Rendere Efficace L’aggiornamento Del Tuo Layout

scritto da Francesco Gavello [+] il 11 marzo 2009 | 14 Commenti in: Blog Design | WordPress

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Da buon Mac user non posso che apprezzare come la Apple sia stata capace, negli anni, di trasformare quello che per tutti è un momento di “debolezza”, un’interruzione di servizio dei suoi store online, in un vero e proprio tam tam mediatico in grado di rimbalzare per la rete alimentando i rumors più frenetici.

E così, vedendo comparire il famoso post-it giallo sulla community di Apple-Italia.com, segno di una imminente (e oramai operativa nel momento in cui starete leggendo) nuova veste grafica, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto ogni update sia invece causa di problemi e grattacapi per noi ben più semplici blogger.

Non si sta qui parlando dell’aggiornamento del core di WordPress o di uno dei numerosi plugin che spesso popolano le sue cartelle. No, quel lato è oramai in parte coperto da sistemi (semi)automatici che sembrano funzionare piuttosto bene.

Mi riferisco invece a tutto ciò che concerne la parte relativa alla presentazione dei contenuti. Salvo update minori al sistema di preview e di attivazione, i meccanismi con i quali utenti e sviluppatori hanno quotidianamente a che fare per gestire l’evoluzione di un layout sono rimasti invariati nel tempo.

Tutto ciò che serve?

Ma come migliorare un sistema che di per sé sembra offrire tutto ciò che serve?

Voglio dire: quando uno sviluppatore completa il suo nuovo tema, dopo aver esaurito le bottiglie di spumante, lo carica pieno di aspettative sul suo hosting. Poi inizia la trafila: modifica alcune categorie per far combaciare i loop, aggiusta un paio di ID perché ancora oggi qualche funzione non accetta gli slug (le abbreviazioni), aggiorna un paio di plugin perché le versioni online sono nel frattempo risultate datate, ne disattiva di altri per non creare conflitti. E poi testa, testa e ancora testa.

E poi solitamente qualcosa non funziona.

Ma non che esista un metodo migliore, se vogliamo dirla tutta.

E’ un processo che ancora oggi fa letteralmente sudare freddo chiunque abbia intenzione di ottenere sin da subito un buon risultato, e non voglia perdersi tra comunicazioni del tipo “Hey, forse si romperà qualcosa nelle prossime due settimane! Portate pazienza!” oppure “Ops! Tutte le mie pagine sono sparite da Google, forse quel nuovo plugin non era poi così fantastico come sembrava“.

Un modo migliore

Grazie ad AsteriscoWeb vengo a conoscenza di un articolo su ThemeShaper, in cui una semplice domanda: “Qual’è il futuro dei temi per WordPress?” va a sondare l’opinione di alcuni degli sviluppatori più in vista.

Nell’articolo in questione, lungo, interessante e in inglese, c’è chi:

  • prospetta soluzioni modulari, basate su pacchetti a rilascio periodico
  • auspica una soluzione centralizzata esattamente come oggi accade con i plugin
  • riporta l’attenzione sulla protezione delle modifiche effettuate dall’utente e cerca soluzioni ibride, a costo di un maggior dispendio di codice

Cosa non dovresti dimenticare di fare

Nel frattempo, con ciò che abbiamo in mano oggi, come muoversi per ottenere il migliore dei risultati con il minimo dello sforzo?

1. Usa Maintenance Mode

Ti prego, ti prego, ti prego, usa un plugin adatto quando si tratta di tirare giù il tuo blog. Maintenance Mode non è solo un simpatico fronzolo per evitare di sbattere in faccia ai tuoi utenti una laconica pagina bianca. E’ il modo corretto di fare le cose, impostando i giusti Header HTTP 503 “Service unavailable” ed eventualmente “Retry after x minutes”. Ti permette di navigare con le credenziali di admin in piena libertà mentre il resto del mondo visualizza il messaggio che hai scelto per avvisare dei lavori in corso. Inoltre è pienamente personalizzabile a livello di HTML e CSS presentato. Insomma, usalo.

2. Sfrutta dei contenuti di test

Da WPCandy un’idea tanto semplice quanto geniale: rilasciare dei contenuti demo in grado di coprire pienamente le esigenze di un layout medio. Puoi scaricare il file XML e procedere con l’importazione di articoli, immagini e commenti che andranno a popolare il tuo database permettendoti di testare il tuo layout senza dover effettuare ripetitive operazioni iniziali. Durante le prime fasi di sviluppo ti torneranno utilissimi.

3. Testa il tuo tema in una sandbox locale

Ottime soluzioni come MAMP (OS X) e WAMP (Win) ti permettono di configurare una sandbox isolata dal resto del tuo sistema in cui lanciare Apache, MySQL e PHP e dove testare la tua installazione di WordPress senza preoccuparti di alcun tipo di problema o configurazione.

4. Prepara e controlla gli Unit Tests

Unit Tests, ovvero “fa’ in modo che tutto quello che hai preparato funzioni con una semplice lista di ripasso”. Da Problogger una di queste liste abbastanza completa nell’articolo intitolato “How To Sleep Better After an Upgrade – Blog Unit Testing“. Si va dalle funzionalità dell’archivio, ai Feed RSS, dalle titolature alle widget in sidebar.

Maggiore è il traffico che il tuo blog ogni giorno sopporta, più ampi e dettagliati dovrebbero essere i tuoi unit tests. Dovresti utilizzare una lista come quella di Problogger come base di partenza per creare la tua personale lista di check point da soddisfare prima di aprire al pubblico il tuo nuovo tema.

Il modo migliore di mandare online un restyle?

Qual è secondo te il migliore giorno della settimana per mandare online un restyle? Meglio sfruttare i cali di traffico fisiologici del weekend o un giorno qualsiasi può andare bene? Meglio sfruttare le ore notturne e preparare abbondanti dosi di caffè o piazzare un “maintenance mode” a mezzogiorno e fare tutto in maniera più rilassata, sfruttando paradossalmente la maggiore visibilità dell’essere andati offline?

Insomma, come ti muovi per limitare i danni e sfruttare al massimo l’eccitantissimo momento dedicato all’aggiornamento del tuo layout?

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14 Commenti

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  1. Angelo ha detto:

    Bellissimo articolo come sempre! Direi che comunque l’ideale è caricare il nuovo tema la domenica notte, così da partire il lunedì con la nuova veste grafica.

    Rispondi
  2. Andrea @ EfficaceMente ha detto:

    Direi che questo articolo cade a fagiuolo!
    Per il “go-live” del nuovo layout del blog EfficaceMente.com, penso che sfrutterò il calo di traffico…(e di ore lavortive) del we.

    Grazie per i consigli.

    Rispondi
  3. Ottantotto ha detto:

    Davvero interessante questo articolo, anche se io concordo con Angelo e consiglio di lanciare un layout la domenica notte o magari un giorno importante per il nostro blog… Oppure… effettuare le modifiche poco per volta, in modo da non stressare o non sconvolgere l’utente!

    Rispondi
  4. Alberto ha detto:

    Ciao Francesco
    Penso che sia fondamentale organizzare uno spazio di staging dove replicare il sito e su cui fare tutti gli esperimenti.
    Io sviluppo tutto in staging in modo che l’aggiornamento duri, agli occhi degli utenti, il tempo di uploadare i nuovi files, ovvero pochi minuti al massimo.
    Ciao!

    Rispondi
  5. BoRnA ha detto:

    Concordo con Alberto, la versione clonata ti permette di gestire e sapere dove andare ad intervenire al momento dell’aggiornamento ufficiale in modo tale che le necessarie modifiche durino pochi minuti.

    p.s. tenendo conto del più remoto dei problemi, il blackout. Fortuna che ho rimediato con una connessione 3G. Però da 10 minuti ieri ci sono volute 2 ore.

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  6. Stefano/asterisco ha detto:

    Per quelle volte in cui mi sono ritrovato a dover mettere in standby dei blog basati su WordPress devo dire che Maintenance Mode è un plugin davvero indispensabile. In generale, questi sono tutto sommato gli stessi punti che seguo anche io quando mi trovo a dover effettuare degli aggiornamenti. Molto interessante il link all’articolo del punto 7, non mi era ancora capitato di leggerlo.

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  7. Fabio ha detto:

    Io ho usato il plug-in Maintenance Mode per un mio vecchio blog e ho avuto grandissimi problemi, non mi riconosceva più come Admim e non potevo realizzare operazioni basiche. Poi nell’assistenza di WordPress ho scoperto altre persone con il mio stesso problema. Personalmente lo sconsiglio, mi piace di più la soluzione di Alberto…

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  8. Daniele ha detto:

    Finchè si tratta di aggiornare il layout non è poi così critico: anche io ho una copia del mio blog in locale e testo sempre lì tutto, prima di metterlo online.
    Il vero problema è quando invece dovete cambiare server… e magari scoprite solo alla fine che il dump del database è codificato male e non potete più accedere al db originario…
    In quel caso sì che sono stato per tre giorni in mantainance mode… Non ve lo auguro :(

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  9. Massimo Prete ha detto:

    Le soluzioni migliori sono lo spazio staging o la copia in locale. Trovo che siano soluzioni sicure e indolori.

    Rispondi
  10. Alberto ha detto:

    A propostio, non so quanti di voi siano Mac User, ma per tutti quelli che sono alla ricerca di un buon webserver locale, consiglio MAMP:
    http://www.mamp.info

    Buona giornata!

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  11. Matteo_M ha detto:

    Io preferirei caricarlo nel weekend, complice il calo di traffico (non poi così sensibile) ma soprattutto le ore di tempo libero che fra settimana mi mancano :D

    Tra l’altro dovrei aggiornare il mio template :\

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  13. [...] abbiamo parlato di come mandare un blog in manutenzione senza creare disastri, c’era chi si lamentava di qualche problema sperimentato con uno dei plugin più diffusi per [...]

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