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	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &#38; Blogosfera &#187; Blog Design</title>
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	<link>http://francescogavello.it</link>
	<description></description>
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		<title>Come Ho Inserito un &#8220;Endless Scrolling&#8221; sulla Homepage di Questo Blog (e come puoi farlo anche tu)</title>
		<link>http://francescogavello.it/inserire-endless-scrolling-blog</link>
		<comments>http://francescogavello.it/inserire-endless-scrolling-blog#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design & UX]]></category>
		<category><![CDATA[CSS e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[xHTML]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Era già da un po&#8217; di tempo che rimandavo su queste pagine l&#8217;installazione di un meccanismo di paginazione a &#8220;endless scrolling&#8221;. Quel meccanismo, per capirci, che permette raggiunto il fondo di una pagina il caricamento dinamico dei contenuti che risiederebbero nella pagina successiva. E così via all&#8217;infinito.
Due i principali dubbi ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/inserire-endless-scrolling-blog">Come Ho Inserito un &#8220;Endless Scrolling&#8221; sulla Homepage di Questo Blog (e come puoi farlo anche tu)</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/caricamento-infinito-articoli-blog.jpg" alt="" title="caricamento-infinito-articoli-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-21580" /></p>
<p>Era già da un po&#8217; di tempo che rimandavo su queste pagine l&#8217;installazione di un meccanismo di paginazione a &#8220;endless scrolling&#8221;. Quel meccanismo, per capirci, che permette raggiunto il fondo di una pagina il caricamento dinamico dei contenuti che risiederebbero nella pagina successiva. E così via all&#8217;infinito.</p>
<p>Due i principali dubbi che continuavo a portarmi dietro:</p>
<ul>
<li>La visibilità del footer</li>
<li>Il tracciamento delle pageviews.</li>
</ul>
<p>Se da un lato è comodo per utenti di scrollare all&#8217;infinito l&#8217;homepage di un blog, altrettanto non si può dire del classico &#8220;contro&#8221;. Il footer diventa così vicino e contemporaneamente così lontano, tanto da frustrare chi cerca di raggiungerlo con la forza bruta delle scrollbar. No, no.</p>
<p>Secondo, ma non meno importante, il corretto tracciamento delle visite conteggiate dinamicamente a ogni caricamento. Anche in questo caso non avevo intenzione di transigere su un aspetto fondamentale per conoscere in quale modo i lettori interagiscono con i miei contenuti.</p>
<p>Ho trovato una soluzione a entrambi.<br />
E oggi ti spiego come ho fatto. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-21530"></span></p>
<p>La soluzione che ho scelto permette dunque di:</p>
<ul>
<li>Attivare il caricamento di nuovi contenuti solo al click dell&#8217;utente</li>
<li>Tracciare correttamente le pageviews in Google Analytics</li>
<li>Ricadere sulla navigazione standard in tutte le restanti pagine</li>
</ul>
<p>La soluzione che ho scelto parte dall&#8217;omonino progetto <a href="http://www.infinite-scroll.com/">Infinite Scroll.</a> Sebbene esista un plugin per WordPress, che in molti potranno sicuramente scegliere per saltare a piè pari tutti gli aspetti avanzati della vicenda, io ho preferito la corrispettiva soluzione manuale.</p>
<h2>La logica di base</h2>
<p>Il ragionamento è questo: lo script si basa su jQuery, quindi avrai bisogno di questo framework presente sul tuo tema nel modo che ritieni più opportuno. Puoi usare le <a href="http://code.google.com/apis/libraries/devguide.html">API di Google</a> per importare sul layout l&#8217;ultima versione in maniera semplice, oppure controllare che il tuo tema lo includa già di suo.</p>
<p>Lo script richiede poi quattro variabili di base: l&#8217;id del tag del <strong>contenitore dei post</strong>, l&#8217;id del <strong>singolo post</strong>, l&#8217;id del <strong>blocco di paginazione standard</strong> di WordPress e l&#8217;id del <strong>link che andrà a scatenare il caricamento infinito</strong>.</p>
<p>La logica è quella di identificare il blocco-genitore dove sono contenuti tutti i post, attivare un particolare link al fondo di essi e andare ad &#8220;appendere&#8221; altri post al termine del suddetto blocco-genitore.</p>
<p>Iniziamo? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>1. Importa lo script</h2>
<p>Per prima cosa importiamo lo script <a href="https://github.com/paulirish/infinite-scroll">jquery.infinitescroll.js</a>, in header o in footer a seconda di come sia scritto il nostro layout, subito <strong>dopo</strong> la rispettiva chiamata a jQuey.</p>
<pre class="brush: javascript">
&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;http://ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/1.3.2/jquery.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;
&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;jquery.infinitescroll.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;
</pre>
<p>Ricorda di far combaciare il percorso al file javascript così che venga correttamente recuperato e sia pronto all&#8217;uso. Questo esempio presuppone che il file js sia nella stessa cartella del tema che usi, ma sul tuo layout potrebbe non essere così.</p>
<h2>2. Definisci i puntamenti</h2>
<p>Subito sotto l&#8217;inclusione del js, ciò che dovremo fare è inserire il relativo blocco di codice in grado di attivare il plugin sui giusti ID del nostro tema. Ricordi? Quegli ID di cui ti parlavo nella logica di base.</p>
<p>Nel blocco che segue puoi vedere come ad ogni riga corrisponda una precisa azione. Ho commentato lo script così che ti sia più facile sostituire gli ID con quelli del tuo layout.</p>
<p>Posizionando questo script dopo lo script di tracciamento standard di Google Analytics questo riesce a passare la giusta variabile relativa alla pagina caricata al volo.</p>
<pre class="brush: javascript">
&lt;script&gt;
$(function(){

var infscrPageview = 1;

// #post è il contenitore globale di tutti i post
$(&#039;#post&#039;).infinitescroll({

	// #mostra-altri è il mio blocco di paginazione standard
	navSelector  : &quot;#mostra-altri&quot;,

	// #mostra-altri a:first è il primo link del blocco paginazione standard
	nextSelector : &quot;#mostra-altri a:first&quot;,

	// #post .post è il contenitore di un singolo post
	itemSelector : &quot;#post .post&quot;,

	// Un po&#039; di testo nel caso non ci fossero altri articoli da mostrare (improbabile)
	donetext      : &quot;Hai raggiunto l&#039;ultimo articolo.&quot;,

	// Un&#039;immagine nell&#039;attesa che i post vengano recuperati dal server
	loadingImg   : &quot;http://francescogavello.it/wp-content/themes/blog/img/carica-post.gif&quot;,

	// Un testo da aggiungere all&#039;immagine durante il caricamento (non ne faccio uso)
	loadingText  : &quot;&quot; 

}, function() {
	infscrPageview++;
	// passa la giusto tracciamento a Google Analytics
	_gaq.push([&#039;_trackPageview&#039;, &#039;/page/&#039; + infscrPageview]);
});

// disabilita auto-scroll
$(window).unbind(&#039;.infscr&#039;);

// attiva il click manuale sul blocco paginazione standard
$(&#039;#mostra-altri&#039;).click(function(){
	$(document).trigger(&#039;retrieve.infscr&#039;);
	$(this).css(&#039;display&#039;,&#039;block&#039;);
	return false;
});

// se non ci sono altri post, rimuovi lo scroll infinito
$(document).ajaxError(function(e,xhr,opt){
	if (xhr.status == 404) $(&#039;#mostra-altri a&#039;).remove();
});

});
&lt;/script&gt;
</pre>
<h2>3. Prepara l&#8217;HTML</h2>
<p>Sul mio layout hai visto come quindi utilizzi un blocco come</p>
<pre class="brush: php">
&lt;div id=&quot;mostra-altri&quot; class=&quot;stile_link	&quot;&gt;
	&lt;?php posts_nav_link(&#039; | &#039;, &#039;Pagina successiva&#039;, &#039;Carica articoli precedenti&#039;); ?&gt;
&lt;/div&gt;
</pre>
<p>per paginare (solo in homepage, ricorda) gli articoli.</p>
<p>Lo script di cui sopra riconosce questo blocco identificato dal div &#8220;mostra-altri&#8221; e va a puntare il primo link (&#8220;a&#8221;) presente al suo interno, rendendolo il nostro <strong>magico scroll infinito.</strong> Quando lo scroll raggiunge il termine il blocco viene rimosso così che non crei problemi.</p>
<p>Nota anche come una semplice riga al posto giusto (vedi commenti sopra) permetta il passaggio a Google Analytics del giusto riferimento della pagina da tracciare.</p>
<p>E questo è &#8230;tutto. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questa è l&#8217;idea. Un paio di script e il giusto HTML per rendere la homepage uno scroll infinito al click dell&#8217;utente. Per il momento il componente non sembra supportare la paginazione di archivi e le pagine successive alla home.</p>
<p>Non che fosse qualcosa che andavo ricercando, tuttavia per mantenere coerente il resto del sito potresti avere bisogno di qualcosa del genere:</p>
<pre class="brush: php">
&lt;?php
	$numeroPagina = (get_query_var(&#039;paged&#039;)) ? get_query_var(&#039;paged&#039;) : 1;
	if ($numeroPagina == 1) { ?&gt;

	&lt;div id=&quot;mostra-altri&quot; class=&quot;stile_link	&quot;&gt;
		&lt;?php posts_nav_link(&#039; | &#039;, &#039;Pagina successiva&#039;, &#039;Carica articoli precedenti&#039;); ?&gt;
	&lt;/div&gt;

&lt;?php } else { ?&gt;

	&lt;!-- Qui la normale paginazione --&gt;

&lt;?php } ?&gt;
</pre>
<p>che non fa altro che mostrare il blocco utile ad attivare lo scroll infinito solo nella prima pagina, lasciando invariata la normale paginazione (qualunque essa sia, magari tramite plugin su misura) in pagina 2 e seguenti.</p>
<p>Sembra complicato? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Non così tanto come può sembrare.</p>
<p>La cosa migliore che puoi fare a questo punto è dare uno sguardo alla demo del creatore dello script, <a href="http://www.infinite-scroll.com/trigger.html">su questa pagina</a>, e trovare i rispettivi riferimenti che ti ho mostrato. Se hai seguito i miei precedenti consigli e disponi di una <a href="http://francescogavello.it/come-creare-copia-blog-locale-wordpress">sandbox locale dove testare idee</a> come questa per il tuo blog, è il momento giusto di mettersi all&#8217;opera.</p>
<p>Trovo che la &#8220;paginazione infinita&#8221; sia un buon modo di portare i lettori un po&#8217; più in profondità nelle nostre pagine. Una volta compresa questa logica, il temibile muro di pagina 2 diventa tanto semplice da superare quanto un click senza reload a fondo pagina.</p>
<p>Un bel vantaggio. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Che ne pensi?<br />
Hai mai fatto uso di soluzioni simili?</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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		</item>
		<item>
		<title>Come Aumentare le Pagine Visualizzate di un Blog?</title>
		<link>http://francescogavello.it/come-aumentare-le-pagine-visualizzate-di-un-blog</link>
		<comments>http://francescogavello.it/come-aumentare-le-pagine-visualizzate-di-un-blog#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design & UX]]></category>
		<category><![CDATA[CSS e Javascript]]></category>
		<category><![CDATA[xHTML]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>


Quello che segue è un guest post di Federico Ginosa, giovanissimo web designer e appassionato di WordPress che oggi risponde a una domanda che ricevo spesso nella casella di posta: come si può usare qualche intelligente snippet per WordPress per dare il giusto valore ai nostri articoli e portare i ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/come-aumentare-le-pagine-visualizzate-di-un-blog">Come Aumentare le Pagine Visualizzate di un Blog?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contenitore_shield" style="float: left; height: 340px; width: 340px;"><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/aumentare-pageviews-wordpress.jpg" alt="" title="aumentare-pageviews-wordpress" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-21018" />
<div class="shield"></div>
</div>
<p><em>Quello che segue è un guest post di Federico Ginosa, giovanissimo web designer e appassionato di WordPress che oggi risponde a una domanda che ricevo spesso nella casella di posta: come si può usare qualche intelligente snippet per WordPress per dare il giusto valore ai nostri articoli e portare i lettori un po&#8217; più in profondità nelle nostre pagine? Buona lettura!</em> </p>
<p>WordPress ha cambiato il web. A tal proposito può essere utile pensare come i CMS in generale vengano utilizzati dal 14.8% dei siti presenti su internet e che il 54.4% di essi utilizza WordPress.</p>
<p>Non è mai saggio parlare di CMS definitivo, ma è pur vero che WordPress sta raggiungendo un alto grado di apprezzamento. Tuttavia,  se un buon CMS, una buona dose di costanza e una gran passione per la nicchia che trattiamo costituiscono<br />
 il 60% del successo di un blog, l&#8217;altro 40% lo fa il template che utilizziamo. Vediamo quindi come migliorarlo.</p>
<p><strong>Il vostro blog è il miglior blog per pubblicizzare il vostro blog!</strong> Come? Mi spiego meglio: Per aumentare le visualizzazione del vostro blog (e indirettamente i vostri introiti su AdSense) occorre diminuire la <em><a href="http://www.google.com/support/googleanalytics/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=81986">frequenza di rimbalzo</a></em>, quel valore che indica la percentuale di visite di una sola pagina.</p>
<p>Questo valore può essere alto per due motivi:</p>
<ul>
<li>Le pagine in entrata non vengono giudicate pertinenti</li>
<li>L&#8217;utente trova subito ciò che gli occorre e non si &#8220;spreca&#8221; a visualizzare altre pagine</li>
</ul>
<p>Se pensate di far parte del primo gruppo, potreste provare a <a href="http://francescogavello.it/scrivere-titoli-a-prova-di-proiettile">realizzare titoli più efficaci</a>.</p>
<p>Se invece fate parte del secondo gruppo, allora occorre modificare il vostro tema!</p>
<p><span id="more-20966"></span></p>
<p>Una buona idea potrebbe essere quella di far visualizzare degli articoli correlati. Per far questo esistono decine di plugin che attraverso algoritmi spaziali riescono a fornire i post più pertinenti. Confido di non essere un grande amante dei plugin in generale, ma in questo caso non riesco proprio a comprenderne l&#8217;utilità. Il più delle volte restituiscono valori sballati e non pertinenti. Personalmente io faccio invece visualizzare 5 post random della categoria corrente, con questo semplice codice:</p>
<pre class="brush: php">

&lt;ul&gt;
&lt;?php
function categoria_loop()
{
	$category = get_the_category();
	return $category[0]-&gt;term_id;
}
query_posts(&#039;showposts=5&amp;amp;cat=&#039; . categoria_loop() . &#039;&amp;amp;orderby=rand&#039;);
?&gt;

&lt;?php while ( have_posts() ) : the_post(); ?&gt;
	&lt;li&gt;
    &lt;a href=&quot;&lt;?php the_permalink() ?&gt;&quot; title=&quot;&lt;?php the_title(); ?&gt;&quot;&gt;&lt;?php the_title(); ?&gt;&lt;/a&gt;
    &lt;/li&gt;
&lt;?php endwhile; wp_reset_query();?&gt;	

&lt;/ul&gt;
</pre>
<p>Questa soluzione è adottata da tanti blog, ma spesso non viene sfruttata al massimo. Infatti sono tanti i casi in cui vengono buttati alla fine di ogni articolo quei 10-15 articoli correlati, scritti in cirillico, che non attirano assolutamente l&#8217;attenzione e che alla fine vengono superati assieme agli onnipresenti share links, pubblicità varie ecc&#8230; La parola d&#8217;ordine è quindi<strong> attirare l&#8217;attenzione</strong>!</p>
<p>Vediamo come fare:</p>
<ol>
<li><strong>Pochi ma buoni</strong>: Evitate le liste infinite di articoli correlati, fate visualizzare al massimo 5 articoli e cercate di attirare l&#8217;attenzione del lettore utilizzando magari uno stile CSS differente.</li>
<li><strong>Thumbnail post</strong>: Potrebbe essere una buona idea anche quella di far visualizzare un anteprima dell&#8217;articolo, come in questo blog. In questo caso basta utilizzare le immagini in evidenza introdotte da WordPress 3.0. Aprite quindi il file functions.php del vostro tema ed incollate il seguente codice:
<pre class="brush: php">

add_theme_support(&#039;post-thumbnails&#039;); //aggiungere supporto thumbnail
add_image_size( &#039;nome-anteprima&#039;, x, y, true ); // x è la larghezza della vostra immagine, y l&#039;altezza, true abilita il ridimensionamento dell&#039;immagine
</pre>
<p>Successivamente richiamate l&#8217;immagine all&#8217;interno del Loop di articoli relativi, in questo modo:</p>
<pre class="brush: php">

&lt;?php the_post_thumbnail( &#039;nome-anteprima&#039; ); ?&gt;
</pre>
</li>
</ol>
<h3>Una soluzione alternativa</h3>
<p>Se i post random della categoria corrente non vi convincono pienamente o se magari utilizzate pesantemente i tag, <a href="http://briancray.com/2009/06/22/wordpress-related-html-css/">la soluzione di Brian Cray</a>, potrebbe fare al caso vostro:</p>
<p><em>ndFrancesco: la soluzione di Brian Cray permette di mostrare i post correlati basandosi sui tag effettivamente usati dall&#8217;articolo che viene letto, mantenendo il controllo su HTML e CSS.</em></p>
<pre class="brush: php">

&lt;h2 id=&quot;related&quot;&gt;Articoli Correlati&lt;/h2&gt;
&lt;?php
$rel_tags = get_the_tags();
foreach($rel_tags as $rel_tag)
{
	$rel_tagnames .= $rel_tag-&gt;name . &#039;,&#039;;
}
$rel_posts = get_posts(&#039;tag=&#039; . $rel_tagnames . &#039;&amp;amp;post__not_in&#039; . $post-&gt;ID . &#039;&amp;amp;showposts=5&#039;);
if (count($rel_posts)) : ?&gt;
	&lt;ul&gt;
	&lt;?php foreach((array) $rel_posts as $rel_post) { ?&gt;
		&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;&lt;?php echo $rel_post-&gt;post_name ?&gt;&quot;&gt;&lt;?php echo $rel_post-&gt;post_title ?&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
	&lt;?php } ?&gt;
	&lt;/ul&gt;
&lt;?php else : ?&gt;
	&lt;p&gt;I can&#039;t find any related posts, sorry!&lt;/p&gt;
&lt;?php endif; ?&gt;
</pre>
<h3>One more link</h3>
<p>Potete trovare due  soluzioni alternative per integrare gli articoli correlati in <a href="http://wordpresstemi.net/articoli-correlati-wordpress-senza-plugin/" title="articoli relativi">quest&#8217;altro mio articolo</a>.  </p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Quello di sfruttare a pieno gli articoli correlati è solo uno dei tanti modi per diminuire la frequenza di rimbalzo. <strong>Voi li avete implementati nel vostro tema?</strong> In che modo?</p>
<p>Altrimenti, quali altre tattiche utilizzate per attirare l&#8217;attenzione dei lettori? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: © -=Lexx=- &#8211; Fotolia.com</p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/come-aumentare-le-pagine-visualizzate-di-un-blog">Come Aumentare le Pagine Visualizzate di un Blog?</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come Progettare un Logo per il Tuo Blog</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>
		<category><![CDATA[logo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=19429</guid>
		<description><![CDATA[<p>
In questo spazio che Francesco mi ha gentilmente concesso mi piace poterti proporre alcune riflessioni in merito alla progettazione di un logo efficace per un blog.  Mi premuro  di dirti sin da ora che non  parlerò di quali programmi utilizzare, o di quali sono gli strumenti informatici ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/logo-differenti-linee-di-comunicazione.jpg" alt="" title="logo-differenti-linee-di-comunicazione" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-19430" /></p>
<p>In questo spazio che Francesco mi ha gentilmente concesso mi piace poterti proporre alcune riflessioni in merito alla progettazione di un logo efficace per un blog.  Mi premuro  di dirti sin da ora che non  parlerò di quali programmi utilizzare, o di quali sono gli strumenti informatici più adatti per realizzare un logo in grafica vettoriale.  Il mio intento è quello di offrire delle linee guida  per la progettazione, sin dalle fasi preliminari, di un logo che ti permetta di ottenere dei risultati.</p>
<h2>Cosa è un logo? Come funziona?</h2>
<p>Gli esseri umani immagazinano informazioni sin da quando nascono sfruttando i 5 sensi, il senso principale che noi tutti utilizziamo ogni giorno è la vista, attraverso cui codifichiamo il mondo per poi assimilare informazioni sotto forma di memoria visiva. Ad ogni segno/immagine la nostra memoria avvicinerà un significato o un sapore, una sensazione. Un logo non è altro che un segno nella memoria e come ogni altro segno viene legato a qualcosa, in questo caso ad un organizzazione, ad un prodotto, ad un servizio. </p>
<p>In una frase: Il logo è un segno, un immagine il cui fine è intaccare la memoria visiva</p>
<h2> Perché è importante avere un logo efficace?</h2>
<p>Un logo efficace è sicuramente alla base di ogni buona campagna di comunicazione, il perno centrale del communication design. Un logo identifica un prodotto o una linea di prodotti e come ti dicevo è un vero e proprio <strong>strumento</strong> che ha la finalità di restare impresso nella mente del pubblico.  Come una mano tesa  ad accogliere un cliente, un logo ti permette di toccare il gusto dei tuoi visitatori e ritagliarti uno spazio nella  loro memoria.  Se provi a pensare ad una compagnia multinazionale, la prima cosa che ricordi è il logo della ditta. Cosa sarebbero prodotti come Twitter, la Coca Cola e Google, se non ci fossero dei loghi a garantirne l’identità? Un logo è infatti un invito a restare ed una promessa. Attenzione: un logo come una persona che si espone in pubblico ha una reputazione che va creata e quindi seguita, per questo è fondamentale che il prodotto mantenga le promesse che il logo  fa.</p>
<p>In soldoni: un logo ben fatto non aiuterà il tuo blog a crescere se i contenuti che offri non sono di “qualità”, anzi potrebbe darti l’effetto contrario. </p>
<h2>Alcuni Punti chiave utili per realizzare un logo performante</h2>
<p>Realizzare un logo è sicuramente un attività complessa ma non per questo complicata, un processo paziente, che richiede preparazione, e soprattutto una buona conoscenza del prodotto che vuoi legare al marchio, non pensare di realizzare un logo in 10 minuti, la progettazione necessita tanto lavoro di lima, il cui fine è quello di distillare le qualità che ti differenziano dalla giungla di prodotti con cui ti confronti nel tuo segmento.  Quest’operazione può essere più  facile se lavori per step e focalizzi l’attenzione sulle qualità più importanti di un logo:</p>
<ul>
<li>Originalità</li>
<li>Riconoscibilità</li>
<li>Inerenza e sincerità</li>
<li>Adattabilità </li>
<li>Colore</li>
<li>Compattezza</li>
</ul>
<p><strong>Originalità</strong>, la prima delle qualità insieme alla <strong>riconoscibilità</strong>, il tuo logo deve essere se possibile diverso da tutto quello che hai già visto, ciò non significa che non si può trarre ispirazione da ciò che già esiste, ma che bisogna lavorare affinchè il tuo logo sia chiaro e mai uguale a qualcos’altro,  altrimenti una delle sue funzioni primarie, quella di distinguerti, si perderà.</p>
<p><strong>Inerenza</strong> e <strong>Sincerità</strong>, potrai anche realizzare un bel logo, ma se il tuo prodotto non manterrà le aspettative che il logo alimenta,  l’effetto potrà essere solamente controproducente.</p>
<p>Il tuo logo dovrà essere utilizzabile in modo elastico, quindi fondamentale <strong>l’adattabilità</strong> alle diverse dimensioni dal micro al macro, a colori, in bianco e nero e in scala di grigio. Quanto detto significa che è necessario cercare di realizzare un immagine pulita, curando con equilibrio i particolari, senza lasciarsi andare in minuziosità che si perderebbero nella piccola dimensione e renderebbero poco equilibrate le riproduzioni extra large del tuo marchio. (chi ci dice ad esempio che tu non decida in futuro di promuovere il tuo blog con della comunicazione off-line?)</p>
<p>Un  logo ben fatto, soprattutto se sei alle prime esperienze, riesce meglio se limiti l’utilizzo di <strong>colori</strong>, ricorda inoltre  che deve poter essere facilmente riproducibile in scala di grigio o addirittura bianco e nero.</p>
<p>La  <strong>compattezza</strong> è a mio avviso (secondo altri non lo è) una caratteristica fondamentale per un logo, ne rende più facile la riproduzione e permette al logo di essere recepito dalla mente umana con maggiore velocità.</p>
<h2>Primo passo: La ricerca di informazioni</h2>
<p>E adesso che ho ben chiari questi concetti? Come inizio a metterle in pratica? Niente di più semplice, il primo passo sta nel trovare più informazioni possibili sul prodotto per cui vuoi realizzare un logo, sei ne sei il promotore non sarà difficile. Quali sono le caratteristiche fondamentali del tuo prodotto?  Quali sono i punti di forza? Che tipo di comunicazione vuoi  impostare con l’utenza? </p>
<h2>Fai tesoro dell’esperienza altrui</h2>
<p>In questa fase è molto utile dare un occhiata a quello che è stato già fatto, cercando prodotti che sono simili al tuo puoi avere un idea di come altri prima di te hanno affrontato e probabilmente risolto il “problema” logo, non sottovalutare questa parte, soprattutto se sei alle prime armi, ti permetterà di vedere il tuo prodotto da un punto di vista più ampio e di confrontarlo con la “concorrenza”.</p>
<h2>Che sapore avrà il tuo logo?</h2>
<p>Adesso che hai un quadro chiaro del tuo prodotto, definiamo come tradurre graficamente la linea di comunicazione che vuoi utilizzare. Preferisci un linguaggio informale? Allora probabilmente la strada indicata è quella delle linee curve, lavorando con forme ergonomiche, e “giocose” vedi ad esempio i loghi di <strong>Skype</strong>, o di <strong>Twitter</strong>. Se vuoi suggerire affidabilità, concretezza, probabilmente ti conviene puntare su linee rette su forme squadrate, vedi ad esempio i loghi di <strong>abn amro</strong> e <strong>FedEx</strong>, che sono rispettivamente una banca ed una compagnia di spedizioni privata, società che puntano su concetti come sicurezza, efficienza, puntualità. Vuoi comunicare Eleganza? (in bocca al lupo). Riuscire a realizzare loghi davvero eleganti è una delle sfide più belle e difficili, il fine è sempre lo stesso, ma  ci si deve impegnare al massimo nel minimalisto, per esprimere con pocoi concetti distintivi nel modo più forte possibile, un esempio? <strong>Chanel</strong>, <strong>Nespresso.</strong></p>
<h2>La scelta dei colori</h2>
<p>Ogni colore ha un significato, che varia da cultura a cultura, non sottovalutare la scelta dei colori e il background culturale dell’utenza a cui ti rivolgi, scegli dei colori che siano attinenti al contesto in cui operi. Se ad esempio ti occupi di cucina, probabilmente sarà meglio evitare accostamenti di colori come nero e giallo, che da sempre sono legati al pericolo, ai veleni, e alla morte, il tuo prodotto avrebbe sicuramente maggior successo se utilizzassi tonalità di rosso.</p>
<p>Adesso che hai riflettuto su questi punti chiave, studiato il tipo di prodotto che vuoi proporre,  dopo  aver dato un occhiata alla concorrenza e aver stabilito lo stile con cui vuoi comunicare,  puoi finalmente provare a fare qualche schizzo, a matita, al pc, sulla sabbia in riva al mare, come preferisci. Cerca di sfruttare al massimo la tua creatività, e chiedi l’opinione ai tuoi amici e colleghi, perchè no, proponi un sondaggio ai lettori del tuo blog,  a volte l’idea giusta viene da dove meno te lo puoi aspettare. Vedrai le tue idee prendere forma e diventare sempre più chiare, il passo successivo è tradurre le tue bozze in un logo in formato digitale, possibilmente vettoriale.</p>
<p>Queste sono alcune tra le principali riflessioni che possono aiutarti sicuramente se vuoi provare, anche per la prima volta a realizzare un logo per il tuo blog,  se invece hai intenzione di commissionare un logo ad un communication designer, questi principi possono aiutarti a partecipare attivamente supportando in modo utile la realizzazione.</p>
<p>Spero che l’articolo ti sia utile e aspetto di sentire la tua opinione! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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		</item>
		<item>
		<title>Piccola Introduzione agli A/B Test (e 5 casi in cui farne a meno)</title>
		<link>http://francescogavello.it/introduzione-ab-test</link>
		<comments>http://francescogavello.it/introduzione-ab-test#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 04:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=18365</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Oggi vorrei spendere un paio di parole su uno dei più potenti, stimolanti e spesso sottovalutati strumenti che chi lavora con il web marketing può trovare nella propria cassetta degli attrezzi.
I test A/B.
Forse ne hai già sentito parlare.
O forse no.
Forse già li utilizzi (e vorrai condividere qualche tua esperienza con ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/a-b-test.jpg" alt="" title="a-b-test" width="320" height="420" class="alignleft size-full wp-image-18434" /></p>
<p>Oggi vorrei spendere un paio di parole su uno dei più potenti, stimolanti e spesso sottovalutati strumenti che chi lavora con il web marketing può trovare nella propria cassetta degli attrezzi.</p>
<p>I test A/B.</p>
<p>Forse ne hai già sentito parlare.<br />
O forse no.</p>
<p>Forse già li utilizzi (e vorrai condividere qualche tua esperienza con me), forse semplicemente li hai sempre guardati da lontano, ipotizzando che dietro a tutte le belle parole che si raccontano in rete la loro implementazione fosse qualcosa di decisamente complicato.</p>
<p>Non è così.<br />
Vediamo perché? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-18365"></span></p>
<h2>Cosa sono gli A/B Test?</h2>
<p>In una sola frase?</p>
<p>Gli A/B test sono degli <strong>&#8220;esperimenti&#8221; che mirano a proporre agli utenti diverse variazioni di una stessa porzione di contenuto</strong>, determinando quale di queste variazione contribuisca maggiormente al raggiungimento del risultato stabilito.</p>
<p>Puoi predisporre questi test nelle tue landing page o nelle tue campagne di email marketing. Sul tuo intero layout e più in generale in qualunque pagina il cui scopo sia veicolare gli utenti verso un&#8217;azione precisa.</p>
<p>Solitamente <strong>questi test prevedono dei codici di tracciamento e dei codici di conversione.</strong> Codici da implementare rispettivamente nelle pagine in cui la variazione avviene e in quella in cui si può definire completato l&#8217;obiettivo (come per esempio una pagina di ringraziamento o di avvenuta registrazione).</p>
<h2>Cosa ti puoi aspettare da questi test?</h2>
<p>Implementare un A/B test di base è cosa estremamente semplice.</p>
<p>Ci sono molti tool in giro per la rete che si contendono la tua attenzione, ma se sei alle prime armi (e, diciamocelo, anche se non lo sei) puoi affidarti con risultati più che buoni a <a href="http://www.google.com/websiteoptimizer">Google Website Optimizer.</a></p>
<p>Questo strumento di Google ti propone una procedura guidata per la stesura e l&#8217;implementazione di ogni esperimento. Si preoccupa di controllare la corretta implementazione del codice e di fornirti risultati ordinati e semplici da leggere. È una buona base per stabilire in che modo ottimizzare il tuo sito senza impazzire con strumenti ben più avanzati e costosi.</p>
<p>WordPress in particolare, trova nell&#8217;ottimo plugin <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-website-optimizer-for-wordpress/">Google Website Optimizer for WordPress</a> uno strumento aggiuntivo per definire tracciamenti e conversioni su post e pagine senza toccare (quasi mai) una riga di codice.</p>
<p>Con i dati raccolti, puoi ipotizzare di rendere permanenti le variazioni che convertono maggiormente il tuo parco di utenti, o di rivoluzionare del tutto soluzioni che in ogni loro variazione non producono i risultati sperati. Sono insomma dati che ti aiuteranno a prendere decisioni coscienti.</p>
<p>Ricorda che test di questo genere non vanno intesi come strumenti in grado di aiutarti a costruire il tuo sito da zero, quanto piuttosto a far crescere il tuo sito migliorandone i punti di forza e ripulendolo da debolezze di navigazione.</p>
<h2>Cosa dovresti testare?</h2>
<p>Tutto quanto!</p>
<p>Ogni frammento del tuo layout, o del contenuto di una pagina che possa presentare una variazione significativa nell&#8217;approccio ai tuoi utenti. Qualche esempio?</p>
<ul>
<li>Il titolo del box di iscrizione alla newsletter</li>
<li>Il testo che descrive il box di iscrizione alla newsletter</li>
<li>Le voci del tuo menù di navigazione principale</li>
<li>Titoli e call-to-action di diverso tipo</li>
<li>Riferimenti nel footer o in altre zone solitamente &#8220;scariche&#8221;</li>
<li>Link e pulsanti al fondo di pagine di contatto</li>
</ul>
<p>Nel momento stesso in cui ti chiedi &#8220;Dovrei inserire questa call, oppure quest&#8217;altra?&#8221;, oppure &#8220;Dovrei ridurre questa descrizione o dilungarmi ancora un po&#8217;?&#8221; ecco arrivato il momento giusto per lanciare un test.</p>
<h2>Quando è meglio farne a meno?</h2>
<p>Ci sono tuttavia alcune situazioni in cui i test A/B non producono (o meglio non possono essere messi in condizione di produrre) i risultati sperati. Anche se potenti, questi strumenti rimangono appunto tali e necessitano di uno &#8220;status mentis&#8221; adeguato.</p>
<h3>1. Non hai modo di mettere mano al codice</h3>
<p>Inutile anche solo pensare di poter rendere proficuo un qualunque test di questo genere se non hai modo di mettere mano direttamente al codice del tuo layout.</p>
<p>Per alcuni test più avanzati potresti trovarti nella necessità di dover creare e disporre liberamente dei file sorgenti (quindi parliamo di HTML, CSS e PHP) e di modificarne il comportamento per piazzare gli opportuni frammenti di codice.</p>
<p>E, no, anche se Google proprio sul Google Website Optimizer Tool fa di tutto per ricordare che è possibile inviare le istruzioni al proprio webmaster, non è esattamente la stessa cosa.</p>
<h3>2. Non sai quali varianti presentare ai tuoi lettori</h3>
<p>Buona parte della preparazione a un A/B test avviene al di fuori del tool stesso che andrai poi a usare. Se non hai a disposizione del tempo per studiare delle buone varianti per ogni sezione che decidi di mettere alla prova, i tuoi test risulteranno ben poco utili.</p>
<p>Prenditi il tempo per elaborare delle soluzioni realmente differenti tra loro. Soluzioni che contino qualcosa di significativo per te e per l&#8217;approccio che hai deciso di comunicare ai tuoi utenti.</p>
<h3>3. Non hai sufficiente traffico</h3>
<p>Diciamocelo chiaramente. Qui la questione è avere del traffico da testare.</p>
<p>Maggiore è il campione esaminato, migliore la qualità dei risultati. Ipotizziamo almeno un paio di migliaia di visitatori la settimana per cominciare, in modo da valutare dei risultati che non si distacchino l&#8217;uno dall&#8217;altro solo per qualche decina di unità.</p>
<h3>4. Non sei pronto a prendere decisioni drastiche </h3>
<p>Se sei troppo affezionato al tuo sito e adori delle precise scelte progettuali (o grafiche) che hai messo in piedi, per il momento non predisporre nessun A/B test. Sul serio. Spesso i risultati vanno ben lontani da quanto ipotizzato e anche la soluzione per noi meno &#8220;attraente&#8221; risulta talvota per essere quella che -dati alla mano- riesce a convertire il maggior numero di utenti.</p>
<p>Gli a/b test non sono per i sentimentali, insomma. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>5. Sei ansioso e vuoi tutto e subito</h3>
<p>Ipoteticamente potresti disporre di qualche milione di visite mensili e lanciare un A/B test di un paio di settimane, giusto per ottenere molti più dati di quanti potresti mai aver bisogno. Nella realtà forse i tuoi test si prenderanno un mese o più di tempo prima di generare dei dati su cui poter ragionare lucidamente.</p>
<p>Alcune variazioni seguono poi un andamento strano. Ciò che parte in sordina può, con il giusto tempo, esprimere le proprie vere potenzialità. Essere troppo impazienti e terminare un test prima del tempo potrebbe condurti alle conclusioni sbagliate.</p>
<h2>Sei pronto? È tempo di testare!</h2>
<p>Insomma, gli A/B test sono uno strumento potentissimo per valutare la resa dei tuoi progetti. Siano questi dei piccoli blog che mirano a macinare iscrizioni e feedback o complessi siti web con il solo scopo di spingere gli utenti a infilare elementi nel carrello.</p>
<p>Quale che sia la tua esperienza -e se sei disposto ad accettare i compromessi di cui sopra- non ti resta che sperimentare!</p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>13 Task per Rendere il Tuo Blog Scattante per la Primavera</title>
		<link>http://francescogavello.it/task-rendere-scattante-blog</link>
		<comments>http://francescogavello.it/task-rendere-scattante-blog#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 04:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=14907</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Primavera!
Tempo di pulizie e di promesse per l&#8217;estate.  
Tempo anche di risveglio fisico e mentale (come scrive il buon Andrea) in grado di portare grandi benefici a chi sappia sfruttare al meglio questo periodo dell&#8217;anno.
In tutto ciò, non vorrai mica lasciare da parte il tuo blog?  
Quella che ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/task-rendere-scattante-blog">13 Task per Rendere il Tuo Blog Scattante per la Primavera</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/pulizie-primavera-blog.jpg" alt="pulizie-primavera-blog" title="pulizie-primavera-blog" width="583" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-15040" /></p>
<p>Primavera!<br />
Tempo di pulizie e di promesse per l&#8217;estate. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tempo anche di risveglio fisico e mentale (come <a href="http://www.efficacemente.com/2010/03/primavera-e-tempo-di-cambiare-vita/">scrive il buon Andrea</a>) in grado di portare grandi benefici a chi sappia sfruttare al meglio questo periodo dell&#8217;anno.</p>
<p>In tutto ciò, non vorrai mica lasciare da parte il tuo blog? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quella che ti presento oggi è una sorta di to-do list che potresti considerare <em>ciclica</em>, che dovresti prendere in mano di tanto in tanto per mantenere vivo e scattante il tuo blog.</p>
<p>Fin troppo facile durante l&#8217;anno trascurare molti piccoli dettagli che sommati tutti insieme, mese dopo mese, contribuiscono a passare un messaggio sbagliato o a minimizzare l&#8217;efficacia di un buon layout.</p>
<p>Dove, e come, puoi intervenire?</p>
<p><span id="more-14907"></span></p>
<h2>1. Conferma l&#8217;efficacia dei tuoi menù</h2>
<p>Se ancora non l&#8217;hai fatto, dovresti <a href="http://francescogavello.it/tracciare-utenti-pagine-clicktale-vs-crazyegg">valutare l&#8217;efficacia della posizione</a> degli elementi del tuo layout attraverso tool come <a href="http://www.crazyegg.com/">CrazyEgg</a> o <a href="http://www.clicktale.com/">ClickTale</a>. In maniera molto rapida e precisa potresti scoprire che il menù che tanto consideravi utile ai tuoi utenti in realtà viene ampiamente trascurato rispetto a zone &#8220;più calde&#8221;.</p>
<p>Assicurati che le sezioni di layout dedicate alla navigazione rispecchino ancora l&#8217;interesse dei tuoi lettori in ognuna delle loro voci. Non c&#8217;è niente di peggio che impiegare dello spazio così prezioso in maniera sbagliata o fuorviante per chi legge.</p>
<h2>2. Alleggerisci il &#8220;post footer&#8221;</h2>
<p>Il fondo dei tuoi post, un po&#8217; come la sidebar, finisce per accumulare nel tempo servizi di sharing, note sugli autori, tracce di plugin per i commenti e quant&#8217;altro si possa immaginare. Anche in questo caso puoi procedere con le classiche pulizie di primavera rimuovendo ogni elemento che non assolva un compito preciso e quantificabile.</p>
<p>Se nessuno condivide più da mesi i tuoi articoli su StumbleUpon, forse è il caso di sostituire quel link tanto caro con qualcosa di più appetibile, o quantomeno di ripensarne il suo posizionamento. Non parliamo poi di link semplicemente non funzionanti a causa dell&#8217;incompatibilità generata dall&#8217;aggiornamento di un qualche plugin (e che magari non stai neppure visualizzando in quanto amministratore loggato).</p>
<h2>3. Ripulisci la tua sidebar </h2>
<p>Ah, le sidebar.</p>
<p>Elementi di layout che rapidamente si prestano a diventare i raccoglitori di tutte quelle widget più o meno utili accumulate nel tempo. Approfitta di questo momento per dare una spolverata a tutto ciò che stai piazzando sotto al naso dei tuoi lettori, chiedendoti quanto veramente vale lo spazio impiegato da ciascuna di esse in relazione alla loro effettiva utilità.</p>
<h2>4. Elimina anche contatori, classifiche, antipixel</h2>
<p>Allo stesso modo, prendi un minuto del tuo tempo per spostare in una pagina dedicata (se non eliminare del tutto) contatori e statistiche di network aggregatori.</p>
<p>Molti di questi widget e banner sono pensati dai loro sviluppatori per dare una sorta di gratificazione immediata al blogger, ma in realtà sono raramente utili ai lettori finali per poter trarre una migliore comprensione di chi sta scrivendo. Inoltre stai tranquillo, non perderai posizioni in classifica rimuovendoli dalla tua home o dalla tua sidebar.</p>
<h2>5. Aggiorna il footer</h2>
<p>Ancora oggi vedo crediti e footer di blog anche molto trafficati lasciati a loro stessi, presentando ancora note di copyright relative al 2009 e link a sezioni scarsamente aggiornate e trascurate. Anche in questo caso, assicurati che il tuo footer presenti le necessarie informazioni di base su chi sei e cosa vuoi fare del tuo blog. Non controllare solo l&#8217;effettiva funzionalità dei link presenti, quanto pure la condizione dei contenuti presenti nelle pagine linkate.</p>
<p>Poi, semplicemente rimuovi tutto ciò non sia direttamente funzionale ad un preciso obiettivo.</p>
<h2>6. Rimuovi plugin disattivati</h2>
<p>Anche un plugin disattivato può risultare pericoloso per la sicurezza della tua installazione. Disattiva e rimuovi ogni plugin del quale non stai facendo più uso, e contemporaneamente valuta la possibilità di sostituire quanti più plugin possibile con soluzioni lato codice &#8220;puro&#8221;.</p>
<h2>7. Elimina banner disattivati e snippet in eccesso</h2>
<p>Allo stesso modo, se stai usando gestori di banner a rotazione o plugin che permettono di <a href="http://francescogavello.it/inserire-testo-fondo-post-plugin">posizionare snippet di codice nel layout</a>, elimina ogni voce interna non più necessaria. Non c&#8217;è niente di peggio che trovarsi costantemente a navigare tra decine di voci inutilizzate e ormai archiviate che rimangono latenti su WordPress solo perché procrastiniamo ogni giorno la loro rimozione.</p>
<h2>8. Ottimizza categorie e tag</h2>
<p>Ottimizzare categorie e tag è forse l&#8217;operazione zen per eccellenza di ogni blogger che miri ad inscatolare in maniera ordinata i propri contenuti. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come regola spannometrica®, dovresti considerare l&#8217;utilizzo di una categoria solo se questa al proprio interno potrà contenere almeno un paio di elementi. Rimuovi quindi categorie orfane o contenenti un singolo articolo, prevedendo di far ricadere sotto categorie più generiche argomenti per i quali non hai scritto ancora in sufficiente quantità.</p>
<p>Contemporaneamente, approfitta di questa occasione per inserire una descrizione coerente per ciascuna categoria. Potrai così sfruttare in maniera più efficace un particolare tipo di archivio che ora andrò a proporti. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>9. Adotta un archivio più efficace</h2>
<p>La quasi totalità dei blog che conosco si affida per il proprio archivio a due tipi di soluzione:</p>
<ul>
<li>Una pura lista di articoli, categorie o tag</li>
<li>Un plugin dedicato che lavora in autonomia</li>
</ul>
<p>Io ho preferito percorrere una terza strada, applicando al mio blog un <a href="http://francescogavello.it/creare-archivio-efficace">archivio dinamico</a> che mostra gli ultimi 3 post per categorie, descrivendoli in apertura prelevando quanto necessario proprio dalla &#8220;Category Description&#8221; che WordPress permette di compilare.</p>
<p>Il risultato è una pagina molto più appetibile ai lettori, che possono così avere un quadro generale su tutta la produzione del mio blog. Una buona soluzione, no?</p>
<h2>10. Ottimizza i feedflare del tuo feed (FeedBurner)</h2>
<p>FeedBurner offre un servizio assolutamente invidiabile per quanto riguarda le possibilità di personalizzazione del proprio feed. E i feedflare ne sono forse l&#8217;aspetto più interessante, se solo non finissero per accumularsi nel tempo risultando poco utili (e d&#8217;impiccio) a fondo feed.</p>
<p>Dai una spolverata anche ad essi, dunque: rimuovi tutti i link del tipo &#8220;invia per mail&#8221;, o &#8220;condividi su Digg&#8221; che potrebbero aver avuto sino ad oggi una scarsa presa nei confronti dei tuoi lettori abituali.</p>
<h2>11. Rimuovi contenuti ridondanti a fondo RSS</h2>
<p>Sempre parlando di feed RSS, nel caso tu stia utilizzando soluzioni automatiche come <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/rss-footer/">RSS Footer</a> o <a href="http://urbangiraffe.com/plugins/sniplets/">Sniplets</a> per aggiungervi del testo extra (in apertura o chiusura), assicurati che quanto appunto presentato sia ancora uniforme all&#8217;immagine che vuoi dare di te.</p>
<p>Quanti i link rimasti dall&#8217;ultima promozione riservata agli iscritti? Quante le pagine interne che ancora vengono proposte ad ogni articolo ma che ora forse meriterebbero un naturale ricambio? Se ancora non l&#8217;hai fatto, iscriviti al tuo stesso Feed e valuta l&#8217;effettiva resa del testo extra, poi lima ogni elemento in eccesso per garantire chiarezza ai tuoi contenuti.</p>
<h2>12. Limita le revisioni ai post</h2>
<p>Con una modifica estremamente semplice al file wp-config.php è possibile indicare a WordPress di <a href="http://www.undolog.com/2009/01/14/wordpress-gestione-delle-revisioni-e-dellautosave/">limitare la creazione di revisioni ai post</a> entro un certo numero (se non rimuoverle definitivamente del tutto).</p>
<p>Ciascuna revisione occupa infatti spazio sul database e raramente avrai bisogno di ciascuna di esse per rimettere a posto un articolo. Limita le revisioni entro gli ultimi 5 o 7 articoli, e rendi il tuo blog molto più leggero.</p>
<h2>13. Ottimizza il database di WordPress</h2>
<p>Infine, dai una ripassata al tuo database con plugin come <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/optimize-db/">Optimize-DB</a>, in grado di rimuovere voci in eccesso lasciate automaticamente (e senza avvisare) da plugin poco &#8220;carini&#8221;. Backup alla mano, mi raccomando!</p>
<h2>Pronti e scattanti</h2>
<p>Manca qualcosa?<br />
Hai già iniziato le pulizie di primavera sul tuo blog? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/task-rendere-scattante-blog">13 Task per Rendere il Tuo Blog Scattante per la Primavera</a></p>
</div></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vèstiti per il Successo: Costruire Un Layout che Lavori al Posto Tuo</title>
		<link>http://francescogavello.it/blog-tips-layout-di-successo</link>
		<comments>http://francescogavello.it/blog-tips-layout-di-successo#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 03:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Presto o tardi, tutti i blogger si trovano di fronte alla difficoltà di ottenere precisi risultati sulla base dei loro sforzi.
C&#8217;è chi vuole macinare a tutti i costi più iscritti alla propria newsletter. Chi brama di aumentare il tasso di conversione delle proprie affiliazioni. Oppure chi si sforza in tutti ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/blog-tips-layout-di-successo">Vèstiti per il Successo: Costruire Un Layout che Lavori al Posto Tuo</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/call-to-action-inefficace.jpg" alt="call-to-action-inefficace" title="call-to-action-inefficace" width="583" height="357" class="aligncenter size-full wp-image-14638" /></p>
<p>Presto o tardi, tutti i blogger si trovano di fronte alla difficoltà di ottenere precisi risultati sulla base dei loro sforzi.</p>
<p>C&#8217;è chi vuole macinare a tutti i costi più iscritti alla propria newsletter. Chi brama di aumentare il tasso di conversione delle proprie affiliazioni. Oppure chi si sforza in tutti i modi di raddoppiare il numero di commenti o di ottenere più link in ingresso dai lettori.</p>
<p>Tutti, insomma, inseguiamo un preciso obiettivo.<br />
Fosse anche solo quello di essere semplicemente più letti e apprezzati. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il problema è che spesso, per ottenere quanto detto, raramente volgiamo lo sguardo verso colui che è in grado da solo di determinare buona parte del successo (o del fallimento) dei nostri sforzi.</p>
<p><span id="more-14631"></span></p>
<p>Ovvero, il caro, vecchio layout.</p>
<p>Eh già.</p>
<p>Un buon layout lavora ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all&#8217;anno. Richiede un modesto mantenimento e una volta <em>addestrato</em> può svolgere i compiti più gravosi senza perdere nulla dell&#8217;entusiasmo originale.</p>
<p>Eppure, ancora in molti lo considerano un semplice mezzo con cui convivere, da tenere insieme alla meno peggio. Con il quale distribuire i propri contenuti senza infamia e senza lode, neanche fosse il cellophane della classica rivista sugli scaffali dell&#8217;edicola di fiducia.</p>
<p>Il web si naviga a vista e un layout è tutto ciò che i tuoi lettori possono conoscere di te senza avere ancora messo in moto il cervello. E al di là del primo approccio, un impressione sbagliata può costarti molta più fatica nel dover essere rimediata &#8220;a parole&#8221; e passando in altri modi il messaggio che desideri.</p>
<h2>Soddisfatte le necessità di base, spingiti oltre</h2>
<p>La prima cosa alla quale vorrai fare attenzione sarà fornire una copertura adeguata a tutte le necessità dei tuoi lettori. Esistono <a href="http://francescogavello.it/15-pagine-contenuti-blog">numerose pagine</a> che possono contribuire a rendere il tuo layout più completo e sfaccettato. Perché non sfruttarle?</p>
<p>Anziché concentrare tutte le informazioni che vuoi comunicare in una semplice pagina &#8220;About me&#8221;, cerca di fornire soluzioni tagliate su misura per chi sta cercando statistiche di traffico, informazioni sulla tua presenza sui social, una semplice selezione dei tuoi articoli e quant&#8217;altro ti possa venga in mente.</p>
<h2>Comunica in maniera diretta</h2>
<p>La maggior parte dei layout che non funzionano si ostinano a mantenere celate dietro un qualche &#8220;velo di autorevolezza&#8221; le informazioni più importanti e di cui i lettori farebbero volentieri uso.</p>
<p>Parlano poco, usano fin troppi giri di parole, danno molto per scontato.</p>
<p>Per capirci, se non riesci ad ottenere nuovi iscritti al feed, forse è perché probabilmente i tuoi lettori neanche sanno cosa siano, i feed. Spiegare a chi ti legge le potenzialità del tuo blog e i diversi modi per fruire dei tuoi contenuti non solo ti eviterà di ripeterti centinaia di volte in futuro, ma permetterà agli utenti di passaggio di avere una visione più chiara del luogo in cui si trovano e&#8230; perché no? fermarsi un altro po&#8217;.</p>
<p>Fai in modo che il tuo layout parli in maniera diretta ogni qual volta se ne presenta l&#8217;occasione.</p>
<h2>Il giusto stile</h2>
<p>Di tanto in tanto ricevo richieste da parte dei lettori di feedback riguardo ai loro blog e alle strade per migliorarne la resa non solo estetica ma soprattutto funzionale. Ciò che propongo in risposta il 99% delle volte è di cominciare a sfruttare meglio e al pieno delle loro forze tutte le porzioni di layout presenti.</p>
<p>Di non lasciare nulla al caso.</p>
<p>Di non infilare feature a raffica se poi non si è sicuri di poterle adeguatamente gestire.</p>
<p>Ad esempio, se proponi una sezione &#8220;post in evidenza&#8221; e poi gli stessi post al suo interno si possono trovare poche righe più sotto, stai tranquillamente passando un messaggio di trascuratezza generale. Se proponi l&#8217;iscrizione alla newsletter ad ogni piè sospinto ma poi non mantieni &#8220;calda&#8221; la tua lista con invii periodici di materiale di qualità, allora stai usando un tool a metà.</p>
<p>Se non ritieni di avere il tempo necessario ad usare questi tool, rimani semplicemente un gradino indietro. Riduci le call-to-action offerte dal tuo layout e ripensa l&#8217;organizzazione del tuo spazio sulla base delle tue reali possibilità. Ma offri sempre ai tuoi utenti contenuto di altissima qualità al livello in cui ti trovi.</p>
<h2>Due parole sui blogroll</h2>
<p>Un altro degli aspetti piuttosto dibattuti sui layout dei blog è se questi debbano o meno comprendere un blogroll in cui condividere gioie e dolori del PageRank con lettori e amici.</p>
<p>Come ho già scritto tempo fa ho <a href="http://francescogavello.it/rimuovere-blogroll">deciso di fare a meno del mio blogroll</a> quando ho capito che la gestione dei link era diventata più una faccenda politica che altro. Chi esigeva un link a fronte di un (unilaterale) scambio. Chi si lamentava della posizione in lista.</p>
<p>Questo mi ha portato a risolvere la questione alla radice, riutilizzando lo spazio del blogroll in sidebar in maniera più efficente. Di contro, praticamente da sempre lascio aperta la porta a chi si voglia acchiappare un &#8220;link veramente amico&#8221; nella pagina dei lettori (rendendo molto più personale e &#8220;umana&#8221; l&#8217;intera faccenda).</p>
<h2>Bilancia perfezione Vs tempo disponibile.</h2>
<p>Nella composizione del layout perfetto, in grado di comunicare ai lettori gran parte del nostro messaggio mentre noi siamo in tutt&#8217;altre faccende affaccendati, la ricerca della <a href="http://francescogavello.it/dont-worry-be-crappy-come-la-ricerca-della-perfezione-puo-diventare-un-ostacolo-per-raggiungere-i-tuoi-obiettivi">perfezione assoluta</a> può diventare un grosso vincolo.</p>
<p>Ricorda che è sì vero che un layout efficace è quello che meglio si plasma sul blogger e sui suoi contenuti, ma è anche vero che per fare ciò deve (prima o poi) diventare concreto, uscire dall&#8217;utopico e sottoporsi al giudizio degli utenti.</p>
<p>Non girare in tondo, insomma. Scendi il prima possibile nel concreto e nel razionale.</p>
<h2>Vèstiti per il successo</h2>
<p>Una piccola citazione, ti va? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote>
<p>Cal Lightman: <em>&#8220;Cosa vuoi fare da grande?&#8221;</em></p>
<p>Ria Torres: <em>&#8220;Io <strong>sono</strong> grande.&#8221;</em></p>
<p>Cal: <em>&#8220;Eccezionale! Cosa sei?&#8221;</em></p>
<p>Ria: <em>&#8220;[...]&#8220;</em></p>
<p>Cal: <em>&#8220;Sei sulla strada per diventare una delle maggiori esperte al mondo in inganni.&#8221;<br />
&#8220;Ma nella tua testa continui a essere un&#8217;addetta al controllo bagagli dell&#8217;aeroporto.</p>
<p>Finché non cambierai questo, penserai sempre di non essere pronta.&#8221;</em></p>
</blockquote>
<p><em>da: Lie to Me S02E01 &#8211; &#8220;The Core of It&#8221;</em></p>
<p>Pensa come se già avessi raggiunto tutti i tuoi più smisurati sogni.<br />
Agisci come se già avessi in mano i risultati che cerchi.</p>
<p>Poco a poco la realtà ti darà ragione. E si assesterà sul tuo nuovo <em>stile di vita</em> donandoteli sul serio.</p>
<h2>Le sidebar, i calzini e i fuochi d&#8217;artificio</h2>
<p>Un tempo Darren Rowse ha paragonato le sidebar di molti dei blogger in circolazione al proprio <a href="http://www.problogger.net/archives/2009/07/11/dont-let-your-blog-become-like-my-sock-drawer/">cesto dei calzini</a>.</p>
<p>E aveva ragione.</p>
<p>La prima cosa che vorrai fare per rendere il tuo layout in grado di parlare per te sarà <a href="http://www.skelliewag.org/creating-sidebars-that-work-244.htm">sfoltire la sidebar</a> da tutto ciò non si possa dire essenziale a comunicare uno ed un solo messaggio.</p>
<p>Evita di sparare i fuochi d&#8217;artificio con mille accrocchi &#8220;duepuntozero&#8221;. Chiediti quanto vale in termini di efficacia la widget tanto simpatica che valuta il ranking del tuo blog a livello planetario. O lo slideshow delle dieci foto su Flickr che non aggiorni dal Natale scorso. O ancora la sterminata serie di banner <em>antipixel</em> che si sono accumulati negli anni e rubano oramai più spazio della stessa colonna dei post.</p>
<h2>Informazioni rilevanti in apertura e chiusura</h2>
<p>Un ultimo appunto per nulla scontato.</p>
<p>Non dare per scontato che chiunque desideri saperne di più sul tuo conto sia anche sufficientemente motivato da intraprendere un safari tra le tue pagine scansando articoli datati, pagine di biografie chilometriche e componga infine la tua storia tassello dopo tassello.</p>
<p>Prepara informazioni pronto uso, e fai riferimento ad esse in apertura e chiusura di pagina. Ti stupiresti di sapere quante persone <strong>non sono a conoscenza</strong> di argomenti che tu potresti ritenere assolutamente scontati riguardo te e il tuo blog.</p>
<h2>Il vestito giusto</h2>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=sHNW8Aa_UTA">Dressed for Success</a>, cantavano i Roxette sul finire degli anni &#8217;80.<br />
Che avessero intuito qualcosa? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>7 Cose che Supernatural (la serie tv) Mi Ha Insegnato sul Blogging</title>
		<link>http://francescogavello.it/supernatural-blogging</link>
		<comments>http://francescogavello.it/supernatural-blogging#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 03:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[guida-blogging]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Ora rilassati, regola il volume a dovere e piazza questa traccia in sottofondo.
E se un giorno scoprissi che i mostri esistono davvero?
Che sotto il letto (o dentro l&#8217;armadio) non si cela solo un timido uomo nero ma qualche bestiaccia (nel migliore dei casi) ben più feroce e fastidiosa?
A chi rivolgersi ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/supernatural-blogging.jpg" alt="supernatural-blogging" title="supernatural-blogging" width="583" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-14520" /></p>
<p><em>Ora rilassati, regola il volume a dovere e piazza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=J3mVwLnTTgc">questa traccia</a> in sottofondo.</em></p>
<p>E se un giorno scoprissi che i mostri esistono davvero?</p>
<p>Che sotto il letto (o dentro l&#8217;armadio) non si cela solo un timido <em>uomo nero</em> ma qualche bestiaccia (nel migliore dei casi) ben più feroce e fastidiosa?</p>
<p>A chi rivolgersi quando le sottili barriere del &#8220;ragionevolmente credibile&#8221; cominciano ad incrinarsi in un turbinio di demoni, zombie, mutaforma, ghost e wraith dei più diversi tipi?</p>
<p>Ma a Sam &#038; Dean, naturalmente. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Fratelli, <em>cacciatori</em> di tipo un po&#8217; particolare, ultima ancora di salvezza per chi si trovi invischiato in problemi simili. Loro (e il bagagliaio della loro Chevvy Impala ben fornito di fucili caricati a sale, coltelli che neanche John Locke, pentacoli e quant&#8217;altro) sono probabilmente la cosa migliore in cui potresti sperare.</p>
<p>E tra una canzone dei Kansas, degli ACDC e dei Black Sabbath, scoprirai che possono insegnare moltissimo anche sul blogging! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Giusto una nota: quanto riportato qui sotto naturalmente <strong>non contiene spoiler</strong> sulla serie tv e può essere tranquillamente letto anche da chi non abbia mai messo naso dentro il complesso universo di Supernatural.</em></p>
<p>La caccia ha inizio.</p>
<p><span id="more-14487"></span></p>
<h2>1. Affronta il mondo a cuor leggero</h2>
<p>Supernatural non fa certo sconti sulla pesantezza degli argomenti tirati in ballo di puntata in puntata. Spesso si portano alla luce tematiche che affondano nel mito, nella religione, o comunque sufficientemente terrificanti da poter definire la serie (anche) come un ottimo horror. </p>
<p>Tuttavia, insieme a tutto ciò trovano posto battute sagaci, intermezzi demenziali che quasi entrano nella top ten del paradossale, meta-puntate pensate per rispondere alle domande (o alle critiche) dei fan e che non per questo pregiudicano in alcun modo la qualità della serie stessa.</p>
<p>Il tutto in maniera estremamente chiara, decisa, netta e soprattutto diversa (e spensierata) rispetto ad un X-Files o un Fringe, che pure prendono a piene mani nell&#8217;immaginario horror collettivo.</p>
<p>Affronta dunque il blogging a cuor leggero: prendendo sul serio ciò che fai senza rinchiuderti volontariamente in gabbie mentali. Divertiti e fai divertire. Sempre. Qualunque sia il tono degli argomenti che affronti.</p>
<h2>2. Apri e chiudi con un &#8220;bang!&#8221;</h2>
<p>La serie soffre un po&#8217; della &#8220;Sindrome di LOST®&#8221;. Ogni puntata segue infatti il saggio metodo di proporre, negli ultimi istanti prima della chiusura, il classico colpo di scena in grado di far gridare &#8220;no! ancora un minuto!&#8221; a chi si trovi di fronte allo schermo.</p>
<p>Unita alla classica apertura &#8220;ad effetto&#8221; ne risulta che l&#8217;intera struttura di una puntata è semplicemente un ponte (o un processo ciclico) che parte da qualcosa di forte impatto per terminare in qualcosa di scioccante in ugual modo. Perché limitare questo semplice ragionamento al solo cinema?</p>
<p>Nello stesso modo dovresti lavorare sui tuoi contenuti. Apri sempre &#8220;con un bang!&#8221;. Poni i migliori contenuti in apertura, lavora in cerchio per espandere il concetto e chiudi con qualcosa di così strabiliante che i tuoi lettori non possano fare altro che riservarti un posto speciale nelle loro letture giornaliere.</p>
<h2>3. Leverage (Ottimizza)</h2>
<p>La serie, non potendosi naturalmente definire capostipite del genere, affronta volente o nolente la sfida di mantenere alta l&#8217;attenzione del pubblico su una rosa di possibili argomenti tutto sommato&#8230; limitata. L&#8217;ambito è esattamente quello dove entra in gioco la vera capacità degli autori nel proporre storie fresche e avvincenti evitando quel brutto feeling da &#8220;hey, ma questo non è già successo?&#8221;</p>
<p>È un po&#8217; quello che gli inglesi chiamano &#8220;leverage&#8221;. Uno stesso tema (o contenuto) viene reimpastato più volte sfaccettandosi per rivelare un nuovo aspetto, un nuovo approccio, un nuovo ragionamento che per motivi di trama, di spazio o di tempo non ha potuto trovare espressione.</p>
<p>Scopri il potere dell&#8217;ottimizzare i tuoi contenuti e i diversi canali per proporli ai lettori. Puoi portare i tuoi post molto più in là riproponendoli a dovere non solo sul tuo blog ma anche al di fuori di esso. I classici esempi: una serie di post letti al microfono possono diventare un appuntamento fisso sotto forma di podcast. I concetti chiave di questi ultimi possono diventare diapositive da riproporre su Slideshare e importare Facebook. E così via.</p>
<h2>4. Lavoro di squadra</h2>
<p>Nel senso che semplicemente, Sam e Dean sarebbero davvero sperduti senza la loro (fitta ma non troppo) rete di contatti in grado di cavarli d&#8217;impaccio in più di un&#8217;occasione.</p>
<p>Non cercare di portare il peso dell&#8217;intero mondo da solo, quando puoi piuttosto lavorare in squadra.<br />
Chiedi quando non sai senza farti troppi problemi e allo stesso modo non essere avaro di informazioni con chiunque si rivolga a te. Personalmente, credo che si tratta di uno dei principali fattori che hanno contribuito a far crescere il mio blog. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>5. Insisti</h2>
<p>Uno dei grandi temi della serie (non sto per spoilerare, te l&#8217;avevo promesso) è la caparbietà umana nel rapportarsi alle sfide che il destino propone.</p>
<p>Sam e Dean vengono quasi puntualmente messi alla prova in ciò che fanno, nell&#8217;impegno che hanno quasi inconsciamente preso nei confronti delle altre persone, nel loro combattere talvolta contro i mulini a vento tanto grande sembra la sfida. Ma dovendo guardare noi la questione dal di fuori, potremmo semplicemente osservare come un vincente sia semplicemente una persona qualunque che nel perseguire i propri obiettivi non si è mai arresa.</p>
<p>Sam e Dean non si sono mai arresi. Non vorrai mica farlo tu?</p>
<h2>6. Alterna</h2>
<p>Come dicevo al punto #1, in Supernatural non ci troviamo solo di fronte alla mera esposizione dei fatti che portano i fratelli Winchester dal-punto-A-al-punto-B. Invece, spesso vengono presentate al pubblico le classiche &#8220;puntate riempitive&#8221;, amate e odiate dagli appassionati di pressapoco ogni serie TV (e di cui LOST, per inciso, fa molto meno uso soprattutto nelle stagioni più recenti).</p>
<p>Il succo è: non tentare di mantenere alta l&#8217;attenzione nei tuoi confronti proponendo solo contenuti a cinque stelle. Alterna invece, post più lunghi e discorsivi a qualcosa di veramente succoso a mo&#8217; di &#8220;pillar post&#8221;. Alterna brevi considerazioni a estratti di articoli altrui, riferimenti a tutorial e così via.</p>
<p>Riuscirai a colpire una fetta più ampia del tuo target e troverai rapidamente un equilibrio più produttivo per portare avanti il tuo blog sul lungo periodo.</p>
<h2>7. Non attendere l&#8217;intervento divino.</h2>
<p>Non lasciare che le cose trovino da sole la loro soluzione, nel bene e nel male.</p>
<p>Se Sam e Dean avessero accettato il loro destino senza combattere probabilmente non avremmo avuto dell&#8217;intera serie tv che scaturisce dai primi cinque minuti introduttivi.</p>
<p>No. Quale che sia la loro condizione o il &#8220;problema più grande&#8221; da affrontare (qualcuno la chiamerebbe <em>&#8220;seguire la main storyline&#8221;</em>) in Supernatural il tempo per piangersi addosso è poco.</p>
<p>Perché è meglio agire, pianificare, prevedere e ribattere colpo su colpo ad ogni possibile sfida o fallimento di cui si è protagonisti.</p>
<p>Gli americani lo chiamano &#8220;hustle&#8221;: lavorare molto, bene e con costanza. Da protagonisti, insomma. Senza aspettare che le situazioni viaggino per conto loro lasciandoci fuori dalla finestra ad osservarne gli effetti.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.cwtv.com/shows/supernatural">the CW</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>Un Logo per il Tuo Blog? [seconda parte]</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 07:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[logo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La seconda parte del guest post di Aljoscia Dalla Pozza dedicato al ragionare sulla creazione di un logo. Puoi leggere anche la prima parte: Un Logo per il Tuo Blog? [prima parte].
Vuoi propormi anche tu un guest post? Leggi le linee guida ufficiali!

Dopo il primo articolo introduttivo sulla progettazione di ...</p><p><div style="font-size:10px">
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La seconda parte del guest post di Aljoscia Dalla Pozza dedicato al ragionare sulla creazione di un logo. Puoi leggere anche la prima parte: <a href="http://francescogavello.it/un-logo-per-il-tuo-blog-prima-parte">Un Logo per il Tuo Blog? [prima parte]</a>.</p>
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<p>Dopo il primo articolo introduttivo sulla progettazione di un logo, dove spiegavo in effetti cos’è un logo, a cosa serve, qual è la differenza tra logo, brand e marchio, nonché riportavo alcuni consigli dagli esperti, ecco finalmente qualcosa di più pratico! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Step #1 – La scelta del nome</h2>
<blockquote><p>ovvero, usa la fantasia per ideare il nome del tuo logo</p></blockquote>
<ol>
<li>La tua denominazione deve catturare l’attenzione dei potenziali clienti. Ti consiglio di non optare per un nome completamente astratto o scioccante; tuttavia, uno troppo scontato potrebbe scoraggiare i clienti.  Pensa ad un nome <strong>significativo</strong>, che ponga una domanda o determini una reazione.</li>
<li>Puoi anche scegliere un nome legato ad un argomento specifico. Individuato un nome che ti sembra adatto, gettati su Google e verifica che non sia già in uso.</li>
</ol>
<p><span id="more-13642"></span></p>
<h2>Step #2 – La progettazione del logo</h2>
<blockquote><p>l’aspetto del tuo logo dice molto di te e della tua azienda</p></blockquote>
<ol>
<li>Una volta stabilito un nome, ti servirà un logo. Fai qualche esperimento con font diversi o disegnando manualmente. Stabilisci se il nome dovrà essere accompagnato da simboli o segni o se intendi utilizzare come logo un semplice simbolo. Sembra scontato, ma per essere efficace, un marchio deve essere chiaro e facilmente utilizzabile in diversi media.</li>
<li>La scelta del font deve rispecchiare lo stile complessivo che t’interessa seguire.</li>
<li>Nel progettare il logo, <strong>non lasciarti fuorviare dalle mode del momento.</strong> È difficile ignorarle ma il tuo logo deve sopravvivere per più di un anno. Esamina le lettere che compongono la tua denominazione e valutane la resa in vari formati.</li>
<li>Rifletti sulla resa del tuo logo in formato ridotto: se le linee sono troppo sottili, potresti avere dei problemi con i formati molto piccoli. Inoltre, valuta in anticipo altre possibilità: esiste un modo efficace per animare il logo, così da poterlo usare sul tuo sito così come in un catalogo?</li>
<li>Prova vari schemi cromatici e vari sfondi per il tuo logo. I colori possono modificare fortemente l’atmosfera creata da un marchio. Serviti di un catalogo Pantone per assicurarti che i colori usati coincidano con quanto poi visualizzato. Le librerie Pantone sono accessibili ad esempio in Adobe Illustrator (così come in molte altre applicazioni) tramite il menu &#8220;Window&#8221; > &#8220;Swatch libraries&#8221;.</li>
<li>Comincia a sperimentare simboli ed elementi aggiuntivi per il logo. Se avrai fortuna, le stesse lettere potranno suggerire l’uso di un simbolo, come nel caso della <strong>freccia &#8220;nascosta&#8221; nel logo di <a href="http://fedex.com/it/">FedEx</a></strong>. Usa simboli grafici che rispecchino il tuo stile e integrino il messaggio.</li>
</ol>
<h2>Step #3 &#8211; Un&#8217;immagine coerente</h2>
<blockquote><p>stabilisci delle linee guida precise per colori e font</p></blockquote>
<ol>
<li>Scegli una gamma cromatica precisa che garantisca la resa del logo.</li>
<li>Anche i caratteri che accompagnano il logo devono essere fissati il prima possibile. Colori e caratteri sono elementi centrali del marchio, ai quali il pubblico si abituerà quando inizierà a riconoscere la tua identità aziendale.</li>
<li>Per gli elementi tipografici aggiuntivi (testi contrapposti o sottotitoli) usa un font diverso da quello principale: in questo modo il logo risalterà maggiormente. Anche il font secondario deve adattarsi a quello principale e integrarlo quanto più possibile.</li>
</ol>
<h2>Un piccolo extra – Pensa il tuo logo per qualcosa di tangibile!</h2>
<p>Ricorda che:</p>
<ul>
<li>Sebbene la maggior parte delle tue comunicazioni avvenga via email, puoi sempre avere bisogno di articoli da cancelleria. </li>
<li>Il primo elemento di cui necessiti è un biglietto di visita: il formato standard in questo caso è di 85&#215;55 mm. Di solito, un biglietto da visita semplice funziona meglio. Su un lato inserisci il logo, il numero di telefono e l&#8217;indirizzo email. Sull&#8217;altro puoi inserire inserire un&#8217;illustrazione e l&#8217;url del tuo sito.</li>
<li>Quando parli del cartaceo, usa un&#8217;intestazione funzionale. Evita quindi di usare caratteri troppo piccoli tanto da poter risultare addirittura illeggibili per chi ha più di 25 anni. A seconda del tuo stile potrai decidere di creare una griglia per il posizionamento del testo. Di nuovo, dovrai utilizzare un carattere che s&#8217;integri bene con il logo. L&#8217;intestazione deve contenere tutti i dati necessari per poterti contattare. </li>
<li>Non c&#8217;è mai abbastanza spazio bianco intorno al tuo logo.</li>
</ul>
<h3>Un commento da Francesco</h3>
<p>Come già riportato in apertura del <a href="http://francescogavello.it/un-logo-per-il-tuo-blog-prima-parte">primo post</a>, questa coppia di articoli non vuole necessariamente essere una guida fai-da-te allo sviluppo di un logo.</p>
<p>Qualcosa che sembra così semplice e alla portata di tutti in realtà è un compito complesso e che richiede un notevole sforzo di creatività e intuizione (non ultimo dei valori che il logo stesso deve portare con sé).</p>
<p>Credo ad ogni modo che sia stata una buona occasione per portare a galla tutti i punti salienti che spesso non sono così immediati da fissare quando si pensa: <em>&#8220;Hey, avrei proprio bisogno di un logo per il mio blog. Da dove dovrei partire?&#8221;</em></p>
<p>Tu, insomma, hai mai pensato alla possibilità di dotare di un logo il tuo blog? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>Un Logo per il Tuo Blog? [prima parte]</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 03:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[logo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Aljoscia Dalla Pozza mi ha proposto nei giorni passati un guest post in due parti dedicato processo creativo nello sviluppo di un logo per il tuo blog o progetto web.

So cosa stai pensando: probabilmente non ti senti in grado di progettare da zero un logo, anche essenziale, per il tuo ...</p><p><div style="font-size:10px">
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aljoscia Dalla Pozza mi ha proposto nei giorni passati un guest post in due parti dedicato processo creativo nello sviluppo di un logo per il tuo blog o progetto web.<br />
</em></p>
<p><em>So cosa stai pensando: probabilmente non ti senti in grado di progettare da zero un logo, anche essenziale, per il tuo nuovo progetto. Ed è un ragionamento comprensibile. Spesso è saggio affidarsi a veri professionisti del settore anziché basarsi sul mito del &#8220;faccio tutto io in casa&#8221;.</em></p>
<p><em>Nondimeno credo che sia interessante seguire quanto Aljoscia ha da condividere poter ragionare meglio su quelli che sono gli aspetti di base per valutare lo sviluppo di un logo efficace.</em></p>
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<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/light-bulb-idea.jpg" alt="light-bulb-idea" title="light-bulb-idea" width="583" height="400" class="alignleft size-full wp-image-13592" /></p>
<p>Non sottovalutare il potere dei marchi.</p>
<p>La progettazione è molto più complessa di quanto appaia a prima vista.</p>
<p>Il marchio è un elemento essenziale nella progettazione di un sito web, la sua progettazione rientra nel contesto del cosiddetto “branding”.</p>
<p>Lo scopo della progettazione del logo è garantire che ogni incontro del pubblico con un marchio, un servizio, un’azienda, un sito web, sia caratterizzato da un messaggio coerente relativo al marchio (e il logo in sé è soltanto una piccola parte di questo messaggio).</p>
<p><span id="more-13564"></span></p>
<p>Prima di approfondire meglio l’argomento voglio darvi alcune definizioni per partire con il piede giusto:</p>
<ul>
<li><strong>Branding:</strong> dall’inglese ‘brand’ che significa marchio – è il processo mediante il quale si crea e si diffonde la notorietà del marchio.</li>
<li><strong>Logo:</strong> sta per logotipo. E’ il simbolo grafico che individua un’azienda.</li>
<li><strong>Marchio:</strong> è il segno distintivo dei prodotti o dei servizi offerti dall’azienda o dal libero professionista.</li>
</ul>
<h2>Perché mi serve un logo?</h2>
<p>I consigli degli esperti per la progettazione di un logo <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Un&#8217;idea forte</h3>
<blockquote><p>“Assicuratevi che i vostri progetti siano sostenuti da un’idea forte. Senza idee e riflessioni è difficile valutare le potenzialità di successo di un logo. Il tutto si limita a una decisione soggettiva. Ricordate inoltre che il logo è solo uno degli elementi di una nuova identità aziendale. Creare un logo significa tenere conto non soltanto dei dati visivi; occorre avere una comprensione approfondita dell’azienda che il logo rappresenta”.</p></blockquote>
<p>Ian Haughton, socio creativo<br />
fonte: <a href="http://www.namelessdesign.com">www.namelessdesign.com</a></p>
<h3>Griglie e collegamenti mentali</h3>
<blockquote><p>“Usate delle parole per avviare il processo creativo, poi cercate di trasformare in immagini i termini che risaltano maggiormente, quelli che incarnano veramente l’azienda. Una volta individuati questi elementi visivi, disponeteli su una griglia. Ciò costringerà la vostra mente a creare dei collegamenti che probabilmente non cogliereste in modo naturale. A quel punto, improvvisamente tutto vi risulterà chiaro, perché avrete affrontato la questione con un po’ di logica”.</p></blockquote>
<p>e ancora:</p>
<blockquote><p>“I logo sono indizi eloquenti del talento. Riassumere qualcosa in un’unica immagine che vada al di là delle parole è molto difficile.”</p></blockquote>
<p>e ancora:</p>
<blockquote><p>“Il prima passo nella creazione di un logo sta nell’apprendere il più possibile di un problema”.</p></blockquote>
<p>Dan Olson, direttore creativo</p>
<p>fonte: <a href="http://www.duffy.com">www.duffy.com</a></p>
<h3>Benefit e motivazioni</h3>
<blockquote><p>“Una persona non acquista un prodotto o un servizio senza motivo: acquista un marchio in cui crede. Pensate per esempio alla vostra ultima visita al supermercato. Quando siete arrivati alla cassa, il vostro carrello era occupato per la maggior parte da prodotti di marchi che conoscete e di cui vi fidate. Per questo occorre un buon logo che permetta di vendere un prodotto o un servizio: il logo crea un’immagine coerente e credibile”.</p></blockquote>
<p>Michael Hamilton, consulente marchi<br />
fonte: <a href="http://www.thehamiltons.co.uk">www.thehamiltons.co.uk</a></p>
<h3>Ma soprattutto&#8230;</h3>
<blockquote><p>“Se tenendo in mano un dépliant si copre il logo con la mano, dev’essere comunque possibile capire a quale azienda appartiene. Senza le buone idee, un logo è semplicemente un disegno carino destinato ad essere presto dimenticato”.</p></blockquote>
<p>fonte <a href="http://uk.linkedin.com/in/emmabooty">Emma Booty</a>, creative director</p>
<p>Nella seconda parte Aljoscia prenderà in considerazione alcuni <strong>errori comuni nella valutazione di un buon logo</strong>. Se sei appena arrivato da queste parti non dimenticare di <a href="http://feeds2.feedburner.com/FrancescoGavelloPortfolio">seguire il mio feed RSS</a> per non perdere il secondo appuntamento! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/tacoekkel/3108651550/">tacoekkel</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Unica Vera Ragione per la quale Dovresti Cambiare Layout</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 03:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Design]]></category>
		<category><![CDATA[Top 25]]></category>
		<category><![CDATA[navigazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=11865</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Al mondo esistono due grandi categorie di blogger.
Ci sono quelli che scrivono per puro divertimento: per la loro cerchia di amici o per tenere un qualche tipo di traccia della loro attività in rete.
Se appartieni a questa categoria, come direbbe Matt Cutts in uno dei suoi interventi ai WordCamp, niente ...</p><p><div style="font-size:10px">
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</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11872" title="brush-head" src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/brush-head.jpg" alt="brush-head" width="270" height="350" /></p>
<p>Al mondo esistono due grandi categorie di blogger.</p>
<p>Ci sono <strong>quelli che scrivono per puro divertimento:</strong> per la loro cerchia di amici o per tenere un qualche tipo di traccia della loro attività in rete.</p>
<p>Se appartieni a questa categoria, <a href="http://francescogavello.it/whitehat-seo-tips-per-blogger-da-matt-cutts">come direbbe Matt Cutts</a> in uno dei suoi interventi ai WordCamp, niente di male. Hai già vinto.</p>
<p>Non ti serve leggere questo blog né preoccuparti troppo di tutti i dettagli di promozione, posizionamento e cose di questo genere.</p>
<p>E poi ci sono <strong>coloro che scrivono con un preciso obiettivo in mente.</strong> Quelli che curano il loro blog come fosse un loro figlio e che passano intere giornate a prevederne sviluppi e opportunità. Se appartieni a questa seconda categoria, uno dei primi pensieri che saranno arrivati a tormentarti sarà stato in qualche modo legato al tuo layout.</p>
<p>Argomento spinoso, non è vero? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Perché se è vero che i buoni contenuti pagano (sempre), è anche vero che un tema adeguato -adeguato, non necessariamente strepitoso o costoso- è ciò che ti serve per far sì che i tuoi lettori riescano effettivamente a leggere i tuoi contenuti senza impazzire.</p>
<p>Così solitamente, quando inizi a bloggare, fai del tuo meglio per <a href="http://francescogavello.it/temi-custom-vs-free-vs-premium-quale-dovresti-scegliere-per-il-tuo-blog">scegliere un tema gratuito o a pagamento</a> che ti soddisfi appieno, lo ritocchi appena e cominci a popolarlo di contenuti. Vivi felice e contento.</p>
<p>Felice sino a quando, preso da numerosi dubbi, un bel giorno pensi: &#8220;Humm, dovrei proprio rivedere il mio layout.&#8221;</p>
<p>E qui inizia il disastro. La rete si spreca riguardo a consigli su come scegliere il miglior layout o a come valutare adeguatamente le proprie necessità. Dopotutto ne abbiamo parlato anche su queste pagine e la scelta è determinata da numerosi fattori. Ma credo che esista, a monte di tutto, una singola sola ragione davvero vincolante.</p>
<p>Una semplice, sola ragione in grado di <strong>farti capire se sia tempo o meno di rinnovare il tuo layout.</strong></p>
<p><span id="more-11865"></span></p>
<h2>Hey, ho un layout tutto nuovo!</h2>
<p>Facciamo un piccolo passo indietro.</p>
<ul>
<li>Percorsi di navigazione</li>
<li>Call-to-action</li>
<li>Funzionalità dei commenti</li>
<li>Densità delle informazioni presenti</li>
</ul>
<p>E un paio di altre cosette sono solo alcune delle caratteristiche che un layout intrinsecamente possiede. E sia che si tratti del migliore tema custom mai scritto, sia che tu lo abbia acquistato a una cinquantina di dollari su uno dei tanti network in giro per la rete, il tuo tema già sta trasmettendo queste logiche ai tuoi lettori.</p>
<p>Lettori che giorno dopo giorno <strong>cominciano a considerare queste logiche familiari</strong> e le rendono di conseguenza sempre più efficaci.</p>
<p>Sarai quindi d&#8217;accordo con me quando affermo che decidere di rinnovare il layout è una delle cose più rischiose che puoi fare. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Perlomeno senza una giusta motivazione alla base.</p>
<p>Se ciò che ti spinge è la semplice voglia di novità, con tutta probabilità finirai per mandare all&#8217;aria ogni singola (valida) modifica effettuata nel corso dei mesi precedenti. Peggio ancora, rischierai di sottovalutare ciò che veramente i tuoi lettori stanno apprezzando per proporre loro qualcosa di inutilmente luccicante e fuori contesto.</p>
<p>Con tanti saluti agli split test effettuati con certosina cura fino a quel giorno.</p>
<p>E più la tua community è fidelizzata, più le leggerezze in tal senso rischiano di diventare un boomerang che ti colpisce alla nuca mentre ancora sei intento a vantarti del nuovo vestitino  sciccoso che hai deciso di donare al tuo blog.</p>
<h2>Rivelami l&#8217;unica ragione!</h2>
<blockquote><p><em>&#8220;Non ci sono segreti per il successo. È il risultato di preparazione, duro lavoro ed apprendimento dai fallimenti.&#8221;</em> <a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Colin_Powell">Colin Powell</a></p></blockquote>
<p>L&#8217;unica vera ragione per la quale dovresti decidere di cambiare layout è <strong>aver imparato qualcosa dal precedente</strong>. Aver raggiunto cioè la piena consapevolezza di <strong>cosa stia funzionando e cosa no</strong>, e in quale modo tutto ciò ti stia limitando nel raggiungere ulteriori obiettivi.</p>
<p>Lasciando da parte, magari, una propria personalissima voglia di rinnovamento non basata su dati oggettivi. Riuscire ad essere il più chiari possibile su questo punto soprattutto verso sé stessi, è ciò che ti può coprire le spalle quando davvero deciderai di gettarti in questa avventura.</p>
<p>Il rischio, altrimenti, è di <strong>procedere alla cieca seguendo l&#8217;abitudine comune di cambiare ogni tot mesi la propria veste grafica</strong>, seguendo trend proclamati di anno in anno e perdendo senza batter ciglio ogni singolo traguardo raggiunto.</p>
<p>Spremi ogni singola goccia dal tuo attuale layout prima di gettare all&#8217;aria ogni cosa. Sfrutta i dati in tuo possesso, lancia sondaggi, chiedi ai lettori e discuti a lungo con altre persone in carne e ossa per capire come viene visto il tuo blog.</p>
<p>Solo in seguito, quando avrai imparato a sufficienza, lascia che la tua crescita si rifletta in un layout adeguato.</p>
<h2>Qual è la tua esperienza?</h2>
<p>Quante volte hai attraversato la fase di rivoluzione del tema?<br />
Ti sei basato su dati concreti o più su un feeling che i tuoi lettori sembravano trasmetterti?</p>
<p>O ancora sei andato ad occhio, incrociando le dita per il meglio, e <strong>magari ti è andata pure meglio di quanto sperassi?</strong> <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/whyohgee/3594222321/">WhyOhGee</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
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