Perché una Vera Blogosfera Europea Non Sta Ancora Emergendo?

Una delle domande che si sono posti a EventoBlog 2009, Siviglia

scritto da Francesco Gavello [+] il 05 dicembre 2009 | 4 Commenti in: Videopost

Spesso discutiamo della blogosfera italica come la nostra naturale risposta alla blogosfera americana. Due le situazioni: o scriviamo in italiano di cose italiane per italiani, o puntiamo a relazionarci con i grandi player al di là dell’oceano.

Ma se invece cominciassimo a guardare più spesso alla cara vecchia Europa?

Nicole Simon, una delle più conosciute blogger tedesche racconta a Siviglia durante EventoBlog 2009 perchè dal suo punto di vista una vera blogosfera europea fatica ancora ad emergere.

Particolarmente interessante il passaggio relativo alla cosiddetta Eurosfera, che viene tirata in ballo nei commenti al post citando bloggingportal.eu:

However, the so called “Eurosphere” (community of bloggers speaking about European Union stuffs, mainly politics) is no synonym for a European blogosphere. The latter should be understood as the cloud of bloggers, writing about stuffs from their home country but looking for an European outreach.

Ad ogni modo, la cosiddetta “Eurosfera (la comunità di blogger che parlano di questioni, principalmente politich,e legate alla Comunità Europea) non è sinonimo di una blogosfera europea. Quest’ultima dovrebbe invece essere intesa come l’insieme di blogger che scrivono di questioni relative alla propria nazione ma con l’obiettivo di raggiungere l’intero territorio Europeo.

A EventoBlog 2009 ha partecipato anche Luca Conti. Qui il video del suo intervento.

Ma davvero una blogosfera europea è ancora solo un sogno o un’utopia?

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4 Commenti

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  1. Ivan ha detto:

    Di sicuro hai ragione, molto spesso si avverte questa scollatura, talvolta nei blog si parla di argomenti che sono più USA che italiani/europei. C’è da dire che è veramente strano che questa analisi la faccia la faccia Nicole e non un italiano/a, che si sa, per natura, siamo un popolo polemico e contraddittorio.

    Rispondi
  2. devilio ha detto:

    SOLO UN MIO PARERE:

    I blog Italiani sono troppo pieni di articoli tradotti da blog esteri a dispetto dell’originalità .

    [ ovviamente metto anche i miei post nel calderone (ma già da un po di tempo evito di prendere ispirazione da altri blog) ]

    Per un certo verso mi pare una cosa OTTIMA per chi ha delle difficoltà con l’inglese o è troppo pigro per fare una piccola traduzione, ma guardando questa pratica da un altro punto di vista, MI SEMBRA SPAVENTOSO!

    Se sei un blogger di successo, perchè scopiazzi (anche se lo dici chiaramente) dai blog oltre oceano? Una coasa è commentare gli articoli, cosa differente è farlo divenire un’attività che porta iscritti ai feed e autorevolezza.

    Penso che una blogsfera Europea esista già, ma è nascosta da persone che sono riuscite ad emergere grazie ala lavoro degli altri :-)

    Avrei voluto non essere polemico ma mi pare di aver detto la verità.

    La televisione, per prima, ci ha insegnato questa pratica scopiazzando i format delle trasmissioni all’estero…

    PRobabilmente la c olpa non è di chi scrive in questa maniera ma del pubblico che per avvicinarsi ad una realtà diversa dalla loro si butta a capofitto su discorsi che non appartengono alla loro terra.

    RIPETO E’ SOLO UN MIO PUNTO DI VISTA!

    Rispondi
  3. Lorenzo ha detto:

    La penso un po’ come devilio: troppi scopiazzamenti e troppi contenuti blandi e scontati. Il risultato è che manca originalità e idee vere che sappiano trascinare gli altri.

    In giro è pieno di molti blog che riportano le stesse notizie, gli stessi discorsi, gli stessi quesiti… e che pizza! A leggerli tutti quanti… mmhh… è impossibile!

    Solo chi offre contenuti originali e gradevoli e sa mantenerli nel tempo, si fa leggere con gusto e divertimento! :) O almeno questo è il mio parere…

    Rispondi
  4. Francesco Gavello ha detto:

    Personalmente credo che trasportare del contenuto in un’altra lingua abbia il suo perché. Fosse anche solo per generare nuove discussioni su argomenti che rimasti sul blog originale avrebbero ben poche possibilità di prendere vita.

    Il punto è però il modo con cui viene affrontata la traduzione.

    Prendere a mani basse da blog altrui, tradurre tutto il traducibile e pararsi dietro al vantaggio linguistico non è una cosa esattamente carina. Soprattutto quando si cerca di nascondere il più possibile i riferimenti al post originale.

    Diciamo che l’ideale sarebbe (come sempre più raramente vedo) presentare i post tradotti solo dopo esplicito consenso dell’autore originale e magari presentare un commento a corredo.

    Ma spesso sono lungaggini burocratiche, spesso fumose e non ben definite dalle licenze, e ci si perde per strada…

    Rispondi

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