Autori Digitali Italiani: Passioni, Lavoro e Strategie di Self-Publishing

Un guest post di Elena Bottari

pubblicato da Francesco Gavello [+] il 20 giugno 2013 | Un Commento in: Featured | Monetizzare Contenuti | Scrivere Contenuti

Come promuovere un ebook in rete

Quello che stai per leggere è un guest post di Elena Bottari di Psicomamme.it. Oggi parliamo di E-book gente! :)

Nonostante l’Iva al 21% che li equipara ai giochi elettronici, gli ebook si stanno ritagliando uno spazio nel cuore degli italiani.

Sono un’ottima opportunità per i nuovi autori che vogliono battere vie alternative all’editoria classica e un’occasione di arricchimento per la scena libraria italiana. Si potrà obiettare che i titoli esistenti siano troppi, che nel mare magno della moltitudine delle nuove uscite, i libri veramente belli spariscano.

Si può anche ribattere che non è detto che i libri belli siano solo di carta e scritti dai nomi di maggior richiamo. Quando ho visto in libreria un libro per bambini di Mariastella Gelmini volevo sbattere la testa contro un angolo qualsiasi del negozio.

Poi ho pensato che avrei macchiato di sangue anche titoli meritevoli, così non l’ho fatto. :)



Come Luca Panzarella ha scritto nel suo articolo Vendere Ebook Online: Ecco Cosa Funziona e Cosa No, con un ebook ci si può far conoscere alle persone che hanno davvero interesse a leggere un certo libro, che ne hanno bisogno, che magari già lo cercavano ovunque.

Si può creare una comunità di lettori che si sentono molto coinvolti, si può anche “Udite, udite!” guadagnare. :)


Il problema dei libri digitali è, comunque, la difficoltà degli autori indipendenti e dei piccoli editori di farsi strada in mezzo ai colossi della distribuzione:

“gli ebook vengono sempre più comprati, come appare ovvio, nello store che l’utente trova già preinstallato sul lettore ebook, o sullo smartphone, o sul tablet che ha comprato. Questo fatto porta l’inevitabile risultato: il mercato se lo divideranno sempre più i Big, che già oggi hanno una quota di mercato dell’80%, che venderanno i loro autori altrettanto Big.”

Si profila quindi una situazione di fatto monopolistica, caratterizzata da una scarsa “diversità biologica” tra i libri che hanno il privilegio di “arrivare” al pubblico.

Inutile dire che non tutti possono essere un Jhon Locke o un Jonas Winner ma il fenomeno dell’autoproduzione editoriale italiana non è trascurabile e merita una piccola indagine.

Così ho bussato a qualche casella elettronica ponendo le mie domande ad alcuni autori diversi tra loro ma accomunati dalla fiducia nella rete e da un metodo onesto e serio, direi quasi meritocratico, che non può che far bene al mercato dei libri.

Ecco un’anticipazione delle strategie vincenti intraprese da Rita Carla Francesca Monticelli, Andrea Giuliodori, Francesco Uccello, Giovanna Gallo.

  • pre-promozione, blog tour, ufficio stampa on-line, book trailer, fitta pubblicazione che tenga conto dell’interazione dei lettori tramite i social media, creazione di account Twitter o Facebook dei personaggi dei libri
  • creare valore tramite condivisione di contenuti utili ed efficaci senza mai tradire la fiducia dei lettori
  • costruzione di un’ autorità web e di contatti, passaparola

Per amore di fantascienza lascio la parola a Rita Monticelli, le cui complementari passioni si cristallizzano da anni nel web, dove si è affermata come autrice con una serietà che non ha nulla da invidiare ai colleghi che trovi in libreria.

Come è nata la tua passione per la fantascienza? Ci puoi raccontare la tua storia di autrice digitale?

Credo che sia nata quando vidi per la prima volta E.T. da bambina. Amavo i film di fantascienza, per esempio la vecchia trilogia di Star Wars, ma anche le serie TV, come i Visitors. Il mio sogno da ragazzina era scrivere per il cinema e ho iniziato con le sceneggiature, poi ho aggiunto le fan fiction, con cui ho incontrato la narrativa.

E qui entra in gioco la fantascienza. Nel 1998 sono entrata in contatto con altri fan di Star Wars, molti dei quali sono tuttora miei cari amici. Con alcuni di loro abbiamo iniziato a scrivere una fan fiction a molte mani. Il progetto non è arrivato mai alla conclusione, ma è stata la prima volta in cui ho messo insieme fantascienza e scrittura. 
Solo nel 2009 ho deciso di cimentarmi nella scrittura di un romanzo originale. Ho lavorato per oltre tre anni a un romanzo che è ancora inedito (uscirà nel 2014) e nel frattempo ho iniziato a studiare il mondo dell’editoria.

Avevo l’ambizione di pubblicare e volevo capire come muovermi. Ho assistito all’avvento del Kindle e di Amazon Kindle Direct Publishing. All’inizio esisteva solo negli Stati Uniti, ma ho colto l’occasione per osservare come si comportavano i self-publisher d’oltreoceano. A quel tempo pensavo ancora di proporre i miei scritti a un editore, proprio perché in Italia non esisteva ancora niente del genere, ma ero molto riluttante all’idea. Ciò che avevo letto e sentito non mi entusiasmava particolarmente.


Poi il Kindle è arrivato anche nel nostro Paese e mi sono detta che era il momento di provarci, di diventare un’autrice indipendente. Nel frattempo avevo iniziato a scrivere un racconto ambientato su Marte, pianeta che è diventato oggetto delle mie attenzioni già dal 1997, quando il primo rover della NASA (sujourner) ha iniziato a scorrazzare sulla sua superficie del pianeta. Queste attenzioni si erano rinnovate con il lancio di Curiosity, avvenuto nel novembre 2011.

Il racconto poi è diventato una novella, e infine un romanzo a puntate, che unisce scienza, avventura, azione e sentimenti (buoni e cattivi) al tema della colonizzazione del pianeta rosso. Sto parlando ovviamente di “Deserto rosso”.
Ho scritto la prima puntata, “Punto di non ritorno”, che è appunto una novella, l’ho revisionata a fondo, anche col supporto di collaboratori esterni, ho fatto un piano di marketing con le mie poche risorse, sfruttando quello che avevo imparato dai colleghi nel mercato anglofono, e nel giugno del 2012 ho pubblicato il primo ebook a pagamento (a 89 centesimi su Amazon e a un prezzo simile su altri retailer).

E il risultato è stato molto al di sopra delle mie aspettative. 
Adesso sono qui, un anno dopo, due libri dopo, e sto scrivendo l’episodio finale di questa serie (il quarto), che pubblicherò a settembre, con i lettori che mi pregano di fare in fretta.)

Come sei riuscita a far conoscere i tuoi scritti? In che modo il web ha fatto da cassa di risonanza al tuo lavoro?

Mi sono mossa su tutti i fronti possibili e ne sto trovando sempre di nuovi. Ho iniziato a dare un taglio più letterario al mio blog che resta però sempre “personale”.

Nel marzo 2012 ho pubblicato quella vecchia fan fiction gratuita su Smashwords, che è stata scaricata da migliaia di persone. Questa mi ha permesso di aumentare il numero di lettori ( nell’ebook sono riportati i vari link al mio sito e ai social network). 
Ho continuato approdando su Google+ e aggiornando la grafica del mio sito (Anakina.net) nell’attesa di pubblicare “Deserto rosso”.

Insomma ho fatto un bel po’ di pre-promozione, inclusa la creazione di una mailing list.
Dopo la pubblicazione di “Deserto rosso – Punto di non ritorno”, primo episodio della serie, ho iniziato subito un blog tour, mi sono proposta per scrivere guest post in altri blog e web magazine, ho inviato il libro a qualche esperto del genere, ho scritto e diffuso un comunicato stampa (avevo già esperienze di ufficio stampa in campo musicale), ho inserito il libro in Goodreads e Anobii (ero già presente in entrambi), ho pubblicato un book trailer (creato dal bravissimo Fabio Delfino) e tante altre cose.

Onestamente si tratta di una lista lunghissima in continuo divenire, poiché certi meccanismi cambiano dal primo libro ai successivi, che possono contare di più sul supporto dei lettori.
Non dimentichiamo poi il fattore prezzo. Tutti i miei libri, finora, sono sotto l’euro, anzi adesso a partire da 75 centesimi (grazie alla pubblicazione contemporanea su altri store tramite Smashwords). Un prezzo così basso spinge il curioso ad acquistare senza particolari remore. Se poi gli piace quello che legge, torna ad acquistare l’episodio successivo.
Due eventi in particolare hanno favorito la promozione del libro. Uno è stato la menzione di “Deserto rosso” sul Corriere della Fantascienza, il secondo quella sul podcast Fantascientificast.it, che, come puoi immaginare, si occupa di fantascienza, cui è seguito l’invito a partecipare al programma, prima come ospite e poi come parte del cast.

Ciò mi ha permesso di entrare in contatto con altri appassionati di fantascienza e un po’ nerd proprio come me, e farmi quindi conoscere. 
Aggiungi a tutto questo il passaparola. La comunità dei fan di fantascienza italiana è molto compatta. In un modo o nell’altro ci si conosce tutti, magari con un paio di gradi di separazione.

In questo contesto il passaparola è potentissimo. 
Ma poi ciò che ha permesso ai miei libri di continuare il loro percorso è la decisione di pubblicare una puntata ogni cinque mesi. 
Per un autore indie la migliore forma di promozione è pubblicare spesso, ovviamente mantenendo elevata la qualità dei libri. Visto che siamo indipendenti, possiamo farlo, perché siamo noi a dettare le tempistiche. La stessa decisione di scrivere una serie a puntate, per quanto nata per caso, è stata un ottimo strumento di fidelizzazione dei miei lettori.

Inoltre, siccome ho sempre scritto ogni nuova puntata solo dopo la pubblicazione della precedente, ho iniziato a interagire con loro anche in fase creativa, coinvolgendoli durante la stesura del libro, cosa che tuttora faccio. Non sono li rendo partecipi di ciò che sto scrivendo, senza rivelare troppo, ma inoltre propongo domande, sondaggi e discussioni sulla trama e i personaggi. I lettori sanno che potenzialmente qualsiasi commento può influenzarmi nella stesura dell’episodio successivo, come di fatto è successo spesso.

Questa interazione avviene soprattutto tramite la pagina Facebook, ma anche su Twitter, in privato tramite messaggi e chat. Cerco di creare un rapporto diretto con loro e la cosa è molto divertente da entrambe le parti.
La mia ultima trovata in questo senso (su suggerimento dell’amico Omar Serafini di Fantascientificast) è stata creare un account Twitter per la protagonista della serie, l’astronauta ed esobiologa svedese Anna Persson (@AnnaPerssonDR). Anna segue ed è seguita dai suoi lettori e dialoga con loro. La cosa, iniziata appena qualche settimana fa, funziona tanto bene che alla fine loro parlano più con lei che con me!

Ci segnali casi di ebook italiani che hanno ottenuto le luci della ribalta?

Vorrei segnalare i libri di Luca Rossi: la raccolta di racconti “Energie della galassia” e la sua serie “Emozioni nella nuvola”, nata dal sito The Incipit. Stiamo ancora parlando di fantascienza. Cito Luca perché conosco bene i suoi libri e mi piacciono molto, ma anche perché sono stata io a spingerlo a pubblicare. Mi contattò l’anno scorso per chiedermi informazioni sul self-publishing e, dopo aver letto alcuni suoi racconti, gli ho suggerito di mettersi in gioco.

Da allora “Energie della galassia” ha venduto migliaia di copie e si spartisce con me e con altri amici autori indie (come Riccardo Pietrani) la classifica di fantascienza su Amazon.



Rita ha delineato una traccia efficace per un’autopromozione efficace, che prevede molto lavoro e tempi non certo brevi ma che ripaga perché si tratta di un processo di accreditamento e di scambio proficuo che abbiamo voluto approfondire con Andrea Giuliodori, che ha investito grande cura e tempo nel suo progetto ottenendo grandi soddisfazioni con le sue guide digitali.

Tratti un tema molto complicato e competitivo. Come hai trovato la tua identità di scrittore digitale? L’Andrea autore di ebook in cosa differisce dall’Andrea blogger? La scientificità del tuo approccio di ingegnere è servita?

La crescita personale è una passione che ho scoperto a 18 anni grazie ad un “imprenditore illuminato” che mi regalò il primo libro sul tema al termine di uno stage. Competizione o meno, trattare questo tema è stato per me naturale. Inoltre, nel 2008, quando ho creato EfficaceMente.com, i blog italiani sulla crescita personale, salvo rare eccezioni, erano di scarso livello: post pieni delle solite banalità da para-guru, frasi compia-incollate da libri, errori grammaticali. Ho pensato che avrei potuto fare di meglio, ho pensato che avrei potuto raccontare la crescita personale a modo mio, mettendoci la faccia e la mia personalità: ho iniziato così a scrivere post molto pratici, con uno stile ironico ed autoironico, ma con una forte attenzione alle fonti (studi scientifici, etc.) e alla qualità dei contenuti.  

Sì, indubbiamente gli studi ingegneristici mi hanno aiutato. Un buon post in fondo deve essere “progettato” con attenzione: la scelta di un titolo che sia in grado di catturare l’attenzione, l’utilizzo di aforismi e citazioni che focalizzino in poche parole l’argomento che sarà trattato, una chiara struttura che guidi il lettore, i grassetti, i punti elenco, sono tutti elementi a cui do molta attenzione ogni volta che scrivo.

Quali strade hai percorso per far conoscere i tuoi libri? Quali ti hanno dato maggiore soddisfazione?

Blog ed ebook sono strumenti di comunicazione diversi, ma che possono essere complementari: grazie ai post settimanali del blog sono riuscito a creare una linea diretta con i miei lettori. In ogni post cerco di fornire strategie pratiche o spunti di riflessione. Un articolo però non può esaurire argomenti spesso complessi. Ho notato inoltre che molti lettori sentono l’esigenza di un percorso guidato che li aiuti a realizzare cambiamenti duraturi nella propria vita.

Per questo motivo nel gennaio 2012 ho lanciato il mio primo ebook: Start – la guida pratica per smettere di procrastinare. Più che ebook, io amo chiamare le mie guide (per)corsi digitali, proprio perché cerco di guidare il lettore in un percorso di cambiamento, con approfondimenti, esercizi pratici, mappe concettuali e tutti gli strumenti necessari per raggiungere risultati concreti.

Come definiresti la scena italiana dei blogger autori di ebook? Trovi che ci sia una forma di solidarietà, una specie di “coscienza di classe”? Ci segnali dei casi di ebook italiani assurti alle luci della ribalta?

Oggi utilizzo tre canali per comunicare con i miei lettori: i post settimanali su EfficaceMente, gli update giornalieri sui social network e la mailing list. In merito alla promozione delle mie guide ho sempre preferito un approccio legato ai “contenuti”: l’utilizzo di promozioni, messaggi pubblicitari a pagamento o un marketing aggressivo non rientra nelle mie corde.

Io amo scrivere e condividere soluzioni pratiche che si sono dimostrate per me particolarmente efficaci. Sembra assurdo, ma se crei valore, non devi preoccuparti di vendere, questo avviene naturalmente. Sono ancora sorpreso dai tanti lettori che hanno deciso di acquistare la mia prima guida sulla procrastinazione, non tanto perché fossero dei rimandatari cronici, ma come premio per i tanti post gratuiti condivisi.

Devo fare un “mea culpa”: conosco molto poco la scena italiana di blogger autori di ebook. Spesso vengo contatto da blogger che desiderano pubblicizzare le proprie opere su EfficaceMente, ma non credo farei un buon servizio ai miei lettori proponendo qualsiasi infoprodotto mi venga suggerito. Personalmente ho scelto di collaborare solo con alcuni blogger che conosco personalmente e di cui ho potuto approfondire e testare le strategie proposte negli ebook a pagamento. L’asset più importante di un blogger non sono i suoi articoli o la sua mailing list, ciò che conta veramente è la fiducia di chi legge: se la tradisci per vendere qualche ebook in più, magari di scarsa qualità, puoi anche chiudere il tuo sito.

Hai avuto offerte da case editrici?

No, non sono stato contatto da case editrici. Credo che oggi, ma soprattutto nel prossimo futuro, avere un libro pubblicato da una casa editrice sarà sempre meno rilevante.

Non vi è dubbio che trovare un proprio testo in libreria possa aiutare un blogger ad affermasi come autorità del settore, ma temo che le case editrici possano fare la stessa fine delle agenzie viaggi. Internet elimina gli intermediari, a meno che questi non si reinventino e non siano in grado di apportare un reale valore aggiunto.

E’ ora il momento di affrontare un progetto editoriale che ha molto a che fare con la motivazione, soprattutto perché con i bambini ne serve parecchia  E’ il turno di Mo te lo spiego a papà, libro ora cartacea nato da un progetto web e sostenuto anche dalla popolarità lì ottenuta.

Come ci si sente a fare il papà blogger in mezzo a tante mamme blogger? Scrivere di questioni intime è più difficile per i papà?

Da un lato è molto difficile perché sei sempre in minoranza e perché sull’argomento figli ed educazione c’è l’idea del monopolio femminile. Non è facile per me come per gli altri papà farsi sentire. Dall’altro lato poiché siamo pochi, siamo facilmente riconoscibili e attiriamo molta più attenzione. In fondo siamo una decina o poco più a dividerci la rete utilizzando un blog per questo argomento.

Il motivo preciso per cui ci siano meno papà sicuramente è un fatto culturale e una certa difficoltà a raccontarsi anche se ’approccio credo stia cambiando. Ad es. noto che sui social network molti papà sono partecipi ed esprimono le loro emozioni. Forse è lo strumento blog che non ha molto successo perché richiede tempo e passione per la scrittura.

Un papà che non ama particolarmente scrivere però sintetizza su Facebook o Twitter le proprie emozioni oppure posta una foto. Questo è segno di condivisione e di partecipazione fatta utilizzando uno strumento diverso.

Hai pubblicato il tuo libro con la casa editrice Tea. Com’è stata questa esperienza? L’editore era scettico o entusiasta della tua provenienza dal web?

L’esperienza di scrivere un libro è molto bella e l’avevo già vissuta col mio primo libro scritto per spiegare ai bambini la carta internazionale dei diritti dell’infanzia. Mo te lo spiego a papà è un libro dove trovi una riflessione ad alta voce di come ci si sente ad essere un papà alle prime armi con tutte le difficoltà pratiche e delle emozioni contrastanti.

Non è stato facile “denudarsi” e condividerlo in un libro, ma credo sia stato un bel modo per dire che anche i papà provano certe sensazioni, che anche i papà amano. L’editore mi ha scelto proprio perché venivo dal mondo web e sono molto grato di questo, ma anche della scommessa che tutta l’equipe di lavoro ha fatto su di me. E’ stato un valore aggiunto che sta portando i suoi frutti.

Per la promozione del libro stai puntando più sul web o sui canali più tradizionali?

La promozione va fatta in tutte le direzioni e non si può, in questo momento di crisi dell’editoria, tralasciare un canale. Le mie conoscenze della rete e i miei contatti sono stati messi a disposizione dell’ufficio stampa per la promozione e insieme continuiamo a lavorare per far conoscere Mo te lo spiego a papà. E’ vero che la tv o le grosse testate sono sempre un punto di riferimento, ma il web, partendo dal basso, mi ha sostenuto e aiutato moltissimo.

Da un libro di taglio ironico e basato sulle preziose esperienze di un papà, approdiamo a Eroine Multitasking, di Giovanna Gallo, blogger di lungo corso.

Eroine multitasking è il tuo primo libro o hai già scritto in passato? Il tuo amore per i libri precede quello per il web o le due cose, essendo tu molto giovane, sono andate avanti di pari passo?

Scrivo da dieci anni sul web: cominciato, come tutti, su un blog amatoriale e poi sono arrivate le prime collaborazioni professionali con testate cartacee nazionali e online.

A un libro non avevo mai pensato, anche perché non so proprio se riuscirei a buttare giù un romanzo canonico. Però avevo l’ispirazione dal mio blog (giovannagallo.it) su cui ho tenuto per anni una rubrica dedicata alle donne, molto ironica e leggera. Ho inviato quelli alla casa editrice Emmabooks e da lì abbiamo lavorato insieme a Eroine Multitasking, che è il mio primo libro. Ma a questo punto c’ho preso gusto e spero proprio non sia l’ultimo!

Hai presentato il tuo libro al Salone del libro di Torino. Com’è andata?

Molto bene: fa un po’ impressione ritrovare il proprio nome sul programma ufficiale o essere presentata come autrice da persone che lavorano nel mondo dell’editoria. Ho sempre seguito il Salone come giornalista o da visitatrice: sfido chiunque a non andare in fibrillazione se si ritrova dall’altra parte del tavolo!

Quali canali di promozione digitali ma non meno reali hai intrapreso? Quanto la tua esperienza nei social media ti illumina nella gestione di questo aspetto?

Sinceramente, prima di espormi con un ebook, che vive di promozione social e digitale, ho costruito la mia autorità web e i miei contatti. Ci ho messo quasi cinque anni, ma ne è valsa la pena. Insieme alla casa editrice abbiamo contattato una serie di blogger lifestyle, con cui ho ottimi rapporti d’amicizia e di lavoro, essendo io stessa una di loro, per inviargli il libro e poi anche le testate più grosse, perché essendo una giornalista conosco già l’ambiente.

Poi la promozione è venuta da sè: chi legge Eroine magari si diverte a scattare una foto del libro e a postarla su Instagram o Facebook, o a twittare il pezzo che gli è piaciuto di più e così si innesca un meccanismo di passaparola che funziona benissimo e va avanti da solo! 

Hai già ricevuto proposte da parte di case editrici?

Non ancora, ma non sono proprio il tipo che sa aspettare. Ho un po’ di idee in mente e ho intenzione di muovermi io, e battere il ferro finché è caldo. 

Ecco alcuni link utili sul self publishing:

foto: george_eastman_house

Questo articolo è stato scritto da: Elena Bottari

Autori Digitali Italiani: Passioni, Lavoro e Strategie di Self-Publishing

Elena ha fondato e scrive per Psicomamme.it. Laureata in lingue, ha studiato da comunicatrice digitale al Matec nel 2001. Dieci anni di lavoro lontana dai bit e due  figli l'hanno riavvicinata al web. Adora i libri e le storie, pianta grane che spera fioriranno.

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Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. [...] nei confronti del lettore in cui forse sta la cifra del loro successo. L’articolo Autori digitali italiani: passioni, lavoro e strategie di self publishing nasce da un’idea avuta assieme a Francesco Gavello, già animatore di proficue discussioni [...]

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