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	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Featured</title>
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		<title>Impara a Lavorare con la SEO: è Disponibile Online lo Streaming di SEOtraining 2012!</title>
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		<comments>http://francescogavello.it/streaming-corso-seo-seotraining-2012#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Se leggi queste pagine, probabilmente già saprai come il 27 aprile a Roma io sia stato ospite come relatore a SEOtraining 2012.
Una giornata densa di formazione, in cui dieci (e più, compresi gli ospiti speciali) speaker si sono alternati sul palco analizzando tecniche di posizionamento e ottimizzazione di progetti in ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/streaming-corso-seo-seotraining-2012">Impara a Lavorare con la SEO: è Disponibile Online lo Streaming di SEOtraining 2012!</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/francesco-gavello-seotraining-2012-streaming.jpg" alt="Acquistare streaming corso SEO" title="francesco-gavello-seotraining-2012-streaming" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24241" /></p>
<p>Se leggi queste pagine, probabilmente già saprai come il 27 aprile a Roma io sia stato ospite come relatore a SEOtraining 2012.</p>
<p>Una giornata densa di formazione, in cui dieci (e più, compresi gli ospiti speciali) speaker si sono alternati sul palco analizzando tecniche di posizionamento e ottimizzazione di progetti in rete.</p>
<p>Oggi, <strong>puoi acquistare l&#8217;intero pacchetto video del corso</strong>, accessibile direttamente in streaming sul tuo computer.</p>
<h2>Impara a lavorare con la SEO</h2>
<p><a href="http://francescogavello.it/eventi/seotraining-2012-streaming" title="Acquistare streaming SEO">Oltre 8 ore di video in alta definizione</a>, comprensivi di slide dell&#8217;evento per quella che si conferma essere stata una succosa giornata di tecniche SEM e SEO, analizzate da me e altri talentuosi professionisti del settore come Simone Righini, Emanuele Tolomei, Giuliano &#8220;JuliusDesign&#8221; Ambrosio, Riccardo Cruciani e molti altri.</p>
<p>I video dei diversi relatori sono oggi acquistabili in blocco, per un totale di 196,00€ o singolarmente per 36,00€ ciascuno (13 i video totali), così da permetterti di concentrarti unicamente su ciò che pensi possa essere maggiormente utile al tuo progetto.</p>
<p>Acquistare il pacchetto completo dà poi accesso a due ulteriori bonus:</p>
<ul>
<li><strong>La SEO Training Card</strong>, che permette il 50% di sconto su workshop, webinar e prodotti futuri (SEOtraining 2013? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  );</li>
<li><strong>L&#8217;accesso illimitato allo streaming di SEOtraining 2011</strong>, per ulteriori 16 ore di formazione (hey, c&#8217;ero anch&#8217;io!);</li>
</ul>
<p>Neanche a dirlo, se leggi queste pagine te lo consiglio caldamente.</p>
<p>Ho potuto rapportarmi con la sala in tre diversi interventi: <em>Come pianificare la propria visibilità online</em>, <em>Come fare copywriting SEO</em> e <em>Fidelizzare i propri clienti sui social media.</em> Sono stato estremamente soddisfatto della giornata e del materiale che ho potuto condividere; oggi anche tu <a href="http://francescogavello.it/eventi/seotraining-2012-streaming">puoi disporre degli interventi di SEOtraining 2012</a> direttamente sul tuo monitor. Non è fantastico? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>È ora di cominciare a <a href="http://francescogavello.it/eventi/seotraining-2012-streaming">lavorare sulla visibilità</a> tuo progetto.</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pay-Per-Visibility: Quanto Sei Disposto a Spendere per Essere Più Visibile in Rete?</title>
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		<comments>http://francescogavello.it/pay-per-visibility#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
È da qualche giorno che gira in rete un&#8217;interessante immagine che illustra la possibilità, da parte di Facebook, di far pagare un paio di dollari per evidenziare un aggiornamento di stato sulla bacheca dei tuoi contatti.
Scrivi qualcosa di interessante, paga giusto qualcosina e &#8220;Make sure friends see this!&#8221;.
Evviva?
Mica tanto.

Quello che ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/facebook-pay-per-visibility.jpg" alt="Pagare visibilità contenuti Facebook" title="facebook-pay-per-visibility" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24203" /></p>
<p>È da qualche giorno che <a href="http://www.stuff.co.nz/technology/digital-living/6904136/Facebook-running-pay-test-for-highlighted-posts">gira in rete</a> un&#8217;interessante immagine che illustra la possibilità, da parte di Facebook, di <strong>far pagare un paio di dollari per evidenziare un aggiornamento di stato</strong> sulla bacheca dei tuoi contatti.</p>
<p>Scrivi qualcosa di interessante, paga giusto qualcosina e <em>&#8220;Make sure friends see this!&#8221;</em>.</p>
<p>Evviva?<br />
Mica tanto.</p>
<p><span id="more-24194"></span></p>
<p>Quello che potrebbe sembrare a prima vista solo l&#8217;ennesimo dei test tra tanti, in vista della <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/05/15/Facebook-sbarco-Borsa-piace-_6872050.html">discesa in borsa di Facebook</a> fissata per venerdì, in realtà potrebbe se portato avanti aprire le porte a situazioni tutt&#8217;altro che rosee.</p>
<p>Se infatti è più che lecito pensare che Zuckerberg &#038; Co. abbiano estremo bisogno di valutare continuamente <a href="http://techcrunch.com/2012/05/09/facebook-amends-ipo-s-1-to-admit-advertising-biz-hurt-by-increasing-shift-to-mobile/">nuove strade per monetizzare il colosso</a> che hanno sviluppato, con logiche premium riservate agli ads e con un&#8217;attenta analisi del segmento mobile, a noi utenti finali, non poi così intenzionati a diventare ricchi con le azioni di Facebook, importa forse tutt&#8217;altro.</p>
<p>A me, personalmente, importa di come <strong>il mio flusso di messaggi in bacheca possa venire in futuro facilmente falsato</strong> sulla base di quanto un utente terzo sia disposto a spendere per invadere la mia attività online. Non più un wall basato su una semplice logica, valida per tutti, del tipo &#8220;più visibilità ai più interessanti nella mia cerchia&#8221; ma su un potenziale &#8220;più visibilità a chi è disposto a spendere di più&#8221;.</p>
<p>Non so tu, ma io ho un po&#8217; i brividi. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E nota bene, una possibilità non in questo caso offerta (per il momento) alle aziende, che già dispongono di un nutrito set di strumenti per farsi pubblicità sul social, quanto agli utenti finali, che usano la bacheca -almeno, questa sarebbe l&#8217;idea- per fini molto più leggeri.</p>
<p>C&#8217;è chi scrive come tale logica vada a pescare nel bacino di tutte quelle persone potenzialmente disposte a spendere un paio di euro per pompare la news di un evento unico o particolarmente caro. Il fatto è che, come puoi immaginare, ogni tipo di contenuto è potenzialmente unico, caro e quindi evidenziabile per chi lo scrive. Cosa che probabilmente non è per chi si trova costretto a sorbirlo.</p>
<p>Non sono neanche troppo sicuro di come un vincolo su base temporale possa poi risolvere i problemi. Anche ipotizzando di limitare a un singolo aggiornamento evidenziato a pagamento ogni settimana, con un semplice account medio circa 100-150 contatti saremmo tempestati in maniera continua da fuffa digitale.</p>
<p>La pay-per-visibility è un terreno rischioso. È questo il futuro? Nessuna modifica estetica a un naturale messaggio, nessuna relazione diretta con banner e via discorrendo ma solo più &#8230;visibilità a pagamento?</p>
<p>Tu accetteresti di buon grado il vedere falsata la tua bacheca sulla base di un&#8217;investimento economico -pur contenuto- che qualcuno, a tua insaputa, ha potuto compiere per dare più rilevanza a un qualsiasi tipo di messaggio?</p>
<p>Oppure limiteresti questa feature a un certo numero di post al mese?<br />
Quanti ne saresti disposto a sopportare? Non so tu, ma io ben pochi&#8230;</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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		</item>
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		<title>Cicli di Acquisto</title>
		<link>http://francescogavello.it/ciclo-acquisto-sito-web</link>
		<comments>http://francescogavello.it/ciclo-acquisto-sito-web#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Monetizzare Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>



Ad un certo punto, realizzi di essere diventato un vero esperto su un particolare argomento.
Sai che per questo ambito sussiste una buona base di interesse e decidi quindi di aprire un blog o un piccolo portale, per valorizzare questa tua competenza e cercare di costruire su di essa una qualche ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/ciclo-acquisto-sito-web">Cicli di Acquisto</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/buying-mode-lettori-blog.jpg" alt="Portare i lettori in buying mode" title="buying-mode-lettori-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24164" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Ad un certo punto, realizzi di essere diventato un vero esperto su un particolare argomento.</p>
<p>Sai che per questo ambito sussiste una buona base di interesse e decidi quindi di aprire un blog o un piccolo portale, per valorizzare questa tua competenza e cercare di costruire su di essa una qualche forma di guadagno attivo o passivo.</p>
<p>Passi le giornate a leggere i blog di altre persone. Di potenziali competitor. Valuti tattiche.<br />
Pianifichi tutti i diversi step nei mesi a venire.</p>
<p>Contatti poi un bravo web designer, o ti rimbocchi le maniche e raggiungi un buon compromesso grafico.</p>
<p>Sei soddisfatto del risultato.<br />
E, hey, lo è davvero.</p>
<p>Inizi a scrivere.<br />
Ottimi contenuti, peraltro.</p>
<p>Scrivi. Scrivi. Scrivi.<br />
Finalmente arrivano i primi commenti. Le persone sono entusiaste di ciò che leggono sulle tue pagine.</p>
<p>Passano i giorni, passano i mesi e il tuo blog diventa un piccolo fulcro intorno alla nicchia che hai deciso di coprire. Scompare la paura per la pagina bianca e sei ragionevolmente sicuro di possedere una minima platea di lettori quotidiani.</p>
<p>E a questo punto pensi: <em>&#8220;Perché nessuno di loro sta comprando un accidente attraverso mie pagine?&#8221;</em></p>
<p>Perché a fronte di tanti buoni commenti e pageviews le conversioni latitano, i click sugli annunci sono inesistenti e le richieste di contatto lavorative solo un miraggio lontano?</p>
<p>Semplicemente perché i tuoi utenti <strong>non sono in “Buying Mode”.</strong></p>
<p><span id="more-24162"></span></p>
<p>Quante volte hai letto una storia del genere?<br />
Forse è già capitata anche a te.</p>
<p>Il mito del <em>&#8220;get rich quickly&#8221;</em> con i blog si infrange più o meno sempre in questo modo.</p>
<p>Alla base c’è probabilmente una reale competenza. Competenza che facciamo fruttare creando una buona community ma che non ci ripaga di un euro in termini di conversioni verso acquisti, contatti o click sugli annunci.</p>
<p>Fino a quando pensi di dover soltanto scrivere di più, scrivere meglio, tessere altri rapporti.</p>
<p>Ma non è questo il punto.</p>
<p>Il punto è <strong>comprendere in quale step del ciclo di acquisto si trovino gli utenti nel momento in cui visitano le tue pagine.</strong></p>
<p>Mi spiego.</p>
<p>Una conversione che avviene -o non avviene- tra le pagine di un sito web è semplicemente dettata dalla posizione dell’utente in un ciclo ben definito. Tutti lo sperimentiamo.</p>
<ol>
<li>La presa di coscienza di una nuova necessità;</li>
<li>La ricerca di dati e un confronto con terzi;</li>
<li>L&#8217;acquisto vero e proprio;</li>
</ol>
<p>Opzionalmente, arriva poi dopo un certo periodo di tempo la ricerca di informazioni e servizi correlati volti a espandere la mia esperienza sul prodotto. Quindi:</p>
<ol>
<li><strong>Ho bisogno di un nuovo zaino per il mio laptop?</strong> Durante una classica navigazione in rete scopro come siano disponibili tante nuove possibilità per il trasporto di un MacBook Pro in maniera efficiente. Prima o poi, divento cosciente di questa mia nuova necessità. Voglio un nuovo zaino per il mio laptop!</li>
<li><strong>Quali sono le opzioni a mia disposizione?</strong> Vado allora alla ricerca di qualcuno che mi presenti comparative e esperienze sui diversi prodotti sul mercato. Ho bisogno di venire rassicurato e guidato, perché se è vero che ho deciso che qualcosa devo comprare, non ho idea del cosa e del come;</li>
<li><strong>Ok, lo voglio!</strong> Puntato l&#8217;oggetto del desiderio, tra tutte le informazioni che ho raccolto sino a qui, ho scoperto nel frattempo un buon punto di riferimento? Riesco a percepire il migliore player in grado di risolvere la mia necessità?</li>
</ol>
<p>Nel primo step, non mi interessano ancora granché questioni di prezzo o disponibilità. Tenderò ad ignorarle o a fuggire da esse. Sarò d’altra parte suscettibile ad alimentare durante la mia navigazione nuove esigenze da soddisfare. Ho la mente sgombra e voglio solo lasciarmi cullare dalle tante possibilità.</p>
<p>Nel secondo step ho chiaro il mio desiderio di acquisto, oppure non l&#8217;ho ancora focalizzato verso una singola specifica soluzione. Sono alla ricerca di numeri, dati, feedback. Non sono ancora pronto all’acquisto di un preciso prodotto, appunto, ma sto più che altro raccogliendo informazioni e spunti che da lì a poco metterò insieme.</p>
<p>Nel terzo step, sono arrivato al fondo. Ho capito cosa è meglio per me e sono disposto a spendere. Mi serve rapidamente una proposta di vendita fatta e finita, che porti finalmente a risolvere la mia necessità.</p>
<p>Il fatto è che le persone si aspettano, giustamente, interazioni differenti a seconda di dove si trovino nei differenti step di questo ciclo. </p>
<p>Spingere una vendita a tutto spiano in un articolo in cui stai solo introducendo un qualche tipo di nuova necessità (step #1) può andare a incrinare il processo. A rendere palese (anche ingiustamente) il tuo desiderio di spillare una vendita in più.</p>
<p>Così come ostinarti a realizzare video per l’utilizzo del prodotto X non mi aiuterà a vendere (perlomeno non direttamente su quelle pagine) il prodotto in questione. Perché chi cerca una guida o un esempio di utilizzo di un qualsiasi prodotto, con molta probabilità sta ancora cercando di farsi un’idea di quali alternative ha a disposizione.</p>
<p>Ed è per questo che comparative e recensioni estremamente pertinenti possono fornire un buon canale <strong>se e solo se vi indirizziamo utenti con i quali abbiamo già avuto una precedente interazione</strong> volta a definire prima di tutto la necessità dell&#8217;acquisto.</p>
<p>Utenti in ingresso dai diversi social network potrebbe essere invece meno suscettibili a ricevere sin da subito proposte di vendita esplicite, essendo questi mezzi che usiamo normalmente in modalità ben più rilassata, cercando stimoli sulle possibili necessità, e non già soluzioni alle necessità.</p>
<p>Nella pianificazione editoriale di un blog, <strong>capire quanto ciò che stiamo scrivendo si rivolga o meno ai diversi step nel ciclo d’acquisto dei nostri lettori</strong> è importante sia per modulare un messaggio più efficace e pertinente, sia per evitare di disperdere energie rivolgendosi alle persone sbagliate.</p>
<p>Che ne pensi? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: <a href="http://it.fotolia.com/id/22252075">@Fotolia.com</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/ciclo-acquisto-sito-web">Cicli di Acquisto</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una Piccola Recensione de &#8220;Sopravvivere alle email: dal primo al milionesimo messaggio&#8221;</title>
		<link>http://francescogavello.it/recensione-sopravvivere-email</link>
		<comments>http://francescogavello.it/recensione-sopravvivere-email#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare con le email]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Dai, sul serio: quante email hai ricevuto oggi?
Quante volte hai dovuto interrompere ciò che stavi facendo di fronte al monitor perché hai avuto la sensazione di perderti qualcosa e sei corso a controllare la inbox?
Quanto tempo ci hai messo poi per ritornare operativo, dopo aver sfogliato ancora una volta le ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/recensione-sopravvivere-email">Una Piccola Recensione de &#8220;Sopravvivere alle email: dal primo al milionesimo messaggio&#8221;</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/sopravvivere-email-recensione-matteo-duo.jpg" alt="Come sopravvivere alle email: recensione di Francesco Gavello" title="sopravvivere-email-recensione-matteo-duo" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24136" /></p>
<p>Dai, sul serio: quante email hai ricevuto oggi?</p>
<p>Quante volte hai dovuto interrompere ciò che stavi facendo di fronte al monitor perché hai avuto la sensazione di perderti qualcosa e sei corso a controllare la inbox?</p>
<p>Quanto tempo ci hai messo poi per ritornare operativo, dopo aver sfogliato ancora una volta le nuove risposte a quella serie di email così importanti per il progetto che stai seguendo?</p>
<p>Le email sono entrate nella vita di ognuno di noi già da parecchio tempo. Sia che il nostro lavoro comprenda in qualche modo il web, sia che dedichiamo ad esse solo uno spazio prettamente ludico, gestire una inbox è un’attività con cui prima o poi tutti finiamo ad avere a che fare.</p>
<p><strong>Processare in maniera efficace la propria posta non è affatto semplice.</strong> È stressante. Consuma tempo. Ci deconcentra. E se non credi a una sola parola di quanto sopra allora sei uno dei pochi che non ha mai davvero lasciato entrare la posta elettronica nella propria vita.</p>
<p>Peraltro, ho sempre trovato parecchio <em>interessante</em> il modo in cui molte persone gestiscono la loro corrispondenza digitale. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se per chi ha fatto del comunicare in rete un vero mestiere alcune pratiche di buona condotta appaiono ormai scontate, così non sembra affatto esserlo per chi la posta elettronica la considera solo un male necessario. Qualcosa da sopportare. Con cui evitare il confronto.</p>
<p>Ecco perché sono stato più che felice di ricevere in dono qualche giorno fa una copia de: <em>“Sopravvivere alle email: dal primo al milionesimo messaggio”</em> (Apogeo) dall’autore e amico <a href="http://www.matteoduo.com/">Matteo Duò.</a></p>
<p>Matteo affronta in circa 160 pagine l’intera questione del relazionare la propria vita intorno a questo mostro oscuro capace di inghiottire buoni propositi, tempo (come appunto dicevo) e produttività. E lo fa in maniera estremamente analitica, da zero a cento, partendo dall’eterna diatriba <em>&#8220;Quale client mi scelgo?&#8221;</em>, passando a presentare nel concreto tutte quelle tecniche di una gestione efficace tramite Gmail (su cui concordo in pieno) arrivando infine a snocciolare ai più attenti tutte quelle questioni più meno “filosofiche” legate all’<strong>ottimizzare il tempo speso, allo scrivere meglio generando migliori risposte.</strong></p>
<h2>Le parole sono tutto ciò che abbiamo</h2>
<p>In queste pagine si parla di tecniche GTD, di approcci e di impostazioni, di strumenti e di punti di vista. Insieme a dati, case study, numeri e ancora altri strumenti.</p>
<p>Insomma, un buon libro. Con una buona curva iniziale -che alcuni vorranno saltare a piè pari- e strapieno di buoni consigli per tutto il resto. Di quelli che potete dare in mano a chi continua a spedirvi mail con soggetti vuoti e quattro scroll di quote raffazzonati. A chi vi inoltre messaggi del tipo <em>“Re:Re:Re:Riguardo a quel progetto…”</em> ed essere relativamente sicuri di non fare il passo più lungo della gamba.</p>
<p>Da utente avanzato, di quelli che di mail ne macinano centinaia alla settimana, ho particolarmente apprezzato la presenza, da metà libro in poi, di tutte le <strong>questioni complesse legate a fare un buon allenamento nella scrittura delle proprie email.</strong> Strumenti, tecniche e consigli per non dimenticare, per velocizzare, per guadagnare tempo e completare più attività.</p>
<p>L’ultimo titolo del libro recita: <em>“Le parole sono tutto ciò che abbiamo”</em>. Già. Saperne fare buon uso è fondamentale, se lavoriamo in rete, per fare le cose meglio e con più serenità.</p>
<p>E a dirla tutta, anche se non lavoriamo in rete.</p>
<p>Il libro è prenotabile in cartaceo su <a href="http://francescogavello.it/consiglia/sopravvivere-email">Amazon</a> e acquistabile in formato ebook <a href="http://www.matteoduo.com/sopravvivere-alle-email-dal-primo-al-milionesimo-messaggio/">su un paio di altri portali.</a><br />
Buona lettura! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/recensione-sopravvivere-email">Una Piccola Recensione de &#8220;Sopravvivere alle email: dal primo al milionesimo messaggio&#8221;</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Chiave per Conquistare Visibilità Online in (quasi) Ogni Nicchia</title>
		<link>http://francescogavello.it/conquistare-visibilita-rete</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Di tanto in tanto ricevo richieste da parte di qualche lettore che ha deciso di gettarsi anima e corpo in una nuova avventura.
Generalmente, la domanda che prima o poi arriva verso metà email è più o meno questa: &#8220;Ho visto che altri hanno avuto la mia stessa idea, mi conviene ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/conquistare-visibilita-rete">La Chiave per Conquistare Visibilità Online in (quasi) Ogni Nicchia</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/guadagnare-visibilita-rete.jpg" alt="Come guadagnare visibilità in rete?" title="guadagnare-visibilita-rete" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24113" /></p>
<p>Di tanto in tanto ricevo richieste da parte di qualche lettore che ha deciso di gettarsi anima e corpo in una nuova avventura.</p>
<p>Generalmente, la domanda che prima o poi arriva verso metà email è più o meno questa: <em>&#8220;Ho visto che altri hanno avuto la mia stessa idea, mi conviene continuare per questa strada?&#8221;</em></p>
<p>La grande paura è quella di non avere, semplicemente, metriche.</p>
<p>Di spendere un paio di mesi nel cercare di focalizzare un obiettivo -senza magari neppure metter giù una riga di codice- e poi scoprire di non possedere alcun vantaggio competitivo.</p>
<p>Di poter auspicare, al meglio, a qualche posizione nelle retrovie.</p>
<p>Finché non passa la voglia.<br />
Finché il sogno non scompare.</p>
<p>Per fortuna, non credo che questo sia l&#8217;unico degli scenari. Certo, la rete non è più giovane e con gli strumenti di cui disponiamo oggi è possibile che con un po&#8217; di (s)fortuna tutti abbiano già fatto tutto in tutti i modi possibili.</p>
<p>Dovresti per questo darti per vinto?<br />
No, perché c&#8217;è sempre spazio per chi fa le cose <strong>meglio.</strong></p>
<p>Se hai pochissimo tempo da dedicarmi oggi, puoi fermarti tranquillamente qui. Sul serio. Altrimenti, ti spiegherò perché credo che ciò non sia soltanto un&#8217;illusione. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-24109"></span></p>
<h2>1. Vantaggio competitivo</h2>
<p>Stai cercando di entrare in una nuova nicchia?<br />
Il vero succo del discorso è saper riconoscere l&#8217;altrui vantaggio competitivo.</p>
<p>Diffida di chi di propone figure imprenditoriali simili a caterpillar in grado di superare ogni ostacolo semplicemente provandoci. Il carisma in questo caso non è così importante quanto vogliono farci credere. Si tratta di saper <strong>stabilire a priori dove conviene dirigersi</strong> e con quali carte da giocare.</p>
<p>(significa anche capire quando non vale la pena giocare ma, hey, qui sta l&#8217;approccio di un giocatore responsabile)</p>
<h3>È il budget?</h3>
<p>Qualche volta, si tratta semplicemente della portata degli investimenti economici. In questo caso, il gioco è semplice. Non puoi competere direttamente con qualcuno che è pronto a investire parecchie volte più di quanto tu hai in mente. Come dire: è semplicemente irrealistico pensare di competere con il portale di prenotazione viaggi più grande del mondo mettendo insieme un designer e uno sviluppatore per un paio d&#8217;ore la settimana.</p>
<h3>È il numero di persone?</h3>
<p>Altre volte è semplicemente il volume di fuoco che il progetto mette in campo. Se dall&#8217;altra parte vedi uno o più staff di persone che dedicano otto ore (o più) della loro giornata alla produzione di nuovi contenuti e alla promozione di ciascuno di essi, forse dovresti rivedere la tua idea di prenderli di petto iniziando a scrivere e pubblicare come se non ci fosse un domani.</p>
<h3>È la loro posizione lavorativa?</h3>
<p>Altre ancora è semplicemente una posizione lavorativa rilevante che è in grado di aprire ai tuoi competitor diverse porte a te (ancora) precluse. Non puoi competere ad armi pari in nicchie altamente specializzate se i più grandi giocatori in quelle nicchie sono esperti affermati del settore e tu stai ancora cercando di capire quale esperto coinvolgere per iniziare una lunga, lunga, scalata.</p>
<h3>È il numero di connessioni?</h3>
<p>E poi c&#8217;è tutta la questione delle reti sociali che coinvolgono le singole persone in rete. Mi riferisco a una sorta di visibilità intrinseca che alcuni hanno grazie a &#8230;quanto hanno già fatto in passato, regalata per così dire da tutte le loro connessioni naturali. Se vuoi competere con altri professionisti che promuovono progetti a tutto spiano da anni, dovresti avere ben chiaro quanto il loro semplicemente &#8220;esserci&#8221; possa dargli l&#8217;ennesimo vantaggio competitivo.</p>
<h2>2. Davvero non c&#8217;è altro?</h2>
<p>Credi sia tutto qui? No, affatto.<br />
Talvolta è qualcosa di ancora più &#8230;sottile.</p>
<ul>
<li>È la visibilità già acquisita in altri campi;</li>
<li>È una stretta cerchia di contatti di fiducia;</li>
<li>È qualcosa che non emerge direttamente in rete.</li>
</ul>
<p>Studiare sufficientemente a lungo ciò che altri hanno già fatto fa scaturire prima o poi quella scintilla del &#8220;e se io invece&#8230;&#8221;. Diventare loro utente, lettore o cliente ti permette di scoprire quale aspetti di quella nicchia, quale feature o proposta non sia stata ancora sfruttato adeguatamente.</p>
<p>Vale tanto per il progetto esclusivamente commerciale, quanto per il piccolo blog che vuole, oggi, iniziare a parlare di cucina, marketing, gossip e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>E le possibilità che ci sia uno spiraglio tutto da sfruttare è più alta di quanto pensi.</p>
<p>Prova a porti questa domanda: davvero non c&#8217;è niente (niente!) di meglio di quanto puoi oggi stesso immaginare nella nicchia che hai preso di mira? Davvero chi presiede quella nicchia non ha lasciato nulla di intentato, <strong>e fornisce già semplicemente il miglior servizio possibile?</strong></p>
<h2>Terreni di gioco</h2>
<p>Quattro aspetti fondamentali di ogni sotto-nicchia o possibilità lasciata scoperta?</p>
<ul>
<li>Perché è (per loro) antieconomico;</li>
<li>Perché le risorse umane coinvolte non hanno questa flessibilità;</li>
<li>Perché il progetto ha troppa gerarchia;</li>
<li>Perché i lettori o gli utenti &#8230;non lo hanno ancora chiesto esplicitamente.</li>
</ul>
<p>Tutto sta nel comprendere se ciò che per loro è antieconomico, troppo rigido nella gestione o legato a infinite catene di comando è invece per te un&#8217;opportunità commerciale perfettamente sfruttabile (magari su range più piccoli), legata a decisioni che puoi prendere tu stesso o con pochi intermediari e via discorrendo.</p>
<p>È il motivo per cui il piccolo brand con un paio di buone idee e tanta lungimiranza riesce a fare ancora il didietro a strisce a molti colossi troppo lenti nell&#8217;adottare o inseguire nuove possibilità.</p>
<h2>Dormire la notte</h2>
<p>Scopri cosa non fa dormire la notte i tuoi utenti.<br />
Scopri ciò che gli attuali giocatori non gli stanno dando per i motivi di cui sopra.</p>
<p><strong>C&#8217;è sempre spazio per fare le cose meglio.</strong> La storia stessa -non solo della rete- ci insegna che tutto ciò che conosciamo è sempre pronto a venire messo in discussione da chi affronta il problema in modo diverso, migliore, più vicino alle persone e ai loro bisogni. Bisogni che cambiano nel tempo, e che proprio per questo aprono continuamente nuovi spiragli in cui guadagnare la tua visibilità.</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Mio Primo Passo in Markdown su iPad</title>
		<link>http://francescogavello.it/markdown-wordpress-ipad</link>
		<comments>http://francescogavello.it/markdown-wordpress-ipad#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Sai, il vero problema dello scrivere articoli per il tuo blog usando solo un iPad è la complessità di quanto desideri scrivere.
Per prendere appunti, per disegnare qualche sketch, per fissare una buona ispirazione, un iPad è un ottimo strumento. PlainText, Evernote, MindJet sono ottimi alleati per creativi (e non) desiderosi ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/markdown-ipad.jpg" alt="Markdown e iPad" title="markdown-ipad" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24088" /></p>
<p>Sai, il vero problema dello scrivere articoli per il tuo blog usando solo un iPad è <strong>la complessità di quanto desideri scrivere</strong>.</p>
<p>Per prendere appunti, per disegnare qualche sketch, per fissare una buona ispirazione, un iPad è un ottimo strumento. <a href="http://www.hogbaysoftware.com/products/plaintext">PlainText</a>, <a href="http://itunes.apple.com/us/app/evernote/id406056744?mt=12">Evernote</a>, <a href="http://itunes.apple.com/it/app/mindjet-for-ipad/id440272860?mt=8">MindJet</a> sono ottimi alleati per creativi (e non) desiderosi di focalizzare le proprie idee.</p>
<p>Era da tempo che cercavo una buona soluzione per stilare i miei articoli usando esclusivamente il tablet della mela in fase di composizione. Tuttavia, dato che molto di quanto scrivo su queste pagine merita poi una formattazione extra (se pur basilare) ho sempre dovuto arrangiarmi tra più applicazioni per lo sviluppo in puro testo e la classica chiusura del tutto di fronte al monitor.</p>
<p>Certo, esiste <a href="http://ios.wordpress.org/">l&#8217;ottima app di WordPress</a> stesso, che ti permette di dialogare direttamente con il tuo blog. Il fatto è che <strong>non mi sono mai davvero trovato a mio agio nel dover usare tag HTML tramite la piccola-ma-pur-potente tastiera touch</strong>.</p>
<p>Troppo tempo speso a controllare parentesi angolari. Troppe le possibilità di errore per consentire al mio iPad di essere un valido alleato per scrivere velocemente, quasi in flusso di coscienza pur con tutta la precisione e la formattazione aggiuntiva di cui ho bisogno.</p>
<p>Ecco perché sono stato più che felice di scoprire Markdown. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-23978"></span></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Markdown">Markdown</a> è un minimale linguaggio di markup, creato da John Gruber e Aaron Swartz che permette, in buona sostanza, di scrivere liberamente i propri testi usando una sintassi estremamente intuitiva. Tramite cancelletti (#), asterischi (*), parentesi angolari (>) e altre semplici marcature possiamo costruire velocemente testi complessi: Markdown si occuperà di trasformare questa sintassi nei corrispondenti tag HTML necessari.</p>
<p>Maarkdown è un linguaggio assolutamente trasversale a device o a piattaforme. È possibile trovare editors online, applicazione per Windows e per Mac e, appunto, una nutrita rosa di app per iPhone e iPad.</p>
<h2>Io, Markdown e iPad</h2>
<p>Io, letteralmente, adoro <a href="http://bywordapp.com/">Byword</a>.</p>
<p>Una semplice app di stesura testi, minimale nell&#8217;interfaccia, in grado di integrarsi con iCloud e Dropbox per condividere i risultati tra più device e in grado, nel caso decidessimo di usare un file con estensione .md (MarkDown, appunto) di supportare appieno la sua sintassi.</p>
<p>Veloce il sistema di preview/conversione del risultato, utile sia nei primi momenti di apprendimento (si impara a giostrarlo al meglio nel giro di qualche ora) e il sistema di esportazione, sia tramite salvataggio, invio di file via posta elettronica o copia diretta dell&#8217;HTML generato dalla sintassi Markdown.</p>
<p>Per capirci, puoi aprire Byword sul tuo iPad, <strong>stendere un testo in assoluta libertà senza preoccuparti di alcun tag HTML</strong>, usando solo la semplice sintassi Markwdown. Mantenere in questo modo leggibile e scorrevole il tuo articolo mentre lo crei in completa mobilità e al termine <strong>copiare l&#8217;HTML con un singolo tap.</strong></p>
<p>Potrai poi incollare questo HTML nell&#8217;app di WordPress -o in qualsiasi altra app- per procedere alla pubblicazione e rifinire i dettagli &#8220;extra&#8221; di cui il tuo tema potrebbe ancora aver bisogno.</p>
<p>Ogni minuto che risparmi nel gestire il tuo blog è un minuto guadagnato. Ogni minuto che risparmi nel non dover avere a che fare con un&#8217;interfaccia ostica (o ripetitiva) è un minuto di relax in più che puoi dedicare a ciò che sai fare meglio.</p>
<p>Byword, semplicemente, mi sta permettendo di fare tutto ciò, insieme a un linguaggio la cui versatilità non ha pari per chi scrive molto e non esclusivamente di fronte a un monitor.</p>
<p>Assolutamente da provare. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>ps. Se invece non hai un iPad nei paraggi ma stai cercando una buona soluzione per scrivere allo stesso modo direttamente nel box di composizione testo di WordPress, forse potrà interessarti <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/markdown-on-save/">Markdown on Save</a>. Scrivi i tuoi post usando Markdown, flagga un box dicendo al tuo CMS di effettuare la conversione e inizia a scrivere meglio e in maniera più intuitiva. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Conoscevi già Markdown?<br />
Ne fai uso in qualche app, da desktop o da mobile?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>6 Buoni Tips Per Parlare in Pubblico</title>
		<link>http://francescogavello.it/6-buoni-tips-per-parlare-in-pubblico</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
È già da diverso tempo che mi capita, per lavoro, di parlare di fronte a gruppi di persone più o meno ampi.
Nel tempo, ho capito quanto sia difficile replicare la calma, o il carisma che vediamo in alcuni grandi speaker di fronte a una gremita platea quando cala il silenzio ...</p><p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/6-buoni-tips-per-parlare-in-pubblico">6 Buoni Tips Per Parlare in Pubblico</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/consigli-parlare-pubblico.jpg" alt="Consigli efficaci parlare in pubblico" title="consigli-parlare-pubblico" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-24014" /></p>
<p>È già da diverso tempo che mi capita, per lavoro, di parlare di fronte a gruppi di persone più o meno ampi.</p>
<p>Nel tempo, ho capito <strong>quanto sia difficile replicare la calma, o il carisma che vediamo in alcuni grandi speaker</strong> di fronte a una gremita platea quando cala il silenzio e tutti si aspettano di essere intrattenuti da te.</p>
<p>Sembra molto semplice, quando vediamo <a href="http://www.ted.com/translate/languages/it">un qualsiasi video di TED</a>, raccontare una storia, tracciare un filo logico, aprirsi alle persone di fronte passando realmente un’emozione o un’esperienza.</p>
<p>Poi arrivi in sala e sei stranamente (troppo) teso.<br />
Tutto diventa complesso e l&#8217;obiettivo così lontano.</p>
<p>Ecco cosa ho imparato in questi anni. Ecco cosa ho messo in pratica a SEOtraining 2012 ancora una volta. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>1. Respira</h2>
<p>Strano come l’aria inizi a mancare quando parli da soli cinque minuti. L’istinto, di fronte a una sala gremita, è quella di voler dire tutto e subito. Quasi per affrontare la cosa come a un salto nel vuoto il quale, prima lo si fa, prima si atterra.</p>
<p>Invece, <strong>iniziare a controllare il proprio respiro e a parlare volutamente più lenti del normale</strong>, ti aiuta a (hem) sopravvivere e dà modo alle persone di riflettere su quanto hai detto.</p>
<p>Nel passare a una slide all’altra, dai modo ai cervelli di chi ti sta seguendo di far lievitare l’informazione, così che tu possa costruirvi sopra un nuovo passaggio.</p>
<h2>2. Guarda in faccia le singole persone</h2>
<p>C’è chi dice che per ottenere un buon risultato dovresti guardare sopra le spalle di metà platea, in modo che sembri sempre che stai guardando in faccia qualcuno, ma in realtà non lo stai facendo con nessuno.</p>
<p>Non funziona per me. Trovo che sia estremamente gratificante <strong>considerare una presentazione come un relazionarsi, a livello di gesti, di sguardi con tutte le persone, una persona alla volta.</strong></p>
<h2>3. Usa ancore visive</h2>
<p>Per evitare che a metà intervento subentri un naturale calo di attenzione, usa più ancore visive. Usa per esempio <strong>liste puntate numerate, del tipo 1/8</strong>, così da dare continuamente un messaggio circa l’avanzamento del tuo discorso.</p>
<p>È utile anche a te nel dover gestire tempi.<br />
Trova la tua ancora e fanne buon uso.</p>
<h2>4. Sfrutta una struttura modulare</h2>
<p>Evita di proporre un lungo elenco di dispositive mischiate tra loro con testi una volta centrati, una volta in maiuscolo, una volta con sole immagini, altre con immagini e testi (magari diverse tra loro).</p>
<p><strong>Usa al massimo due o tre modelli di diapositiva</strong>: liste, titoli, immagini. Attieni ad esse e non cercare di stupire il mondo intero con animazioni e fuochi d’artificio. Più semplice è, più memorizzabile il tutto.</p>
<h2>5. La pratica rende perfetti</h2>
<p>Ansia da prestazione? La pratica rende perfetti.</p>
<p>Non significa che devi preparare per giorni interi il tuo discorso se poi quello che devi fare è parlare per una quarantina di minuti su un argomento che padroneggi già di tuo. Dovresti, però, prenderti una mezza giornata per fare un passaggio a 360° su tutti gli argomenti, gli spunti e le informazioni correlati in grado di fornire il valore aggiunto al tuo intervento.</p>
<p>Essere assolutamente sicuri e scafati del messaggio che vogliamo portare riduce quasi del tutto l’ansia.</p>
<h2>6. Combatti lo stress</h2>
<p>Ricorda: più cose metti in gioco più cose possono andare male. Mi riferisco a chi si fa prendere dal panico e propone dieci copie aggiornate delle proprie slide, poi si concentra sull’apertura dell’intervento, poi studia e valuta così tanti aspetti tutto sommato secondari che il nocciolo della quesitone (l’argomento dell’intervento) sembra così lontano e remoto da raggiungere che lo stress inizia a bloccarti.</p>
<p>È molto più semplice.<br />
<strong>Rendi le slide un supporto a te, e non il contrario.</strong> Fai in modo che sia tu a venire ricordato per il tuo intervento, non la decina di diapositive che hai avuto a supporto.</p>
<p>Tu puoi fare la differenza. Mantenendo le cose semplici e ricordando che, dopo tutto, se sei lì con un microfono in mano è perché qualcuno già si fida di ciò che hai da dire.</p>
<p>Non resta altro che fare ciò che sai fare meglio. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/6-buoni-tips-per-parlare-in-pubblico">6 Buoni Tips Per Parlare in Pubblico</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Perché Lavorare Oltre i Limiti Non é Affatto una Buona Idea</title>
		<link>http://francescogavello.it/lavorare-troppo-cattiva-idea</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>



Avere una solida etica nel lavoro non è da tutti.
Soprattutto in periodi non propriamente semplici per i piccoli e medi imprenditori, capire come stia procedendo realmente la propria attività è davvero complesso. Servono nervi saldi e tanta capacità di autocritica.
Così, rimango sempre stupito di come alcuni riescano a sintetizzare la ...</p><p><div style="font-size:10px">
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<div class="shield"></div>
</div>
<p>Avere una solida etica nel lavoro non è da tutti.</p>
<p>Soprattutto in periodi non propriamente semplici per i piccoli e medi imprenditori, capire come stia procedendo realmente la propria attività è davvero complesso. Servono nervi saldi e tanta capacità di autocritica.</p>
<p>Così, rimango sempre stupito di come alcuni riescano a sintetizzare la bontà del portare avanti un’attività (in rete, ma non necessariamente) solo sulla base del tempo.</p>
<p>Lavora di più, guadagna di più.<br />
Lavora di più, trova più clienti, guadagna di più.</p>
<p>È davvero così, hem, semplice?<br />
Io credo di no.</p>
<p>Da tempo sono convinto che ci sia qualcosa di meglio. Che, semplicemente, <strong>non ci sia nulla di straordinario di chi stringendomi la mano mi annuncia di come abbia fatto le ore piccole di fronte all’ennesimo progetto portato a casa.</strong> O di chi vorrebbe quantificarmi una sorta di valore intrinseco in ciò che fa solo di fronte al conteggio delle ore/settimana passate di fronte a un monitor.</p>
<p>Ti rivelerò un segreto.</p>
<p>Passare dieci, dodici ore in ufficio (o in qualunque altro posto tu voglia lavorare da dipendente o da libero professionista) <strong>non è necessariamente un indice di qualità</strong> di ciò che in quelle ore hai prodotto. Anzi.</p>
<p>Vediamola in ottica prettamente analitica. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>1. Lavorare oltre i limiti aumenta le possibilità di errore</h3>
<p>Non sei convinto? Mettiamola giù così. La soglia di attenzione di ogni essere umano è limitata. Per quanto tu possa essere allenato a sobbarcarti di stress e lunghi periodi di lavoro ininterrotto, prima o poi avrai bisogno di staccare la spina. O il tuo corpo lo farà per te.</p>
<p><strong>Continuare a lavorare oltre una certa soglia diventa semplicemente improduttivo.</strong> Non c’è ragione di trovarsi (o mettersi in condizione di trovarsi) a lavorare alle tre di mattina al progetto che non abbiamo saputo gestire meglio per poi produrre più errori che lavoro finito.</p>
<p>(quindi)</p>
<h3>2. Lavorare oltre i limiti aumenta il tempo richiesto al progetto</h3>
<p>Ne consegue che più errori produci, più tutto questo tempo “extra” che pensavi di dedicare ai tuoi clienti, si estende esponenzialmente. Lavori di più, con meno attenzione, producendo meno perché, semplicemente, il tuo corpo e la tua mente sono allo stremo delle loro forze.</p>
<p>(quindi)</p>
<h3>3. Lavorare oltre i limiti aumenta il costo per il cliente</h3>
<p>Se poi c’è qualcuno a cui dovrai fatturare questo lavoro, hai un nuovo problema. I costi salgono e due sono i casi.</p>
<p>Nel primo, sarai così “scaltro” da ricaricare il tempo extra che hai speso lavorando in maniera improduttiva al tuo cliente (molto poco professionale, dal mio punto di vista). Cliente che <strong>pagherà più di quanto avrebbe dovuto</strong> se avesse affidato il suo lavoro a un professionista capace di farlo in metà del tempo, magari in orari d’ufficio.</p>
<p>Nel secondo caso, cercherai di assorbire questo costo extra per il cliente lasciando invariata la tua fattura finale. In questo caso, dato che il tuo tempo ha comunque un valore sia che tu voglia riconoscerlo o meno, avrai comunque gettato via qualcosa di prezioso.</p>
<h2>Romanticismi</h2>
<p>È tutto qui, davvero. Non sto dicendo che per inseguire i proprio obiettivi non si debba impiegare ogni minuto del proprio tempo libero, se lo si desidera davvero.</p>
<p>Solo, che quando lo vuoi fare dovresti essere cosciente di come abbia valore fare ciò per sé, molto meno per altri. Trovo molto romantica l’idea di chi, in piena notte, la lampada inclinata sulla scrivania, lavora alle proprie idee caricandosi di energia posivita.</p>
<p>Un po’ meno, colui che a tarda notte, la terza tazza di caffè che macchia la pila di appunti, cerca di inseguire e concludere l’ennesimo lavoro preso alla rinfusa solo per non essere stato in grado di valutare meglio la situazione.</p>
<p>Hai tutto il tempo di fare le cose bene, rispettando te stesso, il tuo corpo e le persone che ti stanno intorno. Hai tutto il tempo (e il diritto) di lavorare bene, evitando di consumare te stesso e di dover prima o poi arrivare a gettare la spugna.</p>
<p>Domani è la festa dei lavoratori.<br />
Prenditi una pausa, passala insieme alle persone a cui tieni di più, e cerca di capire se il modo in cui lavori è davvero il migliore possibile.</p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>Backlinks Efficaci: Istruzioni per l’uso!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Monetizzare Contenuti]]></category>
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Quello che stai per leggere è un guest post di Mark Cannelli. Mark ci racconta oggi quali siano gli aspetti da tenere sott&#8217;occhio quando andiamo a costruire una strategia di link building per i nostri progetti. Buona lettura!  
Hai scritto un buon articolo e vuoi condividerlo con i lettori ...</p><p><div style="font-size:10px">
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/creare-backlinks-efficaci.jpg" alt="Come creare backlinks efficaci blog" title="creare-backlinks-efficaci" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-23982" /></p>
<p><em>Quello che stai per leggere è un guest post di Mark Cannelli. Mark ci racconta oggi quali siano gli aspetti da tenere sott&#8217;occhio quando andiamo a costruire una strategia di link building per i nostri progetti. Buona lettura! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Hai scritto un buon articolo e vuoi condividerlo con i lettori di questo blog? <a href="http://francescogavello.it/linee-guida-pubblicazione-guest-post">Ecco come fare!</a></em></p>
<p>Veicolare traffico organico dai motori di ricerca (Google in primis) è qualcosa che interessa non solo a chi vuole <a href="http://www.guadagnareonlineitalia.it/">guadagnare online</a> o fare business con internet, ma a tutti coloro che a qualsiasi titolo vogliano divulgare i loro contenuti nel web al maggior numero di utenti target.</p>
<p>Prima di andare avanti, apro e chiudo una breve parentesi: tutto quello che dirò si applica benissimo non solo con Google, ma anche a <strong>tutti gli altri motori di ricerca.</strong> Se dedico una particolare attenzione al colosso di Mountain View, è solo per la sua innegabile importanza (a dir poco primaria!) nell’ambito della search online.</p>
<p>Detto questo, nel presente articolo mi concentrerò su un aspetto a dir poco fondamentale della SEO, ovvero <strong>come si ottimizza un backlink al proprio sito.</strong> Per la precisione: le cose da tenere sempre presenti e le pratiche da evitare, per fare in modo di avere i migliori risultati possibili senza spiacevoli “effetti collaterali”.</p>
<h2>No ai link nofollow</h2>
<p>Prima di tutto un backlink, per essere efficace nei confronti del tuo sito, deve essere <strong>privo del nofollow o dell’attributo rel=“nofollow”.</strong> Se quanto ho appena detto ti suona come arabo, allora ciò che leggerai nelle prossime righe ti sarà sicuramente utile.</p>
<p>Iniziamo dal nofollow. Quest’ultimo consente a un sito di inviare ai motori di ricerca l’istruzione “non seguire i link o il link presenti/e in questa pagina”, così da non dare peso al sito che viene linkato all’interno del ranking del motore di ricerca.</p>
<p>In pratica, se la pagina che ti linka ha il meta name nofollow, allora quel link che ricevi da essa <strong>non ha nessun valore.</strong> Ovviamente, questo non esclude che qualcuno ci possa anche cliccare sopra e scoprire, in questo modo, il tuo sito. Tuttavia rimane il fatto che, ai fini di un tuo migliore posizionamento all’interno dei risultati di Google, quel link vale zero.</p>
<p>Il rel=“nofollow” ha la stessa funziona del comune nofollow, ma è un po’ più specifico. Mentre il nofollow “inibisce” sempre tutti i link all’interno di una pagina web, invece col rel=“nofollow” è possibile lavorare a livello più “chirurgico”.</p>
<p>…In pratica: il proprietario del sito che dà i link può decidere, all’interno della stessa pagina web, che un tot di link vengano seguiti dai motori di ricerca e che quindi passino link juice (in questo caso si dice che quei link sono <strong>dofollow</strong>), e che invece un altro tot di link non vengano presi in considerazione dai motori.</p>
<p>Detto questo, ai fini di un miglior posizionamento su Google a te devono interessare solo i link dofollow! <strong>Come fare in pratica a capire se un backlink è “buono”</strong>, oppure se ha il nofollow? </p>
<p>Potresti dare un’occhiata al codice del link, ma se vuoi fare velocemente usa l’utilissima funzione “Highlight Nofollow Links” del plugin <a href="http://www.quirk.biz/searchstatus/">SearchStatus per Firefox</a> (tutti i link nofollow li riconoscerai subito perché verranno ben evidenziati).</p>
<h2>La posizione</h2>
<p>Dove è inserito un backlink, all’interno di una pagina web, ha un’importanza a dir poco enorme! Infatti se il link che punta al tuo sito non è inserito nei punti giusti, varrà molto poco agli occhi di Google.</p>
<p>Le posizioni da evitare sono, non a caso, quelle più scontate e maggiormente utilizzate per inserire i link: footer, header, sidebar, widgets, i vari “powered by”, le pagine dedicate solo ai link e i blogroll.</p>
<p><strong>Qual è la posizione migliore?</strong> Semplicemente: all’interno del corpo del testo vero e proprio della pagina web, possibilmente all’inizio. Ad esempio, se all’interno di un articolo su un blog WordPress ci sono 3 link, quello che avrà maggior valore è il link che viene prima degli altri 2.</p>
<p>Importante: non serve ripetere lo stesso identico link un miliardo di volte all’interno della stessa pagina web. Mettere più link identici non aumenta l’importanza agli occhi di Google. Anzi, devi sapere che quest’ultimo tende a sminuire il valore di molti link concentrati tutti nella stessa identica pagina.</p>
<h2>Contenuto del sito e della pagina che ospitano il link</h2>
<p>Più il dominio è anziano, più ha alto page rank e trust e meglio è. Come capire il trust di un dominio? Ovviamente l’esperienza e l’ “occhio clinico” aiutano molto, in ogni caso ci sono dei parametri abbastanza semplici da valutare:</p>
<ul>
<li>Ovviamente: come si posiziona quel sito su Google.</li>
<li>La qualità dei contenuti.</li>
<li>Anzianità del dominio (molto importante per il trust). Puoi usare <a href="http://whois.domaintools.com/">DomainTools</a> per vedere l’anzianità.</li>
<li>Pagerank del dominio e delle singole pagine.</li>
<li>Vedere chi è che linka quel sito e con quale anchor text. Puoi usare <a href="http://www.opensiteexplorer.org/">Open Site Explorer</a> per monitorare questi parametri.</li>
</ul>
<p>In genere, salvo rare eccezioni, la home è la pagina del sito con maggior trust e PR, pertanto cerca di far inserire il link in una pagina web che <strong>non si allontani più di tanto dalla home</strong> (no pagine troppo in profondità!).</p>
<p>E’ molto importante che il contenuto della pagina che ospita il backlink <strong>sia originale</strong> (no contenuti copiati!) e che <strong>sia in tema</strong> col contenuto del sito che andrà a linkare. Se poi è il sito intero a essere in tema, e non solo la singola pagina web che dà il link, allora è ancora meglio.</p>
<p>Se la pagina web che ospita il link non è in tema col tuo sito, allora cerca almeno di contestualizzare a livello tematico le parole che stanno intorno al link. In pratica: il link non dovrà mai essere buttato là nella pagina web “giusto per”, ma dovrà sempre avere almeno una piccola parte di testo che ne rende tematicamente più coerente l’inserimento&#8230;</p>
<h2>Anchor text tematico</h2>
<p>Non farti mai linkare utilizzando il link nudo e crudo messo per esteso. Esempio pratico: http://www.tuosito.it/</p>
<p>Evita come la peste anche i vari clicca qui, vai qui, guarda qui, leggi qui, eccetera.</p>
<p><strong>Fatti linkare usando un anchor-text tematico</strong> composto dalla keyword del sito, o di una sua singola pagina web, che vuoi spingere su Google. Tuttavia, non fare l’errore di utilizzare sempre e solo lo stesso anchor-text (più avanti vediamo meglio questo aspetto).</p>
<h2>Formattazione del backlink</h2>
<p>Deve essere <strong>ben visibile e risaltare chiaramente</strong> rispetto al restante testo normale. Se un occhio umano non capisce che si tratta di un backlink perché lo confonde col restante corpo del testo, allora Google gli darà ZERO valore. </p>
<p>Ovviamente, non c’è bisogno che ti inventi chissà quali effetti speciali stratosferici per mettere in evidenza un link! Il normalissimo blu sottolineato che si vede sin dagli albori di internet sarà più che sufficiente. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se ti è possibile (a volte e solo per i link a cui tieni di più), cerca anche di evidenziare il link con grassetto e/o corsivo.</p>
<h2>Fattore tempo</h2>
<p>Sto parlando della durata del backlink all’interno di un sito: in pratica, quanto tempo ci rimane? I link una “botta e via” della serie “li metto e li tolgo” non servono a niente (o quasi). I link che ti danno e che restano sono un po’ come il vino buono: <strong>più invecchiano e più&#8230;ti aiutano!</strong> <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Crescita temporale. Se il tuo sito è molto giovane, ha pochi contenuti e basso PR, allora devi stare attento perché ha un “potere di assorbimento” di link limitato. Pertanto, se esageri a fare link building in pochissimo tempo, il rischio che corri è quello di essere penalizzato da Google per matrici di link forzate.</p>
<p>Tuttavia, a tal proposito, ci sono alcune importanti precisazioni da fare. Vediamo nel dettaglio <strong>come ti devi comportare:</strong></p>
<ul>
<li>Se ricevi link solo da siti molto autorevoli (alto PR, molto anziani, ottimi contenuti, eccetera), allora puoi ricevere tutti i backlink che ti pare in pochissimo tempo.</li>
<li>Se ricevi link da siti tutto sommato “normali” (non fanno schifo e non sono fonti spam ma non sono manco così autorevoli), allora devi essere un po’ più cauto e fare in modo che la crescita temporale dei backlink al tuo sito sia abbastanza diluita nel tempo (settimane/mesi) e non avvenga invece tutta di botto.</li>
</ul>
<h2>Pratiche altamente sconsigliate</h2>
<p>Google è diventato molto più aggressivo nei confronti di certe pratiche e, se non ti muovi con i dovuti crismi, rischi solo penalizzazioni facili e mazzate sui denti. Qui di seguito ti elenco quelli che sono gli errori più frequenti che non dovrai mai fare: </p>
<ul>
<li><strong>Non cercare mai backlink da siti spam, illegali, porno, pirata o di pessima qualità.</strong> Questo genere di link è meglio non averli, perché possono inficiare seriamente la tua posizione agli occhi di Google.</li>
<li><strong>Non farti linkare sempre e solo la tua home page</strong>, ogni tanto fai linkare anche le pagine interne del sito. Ovviamente, se sei all’inizio e puoi disporre solo di pochi backlink, allora privilegia sempre la home del sito ma senza esagerare.</li>
<li><strong>Non farti linkare sempre con lo stesso anchor text nei link</strong>, ma utilizza spesso anche parole chiave alternative e/o sinonimi. Esempio pratico: anziché usare sempre “addestramento cani”, potresti usare anche “come addestrare un cane”, “addestrare cani”, eccetera.</li>
<li><strong>A meno che il tuo sito abbia già una certa anzianità</strong> e sia ritenuto una fonte molto autorevole da Google, allora evita come la peste di farti inondare in pochissimo tempo da una valanga di backlinks, soprattutto se provengono da siti di scarso/nullo valore. In caso contrario: penalizzazione quasi sicura! </li>
<li>Per lo stesso motivo appena visto, <strong>evita come la peste tutti quei servizi che ti iscrivono a una valanga di directory</strong> (sia italiane che straniere) in poco tempo e che magari, nel fare questo, utilizzano sempre lo stesso titolo e la stessa descrizione.</li>
</ul>
<p>In generale: un sito nato da poco e con pochi contenuti è molto debole. E’ come un bambino piccolo e indifeso che va curato e seguito in un certo modo, specie all’inizio, in quanto <strong>ci vuole molto poco a fargli del male&#8230;</strong> </p>
<h2>Network di siti</h2>
<p>Un discorso a parte, vista la loro potenziale pericolosità, meritano i network di siti. Cosa sono? In pratica, quando tu <strong>sei proprietario di più siti e inizi a interlinkarli fra di loro</strong> per “spingerli” all’interno di Google, si dice in gergo che stai creando un network di siti.</p>
<p>Normalmente, non ci sarebbe nulla di male a collegare i propri siti con qualche link. Se poi questi siti hanno tematiche simili (ad esempio: sito di ricette di cucina che linka un sito che parla di dolci), allora si tratta di una pratica naturale, potenzialmente utile per il navigatore e quindi non sanzionata da Google. Ma purtroppo, tanto per cambiare, ci sono i soliti furbi che esagerano e che finiscono col farsi male da soli. </p>
<p><strong>Tipico esempio:</strong> network di domini tutti con parola chiave esatta nel nome di dominio (ma con le estensioni diverse), tutti hostati sullo stesso server, tutti presi a nome dello stesso proprietario, tutti con la stessa grafica e gli stessi identici contenuti (magari manco originali ma copiati da qualcun altro!), tutti con lo stesso codice di Analytics, tutti con identici title e description, tutti che si interlinkano fra di loro sempre con lo stesso anchor text “ottimizzato”, tutti che si interlinkano solo attraverso le home page e mai da pagine interne, infine nessuno di questi siti linka mai risorse web esterne. <strong>Penalizzazione sicura al 200%!</strong> </p>
<p>In pratica: è come andare a rubare e lasciare la propria carta d’identità sul luogo del reato, compreso il numero di cellulare per farsi rintracciare ancora più in fretta dalla polizia! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E non serve, per forza, che tu faccia proprio tutte le stupidaggini sopra citate per essere punito. Basta anche un “buon” mix di un tot numero di esse per renderti <strong>subito sospetto</strong> di fronte a Google. </p>
<p>Morale della favola: lascia perdere i network di siti che creano <strong>matrici di links palesemente forzate e poco naturali.</strong> Ormai Google è più che vaccinato nei confronti di queste pratiche: le scopre e le penalizza molto facilmente. </p>
<p>Tuttavia, non cadere neanche nell’errore opposto di chi si fa un miliardo di problemi a interlinkare siti che sono dello stesso proprietario. L’importante è rispettare questi semplici accorgimenti che elenco qui di seguito:</p>
<ul>
<li>Non linkare “tanto per”, ma chiediti sempre se la risorsa che stai linkando può, potenzialmente, <strong>arricchire l’esperienza dell’utente.</strong> Esempio pratico: se hai un sito di ricette di cucina e un altro che parla di dolci, allora potrebbe avere un senso creare un collegamento tra i due siti tramite un link. Se invece il tuo sito di ricette di cucina linka il tuo sito dove parli di trading online, allora il senso inizia a latitare&#8230;</li>
<li>I contenuti dei siti del tuo network devono essere unici e originali. Idem per ciò che concerne il tag title di ogni pagina web di ogni tuo sito.</li>
<li>I link inseriscili sempre <strong>all’interno del corpo del testo</strong> e non in zone come: sidebar, header, footer, blogroll, pagina dedicata solo ai link e simili.</li>
<li>Non linkare solo le home page dei siti, ma anche <strong>le pagine interne.</strong></li>
<li>Ricordati di dare link anche a siti esterni a quelli del tuo network. Mi raccomando che questi link siano dofollow (ossia senza nofollow).</li>
<li>Non linkare gli stessi siti del tuo network utilizzando sempre lo stesso anchor-text. Utilizza spesso varianti e sinonimi in tema.</li>
<li>Non interlinkare mai i siti del tuo network in maniera troppo “forzata” (tipo linkwheel e simili per intenderci). Vuoi un consiglio? <strong>La migliore matrice di link esistente è quella casuale</strong> (sempre tenendo conto della tematicità ovviamente…). </li>
<li>Non interlinkare di botto un miliardo di siti del tuo network. Fai in modo che la matrice di link cresca in maniera progressiva nell’arco di settimane/mesi.</li>
</ul>
<p>Ok, direi che per adesso è tutto.<br />
Fai buon uso di queste informazioni e soprattutto&#8230; buon backlinking!!! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La Rete di Contatti dei Tuoi Dipendenti è un Far West Tutto da Conquistare?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 03:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Essere un&#8217;azienda, ai tempi dei social network, è difficile.
È difficile per chi gestisce le proprie risorse umane ignorare numeri che crescono e possibilità di distribuzione dei contenuti sempre più fluide, ignorando la cosa o bollandola come semplice &#8220;scatola stagna&#8221;, in grado di non incidere sul resto del proprio business finché ...</p><p><div style="font-size:10px">
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/social-media-far-west.jpg" alt="Contatti social media aziende" title="social-media-far-west" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-23892" /></p>
<p>Essere un&#8217;azienda, ai tempi dei social network, è difficile.</p>
<p>È difficile per chi gestisce le proprie risorse umane ignorare numeri che crescono e possibilità di distribuzione dei contenuti sempre più fluide, ignorando la cosa o bollandola come semplice &#8220;scatola stagna&#8221;, in grado di non incidere sul resto del proprio business finché non viene seriamente affrontata.</p>
<p>Così, sempre più aziende adottano una propria policy riguardo la gestione interna di Facebook, Twitter, LinkedIn e via discorrendo.</p>
<p><span id="more-23860"></span></p>
<p>Al livello più basso abbiamo tutte quelle aziende che semplicemente affrontano il problema <strong>negando o vincolando in parte l&#8217;accesso a questo o a quel dominio.</strong> Che nessuno perda tempo su simili sciocchezze, siamo qui per lavorare.</p>
<p>Altre, affrontano potenziali problemi di immagine nel momento in cui <a href="http://gawker.com/5901538/kfc-thailand-tells-quake+rattled-customers-to-stock-up-on-fried-chicken">questi si verificano</a>, adottando <strong>procedure di più o meno emergenza quando il dipendente di turno compie lo scivolone</strong> che gli costerà forse il posto.</p>
<p>Altre ancora, decisamente più illuminate, cominciamo a considerare <strong>un periodo di formazione sui social network come una prassi indispensabile</strong> al percorso lavorativo.</p>
<p>(conosci il tuo nemico, echeggia lontano <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<h2>Prevenzione efficace</h2>
<p><a href="http://www.businessinsider.com/your-employer-may-soon-want-to-use-your-facebook-account-2012-4">C&#8217;è chi già esplora da tempo</a> la potenza della propria rete di dipendenti e collaboratori e incoraggia una sana distribuzione di contenuti pertinenti. Sviluppa materiale, forma le persone. Crea insomma i presupposti di un buon dialogo senza lasciare le cose al caso. Evolve la sua visione abbracciando i social network dal punto di vista di chi per l&#8217;azienda ci lavora.</p>
<p>Si cerca di prevenire, più che di rimediare, alla classica situazione per cui l&#8217;azienda di turno lavora duramente a un prodotto per mesi, e poi subito dopo il lancio il singolo dipendente se ne esce con informazioni contrarie, o dannose, alla policy aziendale.</p>
<p>Perché finché il tutto avviene a voce, com&#8217;è sempre avvenuto, di problemi non ne sussistono poi troppi. Diverso il caso quando tutto è tracciabile, estremamente amplificato e senza filtro come spesso accade su una qualsiasi bacheca di Facebook.</p>
<p>E qui si apre tutto l&#8217;interessante spunto che intendevo raccontarti oggi.</p>
<h2>Etica</h2>
<p>Davvero formare un dipendente sull&#8217;utilizzo consapevole dei social network, ad uso e consumo aziendale (leggi: per evitare disastri) <strong>equivarrà per sempre a rimanere estranei al resto della sua attività?</strong></p>
<p>È da qualche settimana che si legge in rete di probabili controlli e filtri per cui per le aziende dovrebbe diventare palesemente proibito farsi fornire accessi e riferimenti ai profili sociali dei propri dipendenti, ma qui si sale di un nuovo livello.</p>
<p>Lavoreresti per un&#8217;azienda che richieda ai suoi dipendenti, a fronte e forte di un periodo di formazione (leggi: soldi) spesi per gestire internamente la questione social media, <strong>di agire allora sempre secondo particolari canoni interni, e di comportarsi in ultima analisi come se si trovassero sempre sul posto di lavoro?</strong></p>
<p>Si potrebbe pensare: hey, è questione di etica.</p>
<p>Un buon dipendente non ci pensa neppure a sputare nel piatto in cui mangia.<br />
Un buon dipendente aiuta l&#8217;azienda a crescere ed è nel suo interesse essere in linea con la filosofia e il posto in cui lavora. Per la più classica delle situazioni win-win.</p>
<h2>Ti ho formato, ora agisci</h2>
<p>È solo che così andiamo a sfumare i contorni un passettino alla volta.</p>
<p>Ciò che oggi potrebbe essere accettato: <em>&#8220;Parla pure ma con i dovuti toni e con sincerità&#8221;</em> domani potrebbe diventare: <em>&#8220;Promuovi il nostro prodotto senza se e senza ma, ne abbiamo bisogno e ti abbiamo formato per questo&#8221;.</em></p>
<p>La rete, <strong>il grafo sociale dei propri dipendenti è un terreno di marketing troppo succoso</strong> per rimanere ancora a lungo scoperto e privo di una qualche regolamentazione?</p>
<p>Prima l&#8217;accenno era solamente sulle questioni legate alla privacy. Tu datore di lavoro puoi giudicarmi anche secondo quanto di me distribuisco in rete, e io potrò decidere se la tua azienda fa per me in merito alle tue decisioni.</p>
<p>Ma se l&#8217;azienda decide di investire in formazione proprio su questi social -così spinosi- quanto rimarrà poi immune dal cercare di influenzare il mio comportamento su di essi?</p>
<p>Che ne pensi?</p>
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