Brand Protection. Come Puoi Sfruttare i Tuoi Domini Parcheggiati?
scritto da Francesco Gavello [+] il 29 maggio 2009 | 3 commenti in: Blog Design

Leggevo ieri un articolo di Darren Rowse che riportava alla luce un’annosa domanda: quando e se vale la pena di assicurarti le estensioni .com e .net del tuo dominio?
La questione alla base è semplice.
Hai una grande idea.
La tua idea si concretizza in un brand o in un progetto.
Il tuo progetto richiede uno spazio univoco al quale i tuoi potenziali utenti si possano riferire senza fraintendimenti.
E dato che il web è sempre più affollato di ottime idee, cercare di proteggere la propria con ogni mezzo ragionevole non è più una semplice opzione quanto una scelta necessaria.
Se all’inizio sembra uno sforzo inutile, cercare di prevedere le mosse di competitor che ancora non esistono è fondamentale per mettersi al riparo da situazioni spiacevoli. Dopotutto, a prescindere dalle somme di denaro investite, sapere che sul corrispondente dominio .net o .com di turno risiede qualcuno che cerca di acchiappare il tuo stesso target non è mai una cosa allettante (e rappresenta un rischio concreto). Lo stesso discorso vale per le omonimie quando il nome a dominio è in effetti il tuo nome e cognome.
C’è da dire che noi italiani rispetto alla duplice scelta di Problogger probabilmente stiamo messi ancora peggio
con i domini .it ed eventualmente .eu a complicare le cose. Tuttavia una cosa mi ha colpito dell’articolo di Darren: il fatto cioè che affrontasse il problema con la classica visione più ampia.
La domanda chiave era: perché continuare a vedere la questione della protezione del brand solamente come un “acquista più domini che puoi e sfruttali come un grosso imbuto verso i tuoi contenuti principali” ?
E’ una bella limitazione, se ci pensi.
Una limitazione che quasi sempre non è imposta da nessun altro se non da noi stessi.
Perché non ipotizzare che le versioni .com o .net rappresentino una sorta di presenza alternativa (e coordinata) facente capo allo stesso progetto?. Prendi ad esempio l’iniziativa “31 Days to Build a Better Blog” di Problogger.net, che dispone di un forum dedicato proprio sull’equivalente Problogger.com.
Ognuno può decidere di agire come meglio crede, questo è certo.Tuttavia il mantenimento di un anno di dominio spesso viene venduto a meno di 10€, e una simile scelta può salvare da numerosi grattacapi quando le cose iniziano a girare bene.
E’ una mossa saggia, che spesso può portare a soluzioni interessanti quando si raggiunge la giusta esperienza e si decide di espandere la propria visione, sganciandosi dal semplice redirect per offrire ancora più contenuti ai tuoi lettori.
Il caso dell’omonimia mi tocca da vicino, come avrai potuto immaginare
Che ne pensi? Hai già protetto i domini più comuni relativi al tuo blog? E hai mai pensato che potessero offrire qualcosa di più di un semplice redirect?
foto: HAMED MASOUMI
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Ciao Francesco, ho registrato proprio ieri EfficaceMente.it: l’idea iniziale era quella dell’imbuto, ma leggendo questi 2 articoli (Darren e il tuo) mi sono detto: perché limitare le opzioni?
Grazie per l’ispirazione.
Andrea.
Sarà che non uso mai i segnalibri e che ricordo a memoria tutti i siti che veramente m’interessano, ma ingenuamente ho sempre pensato che fosse una buona pratica registrare le altre estensioni e le varianti del nome di dominio, solo per dare delle alternative più facili da memorizzare o evitare errori
[...] Tra parentesi questo è un ottimo modo di gestire i domini parcheggiati anziché sfruttare il semplice [...]