Perché Acquistare un Tema Premium Potrebbe non essere la Scelta Migliore

Solo una storia che si ripete

scritto da Francesco Gavello [+] il 16 ottobre 2014 | 9 Commenti in: Blog Design | Featured

Comprare o sviluppare un tema per il proprio blog

Una piccola premessa: questo post non ce l’ha affatto con marketplace di temi WordPress come la rete Envato e compagnia bella. Sono una gran cosa e rappresentano tutta la potenza della community di professionisti che ruotano intorno al nostro amato CMS. Kudos, come si dice.

Semplicemente, non sono sempre la scelta più azzeccata.
Iniziamo.

Ammettiamolo: chi direbbe di no a un layout professionale, pagato all’autore quanto una serata in pizzeria?

Con l’enorme scelta a disposizione e una resa sempre più professionale, non è raro trovarsi da consulenti con il cliente che arriva e ti dice: “hey, il tema l’ho già scelto. Ci facciamo su una bella strategia?”

Ora.
Al di la del fatto che non è affatto detto che ogni layout possa magicamente supportare una strategia in modo efficace, c’è un altro problema di fondo.

Non è affatto la strada piu economica.

Anzi. Se non hai dimestichezza con il codice, con la complessità di WordPress stesso, con la costante spada di Damocle degli aggiornamenti al CMS -insomma, se sei giustamente un classico cliente- rischia di rivelarsi nel medio e lungo periodo un autentico disastro.

Facciamo due conti, sempre in tema pizza?

Raccontami una storia

Mario, pizzaiolo dalla grande esperienza, decide di voler offrire un servizio unico alla sua clientela. Decide che è giunto il momento di proporsi in rete con un sito unico, incisivo, che renda concrete le sue idee e cresca insieme a lui.

Mario coinvolge un consulente e arriva preparato. Ha un buon budget, Mario; non è uno sprovveduto. Ha anche sbirciato in rete il tema ideale e costa solo qualche manciata di euro. Il tema promette mari e monti e, in effetti, sembra funzionare. Iniziare risparmiando è un bel modo di iniziare. E poi così si può diluire il budget su più mesi di strategia. Fantastico.

Solo che il tema non è, hum, esattamente ciò che Mario aveva in mente. Manca qualche feature che, giustamente, l’autore originale non ha mica previsto. È necessario aggiungere qualche nuova funzionalità: forse un sistema di registrazione, magari un qualche tipo di membership avanzata legata a una newsletter. Forse Mario gestisce i suoi clienti con un basilare CRM, e visto che si è deciso a fare il grande passo, vorrebbe fare tutto per bene.

Solo che le ore di sviluppo iniziano a crescere e il risparmio iniziale sull’acquisto di un tema premium è ricomparso sotto forma di ore uomo dedicate allo sviluppo di ciò che mancava.

Mario tiene duro e con un paio di buoni partner lato sviluppo manda online proprio il sito che voleva. Certo, il codice non è più così pulito, per via delle aggiunte postume richieste, tuttavia tutto funziona. Ottimo lavoro!

Passa qualche mese, Mario monetizza alla grande. Un giorno arriva una mail che recita più o meno: “Ciao, sono l’autore del tuo tema e ho scelto di interromperne lo sviluppo. Non saranno più erogati aggiornamenti, grazie di aver fatto la strada insieme a me fin qui.”

Sopracciglio inarcato. Mario archivia l’email. Dopotutto il sito funziona e non è che di questi tempi si senta pronto a sollevare nuovamente chissà quale polverone. Il sito va alla grande, dicevamo.

Se non che -lo so, è una storia che non fa che peggiorare- un giorno WordPress chiede a gran voce di venire aggiornato ancora una volta. Risolti una valanga di problemi di sicurezza, dice. Un solo click e tutto fatto, promette. Mario, fidandosi del consulente che lo ha fin qui seguito lo contatta ed è convinto che anche a questo punto tutto andrà bene. Come potrebbe non esserlo? I suoi clienti continuano a fargli i complimenti per il sito e il servizio e l’idea geniale che ha avuto.

Ed è qui che tutti i nodi vengono al pettine.

Il tema, non più mantenuto aggiornato dallo sviluppatore, ha qualche problema più o meno grave con l’ultima versione di WordPress. Pure incrociando le dita, il consulente dopo tutti i test del caso alza bandiera bianca. Non si può fare.

Forse è solo qualche sidebar che non si carica, forse un problema più o meno esteso con un plugin di vitale importanza. Plugin che, poveri loro, hanno bisogno anch’essi di un costante aggiornamento. E che senza l’ultima versione di WordPress aprono le porte a tutto un girone infernale di problemi di sicurezza.

Niente male, eh?

Insomma, rullo di tamburi, Mario è fregato. Ha un sito apparentemente solido, efficace e remunerativo ma in realtà la sua visibilità si regge sugli stuzzicadenti. Non può più aggiornare WordPress, non può aggiornare i suoi plugin, il suo tema non ha più un supporto ufficiale e l’unica persona su cui può fare affidamento è un consulente o uno sviluppatore con le mani legate. A cui, per inciso, ha affidato lavorazioni importanti in passato proprio su quello stesso tema.

L’unica soluzione sembra essere l’abbandonare una nave che a prima vista non sta affatto affondando. Investire un nuovo piccolo budget per esportare tutti i contenuti e dati di valore dal sito attuale e -paura- andare alla ricerca di un nuovo tema da modificare ancora alla bisogna.

Ora, questo post potrebbe proseguire sui binari della domande:“il consulente ha fatto un buon lavoro?”, “seguire il cliente in questo turbinio di scelte è stato conveniente per qualcuno?”.

E invece no. :)
La domanda che ti faccio è: “quando è davvero conveniente scegliere un tema Premium?”

Non è affatto questione di estetica o di singola funzionalita. Là fuori ci sono ottimi temi o framework che permettono di fare grandi cose con pochi click. Costano poco e il cliente ne viene affascinato in fretta. Si vince facile.

Ma sono davvero la scelta piu adatta a prescindere dal tipo di cliente?
Sono una scelta ragionata sul medio periodo?

Lati della medaglia

Il fatto è che partire da un tema professionale comprende accettare alcuni “contro” non così intuitivi.

  • Feature. Tutto o niente. Molti temi includono una serie di feature e plugin aggiuntivi su cui cliente e sviluppatore hanno controllo pari a zero. Ritrovarsi con un tema che non si sfrutta più della metà non è così raro;
  • Supporto. Non importa chi hai al tuo fianco e quanto è bravo. Dipendi, in tutto e per tutto, dallo sviluppatore originale. Finché dura, è una pacchia. Quando finisce (e capita molto più spesso di quanto si pensi, senza preavviso o possibilità di trattare) è un disastro;
  • Aggiornamenti. Semplicemente se un plugin smette di funzionare e la causa è proprio il tema che stai usando, la soluzione più economica è attendere una nuova release. E nel frattempo?
  • Traduzione. Non è altrettanto scontato poter tradurre agevolmente tutte le parti del tema. Se mettere mano a un file Poedit può essere uno sforzo non indifferente (e che qualcuno comunque dovrà fare), in molti casi potrebbe non bastare. Mettere mano in profondità nel codice per tradurre solo quell’altra stringa non è proprio il massimo in termini di stabilità.

Certo, ci sono ancora moltissimi casi in cui scegliere un tema premium ha il suo perché:

  • Sviluppare agevolmente un micro sito senza pretesa di unicità;
  • Rilasciare un minimum viable product con cui testare l’efficacia della tua idea prima di investire su di essa ulteriore tempo e denaro;
  • Lanciare e relazionarsi con il proprio primo, semplicissimo blog e relativo layout in grado di renderti visibile ai lettori.

Il vero rischio, forse è solo quello di fraintendere il rapporto costo/benefici. Conosco sviluppatori che usano i marketplace di cui sopra come un modo molto semplice di recepire ispirazioni dal cliente e poi …scrivere da zero un loro tema che sia la somma delle parti, equilibrato per raggiungere l’obiettivo. Evitando tutta la storia di cui sopra.

O forse, è anche solo questione di rispetto.
Rispetto per la propria idea.

Se ne hai una, ed è buona, dagli modo di esprimersi al meglio, costruendo qualcosa che la accolga come si deve. Il risparmio, in un caso o nell’altro, non c’è. Semplicemente non c’è.

Che ne pensi?
Tema completamente su misura o tema premium acquistato con licenza?

foto: ©marekuliasz – Shutterstock.com

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9 Commenti

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  1. Osvaldo ha detto:

    davvero molto utile grazie.

    Rispondi
  2. Ciao Francesco,

    Sono d’accordo, ma spesso la scelta di un template premium è la condizione di un badget ridotto.
    Se il cliente capisce e può investire, creare su misura un template/plugin … o software è sempre stata la scelta migliore.

    Secondo me, con un badget ridotto, uno potrebbe consigliare un template premium inizialmente e se il cliente comincia ad avere un ritorno economico, investire sul nuovo tema “personalizzato” magari con features nuove.

    Questo tutela il cliente e il professionista.

    grazie e buon lavoro!
    Antonello Carlomagno

    Rispondi
  3. Davide ha detto:

    Concordo in parte, mi spiego.
    Nel caso del “tema premium” una parte del problema sono gli aggiornamenti del tema, un’altra parte sono gli aggiornamenti dei plugin (se ce ne sono).
    Nel caso del tema sviluppato ad hoc (o del tema standard con le funzionalità sviluppate e parte) un primo problema è che i costi iniziali (visto che è tutto da sviluppare) sono sensibilmente più alti, inoltre tutte le funzionalità aggiuntive potrebbero cmq avere bisogno di aggiornamenti (anch’essi da pagare) che dipendono (certo non da uno sconosciuto) ma cmq da uno sviluppatore che potrebbe anche non essere disponibile (malattia, ferie, picco di lavoro, cambio di lavoro, ecc.) oltre al fatto che dovrebbero essere pagate.
    Credo che un buon compromesso sia quello di utilizzare child theme sviluppati da aziende referenziate (penso a studiopress) in cui il supporto è più a lungo termine (e si ha anche qualche garanzia in più sulla bontà e sicurezza del codice) facendo sviluppare a parte solo quello che serve.
    Medesimo discorso per i plugin, fare una seluzione molto accurata, cercando di utilizzarne pochi, e referenziati.
    Verissimo rimane il discorso di fondo e cioè che vedere un tema a 50$ ed illudersi che quello sia l’unico costo è un approccio quantomeno ingenuo.

    Rispondi
  4. Niki Rocco ha detto:

    Il tema premium è spesso la via più veloce ed economica per completare un progetto. Non nascondo il fatto che più di qualche volta mi son trovato a rimuovere funzionalità dai temi acquistati…. i temi premium sono infatti creati per un pubblico che ha limitate conoscenze di WordPress e pertanto devono offrire un numero elevato di funzionalità ed impostazioni (es. colori, layout, ecc) che appesantiscono il tema, ma che sono indispensabili per chi non ha conoscenze “a livello di codice”.
    Sugli aggiornamenti… dipende… se si sceglie un’autore affidabile, che abbia molte vendite alle spalle ed un sito di supporto (sintomo che basa il suo business sulla vendita di temi) penso che si possa stare tranquilli ed applicare gli aggiornamenti quando vengono rilasciati.
    Ultimamente noto sempre di più che i temi premium includono “hook” per l’aggiornamento automatico. Se si utilizzando i temi child l’operazione diventa abbastanza sicura e semplice.

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Questo implica però un filtro sul tipo di prodotto che puoi effettivamente sviluppare in sicurezza.

      Con tutta la buona volontà, quando il cliente inizia a chiedere una feature particolare (o un modo di interagire con una feature particolare) sono dolori.

      Rispondi
  5. Andrea Lombardi ha detto:

    Scusate ma, c’è qualcosa che non mi torna.
    Se il supporto al ‘tema premium’ viene a mancare e questo non viene più aggiornato, beh, siamo nella stessa condizione in cui un tema ‘custom’ viene realizzato e lasciato in mano al cliente: se non si paga qualcuno per aggiornarlo, nisba.
    Se lo sviluppatore è competente è in grado di aggiornare un tema realizzato da qualcun altro per renderlo compatibile con le ultime versioni di WP. Se non è in grado di farlo dubito che sia in grado di aggiornare allo stesso modo il tema custom che ha creato ad hoc per il cliente, anzi dubito ancora di più che sia in grado anche solo di realizzarne uno.

    Seconda cosa che non trovo esattamente corrispondente alla realtà è dire che modificare un tema premium rende «il codice non più così pulito, per via delle aggiunte postume richieste». Se il lavoro è ben fatto, è ben fatto. Se è fatto male, beh, è fatto male. Poi, se il budget è ridotto e lo sviluppatore butta dentro il codice alla bell’è meglio questo è un altro discorso…

    Con tutto ciò voglio solo dire che il codice è codice, lo si può rimagheggiare, smontare e rimontare come si vuole, raggiungendo virtualmente qualsiasi risultato si voglia, con la precisione e pulizia massima che si è in grado di raggiungere. Il problema è decidere di investire in una cosa o meno e capire che periodicamente bisognerà investirci dei soldi, perché gli aggiornamenti, che si usi un tema custom o uno premium, vanno fatti comunque. Sia al software che, per l’appunto, al tema.

    O no?

    Rispondi
  6. Rosanna ha detto:

    … ma esiste un programma che sviluppa temi su misura? :)

    Rispondi
  7. Bruno ha detto:

    Buongiorno bisogna SEMPRE rivolgersi a temi premium che abbiano migliaia di acquisti dove lo sviluppatore ha un BUSINESS fortemente remunerativo che gli permette di avere un team di sviluppatori impensabili per un altro tipo di tema. Inoltre lo sviluppatore ha MOLTO interesse a tenere agganciati i clienti che gli chiedono molto spesso personalizzazioni IMPORTANTI. Vedi ENFOLD o AVADA.

    Rispondi
  8. Beppi ha detto:

    Concordo al 100%. In generale è meglio optare per un design minimalista, semplice veloce e – se proprio si devono utilizzare dei temi e dei plugin – utilizzare quelli (free o paid) che sono i più diffusi.
    Poi, ricordare che, come in un qualsiasi altro sistema, anche in un CMS meno cose ci sono e meno cose c’è il rischio che si rompano!

    Rispondi

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