Quanti Account Dovrebbe Avere un Brand su Twitter?

...e quando risulta effettivamente utile?

scritto da Francesco Gavello [+] il 08 ottobre 2010 | 5 Commenti in: Social Media

twitter-brand

I social network hanno da tempo attirato l’attenzione delle le aziende. Questo lo abbiamo capito.

Una domanda che voglio porti oggi è: “Esistono concrete possibilità per i brand di usare più di un account Twitter per promuoversi?”

C’è chi dice che agire in questo modo possa essere un po’ come “parlarsi addosso” (in senso negativo). Perchè un account dovrebbe bastare per tutti, non è così? Più semplicità, più immediatezza nel percepire il messaggio, più facile concentrare l’attenzione su un singolo riferimento anziché costruire offerte più complesse.

Oppure no?

Credo ci siano alcuni aspetti importanti da tenere in considerazione:

  • Un account istituzionale potrebbe non permettersi la libertà di apparire sciolto e informale.
  • Account singoli gestiti da elementi interni al team potrebbero fornire retroscena interessanti sulle lavorazioni in cui il brand è coinvolto.
  • Competenze specifiche (help desk, gestione clienti o feedback) potrebbero beneficiare di un canale separato e monitorato più di frequente.
  • Figure di spicco (fondatori o personalità comunque già famose per altri meriti) potrebbero trovare maggiore flessibilità nel comunicare attraverso un loro account personale, portando visibilità riflessa a quello istituzionale.

Non ultimo il vantaggio di poter strutturare queste informazioni sia dentro Twitter, tramite le liste pubbliche (una lista “Team” è oramai qualcosa di assodato) quanto sui restanti “possedimenti online”, così da riuscire -nei casi più complessi- veicolare con maggior efficienza il giusto messaggio al giusto utente.

Ecco, dal mio punto di vista le possibilità per un brand di usare con saggezza più di un account su Twitter per fornire un servizio utile a diversi tipi di utenti, ci sono. Sfruttarle adeguatamente è un altro paio di maniche, certo, ma ci sono.

Forse addirittura, in molti casi, costringersi a impacchettare tutto all’interno di un solo account è un’inutile limitazione.

Esagero? :)

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5 Commenti

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  1. Emma ha detto:

    I tuoi post sono diventati un appuntamento fisso della mia settimana e dopo averti per un po’ letto, oso farti la mia prima domanda: ma secondo te il discorso di avere più account twitter può valere anche per una singola persona?
    Ipotizza il caso in cui la persona abbia interessi differenti (lavorativo e un hobby ad esempio), o contatti di lingue diverse.
    Tu come ti comporti?
    Ciao

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Emma :)

      Credo che i singoli utenti (e intendo anche i freelance) dovrebbero invece limitarsi a un solo account.
      Se invece dietro al singolo interesse o hobby nasce un vero progetto, allora imho ricadiamo sull’opzione account multipli.

      Rispondi
    • Andrea Laureti ha detto:

      Io ho lo stesso dilemma di Emma (e fa pure rima);
      Anche perchè quando si parla di “personal branding” non possiamo esimerci dal differenziarci. Per un ottimo brand è fondamentale differenziarsi, come ci insegna la Unileaver che ha la maggioranza dei brand come findus, algida, mentadent ognuno con un suo brief.
      Quindi se per esempio abbiamo 3 blog ognuno di un argomento diverso dovremmo avere tre account twitter diversi, anche perché se ne avessimo uno solo, la gente non ci seguirebbe perché non vuole leggere argomenti che non gli interessano.
      È vero anche che specializzarsi significa perdere tanto tempo da dedicare ad ogni account..

      Rispondi
  2. [...] Quanti Account Dovrebbe Avere un Brand su Twitter? – Francesco Gavello risponde a una domanda apparentemente semplice: account dei singoli dipendenti, fondatori dell’azienda, gestione clienti, feedback… [...]

    Rispondi
  3. Gianni ha detto:

    Io ho provato a farlo, ma non ci sono riuscitu… Il twitter richiede molto tempo e credo proprio di non avere investito abbastanza tempo!!

    Rispondi

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