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	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Featured</title>
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		<title>Assumi che i Tuoi Clienti &#8230;Non Sappiano Nulla (di te)</title>
		<link>http://francescogavello.it/strategia-editoriale-blog</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.
“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/strategia-editoriale-blog">Assumi che i Tuoi Clienti &#8230;Non Sappiano Nulla (di te)</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/pianificare-contenuti-editoriali-blog.jpg" alt="Pianificare contenuti editoriali per blog aziendale" title="pianificare-contenuti-editoriali-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22788" /></p>
<p>Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.</p>
<blockquote><p>“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ma su tutto il resto credo di apparire banale e scontato. Come pianifico contenuti pertinenti per il mio business?”</p></blockquote>
<p>È un po&#8217; il ragionamento secondo cui una strategia editoriale sia fatta di qualche magico segreto e innata creatività, tale che solo chi ne detiene la giusta conoscenza possa effettivamente iniziare a pianificarla.</p>
<p>Stupidaggini.</p>
<p>Una strategia editoriale è semplice buon senso applicato alla rete e al modo in cui le persone (non) si ricordano di noi. E la prima risposta al problema di cui sopra risiede in una singola affermazione.</p>
<p><span id="more-22774"></span></p>
<p><strong>Considera i tuoi clienti come se non ricordassero mai nulla di te.</strong></p>
<p>Esatto. Come se non ricordassero proprio quell’ottimo post che hai scritto una settimana fa. Come se gli fossero sfuggiti, dannazione, tutti gli ultimi giorni che hai passato a promuovere il tuo nuovo prodotto sui social media.</p>
<p>Perché?<br />
Perché nella maggior parte dei casi, è esattamente così.</p>
<p>E non si tratta di una qualche ingiustizia nei tuoi confronti. Capita da sempre. Ed è semplicemente il modo in cui noi utenti ci poniamo di fronte a una così grande mole di informazioni delle quali può essere piena la rete odierna.</p>
<p>Cercare di inseguire una sorta di &#8220;saggia austerità&#8221; nei confronti di chi ci legge, data dalla riflessione che hey, tutto sommato i nostri utenti già sappiano più o meno tutto di noi, non farà altro che generare una crescente frustrazione da carenza di contenuti papabili.</p>
<p>Ci sono professionisti che si limitano ad accennare timidamente ciò di cui si occupano in qualche remota sotto-pagina dei loro blog. E che non nominano mai le loro competenze su un social che sia uno. Abbiamo aziende dall’assoluto valore e carisma (almeno, dietro le quinte e fuori dal web) che trasmettono un’immagine formale e impostata solamente per il terrore di annoiare gli utenti ancora con i “soliti contenuti che hanno già sicuramente letto nella sottosezione C del menù secondario”.</p>
<p>Contenuti che, come detto, risulterebbero nella stragrande maggioranza dei casi una gran bella novità da leggere.</p>
<h3>Ciao, ti conosco?</h3>
<p>Non c’è motivo di apparire il “grande segreto” in rete. <strong>Nessuno si prenderà il tempo e il modo di strapparti di dosso le informazioni di cui hai bisogno.</strong> A meno che tu non sia davvero un grande nome (e anche in questo caso ho qualche dubbio in merito). Spesso, come freelance e pmi, come privati e grandi aziende, una veloce occhiata è tutto ciò che ci è concesso da parte di nuovi partner, clienti, lettori.</p>
<p>Assumere che il nostro prossimo lettore (o cliente, o partner) non sappia nulla di noi e di quanto abbiamo fatto in passato è il miglior modo per iniziare a costruire a cuor leggero una comunicazione fresca e personale, che mostra e dettaglia con chiarezza il nostro business non nascondendolo dietro al solito sipario.</p>
<p>Hai mai pensato a quanto i tuoi lettori sanno di te, dei tuoi obiettivi, dei tuoi retroscena che hai sempre trascurato di comunicare perché &#8220;tanto queste cose, chi mi conosce, le sa già&#8221;?</p>
<p>foto: © <a href="http://it.fotolia.com/id/5117029">Fotolia.com</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>È LinkedIn il Miglior Social Network per Trovare Clienti?</title>
		<link>http://francescogavello.it/trovare-clienti-linkedin</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quale che sia la tua attività o il prodotto che stai vendendo, hai bisogno di un costante afflusso di nuovi clienti. Che il tuo prodotto sia fisico, o espressamente legato a un servizio sul web, capire come gestire il ricambio di persone interessate a te e al tuo brand è ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale che sia la tua attività o il prodotto che stai vendendo, hai bisogno di un costante afflusso di nuovi clienti. Che il tuo prodotto sia fisico, o espressamente legato a un servizio sul web, capire come gestire il ricambio di persone interessate a te e al tuo brand è uno degli aspetti principali che ti permetteranno di rimanere a lungo su piazza.</p>
<p>Spesso, quando parliamo di trovare &#038; portare in casa potenziali clienti attraverso una strategia di web marketing (la cosiddetta <em>lead generation</em>, appunto) la mente viaggia rapida verso campagne DEM, advertising su AdWords o Facebook Ads.</p>
<p>E il caro vecchio LinkedIn?</p>
<p>È di questa settimana <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/30030/LinkedIn-277-More-Effective-for-Lead-Generation-Than-Facebook-Twitter-New-Data.aspx">lo studio dei ragazzi di HubSpot</a>, compiuto su più di cinquemila aziende nel settore B2B e B2C attive su LinkedIn che <strong>dimostra come il network risulti il 277% più efficace</strong> dei classici Facebook e Twitter nell&#8217;<a href="http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin">acquisire clienti.</a></p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/lead-generator-linkedin.jpg" alt="Trovare clienti con LinkedIn" title="lead-generator-linkedin" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22736" /></p>
<p>Di molto inferiori, come si può osservare nel grafico in alto, Facebook con solo lo 0.77% e Twitter con un altrettanto basso 0.69%.</p>
<p>LinkedIn, riporta Rebecca Corliss nell&#8217;articolo di cui sopra, con il suo orientamento esclusivamente professionale rispetto ai due concorrenti, permette al singolo utente di <strong>fruire nello stesso lasso di tempo di contenuto molto più &#8220;concentrato&#8221;.</strong> Niente foto delle vacanze o divagazioni sui programmi tv. Ogni secondo speso su LinkedIn è potenzialmente rivolto a diventare cliente di qualcun&#8217;altro.</p>
<p>Se è quindi vero che nei numeri grezzi <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2012/02/quale-social-porta-piu-traffico.html">LinkedIn non si posiziona certo in vetta</a> (<a href="http://blog.shareaholic.com/2012/01/pinterest-referral-traffic/">qui l&#8217;articolo originale</a> di Shareaholic), è anche vero che l&#8217;utenza che lo percorre si dimostra estremamente più propensa delle rispettive controparti a masticare contenuti aziendali, esplicitamente promozionali e (perché no?) autoreferenziali.</p>
<p>Hai già considerato LinkedIn come piattaforma di promozione attiva?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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		<title>Gli Hashtag Sono Animali Liberi (di McDonald&#8217;s, Twitter e #McDStories)</title>
		<link>http://francescogavello.it/hashtag-marketing-mcdonalds-mcdstories</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
È di qualche giorno fa la notizia dello scivolone di McDonald&#8217;s, relativa al lancio della sua più recente campagna di comunicazione su Twitter.
L&#8217;attività prevedeva l’uso di un paio di hashtag -#MeetTheFarmers e #McDStories- per puntare i riflettori sugli agricolori, gli allevatori e le loro storie legate al brand. Una tattica ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/twitter-mcdstories.jpg" alt="McDonald&#039;s attività twitter McDStories" title="twitter-mcdstories" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-22646" /></p>
<p>È di qualche giorno fa <a href="http://www.forbes.com/sites/kashmirhill/2012/01/24/mcdstories-when-a-hashtag-becomes-a-bashtag/">la notizia dello scivolone di McDonald&#8217;s</a>, relativa al lancio della sua più recente campagna di comunicazione su Twitter.</p>
<p>L&#8217;attività prevedeva l’uso di un paio di hashtag -<a href="https://twitter.com/#!/search/%23MeetTheFarmers">#MeetTheFarmers</a> e <a href="https://twitter.com/#!/search/%23McDStories">#McDStories</a>- per puntare i riflettori sugli agricolori, gli allevatori e le loro storie legate al brand. Una tattica che senza andare troppo per il sottile mirava ad allontanarsi una volta ancora dalle svariate etichette che nel tempo il frequentatissimo fast food americano si è trovato appiccicato addosso.</p>
<p>Neanche a dirlo, le cose non sono andate esattamente come previsto. Per il semplice fatto che, evidentemente, queste etichette sono ancora impresse nella mente delle persone più di quanto si creda, e <strong>su Twitter è bastato soltanto dare il “la” con l&#8217;hashtag #McDStories per ritrovarsi sommersi da storie che, di positivo, avevano ben poco.</strong></p>
<p>Commenti sulla scarsa qualità dei prodotti, racconti culinari di dubio gusto e tutto il campionario della sfavillante ironia che solo il web in questi casi sa generare. Con McDonald&#8217;s che, trovatasi improvvisamente a rincorrere il treno da lei stessa lanciato, ha cercato il prima possibile di correre ai ripari, ribattendo ai messaggi più problematici (quelli legati per esempio alla provenienza delle carni) tweet su tweet.</p>
<p>Dopo una manciata di usi, #McDStories è stato messo -almeno dal brand- nel cassetto.<br />
Cosa ci insegna tutto ciò?</p>
<p><span id="more-22610"></span></p>
<h3>1. Gli hashtag hanno vita propria</h3>
<p>Su Twitter, puoi al massimo essere colui che ha per primo avuto la buona idea di lanciare un trend, o un hashtag per legare insieme un concetto più vasto. Tutto ciò che succede da quel punto in avanti è completamente slegato dalle tue possibiltà di un controllo diretto e dipende in buona parte da come le persone, in ultima analisi, decideranno di intendere quel messaggio.</p>
<p>Gli hashtag sono animali liberi. Una volta aperto il recinto non aspettarti di poterli controllare quanto credi.</p>
<h3>2. Pianifica hashtag &#8230;blindati</h3>
<p>#McDStories ha acceso la miccia, mentre #MeetTheFarmers è passato inizialmente sotto relativo silenzio. Quando prevedi di dare così tanta visibilità ad hashtag legati al tuo brand, assicurati che non possano essere usati con strabiliante intuitività contro di te.</p>
<p>Se #MeetTheFarmers lascia poco alla fantasia, su #McDstories si estende una serie di possibili interpretazioni che possono passare tranquillamente dal semplice e rassicurante feeedback sino al peggiore insulto diretto.</p>
<h3>3. Traccia, subito, tutto il tracciabile</h3>
<p>Una cosa va detta: McDonald&#8217;s ha evitato il peggio con un controllo fittissimo sul network nel quale si trovava ad operare e una gerarchia decisionale molto breve. Una volta realizzato che le cose non stavano affatto andando come previsto, l&#8217;applicazione del piano B è stata quantomeno immediata. Che non sia servita più di tanto a fermare il resto della rete dal continuare imperterrita, è un&#8217;altro discorso.</p>
<h3>4. Sii (sempre) pronto al disastro</h3>
<p>In queste condizioni, anche se le rapportiamo ad ambiti molto più ristretti del chiamarsi McDonald&#8217;s, avere un piano di riserva non è un’opzione. E non solo uno di quei piani del tipo: <em>“Beh, lanciamo tutto quanto e andiamo a casa, domani vediamo che succede e magari ci aggiorniamo&#8221;</em>. Pianifica a puntino i peggiori scenari possibili. Se non si verificano, tanto di guadagnato.</p>
<h2>Qualcos&#8217;altro da leggere</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/01/26/mcdonalds-e-mcdstories-ecco-cose-successo-e-alcune-riflessioni-sul-caso/">McDonald’s e #McDStories: ecco cos’è successo (e alcune riflessioni sul caso)</a></li>
<li><a href="http://lucadelladora.com/hashtag-brand/">#hashtag marketing: quando funziona?</a></li>
<li><a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/twitter/9034883/McDonalds-McDStories-Twitter-campaign-backfires.html">McDonald&#8217;s #McDStories Twitter campaign backfires</a></li>
<li><a href="http://www.businessinsider.com/mcdonalds-twitter-campaign-goes-horribly-wrong-mcdstories-2012-1">McDonald&#8217;s Twitter Campaign Goes Horribly Wrong #McDStories</a></li>
</ul>
<p>Tu come giudichi questa campagna da parte della multinazionale del panino?<br />
Scivolone difficilmente prevedibile, mossa semplicemente ingenua (non credo) o <em>epic fail</em> preannunciato?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></content:encoded>
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		<title>Punta Sempre al Piano G</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[GTD - Getting Things Done]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging Tips]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Ti presento Nate Ford, consulente, e il suo team di esperti.
Se ritieni di aver subito un’ingiustizia, un sopruso e vuoi quello che gli americani chiamano “Leverage” (e se sai come trovarli, direbbe una voce fuori campo di un telefilm molto in voga negli anni ’80) sono le persone che fanno ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/punta-sempre-al-piano-g">Punta Sempre al Piano G</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/leverage-cast.jpg" alt="Leverage cast - Plan G" title="leverage-cast" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22587" /></p>
<p>Ti presento Nate Ford, consulente, e il suo team di esperti.</p>
<p>Se ritieni di aver subito un’ingiustizia, un sopruso e vuoi quello che gli americani chiamano “<a href="http://www.tnt.tv/series/leverage/">Leverage</a>” (e se sai come trovarli, direbbe una voce fuori campo di un telefilm molto in voga negli anni ’80) sono le persone che fanno per te.</p>
<p>Nate lo definiscono “mastermind”.<br />
La mente.</p>
<p>Quasi mai l’esecutore materiale del piano, è piuttosto colui che il piano lo progetta da zero. Che muove la fitta rete di ingranaggi sino ad ottenere il risultato voluto.</p>
<p>E che, oggi, può insegnarti qualcosa di utile sul come un buon piano trovi il giusto successo.</p>
<p>Ps: nessuno spoiler per i fan della serie TV. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-22495"></span></p>
<blockquote><p>Non devi mai contare su un piano perfetto.<br />
Il piano perfetto ha troppi pezzi in movimento, e&#8230; devi aspettarti che il piano perfetto fallisca. Io faccio cosi&#8217;.</p>
<p>E su cosa conti tu, allora?<br />
Io conto sul piano più semplice e più brutto, non sul piano A,  ma sul piano G, per esempio.</p>
<p>Io comincio con il piano G.<br />
Il piano veloce, semplice, e brutto che di sicuro funzionerà&#8230; se tutto va male.</p>
<p>Lo miglioro solo un po&#8217;, aggiungo qualcosa qua e là.
</p></blockquote>
<h2>Inizia sempre dal piano G</h2>
<p>Tempo fa scrivevo di come avere un piano B non servisse poi a molto. Avere un piano B, mi dicevo, distrae solamente dal proprio piano A.</p>
<p>Pianificando a puntino il tuo progetto nei minimi dettagli, difficilmente avrai bisogno d’altro.<br />
Il che, da un certo punto di vista, è vero.</p>
<p>È solo che sono sempre più convinto che il piano A (da cui la citazione sopra) sia anche il piano che più probabilmente fallirà. Magari solo nei dettagli. In quei dettagli sconosciuti ai più. Magari solo nel non completare tutti gli aspetti che vi abbiamo pianificato così a lungo. Ma fallirà.</p>
<p>E quando lo fa, spesso ci lascia con l’amaro in bocca.<br />
Quando non succede di peggio.</p>
<p>E allora ecco che l’idea di partire dal piano G &#8230;non è così male.</p>
<p>Esiste sempre un processo, una logica che ci convinciamo essere “troppo grezza per essere applicata”. Qualcosa di talmente semplice che la nosta, di mente, si rifiuta quasi di prenderla in considerazione per dare invece spazio a strategie molto più complesse e stressanti (per tutti).</p>
<p>Progetti che vedono il portare iscritti a una newsletter comprendere una decina di pagine di analisi preliminare. Che partono da così lontano che a metà lettura ti dimentichi di ciò che volevi ottenere in partenza. E che coinvolgono così tante parti in gioco che aumenta, esponenzialmente, il rischio che qualcuno si dimentichi qualcosa o non lo esegua con la giusta precisione.</p>
<p>Partendo invece dal piano G, e attenendosi a esso, puoi mantenere bene in mente la logica più grezza ed efficace per ottenere il tuo risultato.</p>
<p>Parti da questa, allora.<br />
Abbellisci, lima, migliora. Ma attieniti a un piano G tirato a lucido.</p>
<p>Che quasi sicuramente, nella sua strabiliante semplicità, funzionerà.</p>
<p>foto: <a href="http://www.tnt.tv/series/leverage/">TNT</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Freelance in Action il 18 Febbraio a Torino</title>
		<link>http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione</link>
		<comments>http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e Barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
È sempre fantastico quando ho modo di parlare a persone motivate e interessate a come i blog possano risultare utili strumenti per la promozione dei propri progetti.
Così, sono più che felice di annunciarti che il 18 Febbraio, dalle 9:00 alle 18:00, all&#8217;Hotel City di Torino (mappa) sarò presente come ospite ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione">Freelance in Action il 18 Febbraio a Torino</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/sconto-freelance-in-action-torino.jpg" alt="Sconto Freelance in Action Giuliano Ambrosio Torino" title="sconto-freelance-in-action-torino" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22509" /></p>
<p>È sempre fantastico quando ho modo di parlare a persone motivate e interessate a come i blog possano risultare utili strumenti per la promozione dei propri progetti.</p>
<p>Così, sono più che felice di annunciarti che il <strong>18 Febbraio, dalle 9:00 alle 18:00, all&#8217;Hotel City di Torino</strong> (<a href="http://francescogavello.it/eventi/freelanceinaction">mappa</a>) sarò presente come ospite all&#8217;evento <strong>Freelance in Action</strong> creato da Giuliano &#8220;JuliusDesign&#8221; Ambrosio.</p>
<p>Una giornata di formazione in cui si affronteranno temi legati al personal branding, all&#8217;utilizzo cosciente di blog e social media, insieme a una vera e propria sessione di pratica per la gestione del cliente. Come ospite porterò ai partecipanti la mia personalissima esperienza legata al mondo dei blog e al gestire un business attraverso di essi sfruttando al meglio le proprie peculiarità.</p>
<p>Al momento in cui scrivo sono rimasti solo sette posti disponibili.</p>
<p>Neanche a dirlo: io ci sarò. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E conoscendo la qualità degli eventi di Giuliano, sarà parecchio interessante per tutti coloro che, freelance o meno, stanno guardando in questa direzione.</p>
<p>Per quanti di voi volessero approfittare dell&#8217;offerta che Julius ha reso disponibile per i lettori di queste pagine, usufruendo di uno <strong>sconto del 60% acquistando il corso a soli 190€ finali</strong> (IVA inclusa) è sufficiente <a href="http://francescogavello.it/eventi/freelanceinaction">iscriversi dall&#8217;apposita pagina</a> e riportare poi qui sotto tra i commenti il proprio nome e cognome così che possa comunicarli all&#8217;organizzazione.</p>
<p>Ci vediamo là? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/freelance-action-torino-promozione">Freelance in Action il 18 Febbraio a Torino</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Singola Ragione per la Quale Non Ottieni Commenti</title>
		<link>http://francescogavello.it/la-singola-ragione-per-la-quale-non-ottieni-commenti-sul-tuo-blog</link>
		<comments>http://francescogavello.it/la-singola-ragione-per-la-quale-non-ottieni-commenti-sul-tuo-blog#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=22254</guid>
		<description><![CDATA[<p>
C’è questa convinzione per cui tutti i blog dovrebbero poter ottenere commenti.
Scrivi, pubblicizza e spingi i tuoi articoli e i commenti arriveranno.
Se non arrivano, è colpa dei social network.
Che hanno ucciso i blog.
Di nuovo.
Eppure, qualcuno questi dannati commenti li riceve.
Come fanno? Quale segreto hanno scoperto?
Oggi te lo racconto.
Ed è più semplice ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/perche-non-ottengo-commenti.jpg" alt="Come mai non commentano sul blog?" title="perche-non-ottengo-commenti" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22276" /></p>
<p>C’è questa convinzione per cui tutti i blog dovrebbero poter ottenere commenti.</p>
<p>Scrivi, pubblicizza e spingi i tuoi articoli e i commenti arriveranno.</p>
<p>Se non arrivano, è colpa dei social network.<br />
Che hanno ucciso i blog.</p>
<p>Di nuovo.</p>
<p>Eppure, qualcuno questi dannati commenti li riceve.<br />
Come fanno? Quale segreto hanno scoperto?</p>
<p>Oggi te lo racconto.<br />
Ed è più semplice di quanto pensi.</p>
<p>(respira)</p>
<p>I tuoi contenuti non ricevono commenti perché <strong>i tuoi contenuti non lo permettono.</strong></p>
<p><span id="more-22254"></span></p>
<p>(respira ancora)</p>
<p>Tutto qui? Tutto qui.</p>
<p>Ricevo quasi quotidianamente richieste per dare uno sguardo a questo o a quel blog e di lasciare un paio di tips ai relativi tenutari così da aiutarli a crescere. Nella stragrande maggioranza dei casi, nessuno di questi riceve oltre i due/tre commenti al mese. Quando non si tratta soltanto di trackback di qualche spamblog di passaggio.</p>
<p>Perché?<br />
Perché i contenuti non lo permettono, dicevo.</p>
<p>Perché durante la pianificazione dei contenuti, si è scelta la strada semplice. La strada semplice e comoda, ma che non sposta di un centimetro la mente dei lettori.</p>
<p>Mi spiego.</p>
<p>Se metà della tua homepage mi riporta la stessa serie di “news” che ho già letto sui due o tre portali di riferimento in Italia, difficilmente avrò (ancora) qualcosa da commentare e ancora più difficilmente vorrò farlo su un neonato blog.</p>
<p>Se i tuoi articoli sono mere segnalazioni, funzionali a spedire i lettori verso questo o quell’indirizzo, difficilmente questi si sentiranno così motivati a lasciare un loro feedback.</p>
<p>Se manca una vera domanda alla fine di quasi tutti gli articoli, ancora più raramente cercherò di entrare in sintonia con l’autore, usando il post per quello che è, ovvero informazione da prendere e masticare altrove. Se manca una buona domanda al termine, non so quanto mi sentirò incline a dire la mia. Se il post è troppo tecnico non vorrò espormi per non lasciare una traccia ridicola di me stesso in rete. Se il post è una sorta di riflessione fine a sé stessa non saprò bene da dove iniziare e rimanderò all’infinito l’avvio di una discussione. No, troppo complicato.</p>
<p>Credo da sempre (e queste pagine me lo confermano) che <strong>i lettori abbiano una gran voglia di commentare.</strong> Con tanti saluti ai social network, le persone che ti leggono hanno mille domande, dubbi e questioni da condividere con gli altri.</p>
<p>Lo vogliono fare.<br />
Solo, spesso non gli diamo la possibilità di farlo.</p>
<p>Gli forniamo news trite e ritrite. Perché sono comode da scriverre e ci espongono poco. Gli diamo in pasto qualche paragrafo copia-incollato o tradotto da altri blog più famosi e ci stupiamo se quei post affondano in homepage senza aver lasciato nulla al mondo.</p>
<p>Presentiamo dei dati senza dargli un taglio critico. Senza parlare in prima persona riportando al massimo opinioni altrui. Rendendo il tutto dannatamente difficile da commentare.</p>
<p>Scrivere su un blog è semplice e complicatissimo allo stesso tempo.</p>
<p>Semplice, perché non richiede altro che avere qualcosa di interessante da dire. Complicato, perché per scatenare qualcosa di genuino tra i lettori bisogna curarsi di come si presenta il messaggio, di qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Di come <strong>dare la possibilità a chi ci legge di commentare nel miglior modo possibile.</strong></p>
<p>Una buona metrica, ancora una volta semplicissima, è quella di guardare ai propri ultimi 5-6 articoli con zero commenti e chiedersi: <em>“Ok, io come avrei commentato questa roba?”</em>, <em>“Che tipo di risposte mi sarei aspettato, ma che non sono arrivate?”</em>, <em>“Qual è la migliore risposta che avrei voluto ottenere?”</em>.</p>
<p>Se nessuna di queste domande ti sembra possa trovare una risposta soddisfacente, probabilmente è solo perché quei contenuti, come dicevo, non lo hanno reso possibile.</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quand’è Stata L’ultima Volta che Hai Sperimentato Qualcosa di Nuovo sul Tuo Blog?</title>
		<link>http://francescogavello.it/sperimentare-blog</link>
		<comments>http://francescogavello.it/sperimentare-blog#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>



Si potrebbe dire che il cambiamento sia, perlomeno sul web, una costante.
Paradossale, vero?
Rimani fermo troppo a lungo a fare le stesse cose e prima o poi qualcuno sentirà il bisogno di aria fresca.
Sempre che tu stesso non sia quel “qualcuno”, prima ancora che i tuoi lettori se ne accorgano.
Eppure, in ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield">
<img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/cambiare-blog.jpg" alt="Modificare blog" title="cambiare-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22302" /></p>
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Si potrebbe dire che il cambiamento sia, perlomeno sul web, una costante.<br />
Paradossale, vero?</p>
<p>Rimani fermo troppo a lungo a fare le stesse cose e prima o poi qualcuno sentirà il bisogno di aria fresca.<br />
Sempre che tu stesso non sia quel “qualcuno”, prima ancora che i tuoi lettori se ne accorgano.</p>
<p>Eppure, in una realtà che diventa vecchia nel giro di qualche mese e le cui informazioni hanno bisogno di un ricambio elevatissimo per non cominciare a sapere di stantio, ancora moltissimi blogger si ostinano a guardare ai loro blog chiedendosi “cosa ho sbagliato?” senza considerare la variabile “cambiamento”.</p>
<p>Quand’è stata l’ultima volta che hai sperimentato qualcosa di nuovo, sul tuo blog? Quand’è stata l’ultima volta che ti sei stupito del rispondere in maniera inaspettata a una proposta di un lettore via mail?</p>
<p><strong>Cambiare diventa difficile, soprattutto quando le cose vanno più o meno bene</strong> e si ha paura che toccando qualcosa si rompa il meccanismo di cristallo. Meglio lasciare tutto così. Meglio non rischiare.</p>
<p>Rischiare è invece il solo modo di crescere, per come la vedo io. Forse per alcuni cambiamenti è necessario più tempo. Per altri un’intuizione dell’ultimo minuto può bastare. Cambiare è il solo modo di mantenere ciò che fai fresco. Soprattutto per te. Per ricordarti cosa ti ha portato fino al punto in cui sei e quanto i tuoi muscoli siano ancora allenati per la prossima evoluzione.</p>
<p>Quand’è stata l’ultima volta che hai sperimentao qualcosa di nuovo sul tuo blog?<br />
Cosa hai intenzione di cambiare, nel neonato 2012, sulle tue pagine?</p>
<p>immagine: © <a href="http://www.fotolia.com/id/5090081">ioannis kounadeas</a> &#8211; Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/sperimentare-blog">Quand’è Stata L’ultima Volta che Hai Sperimentato Qualcosa di Nuovo sul Tuo Blog?</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Motivazione</title>
		<link>http://francescogavello.it/motivazione</link>
		<comments>http://francescogavello.it/motivazione#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>


Questo post non ha a che vedere con il marketing, la rete o i blog.
Piuttosto, ti racconta una piccola storia su come il sottoscritto sia riuscito a capire quale fosse la vera molla in grado di tenere alta la propria motivazione, specialmente nei momenti peggiori.
Sai, non sono mai stata una ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/motivazione">Motivazione</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield" style="float: left; height: 340px; width: 340px;"><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/trovare-motivazione-blog.jpg" alt="Come essere più produttivi" title="trovare-motivazione-blog" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-22299" />
<div class="shield"></div>
</div>
<p>Questo post non ha a che vedere con il marketing, la rete o i blog.</p>
<p>Piuttosto, ti racconta una piccola storia su come il sottoscritto sia riuscito a capire quale fosse la vera molla in grado di tenere alta la propria motivazione, specialmente nei momenti peggiori.</p>
<p>Sai, non sono mai stata una di quelle persone iperattive che dividono le proprie giornata tra corsi, viaggi e appuntamenti che richiedano di pianificare il proprio tempo libero come una riunione di lavoro.</p>
<p>Certo, quando sono di fronte al monitor o sto lavorando per un cliente ho bisogno di avere il quadro complessivo della situazione chiaro di fronte a me. È necessario che programmi e pianifichi, così che tutto vada per il verso giusto.</p>
<p>Per questo, nel mio tempo libero, cerco di fare esattamente l’opposto.</p>
<p>Circa un anno fa mi sono iscritto in palestra.</p>
<p>Non sono mai stato neppure il tipo di persona che vedeva in un bicipite scolpito lo scopo ultimo della vita. Eppure, tra una cosa e l’altra sentivo che dedicare la mia attenzione a qualcosa di totalmente slegato dal mio lavoro, non potesse che farmi bene.</p>
<p>Il primo giorno fu un disastro.</p>
<p>Tornai a casa più o meno nello stato di un tappetino di un taxi (eh, cit.) convinto che per godere di un qualche risultato servisse molto più tempo di quello che mi fossi preventivato. Per il momento avevo solo muscoli doloranti, acido lattico in corpo e una ridotta mobilità sulle articolazioni.</p>
<p>In palesta c’era questa macchina. Niente più che una sorta di strumento per sollevare sè stessi sui bicipiti. Attaccato al muro, dietro di essa, una specie di volantino motivazionale che recitava come molti altri una cosa tipo “I 50 buoni motivi per tenersi in allenamento”.</p>
<p>Erano parecchi buoni motivi. Alcuni frutto di qualche complesso ragionamento laterale, altri oggettivamente condivisibili. Come in una piccola landing page applicata a un ambiente sudato, pieno di gente che corre e solleva pesi senza motivo, uno recitava: &#8220;migliora la capacità di concentrazione&#8221;.</p>
<p>Certo.<br />
Poi, sono passati i giorni.</p>
<p>E sentivo che più mi dedicavo, a giorni alterni, a me stesso, più la mente mi si liberava. Tutto il peso delle attività che svolgevo durante la giornata veniva, per così dire “messo nella giusta prospettiva” del finalmente staccare e rapportarmi a un qualcosa di diametralmente opposto.</p>
<p>Era come ricaricare le pile scaricandole forzatamente.</p>
<p>Sono riuscito a portare a termine più iniziative personali durante gli ultimi sei mesi di palestra, che in tutto il periodo precedente ad essa.</p>
<p>E il tempo a disposizione, paraddossalmente, non è affatto aumentato. Anzi, si è ridotto a causa del doversi spostare almeno per un paio d’ore tre giorni alla settimana.</p>
<p><strong>Il fatto è che il tempo, quello che rimaneva, era dell’ottimo tempo.</strong> Ore rimaste in cui a mente fredda riuscivo (e riesco) ad essere molto più produttivo -o a rilassarmi molto di più- che se invece dovessi semplicemente smettere di lavorare e iniziare a fare altro.</p>
<p>Ciò che voglio dire è che soprattutto per chi lavora con il web, di fronte a un monitor tutto il giorno, è facile iniziare a pensare che il proprio intero mondo sia quello con cui ci rapportiamo più spesso. È perfettamente normale, ma non è esattamente così.</p>
<p>Tutto diventa molto più chiaro nel momento in cui trovi una qualche attività a cui dedicarti con costanza. Soprattutto se questa è quanto di più lontano dalla tua quotidianità puoi immaginare. Anche se inizialmente ti sembra di affrontare più sforzi e più stresss di prima, i risultati si invertono in fretta.</p>
<p>Trovare la giusta motivazione non è questione di quanto tempo disponi per alimentarla, ma <strong>dalla qualità del tempo</strong> di cui disponi per alimentarla.</p>
<p>Non cercare di restare produttivo. Cerca di capire come migliorare il tempo in cui dovresti esserlo.</p>
<p>immagine: © <a href="http://www.fotolia.com/id/15998607">ioannis kounadeas</a> &#8211; Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/motivazione">Motivazione</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un Mio Personale Proposito per il Nuovo Anno? Gestire la Inbox in Maniera Migliore</title>
		<link>http://francescogavello.it/un-mio-personale-proposito-per-il-nuovo-anni</link>
		<comments>http://francescogavello.it/un-mio-personale-proposito-per-il-nuovo-anni#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 09:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare con le email]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Il fatto è che la fine dello scorso anno è coincisa per me con un aumento esponenziale di lavori, opportunità, nuovi contatti e quanto possa in effetti rendere entusiasta un libero professionista come me.
Insieme a, come prevedibile, una diminuzione dell&#8217;attenzione media che sono stato in grado di dedicare a ogni ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/un-mio-personale-proposito-per-il-nuovo-anni">Un Mio Personale Proposito per il Nuovo Anno? Gestire la Inbox in Maniera Migliore</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/ottimizzare-email.jpg" alt="Migliorare gestione email" title="ottimizzare-email" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22244" /></p>
<p>Il fatto è che la fine dello scorso anno è coincisa per me con un aumento esponenziale di lavori, opportunità, nuovi contatti e quanto possa in effetti rendere entusiasta un libero professionista come me.</p>
<p>Insieme a, come prevedibile, una diminuzione dell&#8217;attenzione media che sono stato in grado di dedicare a ogni singola persona cercasse di mettersi in contatto con il sottoscritto.</p>
<p>Ho già scritto di come il tempo sia l&#8217;unica cosa che tutti abbiamo in comune. Alcuni sfruttano il proprio tempo in maniera migliore degli altri. Alcuni credono di farlo ma non ottengono gli stessi risultati.</p>
<p>Ecco, insomma, ultimamente ho avuto come l&#8217;impressione che la capacità di gestire il mio tempo, dovendo incastrare i diversi pezzi sotto a un numero di contatti sempre maggiore, stesse accusando il colpo.</p>
<p>E ho deciso di prendere provvedimenti.<br />
A partire dalla mia inbox.</p>
<p>Il mio personale proposito per il nuovo anno, sperimentato con relativo successo negli ultimi giorni di quello passato, è di <strong>controllare la mia inbox solo due, al massimo tre volte al giorno.</strong></p>
<p>Non sono un particolare fan della <a href="http://inboxzero.com/video/">inbox zero</a> o di altri metodi GTD. Credo però che <strong>il mito dell&#8217;essere sempre connessi e raggiungibili sia un&#8217;autentica porcheria se sei anche quello che poi, in prima persona deve eseguire le attività.</strong></p>
<p>Essere sempre e comunque reperibili, e peggio ancora passare il messaggio che una singola email possa mettere in moto in meno di un&#8217;ora chissà quale stravolgimento delle proprie giornate, diventa pericoloso.</p>
<p>Perché:</p>
<ul>
<li>Diventa una fonte di stress costante durante la giornata;</li>
<li>Rende il tuo lavoro meno preciso, se devi continuamente spostarti tra un task e l&#8217;altro;</li>
<li>Ti rende estremamente poco professionale. Lascia il sentore che tu non stia, in realtà, facendo nulla.</li>
</ul>
<p>Perciò, se è bene riuscire a dare un feedback a chiunque ti scriva entro circa 6-8 ore lavorative (il mio limite massimo, che credo chiunque lavori con il web non dovrebbe comunque superare), ecco, credo che cercherò d&#8217;altra parte di concentrare in due o tre singoli appuntamenti quotidiani la mia attività sulle email.</p>
<p>Una singola to-do quotidiana, e tre soli check alla inbox in grado di modificarne le priorità.<br />
Non di più.</p>
<p>Che ne pensi?<br />
Propositi come questo per il tuo nuovo anno?</p>
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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		<title>Qual è la Naturale Eredità di una Campagna Virale?</title>
		<link>http://francescogavello.it/effetto-campagna-virale</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Virale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Stavo riguardando il già discusso video di Gary Vaynerchuk riguardo a brand, startup e social media e volevo porre la tua attenzione su un altro interessante dettaglio di quell&#8217;intervista, che parla di effetti virali e di &#8220;eredità&#8221; lasciata da questi ultimi al loro termine.
Mi riferisco al discorso che Gary fa ...</p><p><div style="font-size:10px">
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/concludere-effetto-virale.jpg" alt="Quando si conclude un virale?" title="concludere-effetto-virale" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22314" /></p>
<p>Stavo riguardando il <a href="http://francescogavello.it/8-consigli-da-gary-vaynerchuk-su-startup-mercati-e-social-media">già discusso video di Gary Vaynerchuk</a> riguardo a brand, startup e social media e volevo porre la tua attenzione su un altro interessante dettaglio di quell&#8217;intervista, che parla di effetti virali e di &#8220;eredità&#8221; lasciata da questi ultimi al loro termine.</p>
<p>Mi riferisco al discorso che Gary fa interrogato sulla bontà della campagna Old Spice.</p>
<p><a href="http://mashable.com/2010/07/15/old-spice-stats/">Old Spice</a>, forse lo ricorderai, è stata una campagna di marketing gestita nel 2010 da Wieden + Kennedy il cui protagonista, Isaiah Mustafa, colto in perenne asciugamano in vita, promuoveva sì il prodotto ma intratteneva principalmente un dialogo in differita con tutti i propri follower, attraverso brevi video a loro dedicati.</p>
<p>Niente di scioccante, pauroso, sopra le righe o, come riporta Mashable nel link sopra, volto solo a creare il passaparola sulla base dell&#8217;effetto &#8220;WFT?!&#8221;.</p>
<p>Eppure, in grado in 24 ore dal lancio, di totalizzare 20 milioni di views sul primo video.</p>
<p>Secondo Gary, la campagna è stata perfetta, ben studiata, efficace ma alla fine, potremmo dire, poco lungimirante. Perché?</p>
<p><span id="more-22198"></span></p>
<p>Perché, citando dal video, <strong>non inviti a casa tua migliaia di persone eccitate da te e da ciò che fai, per poi non parlarvi neppure una volta.</strong></p>
<p>Il fatto è che la campagna virale di Old Spice ha generato sicuramente un numero di contatti impressionante. Parliamo di subscribers, di follower, di iscritti agli svariati canali con cui il brand, durante l’attività, si trovava a dialogare attivamente con i clienti.</p>
<p>Poi, il nulla. Terminata l’iniziativa, nessuno di questi fan è stato più considerato. Nessun ricontatto a posteriori, nessuna attività o discussione parallela. Solo un grande quantitativo di persone portate in casa e lasciate a loro stesse.</p>
<h2>Ok, e adesso?</h2>
<p>Fa riflettere su ciò che un virale dovrebbe avere come obiettivo.</p>
<p>Se Old Spice, durante la campagna virale, promuoveva coupon e altre attività atte a convertire l’attenzione generata in reali vendite, come avrebbe dovuto secondo te gestire tutto il processo conclusivo?</p>
<p>Davvero un virale dovrebbe avere come solo obiettivo il portare tantissima attenzione verso un brand, senza curarsi oggettivamente di <strong>cosa poi di questa attenzione il brand dovrebbe farsene al termine?</strong></p>
<p>Oppure è compito di chi pianifica un’attività di questo genere, grande o piccola, mettere in conto il non poter tirare una metaforica leva per spegnere tutto ignorando le persone che ne hanno preso parte?</p>
<p>I fan, i follower, come spesso mi capita di dire, non sono bulloni. Creare attenzione significa doversi prendere la responsabilità di sostenerla, di dialogare con i tuoi nuovi contatti, di farli sentire a casa. Soprattutto quando si è tornati alla normalità.</p>
<p>Altrimenti, è come dare un party invitando persone che amano ciò che fai e che vogliono saperne di più, e poi ignorarli appena la festa è finita. Come ti sentiresti?</p>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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