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	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Scrivere Contenuti</title>
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		<title>Assumi che i Tuoi Clienti &#8230;Non Sappiano Nulla (di te)</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.
“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/strategia-editoriale-blog">Assumi che i Tuoi Clienti &#8230;Non Sappiano Nulla (di te)</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/pianificare-contenuti-editoriali-blog.jpg" alt="Pianificare contenuti editoriali per blog aziendale" title="pianificare-contenuti-editoriali-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22788" /></p>
<p>Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.</p>
<blockquote><p>“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ma su tutto il resto credo di apparire banale e scontato. Come pianifico contenuti pertinenti per il mio business?”</p></blockquote>
<p>È un po&#8217; il ragionamento secondo cui una strategia editoriale sia fatta di qualche magico segreto e innata creatività, tale che solo chi ne detiene la giusta conoscenza possa effettivamente iniziare a pianificarla.</p>
<p>Stupidaggini.</p>
<p>Una strategia editoriale è semplice buon senso applicato alla rete e al modo in cui le persone (non) si ricordano di noi. E la prima risposta al problema di cui sopra risiede in una singola affermazione.</p>
<p><span id="more-22774"></span></p>
<p><strong>Considera i tuoi clienti come se non ricordassero mai nulla di te.</strong></p>
<p>Esatto. Come se non ricordassero proprio quell’ottimo post che hai scritto una settimana fa. Come se gli fossero sfuggiti, dannazione, tutti gli ultimi giorni che hai passato a promuovere il tuo nuovo prodotto sui social media.</p>
<p>Perché?<br />
Perché nella maggior parte dei casi, è esattamente così.</p>
<p>E non si tratta di una qualche ingiustizia nei tuoi confronti. Capita da sempre. Ed è semplicemente il modo in cui noi utenti ci poniamo di fronte a una così grande mole di informazioni delle quali può essere piena la rete odierna.</p>
<p>Cercare di inseguire una sorta di &#8220;saggia austerità&#8221; nei confronti di chi ci legge, data dalla riflessione che hey, tutto sommato i nostri utenti già sappiano più o meno tutto di noi, non farà altro che generare una crescente frustrazione da carenza di contenuti papabili.</p>
<p>Ci sono professionisti che si limitano ad accennare timidamente ciò di cui si occupano in qualche remota sotto-pagina dei loro blog. E che non nominano mai le loro competenze su un social che sia uno. Abbiamo aziende dall’assoluto valore e carisma (almeno, dietro le quinte e fuori dal web) che trasmettono un’immagine formale e impostata solamente per il terrore di annoiare gli utenti ancora con i “soliti contenuti che hanno già sicuramente letto nella sottosezione C del menù secondario”.</p>
<p>Contenuti che, come detto, risulterebbero nella stragrande maggioranza dei casi una gran bella novità da leggere.</p>
<h3>Ciao, ti conosco?</h3>
<p>Non c’è motivo di apparire il “grande segreto” in rete. <strong>Nessuno si prenderà il tempo e il modo di strapparti di dosso le informazioni di cui hai bisogno.</strong> A meno che tu non sia davvero un grande nome (e anche in questo caso ho qualche dubbio in merito). Spesso, come freelance e pmi, come privati e grandi aziende, una veloce occhiata è tutto ciò che ci è concesso da parte di nuovi partner, clienti, lettori.</p>
<p>Assumere che il nostro prossimo lettore (o cliente, o partner) non sappia nulla di noi e di quanto abbiamo fatto in passato è il miglior modo per iniziare a costruire a cuor leggero una comunicazione fresca e personale, che mostra e dettaglia con chiarezza il nostro business non nascondendolo dietro al solito sipario.</p>
<p>Hai mai pensato a quanto i tuoi lettori sanno di te, dei tuoi obiettivi, dei tuoi retroscena che hai sempre trascurato di comunicare perché &#8220;tanto queste cose, chi mi conosce, le sa già&#8221;?</p>
<p>foto: © <a href="http://it.fotolia.com/id/5117029">Fotolia.com</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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		<title>Come Creare Post in Serie</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Hai mai vissuto quella sensazione per cui senti che i tuoi articoli, presi singolarmente, non bastino più per contenere tutto ciò che vorresti dire rispetto a un argomento? Sai, quando per ogni articolo che scrivi ne servirebbe immediatamente un altro, pronto ad approfondire un particolare aspetto del precedente.
Ecco.
È l&#8217;ora di ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/creare-serie-articoli.jpg" alt="Creare una serie di post sul blog" title="creare-serie-articoli" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22761" /></p>
<p>Hai mai vissuto quella sensazione per cui senti che i tuoi articoli, presi singolarmente, non bastino più per contenere tutto ciò che vorresti dire rispetto a un argomento? Sai, quando per ogni articolo che scrivi ne servirebbe immediatamente un altro, pronto ad approfondire un particolare aspetto del precedente.</p>
<p>Ecco.<br />
È l&#8217;ora di creare una serie di post. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Perché creare una serie di articoli</h2>
<p>Ci sono diversi motivi per creare una serie di post. Il più immediato può essere semplicemente quello di voler raccontare qualcosa di lungo e complesso ai tuoi lettori senza puntare direttamente al &#8220;post pilastro&#8221;. Suddividendo in più capitoli un argomento vasto e sfaccettato ti assicuri di poter concentrare l&#8217;attenzione di volta in volta solo verso uno specifico aspetto.</p>
<p>Oppure potrebbe dipendere dalla necessità di voler fidelizzare i tuoi lettori al di là del singolo e &#8220;inaspettato&#8221; post quotidiano. Molti portali lavorano già in maniera ottima proponendo un appuntamento settimanale, legato a precisi aspetti della vita quotidiana (cinema, tv, cucina, eventi sul territorio) che i lettori sanno presentarsi con puntualità.</p>
<p>Creare una serie di articoli a tema non è affatto difficile e può darti grandi soddisfazioni soprattutto se stai cercando di &#8220;mettere ordine&#8221; in una nicchia complessa e in cui senti di avere molto più da dire che il semplice commentare la novità o lo strumento di turno.</p>
<p>Ecco come puoi fare.</p>
<h3>1. Identifica una necessità</h3>
<p>Se possiedi un blog da più di qualche mese, avrai già abbastanza chiari in mente i motivi per cui i tuoi lettori sono &#8230;beh, i tuoi lettori. Cosa cercano da te? Perché si trattengono sulle tue pagine e cosa li spinge ad avviare le discussioni tra i commenti?</p>
<p>Prima ancora di capire come sviluppare al meglio una serie di post, cerca di identificare una buona necessità che da essi potrebbe essere soddisfatta. Cos&#8217;è che, al momento, alcuni dei tuoi singoli articoli non riescono a coprire con la dovuta efficacia?</p>
<h3>2. Scegli il tuo approccio</h3>
<p>Meglio un post puramente testuale -stai cercando di pubblicare un racconto breve in più parti- o una serie di immagini per il tuo roundup di ispirazioni creative domenicali? O ancora, hai bisogno di un particolare plugin per la tua selezione dei &#8220;3 Snippet di Codice per WordPress che forse non conoscevi ancora&#8221; riservata al mercoledì?</p>
<p>Quale che sia la necessità che stai cercando di coprire, cerca di stabilire l&#8217;approccio migliore e attieniti strettamente ad esso, dando a questo approccio la forma più assimilabile che puoi. Più un post in serie è, effettivamente, pensato come parte di una serie coerente, più risulterà efficace.</p>
<h3>3. Imposta una buona periodicità</h3>
<p>Detto questo, stabilisci quanto di frequente questo appuntamento dovrebbe presentarsi sulle tua pagine. Se la tua serie è rivolta al mostrare uno specifico approccio alla risoluzione di un problema, potresti voler concentrare la sua pubblicazione nell&#8217;arco di solo pochi giorni. Una sorta di esplosione controllata di molti post a tema, pensati per concludersi nel giro di una decina di giorni.</p>
<p>Se la tua serie è invece rivolta al selezionare contenuti o al rispondere alle domande ricevute con periodicità, una pubblicazione più diluita verrà probabilmente percepita meglio.</p>
<p>Non sottovalutare però l&#8217;altro lato della medaglia. Annunciare a gran voce l&#8217;arrivo sulle tue pagine di una corposa serie dedicata, per esempio, ai mille utilizzi del cioccolato in cucina, potrebbe esaltare metà dei tuoi utenti così come allontanare l&#8217;altra metà per tutta la durata dell&#8217;iniziativa. Molto meglio, se ne hai l&#8217;occasione, alternare ai post-in-serie i tuoi cari e vecchi articoli di sempre.</p>
<h3>4. Sviluppa un metodo di lavoro efficace</h3>
<p>Avrai costantemente bisogno di tre nuove immagini per ogni post della tua serie? O forse punterai, in fase di costruzione, sul presentare testo e codice di ogni articolo secondo un particolare modello?</p>
<p>Sviluppare un metodo di lavoro, sia questo una banale macro in Photoshop o un mockup da riutilizzare per le tue immagini a contorno ti aiuterà ad essere più veloce e produttivo in quello che dovrà essere un lavoro che vorrai fare, si spera, a lungo e con coerenza.</p>
<h3>5. Ottimizza i risultati</h3>
<p>Una volta che la tua serie di post (o le tue serie di post) avranno preso il via e arriveranno a prevedere almeno 5-7 contenuti interni ciascuno, sarà giunto il momento di ottimizzare il valore assemblato.</p>
<p>Potrai creare delle pagine ex-novo, a mo&#8217; di cappello per tutti questi contenuti. Potrai creare dei piccoli archivi tematici da presentare in sidebar. Oppure potrai organizzare <a href="http://francescogavello.it/visualizzare-pagine-figlie-shortcode">una singola pagina che raggruppi tutti i post</a> di una certa categoria e lasciare che sia questa una fonte di ingresso per potenziali nuovi lettori.</p>
<h2>La serie Welcome Weekend</h2>
<p>Questo è ciò che ho fatto con la serie <a href="http://francescogavello.it/welcome-weekend-domande-risposte-marketing">Welcome Weekend</a>, da tempo in giro su queste pagine. Ho definito un problema, ovvero il fatto che diverse persone avessero molte più cose da chiedere di quante gli articoli riuscissero a soddisfare. Ho stabilito uno strumento, un piccolo post in cui la citazione è il contenuto iniziale e una breve risposta la chiusura.</p>
<p>Ho poi stabilito la periodicità, aggiungendo un solo post alla mia pianificazione settimanale (passando da tre a quattro articoli). Il giorno del sabato è stato stabilito in quanto non particolarmente affossato da un calo di visite fisiologico. Infine, per rendere tutto il più agevole possibile per il sottoscritto, ho sviluppato un modello in PSD e un paio di macro per organizzare la relativa immagine a contorno. E voilà, il Welcome Weekend era nato con poco sforzo e con grande guadagno per i lettori.</p>
<p>Hai mai pensato di lanciare una serie di post, o un appuntamento periodico di diverso tipo sul tuo blog o sito web? In caso affermativo, com&#8217;è andata? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/23950335@N07/5506637899/">Maximus_W</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>La Singola Ragione per la Quale Non Ottieni Commenti</title>
		<link>http://francescogavello.it/la-singola-ragione-per-la-quale-non-ottieni-commenti-sul-tuo-blog</link>
		<comments>http://francescogavello.it/la-singola-ragione-per-la-quale-non-ottieni-commenti-sul-tuo-blog#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
C’è questa convinzione per cui tutti i blog dovrebbero poter ottenere commenti.
Scrivi, pubblicizza e spingi i tuoi articoli e i commenti arriveranno.
Se non arrivano, è colpa dei social network.
Che hanno ucciso i blog.
Di nuovo.
Eppure, qualcuno questi dannati commenti li riceve.
Come fanno? Quale segreto hanno scoperto?
Oggi te lo racconto.
Ed è più semplice ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/perche-non-ottengo-commenti.jpg" alt="Come mai non commentano sul blog?" title="perche-non-ottengo-commenti" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22276" /></p>
<p>C’è questa convinzione per cui tutti i blog dovrebbero poter ottenere commenti.</p>
<p>Scrivi, pubblicizza e spingi i tuoi articoli e i commenti arriveranno.</p>
<p>Se non arrivano, è colpa dei social network.<br />
Che hanno ucciso i blog.</p>
<p>Di nuovo.</p>
<p>Eppure, qualcuno questi dannati commenti li riceve.<br />
Come fanno? Quale segreto hanno scoperto?</p>
<p>Oggi te lo racconto.<br />
Ed è più semplice di quanto pensi.</p>
<p>(respira)</p>
<p>I tuoi contenuti non ricevono commenti perché <strong>i tuoi contenuti non lo permettono.</strong></p>
<p><span id="more-22254"></span></p>
<p>(respira ancora)</p>
<p>Tutto qui? Tutto qui.</p>
<p>Ricevo quasi quotidianamente richieste per dare uno sguardo a questo o a quel blog e di lasciare un paio di tips ai relativi tenutari così da aiutarli a crescere. Nella stragrande maggioranza dei casi, nessuno di questi riceve oltre i due/tre commenti al mese. Quando non si tratta soltanto di trackback di qualche spamblog di passaggio.</p>
<p>Perché?<br />
Perché i contenuti non lo permettono, dicevo.</p>
<p>Perché durante la pianificazione dei contenuti, si è scelta la strada semplice. La strada semplice e comoda, ma che non sposta di un centimetro la mente dei lettori.</p>
<p>Mi spiego.</p>
<p>Se metà della tua homepage mi riporta la stessa serie di “news” che ho già letto sui due o tre portali di riferimento in Italia, difficilmente avrò (ancora) qualcosa da commentare e ancora più difficilmente vorrò farlo su un neonato blog.</p>
<p>Se i tuoi articoli sono mere segnalazioni, funzionali a spedire i lettori verso questo o quell’indirizzo, difficilmente questi si sentiranno così motivati a lasciare un loro feedback.</p>
<p>Se manca una vera domanda alla fine di quasi tutti gli articoli, ancora più raramente cercherò di entrare in sintonia con l’autore, usando il post per quello che è, ovvero informazione da prendere e masticare altrove. Se manca una buona domanda al termine, non so quanto mi sentirò incline a dire la mia. Se il post è troppo tecnico non vorrò espormi per non lasciare una traccia ridicola di me stesso in rete. Se il post è una sorta di riflessione fine a sé stessa non saprò bene da dove iniziare e rimanderò all’infinito l’avvio di una discussione. No, troppo complicato.</p>
<p>Credo da sempre (e queste pagine me lo confermano) che <strong>i lettori abbiano una gran voglia di commentare.</strong> Con tanti saluti ai social network, le persone che ti leggono hanno mille domande, dubbi e questioni da condividere con gli altri.</p>
<p>Lo vogliono fare.<br />
Solo, spesso non gli diamo la possibilità di farlo.</p>
<p>Gli forniamo news trite e ritrite. Perché sono comode da scriverre e ci espongono poco. Gli diamo in pasto qualche paragrafo copia-incollato o tradotto da altri blog più famosi e ci stupiamo se quei post affondano in homepage senza aver lasciato nulla al mondo.</p>
<p>Presentiamo dei dati senza dargli un taglio critico. Senza parlare in prima persona riportando al massimo opinioni altrui. Rendendo il tutto dannatamente difficile da commentare.</p>
<p>Scrivere su un blog è semplice e complicatissimo allo stesso tempo.</p>
<p>Semplice, perché non richiede altro che avere qualcosa di interessante da dire. Complicato, perché per scatenare qualcosa di genuino tra i lettori bisogna curarsi di come si presenta il messaggio, di qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Di come <strong>dare la possibilità a chi ci legge di commentare nel miglior modo possibile.</strong></p>
<p>Una buona metrica, ancora una volta semplicissima, è quella di guardare ai propri ultimi 5-6 articoli con zero commenti e chiedersi: <em>“Ok, io come avrei commentato questa roba?”</em>, <em>“Che tipo di risposte mi sarei aspettato, ma che non sono arrivate?”</em>, <em>“Qual è la migliore risposta che avrei voluto ottenere?”</em>.</p>
<p>Se nessuna di queste domande ti sembra possa trovare una risposta soddisfacente, probabilmente è solo perché quei contenuti, come dicevo, non lo hanno reso possibile.</p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>5 Approcci che Renderanno i tuoi Prossimi Post Più Veloci da Leggere</title>
		<link>http://francescogavello.it/5-consigli-scrivere-post-velocemente</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Come sa chi mi segue da un pezzo, non credo che i social network siano mai stati i presunti killer “stagionali” che a ogni pie&#8217; sospinto mirano a far secchi i nostri amati blog.
Ciononostante, scrivere in rete è sempre più difficile.
Essere incisivi, con una comunque ferrea competizione in atto, è ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/scrivere-articoli-piu-velocemente.jpg" alt="Scrivere articoli più in fretta" title="scrivere-articoli-piu-velocemente" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22312" /></p>
<p>Come sa chi mi segue da un pezzo, non credo che i social network siano mai stati i presunti killer “stagionali” che a ogni pie&#8217; sospinto mirano a far secchi i nostri amati blog.</p>
<p>Ciononostante, scrivere in rete è sempre più difficile.</p>
<p>Essere incisivi, con una comunque ferrea competizione in atto, è questione non solo di padroneggiare l&#8217;argomento, quanto di conoscere le precise logiche che sostengono un buon contenuto.  Anche (e soprattutto) per rendere il proprio processo di scrittura rapido, efficiente e durevole nel tempo.</p>
<p>Come iniziare quindi il nuovo anno al meglio, iniziando a scrivere in modo da facilitare le cose ai nostri nuovi lettori? Ecco come!</p>
<p><span id="more-22172"></span></p>
<h2>1. Inizia dal centro</h2>
<p>Nessuno legge interamente i tuoi post, questo dovresti saperlo. Molti si limiteranno ad assaporarne i grassetti, altri a scansionare le liste o i titoli, in cerca di qualche buon motivo per restare nei paraggi.</p>
<p>Inizia quindi dal centro del discorso. </p>
<p>Questo stesso post è stato scritto partendo dai titoli di secondo livello, rifinendo poi introduzione e chiusura. Iniziando da ciò che davvero conta, ti assicuri che il succo del messaggio non vada perso dopo ore spese nel trovare il giusto incipit o quella citazione che tanto volevi riportare.</p>
<h2>2. Usa le liste</h2>
<p>Le liste sono potenti. Permettono di far passare una valanga di concetti in poco spazio, graficamente separato dal resto del discorso e in grado di far digerire lunghi articoli senza colpo ferire.</p>
<p>Usa liste di 5-7 elementi al massimo. Se devi contrapporre un paio di concetti, anche liste di due soli elementi possono andar bene. Usa le liste anche quando parliamo dei tuoi titoli. Numera come ho fatto io in questo stesso post i titoli dei diversi blocchi concettuali per avere più flessibilità e non dover sottostare sempre e solo al classico elenco puntato.</p>
<h2>3. Non usare troppe liste</h2>
<p>Tuttavia, usare quattro o cinque blocchi lista per un solo articolo può essere controproducente. Le liste dovrebbero essere il momento in cui rilassare l’occhio e trasmettere il vero succo del discorso, non la struttura portante del post intero.</p>
<p>Assicurati, quando usi le liste puntate, di limitarti a uno, due blocchi lista per articolo, e di distribuire i restanti concetti in adeguati paragrafi prima o dopo di esse. È più o meno la storia dei grandi poteri e delle grandi responsabilità. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>4. Rileggi i post dalla pagina pubblicata</h2>
<p>Molti blogger si limitano a controllare i propri articoli dalla dashboard e pubblicarli non appena questi sembrano pronti. Ciò non solo è sbagliato ma non tiene conto della percezione degli articoli da parte di chi la dashboard non la vedrà neppure con il binocolo.</p>
<p>Rileggi i tuoi articoli prima di premere su Pubblica almeno due volte: dalla dashboard e dalla pagina finita. </p>
<p>Sistema frasi che vanno a capo troppo presto, separa o accorpa più paragrafi per render più agevole la lettura. Più lettori riescono ad arrivare alla fine dei tuoi post, <strong>più possibilità hai che questi lascino un commento</strong> e inneschino una discussione positiva.</p>
<h2>5. Scrivi una buona conclusione</h2>
<p>Un buon articolo perde metà delle potenzialità senza una buona conclusione.</p>
<p>Non cercare di scrivere il post definitivo a cui non serva aggiungere nulla, ma lavora invece per creare un buon incipit, un buon punto di vista iniziale, per lasciare che il resto dei lettori completino ciò che manca.</p>
<p>Per avviare questo processo, ipotizza alcune soluzioni mettendoti &#8230;nei loro panni.</p>
<p>Per esempio, quante volte non hai ottenuto commenti soltanto perché hai sbagliato l&#8217;approccio, troppo tecnico o troppo basilare, all&#8217;argomento? Hai già preso l’abitudine di inserire un paio di buone domande, con esempi concreti, direttamente in fondo dei tuoi articoli?</p>
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/5-consigli-scrivere-post-velocemente">5 Approcci che Renderanno i tuoi Prossimi Post Più Veloci da Leggere</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<title>Diventare uno Scrittore di Successo? Se Hai Scritto un Buon Libro, Ecco il Metodo Migliore</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Monetizzare Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questo è un guest post di Emanuele Properzi. Ho avuto modo di valutare in anteprima il suo ultimo progetto, chiamato BESTSELLER COURSE (sì, tutto maiuscolo) e l&#8217;ho trovato decisamente interessante. Soprattutto per la passione che da tempo Emanuele riversa nello studio delle tecniche di promozione libraria. Ah, le iscrizioni al ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è un guest post di Emanuele Properzi. Ho avuto modo di valutare in anteprima il suo ultimo progetto, chiamato BESTSELLER COURSE (sì, tutto maiuscolo) e l&#8217;ho trovato decisamente interessante. Soprattutto per la passione che da tempo Emanuele riversa nello studio delle tecniche di promozione libraria. Ah, le iscrizioni al suo corso terminano a 50. Buona lettura!</em></p>
<p>Dopo due anni di confronti con decine di scrittori, intensi studi e numerose prove <em>sul campo</em>, sono arrivato a una conclusione che ti farà storcere la bocca.</p>
<p>Una premessa: non sto a scrivere sul portale di Francesco per lanciare provocazioni, ma sono qui solo per condividere in modo trasparente e oggettivo il mio pensiero.</p>
<p>La conclusione cui sono giunto dopo tutto il lavoro che ho svolto, è che se un autore ha scritto un buon libro, che abbia contenuti attuali, originali e scorrevoli (pubblicato sia con una casa editrice sia col self publishing), che è presentato in un formato accettabile ed è sufficientemente distribuito, il numero di copie che può vendere di tale libro è linearmente dipendente dalla qualità e dalla durata del marketing che verrà fatto (sia per l&#8217;autopromozione che per il marketing affidato a terzi), a patto che il marketing sia “di un certo tipo”.</p>
<p>Ogni editore, agente letterario, esperto editoriale avrebbe voglia ora di prendermi a calci, ma io non ho paura di esprimere la mia opinione, seppur ammetto che è rivoluzionaria.</p>
<h2>Una tesi rivoluzionaria, che tutti prenderebbero a calci</h2>
<p>Ciò che noi tutti conosciamo è il ciclo di vita di un libro, che parte dal lancio dello stesso, seguito da un picco di vendite iniziale, da un periodo di mantenimento dei risultati di mercato e poi da un inesorabile calo del desiderio dei potenziali lettori di acquistare il libro in questione. Sembra che questo sia l&#8217;ineluttabile destino di tutti i libri.</p>
<p>Eppure ci sono casi editoriali che sfuggono da queste legge, ci sono libri che sembrano resuscitare dal nulla e dopo anni passati in dimenticatoio svettano nelle classifiche di vendita. Quali sono le dinamiche che stabiliscono questi anomali flussi editoriali?<br />
La natura di queste dinamiche è pressoché sconosciuta.</p>
<p>In Italia da indagini ISTAT solo una persona su tre legge più di tre libri all&#8217;anno.<br />
Un libro non è quindi un pezzo di pane, non è un bene consumato da tutti, ma solo da un piccola fetta del potenziale mercato.</p>
<p>In Italia si pubblicano decine di migliaia di nuovi titoli all&#8217;anno, gli autori che si autopubblicano sono in forte crescita così come le case editrici che godono dell&#8217;abbattimento dei costi derivato dall&#8217;avvento del digitale e la pubblicazione di ebook sta letteralmente volando.</p>
<p>Ma che razza di mercato è mai questo? Non è così assurdo sostenere che ci sono più autori che lettori, no: non è così assurdo.</p>
<p>L&#8217;assioma rivoluzionario che funge da preambolo a questo post (più marketing “di un certo tipo” con un buon libro = sempre più vendite), sembra infrangersi fragorosamente se contestualizzato all&#8217;interno delle statistiche che caratterizzano un mercato così follemente sbilanciato.</p>
<h2>Il paradosso del fiume di concorrenza omologata che favorisce anziché affogare</h2>
<p>Eppure sono qua a scriverti che paradossalmente questo scenario editoriale avvilente per chi cerca di emergere con il proprio libro, favorisce ancora più un autore che riesce a distinguersi con un marketing di “un certo tipo”.</p>
<p>In un breve post non riuscirò di sicuro a difendere esaustivamente la mia tesi, per questo motivo che ho costruito un corso costituito da più di 300 pagine (BESTSELLER COURSE), ma ora voglio darti comunque alcuni spunti di riflessione.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/promozione-ebook-strategia.jpg" alt="Come promuovere un libro in rete?" title="promozione-ebook-strategia" width="668" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-22273" /></p>
<p>Supponi che ci siano 70.000 nuovi autori ogni anno in Italia. Realisticamente gran parte della case editrici che tipo di promozione possono fare ai propri libri sapendo che nel breve ne pubblicheranno altri, che nello stesso periodo in cui ne lanciano uno, altre 100 case editrici ne lanciano un altro dello stesso genere? Possono fare realisticamente un marketing a breve termine, solitamente al  massimo a 6/8 mesi. Altrimenti lasciano il libro al suo destino e se va&#8230; va.</p>
<p>70.000 nuovi titoli all&#8217;anno significa omologazione totale, appiattimento delle proposte e uguaglianza statistica di successo rivolta ovviamente verso le probabilità più basse.</p>
<p>In 6 mesi un buon libro non ha il tempo fisiologico per innescare un passaparola accettabile, tanto più con una concorrenza oceanica, spietata e frenetica come quella di oggi.</p>
<p>Non conosco autori che fanno piani marketing a 2 anni, ma conosco tanti autori che hanno fermato di promuoversi sul più bello, cioè quando hanno piantato alcuni semi che stavano per germogliare.</p>
<h2>Ma come deve essere un marketing di “un certo tipo” che abbatte i cicli di vita?</h2>
<p>Qual è il marketing di “un certo tipo” che secondo me permette di vendere libri in modo linearmente crescente?</p>
<p>Ti rispondo in modo molto sommario&#8230; è un marketing che si basa su un piano a lungo termine (2 anni), che è gestito dall&#8217;autore adottando un “certo metodo”, che si distingue fortemente dalla smisurata omologazione editoriale, e in cui l&#8217;autore assume un ruolo responsabile e determinato di “fulcro sociale”.</p>
<p>Fulcro sociale?</p>
<p>Non ci vuole tanto lavoro per promuovere il proprio libro per farne un successo, ci vuole più che altro tanta consapevolezza. Un autore, nel momento in cui capisce, che ciò che serve per tramutare il libro in un successo è saper crearsi tante e strategiche relazioni, allora ecco come l&#8217;autore diventa il fulcro sociale del suo progetto editoriale.</p>
<p>Quasi nessuno dei 70000 nuovi autori di ogni anno ragiona in questo modo mentre sta promuovendo il proprio libro. Quasi nessuno fa un piano marketing a 2 anni, o un programma per individuare da subito un elenco di relazioni strategiche per la crescita del libro, dagli opinion leader agli sponsor, dai giornalisti alle persone chiave come organizzatori di eventi, speaker radiofonici, presentatori televisivi etc.</p>
<p>Quasi tutti dei 70000 autori che tentano di promuoversi credono che pubblicando il link di IBS sulla propria bacheca di Facebook, mandando qualche email agli amici, facendo una presentazione dopo essersi raccomandati a qualche conoscente, possano provare a sfondare. Ma così non si arriva da nessuna parte.</p>
<h2>Hai venduto il tuo libro ai tuoi amici e parenti pensando di innescare il passaparola?</h2>
<p>Come non si arriva da nessuna parte promuovendo il proprio libro ai parenti e conoscenti, che a loro volta, se faranno il passaparola, proporranno il tuo libro alle stesse persone cui lo hai fatto tu, perché tutti quanti (tu, parenti e conoscenti) appartenete allo stesso circolo sociale!</p>
<p>Quando un autore capisce che il suo libro lo deve proporre a sconosciuti, allora la sua promozione salirà di livello, perché solo così si potranno sverginare col passaparola nuovi circoli sociali rinnovando e rimpolpando il bacino dei suoi potenziali lettori.</p>
<p>Nel mio corso BESTSELLER COURSE descrivo nel Modulo 2 come individuare le “Cerchie” del proprio libro, ovvero delle classi di potenziali lettori che hanno interessi in tema con argomenti e aspetti specifici cui un libro può essere associato.</p>
<p>Partendo da queste Cerchie si può sviluppare un marketing che abbatterà il ciclo di vita di un libro, perché andrà ad agire sui desideri delle persone che non crescono e salgono come la repentinità di un ciclo di vita librario, ma sono lì, a volte in perenne attesa di essere esauditi, magari con un libro.</p>
<p>Un libro che viene proposto facendo leva sui desideri delle persone può quindi rivolgersi anche al <em>mercato dei non lettori.</em></p>
<h2>La chiave? Relazioni, sinergie, responsabilità, investimento nell&#8217;era dei social network</h2>
<p>Nel momento in cui un autore raggiunge la consapevolezza che effettuerà il marketing più incisivo sviluppando relazioni ad hoc, allora dopo un po&#8217; si renderà conto quanto è fortunato perché sta vivendo nell&#8217;era dei social network, e, se conosce il metodo giusto, creare delle relazioni costruttive è oggi veramente agevole grazie a tali reti virtuali.</p>
<p>Non c&#8217;è limite temporale a sollecitare le Cerchie, non ci sono limiti per crearsi relazioni, non c&#8217;è limite a migliorare il proprio know-how su come ottenere sempre di più dalle relazioni, non c&#8217;è limite a massimizzare i risultati promozionali che scaturiscono da sinergie ad hoc tra le reti sociali offline e online, non c&#8217;è limite a sfruttare a proprio favore una distinzione netta a livello marketing nell&#8217;omologazione uniforme di uno ampissimo scenario editoriale.</p>
<p>Per questo che sono convinto che se un autore intendesse investire su se stesso nella formazione e nell&#8217;azione susseguente alla formazione, potrebbe plausibilmente ottenere in un progetto a lungo termine, i risultati cui aspira e di cui ne sarà il principale artefice.</p>
<p>A tal proposito, se ami scrivere, ti propongo il mio corso BESTSELLER COURSE, unico nel suo genere, in cui lancio la sfida di acquisire la formazione necessaria per emergere nel mondo editoriale, anche se non hai esperienza di marketing.</p>
<h2>Cosa ne pensi della mia discutibile tesi?</h2>
<p>Tre anni fa, con una valanga di esperienza in meno di oggi, lanciai il mio romanzo online e più di 6000 persone lo scaricarono. Il mio sito ScrittoreVincente.com è stato di ispirazione per DeViola che ha creato il caso editoriale online dell&#8217;anno nel 2010 e poi nel 2011 ho seguito in prima persona la promozione editoriale di un autore sconosciuto (Arpetti) e che sta tramutando il proprio libro in un film che sarà girato da un noto regista italiano.</p>
<p>BESTSELLER COURSE sarà online ancora per pochi giorni e mi rivolgo a un pubblico piccolo di soli 50 iscritti. Non ho intenzione di diffondere queste strategie a tutti, è mio obiettivo creare un piccolo gruppo di futuri casi editoriali.</p>
<p>Cosa ne pensi della mia tesi sui cicli editoriali, avresti voglia di prenderla a calci oppure vorresti approfondire?</p>
<p>Ti ringrazio per il tuo tempo! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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		</item>
		<item>
		<title>5 Cose che Ho Imparato sul Migliorare il Proprio Stile di Scrittura</title>
		<link>http://francescogavello.it/consigli-migliorare-stile-scrittura</link>
		<comments>http://francescogavello.it/consigli-migliorare-stile-scrittura#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=21431</guid>
		<description><![CDATA[<p>
La cosa migliore che posso immaginare nel leggere un blog altrui è che questo possieda un proprio stile. Un tono, una voce forte, un qualcosa in grado di farmelo ricordare a lungo mentre apprezzo i suoi post.
Eppure, un proprio stile è difficile da trovare.
Soprattutto agli inizi. E se vogliamo anche ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/consigli-scrivere-post.jpg" alt="" title="consigli-scrivere-post" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-21499" /></p>
<p>La cosa migliore che posso immaginare nel leggere un blog altrui è che questo possieda un proprio stile. Un tono, una voce forte, un qualcosa in grado di farmelo ricordare a lungo mentre apprezzo i suoi post.</p>
<p>Eppure, un proprio stile è difficile da trovare.<br />
Soprattutto agli inizi. E se vogliamo anche dopo. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come eliminare il superfluo e, contemporaneamente, consentire ai nostri articoli di rimanere incisivi?</p>
<p>Ecco cosa ho imparato in questi anni.</p>
<p><span id="more-21431"></span></p>
<ul>
<li><strong>Impara a fare a meno dei “versi bianchi”.</strong> <a href="http://mestierediscrivere.splinder.com/post/25555518/pieno-di-cose-ma-di-poche-parole">Così li chiama la Carrada</a> nel suo splendido blog. Tutto ciò che suona banale o superfluo non ha ragione di esistere. Concentrati sulle opinioni, sul nocciolo della questione.</li>
<li><strong>Insegui la funzionalità.</strong> A differenza di un libro stampato, un post su di un blog dovrebbe inseguire un preciso obiettivo: fornire un servizio, risolvere un problema, stimolare una discussione. Suona strano, ma non tutte le lingue sono progettate per inseguire la funzionalità del messaggio (<a href="http://www.problogger.net/archives/2011/10/13/7-golden-rules-blogging-in-english-for-non-native-speakers/">l’inglese ci riesce più che bene</a>). Cerca di non cadere di continuo nell’uso di figure retoriche, avverbi e introduzioni smisurate che perdono di vista la funzionalità per la semplice estetica.</li>
<li><strong>Inizia dal centro.</strong> Anziché procedere come un rullo compressore dal primo all’ultimo paragrafo del tuo prossimo post, procedi a confezionarlo dalle cose che sono davvero importanti. Vuoi usare una lunga lista puntata? Hai bisogno di 3 titoli di secondo livello con un paio di sotto paragrafi ciascuno? Inizia il tuo post dal contenuto vero e proprio, e raffina introduzione e conclusione in un secondo momento.</li>
<li><strong>Scrivi male (prima), raffina il messaggio (dopo).</strong> Terry Pratchett scriveva di come migliaia di idee viaggino costantemente intorno a noi, desiderose di entrarci in testa schiantandosi sui nostri neuroni. Spesso, queste idee rimangono in vita pochissimi istanti prima di essere dimenticate. Se perdi troppo tempo a cercare quel link, quel nome o quella data mancanti, stai sicuro che perderai di vista l’obiettivo globale. Scrivi d’istinto, correggi e controlla in un secondo momento.</li>
</ul>
<p>E per ultimo “non svuotare il pozzo”.</p>
<blockquote><p>“I learned never to empty the well of my writing, but always to stop when there was still something there in the deep part of the well, and let it refill at night from the springs that fed it.”</p></blockquote>
<p>(Ernest Hemingway)</p>
<p>Scrivere è questione di istinto, di ispirazione. Non puoi trovare il tuo stile e la tua voce se consideri la cosa come “un compito” o un task qualsiasi. <strong>Le parole non sono bulloni e i processi legati ad essi non possono essere forzati ma solo incanalati.</strong></p>
<p>Lascia sempre qualcosa di non detto, così che il tuo io interiore possa rielaborarlo secondo i suoi tempi e permetterti di regalare a chi ti legge un&#8217;esperienza migliore.</p>
<p>Hai mai considerato aspetti come questi? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>(ri)Scrittori e Contenuti Copiati</title>
		<link>http://francescogavello.it/riscrittori-e-contenuti-copiati</link>
		<comments>http://francescogavello.it/riscrittori-e-contenuti-copiati#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
È questo articolo che mi ha fatto riflettere su quanto segue. E il titolo è piuttosto esemplificativo: &#8220;If you’re an article spinner, you’re a spammer. Man up and admit it!&#8221;
In più di un caso negli ultimi tempi ho assistito a quella che potrebbe sembrare la classica “gran furbata” di blog ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/riscrittori-e-contenuti-copiati">(ri)Scrittori e Contenuti Copiati</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/contenuti-copiati.jpg" alt="" title="contenuti-copiati" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-20889" /></p>
<p>È <a href="http://www.divinewrite.com/blog/seo/youre-article-spinner-youre-spammer-man-admit/">questo</a> articolo che mi ha fatto riflettere su quanto segue. E il titolo è piuttosto esemplificativo: <em>&#8220;If you’re an article spinner, you’re a spammer. Man up and admit it!&#8221;</em></p>
<p>In più di un caso negli ultimi tempi ho assistito a quella che potrebbe sembrare la classica “gran furbata” di blog o magazine in <em>ansia da pubblicazione</em> che, per coprire il classico buco giornaliero o cercare un pelino di approvazione in più, si ritrovano senza grandi scrupoli a pescare a mani bassi da blog d’oltreoceano riscrivendo qualche articolo ben riuscito.</p>
<p>Articoli di questo tipo solitamente hanno tre caratteristiche ben precise.</p>
<ul>
<li>Raramente sono scritti nella stessa lingua di chi li riprende</li>
<li>Non sono una traduzione letterale, quanto uno “scrivere il proprio post con l’originale aperto di fianco come linea guida”</li>
<li>Mancano di una citazione o un link a qualsiasi fonte interna del blog originale</li>
</ul>
<p>Se infatti è piuttosto normale trovarsi a riprendere articoli di terze parti cercando di darne la propria visione, o al limite espanderne il contenuto originale riportato in diversa lingua (cosa che comunque mi lascia sempre perplesso), trovo sia decisamente <strong>scorretto e offensivo nei confronti dei lettori</strong> riproporre in tutto e per tutto contenuto altrui sperando nella buona sorte e nelle proprie capacità di <strong>rimescolare</strong> la zuppa.</p>
<p>Buona sorte che, spesso, non è neanche poi così buona.</p>
<p>Due i casi:</p>
<p><strong>Caso 1:</strong> Hai scelto un articolo decisamente sotto la soglia di attenzione per non destare sospetti, di scarsa rilevanza e proprio per questo i risultati che potrai ottenere saranno, nel migliore dei casi, di scarsa rilevanza. Ne è valsa la pena?</p>
<p><strong>Caso 2:</strong> Hai scelto uno dei migliori articoli dell’ultimo mese da uno dei blog che leggi meno di frequente. Considerato che oggi è molto semplice fare 2+2 quando leggiamo così tante fonti all’interno di una nicchia, stai effettivamente rischiando molto grosso. E con molta probabilità calerà la mannaia dell&#8217;osservatore attento.</p>
<p>In entrambi i casi, non solo non ne vale certo la pena ma qualunque possa essere la giustificazione che riuscirai a tirare fuori dal cilindro non riuscirà a coprire lo scivolone fatto.</p>
<p>Peggio ancora, non vorrai di certo che dal tuo ultimo articolo qualcuno cominci a farsi venire strani dubbi sul passato e cominciare a fare le pulci a tutto ciò che scrivi, giusto?</p>
<p>(ho messo un po&#8217; di paura? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>foto: <a href="http://morguefile.com/archive/display/75138">morgueFile</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>Selezione Letture Estive #4: Buoni Propositi e Nuove Ispirazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>



Gestire un blog è un po&#8217; come una maratona. Non servono necessariamente grandi energie nel breve periodo, quanto piuttosto la giusta dose di ispirazione e motivazione in grado di rendere le nostre pagine ogni giorno più interessanti per i lettori.
Ecco alcune buone letture dedicate al bloggare, allo scrivere, al proporre ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/selezione-letture-estive-nuove-ispirazioni.jpg" alt="" title="selezione-letture-estive-nuove-ispirazioni" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-20844" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Gestire un blog è un po&#8217; come una maratona. Non servono necessariamente grandi energie nel breve periodo, quanto piuttosto la giusta dose di ispirazione e motivazione in grado di rendere le nostre pagine ogni giorno più interessanti per i lettori.</p>
<p>Ecco alcune buone letture dedicate al bloggare, allo scrivere, al proporre infoprodotti e al dare quel pizzico di sapore in più ai propri articoli.</p>
<ul>
<li><a href="http://socialmediab2b.com/2011/04/b2b-blog-post-ideas/">10 Quick and Easy B2B Blog Post Ideas for a Thursday Afternoon</a> &#8211; Dieci buone idee per non rimanere mai a corto di contenuti per il proprio blog aziendale.</li>
<li><a href="http://thefuturebuzz.com/2011/07/22/make-enemies/">If You’re Not Making Enemies, You’re Doing It Wrong</a> &#8211; Ecco perché, se non ti stai facendo almeno alcuni nemici, stai facendo le cose nel modo &#8230;sbagliato.</li>
<li><a href="http://blog.verticalresponse.com/verticalresponse_blog/2011/07/5-reasons-blogs-are-still-cool.html">Social Media Didn&#8217;t Kill Blogs: 5 Reasons Blogs are Still Cool</a> &#8211; I blog, a differenza di come molti scrivono, sono ancora decisamente utili; ecco perché i social media non li hanno affatto uccisi.</li>
<li><a href="http://www.inc.com/guides/201107/how-to-sell-on-value-rather-than-price.html">How to Sell on Value Rather Than Price</a> &#8211; Stai vendendo il valore del tuo prodotto, o ciò che metti in evidenza è solo il prezzo?</li>
<li><a href="http://unbounce.com/social-media/10-social-media-research-strategies-to-enhance-your-next-blog-post/">10 Social Media Research Strategies to Inject Your Next Blog Post With ‘Roids</a> &#8211; Sfruttare dieci diverse strade per rendere i social media uno strumento di promozione davvero efficace per i propri articoli.</li>
<li><a href="http://www.problogger.net/archives/2011/07/22/how-to-build-community-for-niche-site-success/">How to Build Community for Niche Site Success</a> &#8211; Una buona riflessione sul costruire community per siti di nicchia.</li>
</ul>
<p>Buona lettura! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: © <a href="http://it.fotolia.com/id/1028721">nyul</a> &#8211; Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Selezione Letture Estive #2: Come Trovare Nuove Fonti</title>
		<link>http://francescogavello.it/selezione-letture-estive-2-come-trovare-nuove-fonti</link>
		<comments>http://francescogavello.it/selezione-letture-estive-2-come-trovare-nuove-fonti#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 03:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>



Uno dei metodi per rimanere ispirati e godere di quella &#8220;visione globale&#8221; che molti blogger ricercano è andare continuamente alla ricerca di nuove fonti e ispirazioni che possano motivare e supportare i nostri articoli. Buona lettura!  

10 Ways to Find Blogs You’ll Love &#8211; Nel tempo tendiamo a focalizzarci ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/selezione-letture-estive-2-come-trovare-nuove-fonti">Selezione Letture Estive #2: Come Trovare Nuove Fonti</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/selezione-letture-estive-trovare-nuove-fonti.jpg" alt="" title="selezione-letture-estive-trovare-nuove-fonti" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-20828" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Uno dei metodi per rimanere ispirati e godere di quella &#8220;visione globale&#8221; che molti blogger ricercano è andare continuamente alla ricerca di nuove fonti e ispirazioni che possano motivare e supportare i nostri articoli. Buona lettura! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<ul>
<li><a href="http://mashable.com/2011/04/11/blog-discovery/">10 Ways to Find Blogs You’ll Love</a> &#8211; Nel tempo tendiamo a focalizzarci solo su una manciata di blog; Mashable ci spiega come trovare in dieci modi diversi nuove fonti da seguire.</li>
<li><a href="http://www.copyblogger.com/out-of-knowledge/">What Do You Do When You Run Out of Knowledge?</a> &#8211; Cosa fare nel momento in cui la nostra capacità di argomentare a sufficienza un argomento si esaurisce?</li>
<li><a href="http://contentforbiz.com/2011/03/how-to-find-credible-sources-for-articles-blog-posts-and-whitepapers/">How to Find Credible Sources for Articles, Blog Posts and Whitepapers</a> &#8211; Trovare fonti credibili a supporto dei nostri articoli è il primo passo per essere &#8230;credibili.</li>
<li><a href="http://searchengineland.com/google-news-adds-settings-for-source-options-auto-refresh-77319">Look Out Blogs: Google News Gains Options To Drop Blogs &#038; Press Releases</a> &#8211; Come sfruttare Google per trovare press release.</li>
<li><a href="http://www.blogginglabs.com/make-writers-block-your-bitch-4-blog-content-sources/">Make Writer&#8217;s Block Your Bitch – 4 Blog Content Sources</a> &#8211;  Quattro modi per superare il blocco dello scrittore trovando nuove idee per i propri articoli.</li>
</ul>
<p>foto: © <a href="http://it.fotolia.com/id/11164550">olly</a> &#8211; Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/selezione-letture-estive-2-come-trovare-nuove-fonti">Selezione Letture Estive #2: Come Trovare Nuove Fonti</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Make It Newsworthy, o Della Storia dei 400+ Commenti</title>
		<link>http://francescogavello.it/make-it-newsworthy-come-ottenere-400-commenti</link>
		<comments>http://francescogavello.it/make-it-newsworthy-come-ottenere-400-commenti#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>


Hubspot ha pubblicato la scorsa settimana un interessante case study su di un post, pubblicato su The Sales Lion, in grado di ricevere quasi quattrocento commenti nel giro di una manciata di giorni.
Ora, chiunque abbia un blog da giusto un attimo comprende come generare una così elevata mole di attenzione ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/make-it-newsworthy-come-ottenere-400-commenti">Make It Newsworthy, o Della Storia dei 400+ Commenti</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield" style="float: left; height: 340px; width: 340px;"><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/pubblica-notizia.jpg" alt="" title="pubblica-notizia" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-20330" />
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Hubspot ha pubblicato la scorsa settimana un <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/16694/3-Step-Recipe-for-Attracting-400-Blog-Comments-Case-Study.aspx">interessante case study</a> su di un post, pubblicato su <a href="http://www.thesaleslion.com/">The Sales Lion</a>, in grado di ricevere quasi quattrocento commenti nel giro di una manciata di giorni.</p>
<p>Ora, chiunque abbia un blog da giusto un attimo comprende come generare una così elevata mole di attenzione e soprattutto sostenerla nel tempo non sia cosa semplice. Nel migliore dei casi puoi sperare nella &#8220;botta&#8221; sul breve periodo, sfiorando magari il centinaio se l&#8217;argomento merita.</p>
<p>Più difficile quadruplicare i risultati e capire come lo si sia riuscito a fare. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-20316"></span></p>
<p>Ecco, in quest&#8217;ottica HubSpot nel suo analizzare i tre step -vedi link sopra- in grado di infiammare la discussione ha piazzato una delle riflessioni più importanti (e sottovalutate) di sempre.</p>
<p>Ad un certo punto scrive: &#8220;Make It Newsworthy &#8220;.<br />
Rendilo degno di essere chiamato &#8220;notizia&#8221;.</p>
<p>E dietro a questa parola risiede dal mio punto di vista l&#8217;intero succo del discorso. Quante occasioni ci si lascia sfuggire solo perché non si comprende l&#8217;importanza di essere al posto giusto nel momento giusto? Il post di Sales Lion avrebbe ottenuto la stessa visibilità pubblicato con una settimana di ritardo?</p>
<p>Cogliere l&#8217;attimo, soprattutto se vogliamo vedere i blog come in una qualche forma di competizione rispetto ai social, non è un&#8217;opzione. Rendi i tuoi post degni di essere considerati notizie. Notizie rilevanti anziché meri contenitori di vita vissuta, pubblicati quando capita.</p>
<p>Se vuoi scatenare una discussione, <em>l&#8217;essere newsworthy</em> è d&#8217;obbligo. A chi interessa commentare ancora una volta i tuoi articoli con una qualche forma di blando complimento? Scrivi e pubblica quando nella mente dei tuoi lettori è ancora caldo, vivo, l&#8217;evento o il tema di cui tratti. Non permettere al tempo o alla pigrizia di sedimentare una buon articolo rendendolo &#8220;soltanto un altro articolo&#8221;.</p>
<p>E ora pensaci: quante volte hai rinunciato a pubblicare un articolo solo perché si era fatto troppo tardi?<br />
Quante volte un post è rimasto in bozza così a lungo da perdere significato?</p>
<p>Quante buone occasioni sono andate perse perché non si è inseguito &#8220;quell&#8217;essere newsworthy&#8221;, così importante e facile da perdere di vista?</p>
<p>foto: © <a href="http://www.fotolia.com/id/5006143">ioannis kounadeas</a> &#8211; Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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