; su uno dei tanti tool disponibili?</li>
<li><strong>I dati di questi network peccano di precisione</strong>, ma la precisione stessa sarà allo stesso tempo il più importante fattore che vedremo crescere nei prossimi tempi. E che giocherà un ruolo rilevante per influencer e utenti finali.</li>
<li><strong>I brand dovranno adottare un approccio a lungo termine</strong> per l&#8217;utilizzo di questi tool. Non potranno venire usati come semplici &#8220;contatori&#8221; ma dovranno far scaturire una maggiore consapevolezza in chi ne farà uso.</li>
</ul>
<p>Il report è liberamente disponibile su SlideShare (o direttamente qui sotto), anche per il download; è facilmente fruibile anche a chi non digerisca un inglese troppo tecnico e <strong>presenta in coda un ottimo appendice</strong> in cui ognuno dei 14 network analizzati -tra cui Klout, Kred, PeerIndex, TweetLevel e TweetReach per citarne alcuni- viene descritto per potenzialità e peculiarità. Buona lettura! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div style="width:668px" id="__ss_12083493"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/Altimeter/the-rise-of-digital-influence" title="The Rise of Digital Influence" target="_blank">The Rise of Digital Influence</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12083493" width="668" height="714" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"></div>
</div>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/aziende-digital-influence-report">Le Aziende Non Conoscono il Potere dell&#8217;Influenza. Ma Dovranno Farlo.</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/aziende-digital-influence-report/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non Aggiustarlo Finché Non è Rotto</title>
		<link>http://francescogavello.it/non-aggiustarlo-finche-non-e-rotto</link>
		<comments>http://francescogavello.it/non-aggiustarlo-finche-non-e-rotto#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 04:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Pinterest]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=23564</guid>
		<description><![CDATA[<p>
C&#8217;era una volta Pinterest.
Con le sue board, con le sue nuove idee, con le sue numerose possibilità di colpire i brand come prima d&#8217;allora non c&#8217;era riuscito nessun&#8217;altro in così poco tempo. E c&#8217;erano, per l&#8217;appunto, le pagine profilo che ospitavano le suddette board.
Le persone che solcavano le pagine del ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/non-aggiustarlo-finche-non-e-rotto">Non Aggiustarlo Finché Non è Rotto</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/redesign-profili-pinterest.jpg" alt="Redesign dei profili di Pinterest" title="redesign-profili-pinterest" width="320" height="81" class="alignleft size-full wp-image-23575" /></p>
<p>C&#8217;era una volta Pinterest.</p>
<p>Con le sue board, con le sue nuove idee, con le sue numerose possibilità di colpire i brand come prima d&#8217;allora non c&#8217;era riuscito nessun&#8217;altro in così poco tempo. E c&#8217;erano, per l&#8217;appunto, <strong>le pagine profilo</strong> che ospitavano le suddette board.</p>
<p>Le persone che solcavano le pagine del social le curavano, affinché fossero esattamente in linea con ciò che volevano ottenere.</p>
<p>Poi, tutto d&#8217;un tratto sono state, hem, <a href="http://blog.pinterest.com/post/19401868246/pinterest-profile-a-more-visual-you">migliorate</a>.</p>
<p><span id="more-23564"></span></p>
<p>(<a href="http://techcrunch.com/2012/03/21/it-wasnt-broke-but-pinterest-fixed-it-now-users-hate-it/">TechCrunch racconta</a> tutti i dettagli della vicenda.)</p>
<p>Capita di tanto in tanto che si senta il bisogno di rivedere qualche meccanica, logora o abusata per mantenersi un passo avanti su tutti gli altri. Rimanere statici, sul web, per quanto buoni siano i tuoi contenuti o le tue idee di fondo, può essere rischioso.</p>
<p>Il fatto è che <strong>la cosa a molti non è davvero andata giù.</strong></p>
<p>La risposta generica al redesign dei profili di Pinterest è passata da un generico <em>chissenefrega</em> a un vero e proprio coro di dissensi che da un lato puntava alla bruttezza del (re)design in sé -reo di imitare una certa Timeline-, dall&#8217;altro soffriva di una mancata comunicazione del brand verso la risposta generata.</p>
<p>E allora ti tornano in mente le parole del titolo lassù in alto.</p>
<h2>Equilibri</h2>
<p>E ti chiedi da che parte stare.</p>
<p>Dalla parte di chi si mantiene saldo sulle proprie posizioni fino a che non c&#8217;è un preciso stimolo esterno a generare il cambiamento, o dalla parte di chi, senza apparente motivo, rimescola le carte in gioco rimanendone scottato?</p>
<p>Davvero conviene premiare sempre e solo chi osa, chi azzarda, senza tenere conto di quanto questo già possiede e può rischiare?</p>
<p>Si potrebbe pensare che quando possiedi una startup in così forte ascesa, lasciare qualcosa di intentato sia semplicemente da pazzi. Se anche solo immagini di poter ottenere un qualche tipo di miglioramento dal ripensare una feature o un pezzo della tua immagine, la valuti e la metti in pratica. Senza perdere troppo tempo. Senza girarci troppo intorno.</p>
<p>Eppure, <strong>aggiustare qualcosa che non solo non è rotto, ma sta già funzionando più che bene</strong>, rischia di passare sopra al buonsenso con un rullo compressore.</p>
<p>La cosa vale su più ordini di grandezza, sia che si gestisca una piccola o grande startup, sia che si abbia a che fare con la gestione di un personal brand sul web. Puoi lasciar lievitare ciò che hai già fatto, o rinnovare qualcosa di tanto in tanto anche senza una precisa motivazione.</p>
<p>Entrambe le situazioni presentano vantaggi e svantaggi.<br />
Tu da che parte stai? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/non-aggiustarlo-finche-non-e-rotto">Non Aggiustarlo Finché Non è Rotto</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://francescogavello.it/non-aggiustarlo-finche-non-e-rotto/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

